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A Tirrenia una spiaggia libera al posto del bagno di Camp Darby

Gli “americani” lasciano la loro spiaggia a Tirrenia (oltre a una parte di Camp Darby). E subito c’è chi pensa ad occupare lo spazio liberato, magari per un presunto buon investimento, forse anche perché molti vivono la cultura per cui uno spazio libero da strutture è un inutile spreco, un vuoto inquietante.
Legambiente Pisa la pensa diversamente. La costa pisana vede un continuo quasi ininterrotto di stabilimenti privati, mentre le spiagge libere, una volta presenti, sono state progressivamente ridotte al minimo. Allora la cosa più semplice, giusta e bella da fare è restituire quel tratto di arenile alla cittadinanza con una spiaggia a libero accesso. I servizi, come l’offerta di ombrelloni e sdraio, giochi, punti ristoro, ecc. possono essere collocati nell’area ora destinata ad ampio parcheggio, ormai compromessa. Tutto senza recare ulteriore danno alle dune, preziose per il valore naturalistico unico e per la funzione protettiva del territorio retrostante.
Chi vuole i servizi offerti da uno stabilimento balneare privato ha un’ampia possibilità di scelta, lasciamo agli altri la possibilità di usufruire di un bene pubblico quale la spiaggia.
 
Circolo Legambiente Pisa

 

Camp Darby «dimezzata», ma non depotenziata

Manlio Dinucci 
 
Basi militari. Gli Usa si riposizionano in Europa. Si conferma il ruolo «privilegiato» dell’Italia quale base della proiezione di forze Usa nell’area mediterranea, mediorientale e africana

«Gli Stati uniti ridimensionano le forze militari in Europa e sotto la scure dei risparmi cade anche la base di Camp Darby», titola un giornale toscano, precisando che «mezzo Camp Darby tornerà all’Italia». Il Pentagono comincia finalmente a ridurre le proprie forze e basi militari in Italia ed Europa? In realtà, quella che esso annuncia è un riposizionamento delle forze militari Usa, così da «massimizzare le nostre capacità militari in Europa e rafforzare le nostre importanti partnership europee, sostenendo nel miglior modo i nostri alleati Nato e partner nella regione». Risparmiando allo stesso tempo, secondo i calcoli di Washington, circa 500 milioni di dollari annui.
 
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Educare alle differenze

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Aggiornamenti sul Distretto 42. Sempre più vicina la riapertura.

Lettera aperta agli abitanti del quartiere San Martino e di tutti i cittadini e di tutte le cittadine di Pisa

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  Care e cari abitanti del quartiere San Martino, cittadini e cittadine di Pisa,

per inaugurare questo nuovo anno, abbiamo deciso di prendere carta e penna e di scrivere una lettera aperta sui recenti sviluppi che riguardano il presente dell'ex distretto militare “Curtatone e Montanara”, e sulle prospettive future, di cui vorremmo discutere con voi.

Questo nostro breve messaggio si apre subito con una nota positiva: a breve si giungerà a una svolta per la riapertura alla cittadinanza del Distretto 42.

Ricorderete tutte e tutti che lo sgombero dello scorso aprile ha segnato purtroppo una ferita ancora aperta nel corpo vivo della città e del quartiere. Sappiamo che in molte e molti avete sostenuto l'esperienza del Distretto 42, e che la chiusura coatta del parco 'Andrea Gallo' ha rappresentato un momento di delusione generale. Certo, il Municipio dei Beni Comuni non è rimasto a guardare. Noi non abbiamo mai lasciato il quartiere, lo dimostrano le molte iniziative che abbiamo condotto in piazza San Martino, come la diffusa campagna “Lo spazio è la città”, e le altre iniziative attraverso le quali abbiamo cercato di tenere desta l'attenzione sul Distretto 42. Tuttavia, la nostra prontezza – e soprattutto la nostra coerenza – non sono state premiate dalle istituzioni cittadine.

