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La partecipazione ai tempi del PD&MDP.

La partecipazione ai tempi del PD&MDP.
L'amministrazione rifiuta ogni interlocuzione sul regolamento dei beni comuni.


È necessario fare chiarezza sul regolamento dei beni comuni. L'amministrazione, per mano dell'assessore alla cultura Ferrante, rivendica un percorso partecipativo, quando in realtà sono stati i consigli territoriali di partecipazione (CTP) gli unici soggetti informati del processo di elaborazione del documento; si è trattata di un'interlocuzione in cui la cittadinanza è stata marginalizzata, un dialogo aperto soltanto a organi nominati da quei partiti che siedono in consiglio comunale. E come se non bastasse, nel momento in cui il Regolamento è diventato pubblico, è stata negata qualsiasi forma di ascolto e condivisione a tutte quelle realtà che intendevano esprimere opinioni e critiche. La maggioranza ha persino rifiutato la richiesta di audizione in commissione avanzata da noi e altre associazioni, questa sarebbe la 'partecipazione'.

L'assessore ha persino affermato che la stesura del Regolamento è una buona idea in sé e per sé, a prescindere da chi la propone, e come tale deve essere portata avanti senza indugio, senza 'cappello'. 

Allora ci chiediamo come mai i progetti sui beni comuni avanzati in tutte questi anni al comune dal Municipio dei Beni Comuni sull'ex-Colorificio, sulla Mattonaia, sul Distretto 42 solo per fare alcuni esempi sono state non solo ignorati ma anche repressi, come mai la proposta avanzata nel dicembre 2013 dallo stesso Municipio dei Beni comuni per l'elaborazione di una regolamentazione partecipata dei beni comuni non ha mai ricevuto risposta? Come mai alla ripresa dell'argomento (metà 2015) l'amministrazione si è trincerata nei CTP? Perché non si è confrontata con “le numerose esperienze di azione diretta dei cittadini, singoli o associati, per la cura della città che sono presenti nella storia amministrativa del Comune di Pisa”, come recita la delibera che dovrebbe accompagnare l'approvazione del regolamento in consiglio comunale? Come mai, ora e solo ora, a metà del 2017, si sente l'urgenza di chiudere in tutta fretta la discussione, tanto da non voler nemmeno ascoltare in commissione nessuna realtà pisana che ha mosso critiche al Regolamento?

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Nessuna giustizia senza pace: Pisa [il Progetto Rebeldia] ripudia la guerra

Nessuna giustizia senza pace: Pisa [il Progetto Rebeldia] ripudia la guerra

 

Esiste una Pisa che lavora, che studia, una Pisa di donne e di uomini, di bambine e di bambini, che portano avanti una lunga storia di accoglienza e di solidarietà, che impiegano il tempo della loro vita affinché la dignità dei più deboli sia garantita, senza eccezioni. È quella stessa parte di città che da decenni pronuncia un 'no' categorico alle politiche di guerra e alla militarizzazione coatta del proprio territorio. È la Pisa dell'antimilitarismo come visione del mondo e dei rapporti tra i popoli, la Pisa che non si piega davanti all'ipocrisia della difesa a tutti i costi, la Pisa che sa intravedere dietro la cortina dell'industria e delle politiche di guerra le brutali condizioni di un sistema di governo e di sfruttamento che ha ridotto il pianeta a uno scenario insanguinato senza fine né confini.

Il sangue innocente versato è sempre troppo, e noi non vogliamo essere complici - in nessun modo - di chi lo versa. È fuori dalla storia chi crede ancora oggi che l'aggressione violenta rivolta contro un altro popolo possa ridurre quest'ultimo al consenso nei confronti del più forte. È fuori dalla storia chi in tempi di crisi economica aggressiva, negli anni di un'emergenza abitativa senza pari, di cruente stragi per mare, crede che si possa accordare disponibilità al circuito devastante della guerra, concedendo il permesso (a nome di chi?) ad ampliare questa o quella infrastruttura militare. 

Siamo consapevoli del ruolo strategico svolto dalle infrastrutture pisane nel controllo del Mediterraneo. Una vocazione terribile, che andrebbe recisa senza obiezioni, in nome della sicurezza (vera e non rigurgito della propaganda) di chi in questa parte di mondo vive o ha scelto di vivere. La pace è l'unica via di comunicazione che a noi interessa tutelare, fino in fondo. La terra, gli alberi e i boschi di Tombolo sono un patrimonio comune. Ma prima ancora della concretezza antica degli elementi, in questa sporca vicenda il primo bene usurpato alle cittadine e ai cittadini pisani è stata la consapevolezza. Conoscere, fino alle conseguenze estreme, l'esito di scelte sciagurate condotte sulla pelle di tutti. Non può esserci presunzione di innocenza per questo. L'ombra della militarizzazione è sempre più lunga sulla nostra città. E in nome di cosa le cittadine e cittadini dovrebbero accettare una simile condizione? La sicurezza nazionale? La solidità delle difesa? La guerra al terrorismo? Contenitori troppo spesso vacanti, nei quali si sente l'eco di una menzogna ormai quasi secolare: l'ordine e la sicurezza si costruiscono sulla forza delle armi.

