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    # 31MARZO  la TOSCANA Boccia la "BUONA SCUOLA" di RENZI - a PISA dalle 16 - Presidio Regionale dei PRECARI della SCUOLA e degli STUDENTI #31MARZ #31MARZO LA TOSCANA Al Presidio prender...
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    Tagli e ristrutturazioni: teatri e cultura sotto assedio in Italia Intervengono: i lavoratori e le lavoratrici de La Città del Teatro di Cascina e del Maggio Fiorentino. Aderiscono alla inizia...
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26 Marzo ancora in Comune

IL NIET DEL SINDACO FILIPPESCHI AL DISTRETTO 42.
PROVE DI AUTORITARISMO DELLA GIUNTA FILIPPESCHI

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Abbiamo assistito basite e basiti Al lungo intervento del sindaco Marco Filippeschi, dopo la presentazione della mozione popolare nella quale oltre seicento cittadini chiedono il ritiro della firma del Comune di Pisa dal protocollo del Progetto Caserme. Nel pomeriggio di ieri, giovedì 19 marzo, Martina Pignatti Morano, presidente di Un Ponte per... e prima firmataria della mozione, ha illustrato i contenuti del progetto frutto di un lungo percorso di partecipazione cittadina, nel quale si indica a chiare lettere la possibilità oltremodo realistica di convertire a uso sociale e culturale gli spazi in grave abbandono dell'ex distretto di leva 'Curtatone e Montanara'. Tuttavia il buon senso - e il sentimento del buon gusto - non hanno diritto di cittadinanza a Palazzo Gambacorti. Infatti le dichiarazioni del sindaco Filippeschi chiudono senza eccezioni alla possibilità di un dialogo, di un confronto, di una elaborazione congiunta, che sappia tenere insieme buona politica e le straordinarie risorse inespresse della città. Filippeschi senza mezzi termini ha definito 'irrealistica' e irresponsabile non solo la richiesta di un ritiro della firma da parte del Comune dal protocollo 'Caserme', ma addirittura trascurabile una progettazione che è il frutto di un anno di lavori, alla quale - tra le altre cose - hanno preso parte professionisti e studiosi di architettura e urbanistica. 

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VIOME IS NOT FOR SALE!

The workers of VIOME in Thessaloniki, Greece, have stood up against unemployment and poverty by carrying through a long struggle to self-manage the occupied factory, in very adverse conditions. For two years now, they have been producing and selling ecological cleaning products at the occupied premises, ensuring a modest income for their families. They have been working on terms of equality, deciding collectively through the general assembly. At the same time they have received a big wave of solidarity from Greece and abroad, converting their struggle into an emblematic struggle for human dignity in crisis-stricken Greece.


 

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Partecipo, creo, ascolto. 19 Marzo

Partecipo, creo, ascolto.

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Siamo fermamente convinte e convinti che la giornata di giovedì 19 marzo possa rappresentare per la città di Pisa un punto di svolta. Saremo presenti in piazza XX Settembre, a partire dalle ore 16, e quindi in Consiglio Comunale alle ore 18, quando il Consiglio stesso dovrà discutere la mozione popolare, presentata dalla prima firmataria del documento, in cui si chiede il ritiro della firma dal Protocollo del Progetto Caserme da parte del Comune di Pisa, e il riutilizzo a fini sociali e culturali dell'ex distretto militare "Curtatone e Montanara". Saremo vigili uditrici e uditori di quanto verrà pronunciato in Sala Regia, reputando imprescindibile il verificarsi di una svolta nella stagnante querelle che riguarda la riapertura del Distretto 42. Vogliamo ricordare come esista - consultabile da chiunque - una progettualità condivisa con tutta la città, somma di un lungo percorso di partecipazione dal basso, e di articolate quanto approfondite consultazioni con tutte le parti interessate a ricondurre la vita in un luogo colpevolmente lasciato in stato di gravissimo abbandono. 
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Fontane chiuse ai rom, Rebeldia e Africa Insieme annunciano un’azione legale

