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  • Oggi 12:00 | Caserma Gamerra
    NoWAR conferenza stampa
    LE GUERRE D’AGGRESSIONE CONTRO I POPOLI DELL’EST E DEL MEDIO ORIENTE PARTONO DA PISA. FERMIAMOLE!   leggi l'appello http://www.inventati.org/rebeldia/guerre-globali/nowar-gamerra.htm...
  • Domani 12:00 | Ex-Colorificio
    Conferenza stampa: 1 anno di NON Colorificio
    Domenica 26 ottobre alle ore 12 il Municipio dei Beni comuni convoca una conferenza stampa in via Montelungo, davanti ai cancelli d'ingresso dell'Ex-Colorificio Liberato, per denunciare la perpetuazi...
  • Domani 17:00 | Polo Didattico Porta Nuova
    PRESENTAZIONE DEL LIBRO "FABBRICHE RECUPERATE...
    Le "fabbriche recuperate", abbandonate dagli imprenditori e poi occupate e rimesse in moto direttamente dai lavoratori, sono una delle esperienze più interessanti dell'Argentina usci...
  • 30/10 12:00 | Circolo Agorà
    NoWAR Incontro Dibattito
    LE GUERRE D’AGGRESSIONE CONTRO I POPOLI DELL’EST E DEL MEDIO ORIENTE PARTONO DA PISA. FERMIAMOLE! leggi l'appello http://www.inventati.org/rebeldia/guerre-globali/nowar-gamerra.html ...

Il 10 Ottobre entra in scena!

Studenti in piazza in tutta Italia

 

Il 10 ottobre entreremo in scena. Non rimarremo spettatori passivi mentre si riforma la scuola e il mercato del lavoro contro i nostri bisogni e i nostri desideri. La Buona Scuola di Renzi è una scuola che apre le porte agli interessi delle imprese, che da più poteri ai presidi, che valuta e punisce docenti, studenti e scuole, che assume la competizione e le classifiche come unico fine, che si appiattisce alle esigenze di un mercato del lavoro che ha bisogno di manodopera a basso prezzo, precaria e senza diritti invece che vedere nei saperi un investimento per ribaltare l’attuale modello di sviluppo ormai sempre più insostenibile. Una “buona scuola” della precarietà, condizione che attanaglia le nostre generazioni e che ci impedisce di immaginare il nostro futuro.


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STOP TTIP: 11 e 14 OTTOBRE LE GIORNATE DI MOBILITAZIONE IN ITALIA

STOP TTIP: 11 e 14 OTTOBRE LE GIORNATE DI MOBILITAZIONE IN ITALIA
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Oltre 100 eventi in tutta Europa, decine di iniziative da Nord a Sud del Paese per fermare il trattato di liberalizzazione selvaggia tra Europa e Stati Uniti
Appuntamenti nazionali a Milano il 10-11 ottobre e il 14 a Roma, per fermare il TTIP ora!
11 Ottobre, ore 13.00 - Flash mob/Conferenza stampa al Forum dei Popoli Europa/Asia di  Milano in occasione della Giornata europea di Mobilitazione Stop TTIP 
Decine di iniziative in tutta Italia, centinaia in Europa. E' il risultato di una delle più grandi mobilitazioni decentrate della società civile internazionale, ed ha come obiettivo il TTIP, Trattato Transatlantico di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti. Esso punta a creare il più grande mercato liberalizzato mondiale (40% del PIL globale) a tutto vantaggio di grandi imprese e investitori, ma minando alla base i diritti di lavoratrici e lavoratori, di cittadine e cittadini e delle comunità di entrambe le sponde dell'Atlantico.
In un percorso di avvicinamento alla Giornata di Azione globale dell'11 ottobre, che ha visto decine di incontri pubblici, lo sciopero e l'iniziativa pubblica della FIOM Milano l'8 di ottobre, la Campagna Stop TTIP Italia, coordinamento di più di 90 realtà di movimento, associazioni, organizzazioni sindacali e politiche, chiede il blocco immediato dei negoziati, evitando un trattato di liberalizzazione selvaggia tra Europa e Stati Uniti che metterebbe in discussione diritti acquisiti e sostenibilità sociale e ambientale.
 