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Mondiali Rebeldi 2017

Dodicesima edizione dei Mondiali Rebeldi:
in campo contro il razzismo!


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Il torneo si disputerà fra 20 squadre a partire dal 6 Giugno presso il Circolo Arci di Pisanello, consolidato ospitante dell'iniziativa. Per l'edizione targata 2017 fasi finali il 2 Luglio presso il Dopolavoro ferroviario in piazza della Stazione, che vide nascere le prime storiche edizioni

Dodici edizioni di gol e trofei, ma soprattutto di calci al razzismo e alla sorda strategia di chi vorrebbe ridurre la presenza migrante sul territorio a un'emergenza. La Pisa antirazzista è pronta a lanciare l'appuntamento più colorato dell'estate, quel Mondiale Rebelde che da più di un decennio custodisce nel suo cuore antico un'idea di condivisione e di scambio sui campetti di calcio. Il 'mondialino' non è solo rincorsa al fatidico pallone, ma un progetto semplice ed essenziale che nel tempo non ha mai smarrito il suo innato talento a mettere insieme le diversità all'insegna del gioco, della festa, del sorriso.

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Continuano le adesioni Rifiutiamo nuove forme di schiavitù

  Anche Unione Inquilini, Pink Riot, Alif, e Possibile - Comitato  Gli spettinati di Possibile Pisa  

si uniscono all'appello rivolto al Comune di Pisa per rifiutare nuove forme di schiavitù 

Rifiutiamo Nuove Forme di Schiavitù.

A partire da Pisa rifiutiamo le logiche del Decreto Minniti e chiediamo che l'amministrazione ritiri la convenzione da poco stipulata con la Croce Rossa che permette di sfruttare il lavoro gratuito dei richiedenti asilo ospiti nelle strutture del territorio. Il lavoro svolto da tutti e tutte, per definirsi tale. deve essere retribuito e tutelato.

 

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Minniti e Orlando dichiara guerra alle città

Il Progetto Rebeldìa e Africa Insieme promuovono un momento di riflessione e organizzazione collettiva sulle ricadute concrete delle nuove disposizioni legislative, che nella città di Pisa si sono manifestate ancor prima che il decreto diventasse legge. La nostra città e la regione Toscana sono state a tutti gli effetti un vero e proprio laboratorio per la messa a punto della lotta al famigerato degrado, dei daspo urbani, dell'istituzionalizzazione del lavoro gratuito per i richiedenti asilo. 

Il protocollo siglato tra comune di Pisa e Croce Rossa Italiana per la creazione di squadre di profughi preposte al mantenimento del decoro (pulizia di strade, piazze, muri, parchi pubblici) ha fatto scuola e ancor prima abbiamo constatato che le aperture delle mura storiche sono state possibili solo grazie all'impiego di quella manodopera a costo zero.
 A Pisa abbiamo vissuto la trasposizione del provvedimento del daspo dagli stadi a quelle piazze in cui si è manifestato dissenso rispetto alle politiche locali e governative; Pisa è stata più volte indicata come luogo ideale per l'apertura di un Centro di Permanenza e Rimpatrio, niente di diverso dai CIE che da sempre contestiamo; nella nostra città la criminalizzazione degli emarginati e delle fasce più deboli della popolazione è stata portata avanti negli anni a colpi di ordinanze e task force punitive. 

Venerdì 19 maggio alle ore 18 presso l'aula multimediale di Palazzo Ricci Elia de Caro dell'associazione Antigone, da anni impegnata nella tutela dei diritti nel sistema penale, e Anna Brambilla, avvocatessa dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, incontreranno la cittadinanza per discutere una legge che promuove la lotta ai poveri e non alla povertà, agli ultimi e non alle cause di disagio socio-economico, a chi esprime dissenso, a chi scappa dalle guerre, dalle persecuzioni, dagli stenti.

Vi invito a partecipare numerosi e a diffondere tra i vostri contatti l'iniziativa
evento fb https://www.facebook.com/events/283375578788645/
dal sito https://www.inventati.org/rebeldia/eventlist/13366.html
 

Campagna territoriale di resistenza alla guerra (Pisa-Livorno)

Viviamo, nell’area Pisa-Livorno, in una delle zone più militarizzate d’Italia.