Nonostante gli impegni presi durante le operazioni di polizia in quel 22 aprile, il sindaco Marco Filippeschi ha disatteso nella sostanza le sue promesse. Pochissimo è stato fatto affinché il distretto venisse affidato – anche in via temporanea e provvisoria – al Municipio dei Beni Comuni, come diversamente era stato promesso. Lo stesso Municipio, ricorderete, che il 15 febbraio aveva presentato una progettualità e una proposta concreta di recupero, accolta in modo positivo dagli abitanti del quartiere, i quali a loro volta hanno esplicitamente richiesto di avviare un percorso partecipato e pubblico per la gestione dello spazio.

Care e cari abitanti del quartiere San Martino, tutto questo è rimasto lettera morta: nessuno incontro pubblico con il quartiere sul futuro dell'area, nessun tavolo di confronto tecnico tra enti e associazioni per una celere riapertura degli spazi. Abbiamo dovuto assistere dai giornali e dalle veline di Palazzo Gambacorti allo spettacolo indecoroso di un'amministrazione che difende l'indifendibile, ovvero quel Progetto Caserme che rappresentava e rappresenta ancora un'offesa alla città e alla crisi che colpisce centinaia di famiglie.

Eppure qualcosa si è mosso, e ogni crisi in fondo può rappresentare anche un'opportunità.

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Bando Mattonaia ... Sarà vero? o Virtuale!?

 Aggiorniamo la nostra rassegna stampa sugli annunci dell'amministrazione pisana, con l'ennessimo proclama 

 

rsbandomattonaia_2014.jpg Il 4 gennaio 2015 l'ennesimo annuncio dell'amministrazione sull'imminente pubblicazione del bando per la Mattonaia. Cose viste e riviste:

 Il 26 ottobre 2014 dalle pagine del tirreno finalmente l'ennesimo annuncio che entro metà novembre sarà pronto il bando della Mattonaia. Il buco nero dell'amministrazione pisana da oltre 30 anni nel cuore del centro storico sarà finalmente riempito. 

Dal  2006 il Comune si appresta a festeggiare la conclusione della complessa vicenda che ha visto protagonista la città di Pisa e l'immobile progettato dal Carmassi nel 1985.

Ma sarà vero?  

Questo annuncio ci pare di averlo già visto ...

 Facciamo un piccolo salto indietro e ripercorriamo gli annunci, i proclami e le illusioni che hanno fatto tribolare non pochi cittadini e associazioni pisane. 

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Noi siamo Scup, ogni giorno

Riceviamo e Pubblichiamo l'appello dei compagni romani di SCUP

Lo sgombero di Scup, spazio sociale occupato, è all’ordine del giorno del prossimo Comitato per l’ordine e la sicurezza della prefettura di Roma. Una lettera e un appuntamento del collettivo che ha restituito questo luogo abbandonato alla città.

di collettivo Scup, Sport e cultura popolare

Con questa lettera l’assemblea di gestione di Scup invita ad un momento di confronto tutte le persone o realtà che contribuiscono alla vita del progetto.Scup è il centro di sport e cultura popolare nato a San Giovanni nel maggio del 2012 dall’occupazione della ex motorizzazione di via Nola 5. A distanza di due anni e mezzo dalla prima occupazione, e di due anni dal primo sgombero e dalla rioccupazione di Scup, questo progetto presenta un profilo più definito, seppure in continua evoluzione. 

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Come si rialza chi cade?

Pubblichiamo 
 intervento del Subcomandante Moisés nel 21° anniversario dell’Ezln.

Traduzione a cura di Comitato Chiapas Maibel. Fonte: http://comune-info.net/2015/01/ezln-2/

  Discorso dell’EZLN nel 21° anniversario dell’inizio della guerra contro l’oblio. Subcomandante Insurgente Moisés. ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE

MESSICO – 31 Dicembre 2014 e 1° Gennaio 2015

Compagne e compagni familiari degli studenti di Ayotzinapa uccisi e fatti sparire dal malgoverno di questo sistema capitalista:
Compagne e compagni del Congresso Nazionale Indigeno:
Compagne, compagni e compañeroas della Sexta del Messico e del mondo:
Compagne e compagni Basi di Apoggio dell’Esercito Zapatista di Liberazióne Nacionale:
Compagne e compagni comandanti e comandante, cape e capi del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno-Comandancia Generale dell’ EZLN:
Compagne e compagni miliziane e miliziani:
Compagne e compagni insurgentes e insurgentas:
Compas:

Per mia voce parla l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

Ricevete tutte, tutti e todoas, sia siate qui presenti o che non siate qui presenti, il saluto degli uomini, donne, bambini, bambine, anziane e anziani zapatisti.