Fontane chiuse ai rom, Rebeldia e Africa Insieme annunciano un’azione legale
Un legale di Genova seguirà il caso

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«Vietato l’ingresso ai cani e agli ebrei». Tutti ricordiamo il film di Roberto Benigni La vita è bella, e il cartello che suscita le domande preoccupate del bambino. Quegli avvisi, attaccati alle porte dei bar e dei negozi, non sono un’invenzione cinematografica, lo sappiamo bene: hanno rappresentato la drammatica realtà delle leggi razziali in Italia. Ci è venuta in mente quella pagina oscura del nostro passato, quando abbiamo letto il messaggio degli uffici comunali, inviato ad alcuni consiglieri: «la fontana di Putignano è stata chiusa perché ci andavano a prendere l’acqua gli zingari». Ieri i negozi vietati agli ebrei, oggi le fontane vietate ai rom. Da non credere.

Eppure, quelle parole così disinvolte sono lo specchio dell’amministrazione che guida la città. Negli ultimi anni, la Giunta Filippeschi ha dichiarato una vera e propria guerra ai rom: il Sindaco non ha mai fatto mistero di voler allontanare decine di famiglie dal nostro territorio. Si è parlato addirittura di un «numero massimo» di presenze «tollerabili»: perché i rom – come gli ebrei ottant’anni fa – non devono essere «troppi». 

Tutto questo ha assicurato alla nostra città un triste primato: Pisa è uno dei primi comuni in Italia per il numero di sgomberi effettuati negli ultimi anni, e le politiche della Giunta Filippeschi sono più volte finite nel mirino delle organizzazioni internazionali per i diritti umani. Pisa è anche l’unica città in Europa ad aver esplicitamente rifiutato la «Strategia Nazionale di Inclusione dei rom», il documento varato dal Governo italiano in attuazione di precise normative europee.  
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LA PRIMAVERA INIZIA IL 19 MARZO

Discussione pubblica in consiglio comunale sul futuro del DISTRETTO 42. Saremo Presenti e partecipi.

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Giovedì 19 marzo alle 18 il consiglio Comunale di Pisa dovrà discutere la mozione popolare in cui si  chiede il ritiro della firma dal Protocollo del Progetto Caserme da parte del Comune di Pisa, e il riutilizzo a fini sociali e culturali dell'ex distretto militare "Curtatone e Montanara". Al culmine della lunga campagna che da un anno sta impegnando le volontarie e i volontari del Municipio dei Beni Comuni e il quartiere San Martino per la riapertura del Distretto 42 in via Giordano Bruno, l'appuntamento di giovedì 19 marzo segnerà una tappa fondamentale di un simile percorso. La cittadinanza avrà la possibilità di ascoltare dalla viva voce dei nostri amministratori la loro posizione in merito a una vertenza che ormai da anni affligge la cittadinanza. Da una parte il Progetto Caserme è formalmente chiuso, irrealistici i termini di una sua rimessa in funzione, eppure la giunta ancora insiste a tenerne in vita la facciata, per soli scopi politici. Dall'altra il Parco Andrea Gallo, cuore verde del quartiere, potrebbe essere reso immediatamente accessibile e fruibile. Invitiamo tutte e tutti a essere presenti giovedì 19 marzo in Logge dei Banchi a partire dalle 16, da dove poi ci muoveremo per raggiungere la Sala Regia dove la prima firmataria della mozione  sottoscritta da centinaia di cittadini e cittadine, Martina Pignatti Morano, illustrerà il dispositivo d'iniziativa popolare a cui seguirà la discussione del consiglio e infine la votazione. 
 