Sul nostro territorio vi sono:

 

Camp Darby, la base logistica dell’Esercito Usa che rifornisce le forze terrestri e aeree statunitensi nell’area mediterranea, africana, mediorientale e oltre. Nei suoi 125 bunker vi è l’intero equipaggiamento e munizionamento di due battaglioni corazzati e due di fanteria meccanizzata. Vi sono stoccate anche enormi quantità di bombe e missili per aerei. Non si esclude che tra queste possano esservi anche bombe nucleari. Da qui sono partite le bombe usate nelle guerre Usa/Nato contro l’Iraq, la Jugoslavia e la Libia.

 

Il porto di Livorno, collegato a Camp Darby dal Canale dei Navicelli recentemente allargato per permettere il transito di maggiori carichi di armi. Esse vengono inviate in Medioriente – per le guerre in Siria, Iraq e Yemen – per mezzo di grandi navi statunitensi che fanno scalo ogni mese a Livorno. Quello di Livorno è porto nucleare, dove possono approdare unità militari a proulsione nucleare e anche recanti armi nucleari a bordo.

L’Hub aereo nazionale delle forze armate, nell’aeroporto militare di Pisa, da cui transitano gli uomimi e i mezzi per le missioni militari all’estero. Questo aeroporto, che prima aveva un ruolo tattico circoscritto al territorio nazionale, ha assunto un ruolo strategico, proiettato nei teatri operativi fuori dal territorio nazionale. Dall’Hub nazionale di Pisa transitano anche materiali militari della limitrofa base di Camp Darby.

Il Comando delle forze speciali dell’esercito (Comfose), il primo del suo genere in Italia, costituito alla caserma Gamerra di Pisa, sede del Centro addestramento paracadutismo. Attraverso l’Hub aereo nazionale, i commandos delle forze speciali e i loro armamenti vengono inviati nei vari teatri bellici per operazioni segrete, condotte con forze speciali Usa/Nato. 


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Progetto Caserme: Filippeschi riparte da zero. E procede senza la città.

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Poche ed enigmatiche le dichiarazioni dell'amministrazione comunale sul futuro dell'ormai noto Progetto Caserme, quel protocollo che impegnava Comune, Ministero della Difesa e Demanio nella realizzazione della caserma nuova ad Ospedaletto e la riconversione di ben due caserme (Curtatone e Montanara e Artale) nel cuore storico della città e della Bechi Luserna sulla via Aurelia.

Un'operazione ben nota ai cittadini di Pisa che continuano a sentirne parlare da ben 16 anni. Eppure non molto tempo fa, precisamente il 20 aprile 2017, le dichiarazioni dell'assessora Zambito a riguardo sembrano aver cancellato quell'aurea di intoccabilità  che aleggiava da troppo tempo attorno a un progetto, in definitiva, irrealizzabile. 

Si parla adesso di un nuovo protocollo, che pare preveda la riconversione a uso civico per Artale e Distretto, l'abbandono della costruzione della nuova caserma a Ospedaletto e dei progetti sulla Bechi Luserna, che rimane al Ministero della Difesa.

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Di Spazi e Beni Comuni: come la forma non cambia la sostanza

E’ attualmente in discussione all’interno del Consiglio Comunale una proposta di regolamento sulla collaborazione e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni proposto dall’amministrazione comunale. Come associazione studentesca che vive ed attraversa questa città abbiamo partecipato a diversi percorsi di riqualificazione diretta di benispazi urbani abbandonati, e vogliamo pertanto portare alcune osservazioni in merito al regolamento.

Non possiamo non partire dal ruolo della scuola e dell’università, espressamente presenti in questo regolamento, in particolare art. 17:  pur condividendo la necessità di collegare il discorso dei beni comuni alla formazione e all’istruzione non condividiamo che il canale privilegiato per il coinvolgimento degli studenti sia attraverso forme di sfruttamento del lavoro volontario. Ad oggi assistiamo quotidianamente a fenomeni di sfruttamento, attraverso l’utilizzo inappropriato dell’alternanza scuola lavoro (come previsto dalla Buona Scuola) e vediamo in questo regolamento gli stessi elementi critici che ispirano l’attuale riforma sulla scuola e l’operato politico di chi amministra questa città.

 

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Ancora Adesioni Rifiutiamo nuove forme di schiavitù

  Anche Sinistra Per e Scuola Mondo San Giuliano Terme

si uniscono all'appello rivolto al Comune di Pisa per rifiutare nuove forme di schiavitù 

Rifiutiamo Nuove Forme di Schiavitù.