Sia benvenuta la visita, la voce, l’ascolto, lo sguardo, il cuore collettivo dal basso e a sinistra.

Abbiamo qui come invitati d’onore i famigliari di chi ci manca in Ayotzinapa, nel Messico e nel mondo.

Siamo felici di cuore dell’onore che ci fate ad essere qui tra il nostro popolo zapatista.

Ci onorano anche i vostri silenzi e le vostre parole.

Ci unisce e accomuna il vostro dolore e la vostra rabbia.

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GC Pisa: solidarietà a Palazzo Boyl, le speculazioni non passeranno

Lo sgombero del palazzo Pilo Boyl avvenuto la mattina di sabato 27 dicembre ci priva ancora una volta di uno spazio finalmente diventato accessibile a tutte e a tutti grazie al Municipio dei Beni Comuni. Non c’è stato nemmeno il tempo di tornare a casa dalle vacanze che l’ennesima azione delle forze dell’ordine, con il tacito consenso dell’amministrazione comunale, ha restituito alla polvere, all’incuria e ai piccioni gli affreschi e le stanze del palazzo sul lungarno. Osserviamo oramai con una certa rassegnazione come il Partito Democratico si voglia perennemente evidenziare per la sua politica del silenzio e della nullafacenza, nascondendosi quando si parla di speculazione edilizia e di piani urbanistici forsennati, irrealizzabili e inadeguati ai bisogni della città: così è stato per l’ex Colorificio, per il Distretto 42 e, adesso, lo è per Palazzo Boyl. Come Giovani Comunisti Pisa e provincia esprimiamo la più sincera solidarietà a tutte quelle associazioni che hanno reso possibile alle centinaia di cittadini pisani visitare, ricordarsi e ammirare un bene storico come questo. Solidali e complici con il Municipio dei Beni Comuni.

Giovani Comunisti Pisa
 

Sono 36 gli edifici vuoti da anni in città

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Articolo sul Il Tirreno - Pisa del 30 dicembre 2014 dossier a Cura di Francesco Parlato che Riprende e pubblica il dossier Riutilizziamo Pisa, redatto e pubblicato da Progetto Rebeldia, Legambiente Pisa, wwf Pisa, Sinistra Per, Unione Inquilini e Imago a settembre 2012:

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2014/12/29/news/sono-36-gli-edifici-vuoti-da-anni-in-citta-1.10577175

Sono 36 gli edifici vuoti da anni in città

Rischio degrado per palazzi storici (Mazzarosa e Boyl) e immobili come l’ex sede delle Poste o l’ex convento in Fossabanda

di Giovanni Parlato

PISA. Palazzo Boyl, occupato dal Municipio dei Beni Comuni, sgomberato e chiuso. Il grande affresco dell’”Olimpo” attribuito a Annibale Marianini torna al buio. E nell’abbandono sono tornati il distretto militare, occupato e sgomerato, così come l’ex Colorificio.

 

Ma tanti sono gli immobili dalle imposte chiuse e dal portone sprangato a doppia mandata e mai più aperto. Quale sarà il prossimo a essere occupato? L’ex palazzo delle Poste in via Corridoni o Palazzo Mastiani in Corso Italia? L’ex Enel o gli ex Magazzini Comunali? Il palazzo dei Trovatelli o Palazzo Mazzarosa? La Mattonaia o Palazzo Feroci?

 

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Exploit Solidale con il Municipio

Solidali con il Municipio del Beni Comuni!