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Blocca lo Sblocca Italia

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“Blocca lo Sblocca Italia”, difendi la tua terra!
Partecipa alla campagna contro il decreto che distrugge il belpaese
 
Mercoledì 15 e giovedì 16 Ottobre (ore 10-14) a Roma (P.zza Montecitorio) due giorni di presidio di comitati e cittadini davanti al Parlamento.
 
Un attacco all’ambiente senza precedenti e definitivo: è il cosiddetto Decreto “Sblocca Italia” varato dal Governo Renzi il 13 settembre scorso. Un provvedimento che condanna il Belpaese all’arretratezza di un’economia basata sul consumo intensivo di risorse non rinnovabili e concentrata in poche mani. È un vero e proprio assalto finale delle trivelle al mare che fa vivere milioni di persone con il turismo; alle colline dove l’agricoltura di qualità produce vino e olio venduti in tutto il mondo; addirittura alle montagne e ai paesaggi sopravvissuti a decenni di uso dissennato del territorio. Basti pensare che il Governo Renzi rilancia le attività petrolifere addirittura nel Golfo di Napoli e in quello di Salerno tra Ischia, Capri, Sorrento, Amalfi e la costiera Cilentana, dell'omonimo Parco Nazionale".

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Sblocca Italia. Privatizzazioni e svendite

Sblocca Italia. Privatizzazioni e svendite: la guerra del governo Renzi ai beni comuni e ai diritti

A fine agosto, il governo della larghe intese guidato da Renzi ha partorito il decreto “Sblocca Italia”. Un decreto legge che si occupa di vaste materie molto disomogenee fra loro. Come Progetto Rebeldia di Pisa abbiamo preso parola intorno a due grandi temi che riguardano questo decreto: la gestione del patrimonio pubblico e i beni comuni gestiti dai servizi pubblici locali. L’attacco al movimento dei beni comuni e alla rete di spazi sociali e occupazioni contro la crisi è chiaro. La proprietà e i grandi gruppi finanziari ora sono all’attacco, cercando di normalizzare quei soggetti che finora hanno creato un fronte politico e culturale di opposizione a questi dispositivi neoliberisti. Lo “Sblocca Italia” è presentato da Renzi come il manifesto politico che darà il via ad una ripresa dell’economia in Italia, quando in realtà la volontà è di stendere un vero e proprio “tappeto rosso” ai poteri forti pronti, come i Lanzichenecchi, a fare “un sacco” dell’Italia intera e di ciò che è rimasto ancora indisponibile e inalienabile alla logica della privatizzazione selvaggia. Giovedi 2 ottobre 2014 ore 21 Aula Multimediale, Palazzo Ricci, Pisa Ne discutiamo con: Stefano Lenzi – Wwf Luca Martinelli – giornalista “Altreconomia” Paolo Berdini – urbanista Coordina: Andrea Corti – PRC In apertura interviene uno dei lavoratori recentemente licenziati dall’Ikea di Pisa L'audio ad alta qualità: www.mixcloud.com/radioroarr/sblocca-ital­ia-privatizzazioni-e-svendite-la-guerra-­del-governo-renzi-ai-beni-comuni-e-ai-di­ritti
 
 
 

La minaccia Sblocca-Italia

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Sedici grandi "firme" -da Salvatore Settis a Carlo Petrini, da Tomaso Montanari all’ex ministro dei Beni culturali Massimo Bray- prendono posizione contro il decreto che -nel tentativo di "rilanciare" l'economia italiana- rischia di essere un pesante contributo alla devastazione del paesaggio, e un regalo alle lobby.  “Rottama Italia” è un libro -corredato da 13 vignette- disponibile gratuitamente in formato PDF da www.altreconomia.it/rottamaitalia, affinché -mentre il decreto viene discusso in Aula-, si apra il dibattito nel Paese.

7 ottobre 2014 - A 15 anni dall’uscita del primo numero della rivista “Altreconomia” (novembre 1999), Altreconomia edizioni festeggia il proprio compleanno regalando all’Italia uno straordinario e-book in cui sedici autori, architetti, urbanisti, archeologi, giuristi, costituzionalisti, giornalisti affrontano i 45 articoli del decreto Sblocca-Italia, che dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 12 novembre.