Guarda e commenta il progetto partecipato di riqualificazione del Distretto 42

Questionari, incontri, banchetti, tavoli di lavoro, una due giorni di discussione e riflessione, competenze e professionalità che si

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 sono messe a disposizione gratuitamente, videointerviste, luoghi del quartiere che sono diventati spazi di elaborazione collettiva.....Sono questi gli strumenti che con la partecipazione di centinaia di cittadine e cittadini hanno permesso in questi mesi di costruire un progetto partecipato di riqualificazione del Distretto 42. Tutto nasce il 15 febbraio dello scorso anno quando l'ex-caserma per due mesi viene liberata e restituita alla città, aprendo anche un polmone verde, il parco "Andrea Gallo". Poi lo sgombero il 22 aprile fa ripiombare questo spazio nell'abbandono. Ma abbiamo deciso di non fermarci anzi abbiamo pensato di rilanciare per sottrarre questo spazio alla speculazione e vincere questa battaglia. Da qui il percorso partecipato di questi mesi che ha portato il 28 febbraio alla presentazione alla città del progetto di riqualificazione che potete leggere in questo fascicolo

 

 

 

guarda il progetto                                                                      

20150303tavola1crop.jpg                                                     inquadramento territoriale

generale  

edificio A

edificio B

edificio C  

 

Il 19 marzo le parole sono chiavi

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APPELLO: AIUTACI A FAR TORNARE A CASA QUATTROMILA PROFUGHI DI KOBANÊ

Invitiamo a sostenere l'appello della Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus, nelle prossime settimane una delegazione della Mezzaluna porterà in Kurdistan una prima parte degli aiuti che - anche grazie al vostro
sostegno - sono stati raccolti. Questi primi aiuti finanzieranno il rientro a Kobanȇ di circa 4mila persone che, fuggite durante i mesi dell’assedio, si trovano adesso a centinaia di chilometri da casa.Solo per il trasporto servono 20mila euro.

VI CHIEDIAMO QUINDI DI DIFFONDERE ATTRAVERSO I VOSTRI CANALI
L'APPELLO CHE ABBIAMO PUBBLICATO SUL SITO:

http://www.mezzalunarossakurdistan.org/aiutaci-a-far-tornare-a-casa-quattromila-profughi-di-kobane/
 

AL FIANCO DEI LAVORATORI DELLA CITTA' DEL TEATRO DI CASCINA

IL PROGETTO REBELDIA AL FIANCO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DELLA CITTA' DEL TEATRO DI CASCINA IN SCIOPERO

Il Progetto Rebeldia sostiene lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della Città del Teatro di Cascina, in questi giorni protagonisti di una sacrosanta lotta per la difesa del diritto al lavoro e contro licenziamenti sommari e ingiustificati. Nelle ultime settimane i lavoratori di uno dei maggiori complessi teatrali del territorio sono stati vittima di vergognosi attacchi a mezzo stampa, presentati all'opinione pubblica come una casta di privilegiati, quando invece tutti sanno che la questione in gioco è la vita di famiglie minacciate dall'ombra di un'improvvisa disoccupazione. Le lavoratrici e i lavoratori hanno il sacrosanto diritto di scioperare, a maggior ragione se la controparte rifiuta ogni tipo di confronto e non ha intenzione di ascoltare - e valutare - il merito delle questioni mosse da chi vede a rischio il proprio posto di lavoro.

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BASTA SGOMBERI!

 IL PROGETTO REBELDIA DI PISA E' COMPLICE E SOLIDALE CON CASA MADIBA

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Il Progetto Rebeldia di Pisa è complice e solidale con l'occupazione di Casa Madiba di Rimini. Siamo venuti a sapere del rastrellamento dei migranti che vivono e frequentano Casa Madiba ordinato da un dirigente dei servizi sociali: come sempre la storia si ripete, e la repressione è l'unica risposta contro chi – nella morsa della crisi economica – reclama welfare e contemporaneamente cerca delle soluzioni nell'autogestione di spazi sfitti e abbandonati. Tuttavia l'atto molto grave riguarda il fatto che l'ordine sia arrivato dai servizi sociali comunali. Anzichè valorizzare l'esperienza di accoglienza dei migranti offerta da Casa Madiba Network si coglie l'occasione di attuare controlli e rastrellamenti ad immagine e somiglianza dell'operazione “mos maiorum” dell'inverno scorso.