A partire da Pisa rifiutiamo le logiche del Decreto Minniti e chiediamo che l'amministrazione ritiri la convenzione da poco stipulata con la Croce Rossa che permette di sfruttare il lavoro gratuito dei richiedenti asilo ospiti nelle strutture del territorio. Il lavoro svolto da tutti e tutte, per definirsi tale. deve essere retribuito e tutelato.

 

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Regolamento Beni Comuni di Pisa

OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE
PER LA CURA E LA RIGENERAZIONE DEI BENI COMUNI URBANI DI PISA

 

 

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Il comune di Pisa ha elaborato un Regolamento sulla Collaborazione tra Cittadini e Amministrazione per la Cura e la Rigenerazione dei Beni Comuni Urbani di Pisa.

Il regolamento è stato approvato in giunta, e a breve giungerà in consiglio comunale per la sua definitiva approvazione e entrata in vigore.

Come collettivo e come rete di associazioni, da anni denunciamo la mancanza di una discussione pubblica sulla fruizione dello spazio pubblico affinché non sia appannaggio dell'amministrazione comunale e delle sue realtà-satellite, ma rivolta a tutto il tessuto sociale cittadino.

Inoltre, con il Municipio dei Beni Comuni, abbiamo mappato e schedato minuziosamente i numerosi spazi dismessi che a Pisa necessiterebbero di cura e di rigenerazione, proponendo per molti di essi proposte concrete di riutilizzo.

Pertanto, siamo sicuri che la città abbia un grande bisogno di questo strumento ed è positivo il fatto che sia stata discussa una proposta in merito, tuttavia quella che è stata approvata dalla giunta pisana risulta assolutamente carente, sia dal punto di vista del processo decisionale, sia dal punto di vista dei contenuti. Le Osservazioni che proponiamo rappresentano non solo una critica tecnica, ma anche - e soprattutto - una critica politica sia alle manovre speculatorie dell'amministrazione, la quale gestisce il patrimonio pubblico come tesoretto da svendere all'occorrenza, sia ai vari pesi e alle varie misure con cui il comune regola la fruizione degli spazi.

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LIBERTA’ E DIRITTI PER GABRIELE DEL GRANDE

Ecco il testo dell'appello per la liberazione di Gabriele presentato al Presidente del Senato Pietro Grasso.

La lunga lista di sottoscrizioni aggiornata è disponibile sulla pagina fb di Io Sto con la sposa 

con i nomi di tutti coloro che vorranno aderire scrivendo a  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo   

 

LIBERTA’ E DIRITTI PER GABRIELE DEL GRANDE
Appello al Parlamento e al Governo Italiano

Gentile Presidente del Senato della Repubblica, On.le Pietro Grasso

 

Conosciamo Gabriele del Grande da molti anni, abbiamo condiviso con lui viaggi, inchieste, racconti, avendo l'onore e il piacere di apprezzare la professionalità e l'umanità con cui ha sempre condotto le sue ricerche. Il suo contributo alla democrazia del nostro Paese è da anni di enorme valore, grazie alla sua capacità di incontrare, conoscere e capire realtà diverse e complesse, grazie alla sua lucidità nel saper collegare responsabilità politiche a quotidiane ingiustizie subite da uomini e donne delle tante culture che vivono nell'Italia e nel Mediterraneo di oggi. Leggere e vedere le storie raccontate da Gabriele aiuta l'Italia, e non solo, ad essere un Paese più civile. Il suo nuovo progetto sul conflitto siriano è un altro importante tassello di questo lungo percorso di ricerca e civiltà. 
E' necessario che le massime autorità del Paese si attivino con urgenza nei confronti delle autorità turche per garantire la tutela dei diritti un proprio cittadino, nonché di un professionista di altissimo spessore e valore civile. Chiediamo che Gabriele torni quanto prima libero e possa riottenere i suoi diritti di cittadino e giornalista.

 

 

Nuove Adesioni Rifiutiamo nuove forme di schiavitù

  Anche COBAS Pisa, Glauco - Associazione Universitaria LGBTQ, Casa della Donna e Comitato Toscano di Un ponte Per

si uniscono all'appello rivolto al Comune di Pisa per rifiutare nuove forme di schiavitù 

Rifiutiamo Nuove Forme di Schiavitù.

A partire da Pisa rifiutiamo le logiche del Decreto Minniti e chiediamo che l'amministrazione ritiri la convenzione da poco stipulata con la Croce Rossa che permette di sfruttare il lavoro gratuito dei richiedenti asilo ospiti nelle strutture del territorio. Il lavoro svolto da tutti e tutte, per definirsi tale. deve essere retribuito e tutelato.

 

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