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I territori restano delle comunità

Mentre si avvicina il momento decisivo della battaglia contro lo Sbocca Italia, prosegue quella contro la proposta di legge di Maurizio Lupi, l’inemendabile legittimazione finale e definitiva della politica del territorio targata Craxi-Berlusconi-Lupi. Aiutateci, raccogliete  e inviate altre adesioni all’appello di eddyburg

Di seguito, l’appello contro la bozza di legge “Principi in materia di politiche pubbliche territoriali e trasformazioni urbane”, predisposto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Una legge, spiegano i promotori dell’appello, che aggredisce la vivibilità e la bellezza. L’unico obiettivo perseguibile, secondo le persone che hanno redatto questa “lettera aperta al ministro Lupi”, l’hanno firmata e la firmeranno, è quello di arrestarne il cammino. Per aderire inviare una email a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  

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SMASCHERIAMO L’OMOFOBIA TRAVESTITA DA ‘SENTINELLA’!

Il 5 ottobre, il movimento denominato “Sentinelle in Piedi” si riunirà in quasi 100 piazze d’Italia per ‘vegliare’ sulla libertà di 
espressione nel nostro paese, affermando che il matrimonio di diritto è e deve essere soltanto tra uomo e donna. Tra le numerose piazze italiane che vedranno, nell’arco della stessa giornata, qualche centinaio di persone leggere libri in piedi, in silenzio, troviamo anche Pisa a ospitare questo teatrino. 
Lo chiamiamo teatrino perché dietro la rivendicazione metaforica di una libertà di espressione che nessun* nega alle “Sentinelle”, si cela un atteggiamento omofobo e discriminatorio, questo sì gravemente lesivo della libertà di espressione. Affermando infatti l’insostituibilità del matrimonio tra uomo e donna, le “Sentinelle” delegittimano la possibilità di riconoscimento delle unioni omosessuali  e la rivendicazione del diritto di adozione portata avanti dalla comunità LGBTQI.

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Il Municipio dei Beni Comuni sta con la Sposa

Municipio dei Beni Comuni e cinema Arsenale presentano la prima pisana di 
'Io sto con la sposa'
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Il 16 ottobre arriva a Pisa il film 'Io sto con la sposa'.
Un mare che unisce e non frontiere che uccidono

  Oggi 3 Ottobre , a un anno dalla strage di 368 tra donne, uomini e bambini nei mari di Lampedusa, Pisa si convoca in presidio per non dimenticare, ma anche per ribadire la necessità di nuove e serie politiche di accoglienza e asilo, affinché il 3 ottobre non si ripeta come invece si è puntualmente ripetuto nel corso del 2014. Ed è proprio in questa giornata che il Municipio dei Beni Comuni lancia la notizia dell'approdo, a Pisa, di 'Io sto con la sposa', film che ha superato le “frontiere” della fortezza, e lo ha fatto a partire dalla gioia della ricerca di un futuro migliore.

Il Municipio dei Beni Comuni e il Cinema Arsenale di Pisa saranno insieme nella presentazione e nella promozione del film evento che giungerà presso la sala di vicolo del Ruschi a partire da giovedì 16 ottobre. Il lavoro di Antonio Agugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry, vincitore di ben tre premi all'ultima kermesse veneziana (premio FEDIC, premio Human Right's Nights e premio della critica sociale), racconta la paradossale odissea di cinque profughi palestinesi e siriani  sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra. 
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Il nostro 3 Ottobre: per non dimenticare e perchè non si ripeta.

Ad un anno dalla strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, data in cui oltre 368 tra uomini, donne e bambini persero la vita naufragando a largo delle coste della piccola isola a sud della Sicilia, Africa Insieme, La Scuola di italiano Rebelde e tutto il Progetto Rebeldia convocano un presidio sotto il Comune di Pisa per non dimenticare i migranti uccisi in mare dalle politiche razziste del governo italiano e della Fortezza Europa. 