Infine, sosteniamo Casa Madiba che ora rischia lo sgombero. È inaccettabile il livello di repressione che si sta attuando contro gli spazi sociali liberati dal degrado e dall'incuria. È inaccettabile che le giunte comunali preferiscano tenere gli spazi vuoti anziché metterle al servizio della cittadinanza autorganizzata, in modo particolare quando risponde direttamente ai bisogni dei quartieri e dei territori. Il Progetto Rebeldia sostiene ed invita a partecipare al corteo convocato da casa Madiba a Rimini per sabato 14 marzo.

Casa Madiba è un bene comune urbano! Casa Madiba non si sgombera!

Progetto Rebeldia
 

Perseverare nell’errore è diabolico.

Si ritiri il provvedimento di rilascio della storica sede dell' Unione Inquilini di via del Cuore.

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E’ ormai pubblico il fatto che il comune di Pisa decide di perseverare nell’errore.
Da qualche giorno infatti è arrivata all’Unione Inquilini la disdetta del contratto che invece permetteva l’uso della sede di via del Cuore fino a Maggio 2020.
Improvvisamente e senza alcun percorso di riconoscimento dell’attività quotidiana dell’Unione Inquilini viene intimato di liberare entro il 12 Maggio di quest’anno la storica sede, punto di riferimento per la città, sulle questioni delicate e sempre più frequenti come gli sfratti, ma anche per gli annuali bandi per morosità, bandi per i contributi all’affitto e le consulenze per le domande di case popolari ecc. 

E’ poi quantomai “curioso” che giunga proprio nel periodo in cui il consiglio comunale discute sulla proposta di legge regionale per l’assegnazione delle case popolari (Legge Saccardi) e a pochi giorni della sua approvazione “forzata” prima delle elezioni.  Un consiglio comunale, o meglio la sua scricchiolante maggioranza,  che nonostante le posizioni e le considerazioni, di movimenti, sindacati, inquilini e sfrattati e il aptere di molti consiglieri comunali, non ha ancora una volta l’onestà di dare l’unico parere possibile a una tale restrizione di diritti, ma decide di rimanere in linea con il proprio sistema di potere.
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8 Marzo da Kobane a Pisa

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Pisa raccoglie l’appello internazionale di dedicare l’8 marzo, la Giornata Internazionale delle Donne alla rivoluzione delle donne nel Rojava e alla resistenza delle Unità di Difesa delle Donne YPJ. Il Progetto Rebeldìa, Un ponte per… e l’Ass.culturale Kurdistan Toscana sulla spinta di questa iniziativa organizza così per l’8 marzo dalle ore 15 una iniziativa al Polo Carmignani dal titolo:Kobane in ogni città”, con musiche e cucina kurda, proiezioni video e alle 17 il dibattito: “ 8 Marzo kurdo: la resistenza delle donne di Kobane e i diritti del popolo kurdo", durante il quale interverranno: Dilsan Osman, Congresso comunità democratica europea, Sejda Sonmez, segreteria Mezzaluna Rossa Kurdistan, Barbara Mancini, vicepresidente Mezzaluna Rossa Kurdistan eMartina Pignatti Morano presidentessa Un Ponte Per...
 Nell’appello si mette in evidenza come  21° secolo, il sistema patriarcale e il suo pensiero hanno ulteriormente perfezionato la loro politica di femminicidio. In Ucraina 400 donne sono state deportate come bottino di guerra, stuprate e assassinate. Nello Shengal nel Kurdistan del sud, oltre 3000 curde yezide sono state deportate e stuprate e vengono vendute nei mercati degli schiavi. Nel corso di un anno in Nigeria sono state assassinate almeno 350 donne e almeno 300 bambine e ragazze tra i dodici e i sedici anni sono state rapite dal gruppo terroristico Boko Haram. Il numero reale probabilmente è molto più elevato. Qui si tratta solo di tre esempi estremi che segnalano sviluppi a livello mondiale. Per le donne in questo mondo non esiste sicurezza. Per questo le donne devono più che mai provvedere alla propria protezione e organizzare la loro autodifesa.

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