Lo sgombero di Palazzo Pilo-Boyl, reso vivo nelle scorse settimane dal Municipio dei Beni Comuni, sottrae alla città di Pisa un altro luogo di socialità. Lo splendido e decadente palazzo decorato da affreschi ottocenteschi torna al buio e alla polvere. È soprattutto l’ormai consueta condotta di attuare lo sgombero in periodo festivo, però, a preoccuparci: è sintomo di un dialogo con le parti sociali assente in questa città. Abbiamo già sperimentato quest’assenza sulla nostra pelle, sentendoci dare degli “squadristi” dall’amministrazione comunale per l’occupazione simbolica e pacifica della sede provinciale del PD. Allineandosi alla linea nazionale di un Partito che, più che Democratico, si considera unico al potere, e come tale legittimato a proseguire nella propria azione incurante di ogni forma di protesta, l’amministrazione pisana mostra ancora una volta una scarsa sensibilità verso ciò che di vivo agisce nel tessuto urbano, e preferisce riconsegnare uno spazio sociale all’abbandono. Tutta la nostra solidarietà, quindi, alle compagne e ai compagni del Municipio dei Beni Comuni.

http://exploitpisa.org/solidali-con-il-municipio-del-beni-comuni/

 

SOLIDARIETÀ di Queersquille

Sgombero Palazzo BoylSOLIDARIETÀ AL MUNICIPIO DEI BENI COMUNI

Il 27 dicembre 2014 un altro spazio sociale è stato sgomberato a Pisa:Palazzo Pilo-Boyl è tornato all'abbandono, dopo essere stato riaperto per circa un mese dal Municipio dei Beni Comuni. Gli attivisti e le attiviste non solo avevano restituito alla città un pezzo del suo patrimonio storico-artistico, malo avevano reso un luogo di incontro, vivo spazio di dibattito in centro città.

Alla valorizzazione differenziale del patrimonio storico-artistico,che punta (non sempre efficacemente) su poche eccellenze, il Municipio dei Beni Comuni ha contrapposto il diritto di tutte e tutti a fruire degli immobili destinati alla speculazione immobiliare, restituendone uno alla collettività nel valore critico che possiede come memoria cittadina cancellata e come oggetto recente di speculazione. Ci sembra grave, poi, che pur di non confrontarsi con le istanze sollevate dagli e dalle attivist*, si sia deciso di sgomberare Palazzo Pilo-Boyl durante le festività natalizie: segno, ancora una volta, di un dialogo sempre più sfilacciato tra l'amministrazione comunale e le realtà sociali che propongono alternative agli effetti della governance neoliberale.

Come realtà in lotta, non possiamo che schierarci al fianco delle compagne e dei compagni del Municipio dei Beni Comuni.

Queersquilie! Collettivo Femminista Queer

 

 

Le ruspe alla Bigattiera

Diritti negati. Più di cento persone cercano di non farsi sgomberare, nel campo che fu allestito dall'amministrazione comunale come "residenza temporanea" dei profughi dalla ex Jugoslavia.

 La strada che porta al campo della Bigat­tiera è una pista di mon­ta­gne russe, sulle quali il fur­gone avanza len­ta­mente. I fari illu­mi­nano

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 i cumuli di immon­di­zia nel sot­to­bo­sco della pineta, e poi la prima baracca di legno e lamiera. Quando si ferma il motore e si spen­gono le luci dell’auto, il mondo scom­pare. Non c’è ener­gia elet­trica, ed evi­den­te­mente oggi nes­suno ha com­prato la ben­zina per il gene­ra­tore. Più avanti un fuoco ali­men­tato ad aghi di pino illu­mina un gruppo di rom e di loro amici “gagè” (così chi è rom chiama chi non lo è). Si discute, come è tri­ste abi­tu­dine nel nostro paese, di sgom­beri, di diritti negati.

Sotto i pini, sul lito­rale pisano, abi­tano più di cento per­sone, appar­te­nenti a 28 nuclei fami­liari, con 38 bam­bini e bam­bine in età sco­lare. Sev­d­jie, Ramiza, Emsa, Emina, donne che por­tano sulla pro­pria pelle sto­rie di sof­fe­renza, donne che par­lano con l’accento toscano, gesti­co­lando, per spie­gare le avven­ture che le hanno por­tate a vivere in quell’oscurità. I loro figli sono nati a Pisa e della Mace­do­nia cono­scono a mala­pena il nome della capi­tale, mai vista, nep­pure in car­to­lina. Sì, per­ché nem­meno i geni­tori ci sono più tornati. 

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Luca Randazzo, PISA, 27.12.2014 

 
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