Convochiamo questo presidio non per celebrare una semplice memoria ma per evidenziare nuovamente l'inadeguatezza delle politiche di accoglienza del governo italiano, che ha  provocato altri “ 3 ottobre” in tutto quest’anno e continua a provocarne. Politiche che invece di mirare all'integrazione e all'inserimento dei migranti nella nostra società, sono finalizzate alla loro emarginazione, esclusione dal tessuto sociale e allontanamento. Anche a livello locale le scelte predisposte dall'amministrazione comunale hanno portato alla collocazione dei richiedenti asilo giunti quest'anno in strutture di accoglienza situate in zone marginali e difficilmente raggiungibili. Zone nelle quali non arrivano nemmeno i mezzi pubblici e dove a fronte dei 33 al giorno percepiti dagli enti gestori vengono negati tutta una serie di servizi e diritti per cui quei fondi sono stati stanziati (assistenza legale, mediazione culturale, corso di italiano...).  
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Ikea "smonta" i diritti dei lavoratori e la dignità

Il 24 Ottobre 2012  il Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, dopo aver posato la prima pietra per la costruzione dello store Ikea ai20141001ikea.jpg Navicelli  dichiarava: “Una grande opportunità di lavoro per il nostro territorio, che già da adesso si sta realizzando con le aziende che lavorano alla costruzione e che aumenterà quando la struttura sarà a pieno regime” e questo mentre anche il Presidente della Regione Rossi rilancia con il caso Ikea la Toscana come “luogo di investimenti e politiche di sviluppo”.

E come volevasi dimostrare non è stato che un miraggio, l’ennesimo. Dopo pochi mesi benché i numeri del nuovo magazzino siano tutti positivi, la multinazionale procede ai primi licenziamenti. Ikea punta al profitto e ci riesce in questo primo anno di apertura chiedendo sforzi e impegno ai lavoratori, ma al dunque dei rinnovi contrattuali, dimentica chi per loro ha lavorato e sudato. E di punto in bianco, con pochi giorni di preavviso, puoi ritrovarti senza un lavoro, perché il contratto interinale lo permette, ma soprattutto perché la spietatezza del profitto lo richiede. E lo richiede il governo Renzi con il Jobs Act e le recenti dichiarazioni sul diritto dell'impresa di licenziare i lavoratori a suo piacimento. Questa è la rivoluzione-restaurazione della vulgata renziana e dei blocchi di potere che ha scelto di rappresentare.

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Dalla guerra alla crisi. Andata e ritorno

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Come si legittima un conflitto militare? Come è possibile che la guerra possa ancora rappresentare una soluzione alle vertenze internazionali, un sistema praticabile, presentato addirittura come strumento di pace e di ordine sociale nelle zone di conflitto? La contraddizione, forse, è solo apparente. La guerra è una conseguenza inevitabile del mondo nel quale viviamo, un esito coerente con i meccanismi che determinano le nostre esistenze, l'implacabile stagione di un ciclo con tappe ben ordinate e scandite. 
La crisi economica è stata - ed è ancora, in tutta la sua tragica attualità - la premessa maggiore del conflitto globale in corso. Una crisi che è partita ben prima che venisse annunciata, partita dal basso, dall'insinuarsi di una povertà sempre più radicata nelle fasce più vulnerabili del tessuto sociale, dalla lenta e inesorabile sottrazione di diritti - anche di quelli che sembravano storicamente consolidati - nel mondo del lavoro, nella vita di tutti i giorni. Crisi riassunta nelle logiche di speculazione che investono i singoli territori, fino a diventare sistema. Se c'è un'immagine che meglio simboleggia i nostri anni, è il colpevole abbandono delle cose. 
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GLI INTERVENTI DI POLIZIA ALLA BIGATTIERA MERITANO CHIAREZZA

IL COMUNE DI PISA NON RISPETTA GLI IMPEGNI PRESI

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Nei giorni scorsi, abbiamo assistito all’ennesima campagna di stampa contro i rom del campo della Bigattiera. Stavolta, ad accendere la miccia sono stati dei «controlli straordinari» di polizia nell’insediamento, a seguito dei quali – così si apprende dalla stampa – sarebbero stati identificati alcuni stranieri irregolari, e sarebbero stati disposti alcuni decreti di espulsione. 

Ci chiediamo anzitutto che cosa significhi l’espressione «controlli straordinari». Se vi sono delle indagini in corso, come noto, la Magistratura può legittimamente autorizzare perquisizioni domiciliari. In assenza di un provvedimento del giudice, però, i continui “blitz” nei campi si configurano come un’inutile vessazione: perché, se non vi sono indagini in corso, i rom devono essere periodicamente “controllati”? dobbiamo considerarli apriori “sospetti”, in quanto rom, indipendentemente dai loro comportamenti? Se questa fosse la logica, saremmo in presenza di un’evidente discriminazione, vietata dalla legge nazionale e internazionale. 
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