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Presentata la mozione per riutilizzo a fini sociali del Distretto 42

Presentata la mozione di iniziativa popolare ad oggetto
“Protocollo Caserme e
riutilizzo a fini sociali e culturali dell'ex-caserma Curtatone Montanara”

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In due settimane sono 500 le firme di cittadini e cittadine di Pisa raccolte a sottoscrivere la mozione di iniziativa popolare che chiede, a seguito del fallimento del Protocollo Caserme, lo scioglimento del protocollo e il riutilizzo a fini sociali dell'ex-caserma Curtatone Montanara.

Il successo di partecipazione cittadina alla due giorni “Riformula Pisa. Moltiplica lo spazio comune” appena terminata, ha individuato nuove strade da percorrere per una reale e non eterodiretta progettazione partecipata degli spazi, ad uso di associazioni, artigiani, bambini, anziani e dell'intera cittadinanza. Lo ha fatto proprio a partire dagli 8000 metri quadrati di parco urbano e degli edifici dell'ex-caserma in Via G.Bruno che dal 22 Aprile dell'anno scorso sono tornati all'abbandono e al degrado, dopo lo sgombero delle associazioni che l'avevano riaperto alla città.

 

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Elaborato un progetto partecipato per il riuso sociale del Distretto 42.

Dì x Di' = 42. Riformula Pisa: 
Elaborato un progetto partecipato per il riuso sociale del Distretto 42. 
Il 21 e il 22 febbraio la presentazione alla città

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Durante l'ultimo fine settimana centinaia di cittadine e cittadini hanno preso parte al percorso di progettazione partecipata lanciato nei giorni scorsi dal Municipio dei Beni Comuni per riaprire, e restituire a un uso sociale e pubblico, il Distretto 42, tornato al degrado e all'abbandono dopo lo sgombero dell'aprile 2014. Oltre 200 i questionari; in molti, provenienti dalle associazioni ai sindacati, dalle cooperative sociali alle aziende agricole, dai collettivi politici ai singoli cittadini, hanno partecipato ai tavoli tematici del sabato pomeriggio invadendo letteralmente il quartiere San Martino. Altrettanti, poi, presso il Polo Portanuova hanno preso parte al lavoro di sintesi della domenica mattina, planimetrie alla mano e idee in testa, assistiti da ingegneri, urbanisti, architetti, docenti dell'Università, alcuni dei quali della Società Italiana dei territorialisti. Al contempo sono emerse anche alcune campagne che verranno lanciate già dai prossimi giorni in città, in particolar modo intorno a due temi centrali: la pace e il disarmo, a partire dalla questione di Camp Darby, e il tema di un’economia alternativa opposta a quella dei mercati e dei pareggi di bilancio che stanno distruggendo la nostra società. A dimostrazione che non sarà certo l’assenza, per altro inspiegabile, del Distretto 42 a fermare e zittire le voci che nel fine settima si sono unite, al contrario: esse saranno l’eco che risuonerà forte nei giorni della riapertura dei cancelli di via Giordano Bruno .

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Dì x di' = 42. Il video di sabato

 

Gesualdi: "Sul Progetto Caserme non è mai troppo tardi per ravvedersi"

Francuccio Gesualdi ai politici pisani:
"Sul Progetto Caserme non è mai troppo tardi per ravvedersi"

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Dal 2008, quando venne deciso di avviare il Progetto caserme, molte cose sono cambiate da un punto di vista finanziario, per cui oggi più nessuno crede nella sua praticabilità. Ciò nonostante, la maggioranza istituzionale che governa il Comune di Pisa, non si dà per vinta e continua ad accarezzare l’idea di vendere le tre caserme a imprenditori edili e del turismo per costruire, col ricavato, una caserma nuova da regalare all’esercito. In tutto questo i cittadini non ci sono ed è il vero scandalo.

Esistono due modi di gestire la cosa pubblica. Da una parte quello che assume come idea capitale il denaro, il pil, il commercio, in una parola gli affari. Dall’altra quello che considera come capitale la comunità e la partecipazione.

Nella logica del denaro, i cittadini sono visti come clienti a cui fornire servizi in cambio di denaro. E avendo posto il denaro al centro dell’attenzione, non di rado succede che vengano compiute scelte contro i cittadini per arricchire commercianti, imprenditori e multinazionali. Il pretesto, ben inteso, è sempre lo stesso: l’occupazione e lo sviluppo. La solita vecchia foglia di fico usata per coprire ogni operazione in cui si usano i cittadini e i beni comuni come merce di scambio fra politica deviata e potere economico.

Nella logica della comunità e della partecipazione, i cittadini sono visti al tempo stesso come i destinatari e i protagonisti esclusivi di ogni scelta. Perché la comunità sono loro, i cittadini, legati da un patto di solidarietà collettiva che ha come scopo il benvivere. Una forma di vita, cioè, che punta a soddisfare non solo i bisogni materiali, ma anche tutte le altre dimensioni del vivere umano che danno forma alla felicità. La buona vita non dipende solo dalle quantità di oggetti e servizi di cui possiamo disporre, ma soprattutto dalla qualità dei rapporti umani, sociali, ambientali che riusciamo ad intrattenere. Ed ecco l’importanza della gestione del tempo per averne abbastanza da dedicare a sé stessi, alla famiglia, agli amici, ai rapporti sociali. Ecco l’importanza dell’architettura abitativa e urbana per favorire l’incontro. L’importanza del verde per mantenere il rapporto con la natura. L’importanza di livelli e forme decisionali che favoriscono la partecipazione. L’importanza dell’assetto organizzativo che favorisce il coinvolgimento, il senso di appartenenza e protezione, la consapevolezza del ruolo insostituibile di ciascuno di noi.

 

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Magnaghi e i Territorialisti Toscani: "Dì x Di'= D42 " opportunità per il governo locale

 

 Magnaghi e i Territorialisti Toscani: 
"Dì x Di'= D42 " . Un’enorme opportunità 
per il governo locale"

 

In cammino verso la costruzione di una città come ‘bene comune’.

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L’ex caserma Curtatone e Montanara nel quartiere di San Martino a Pisa, dismessa a partire dal 1997, è al centro, in questi giorni, di un importante dibattito locale, il quale si colloca, a sua volta, all’interno di un più generale dibattito in corso a livello nazionale inerente i processi di riconversione dei beni demaniali. La Caserma è stata infatti sede di una esperienza di occupazione, poi sgomberata, da parte di un gruppo di attivisti locali che, volendola sottrarre ad un programma di riconversione residenziale e cessione a privati proposto dal Comune, ne hanno tentato un progetto autogestito al fine di salvaguardare una fruizione pubblica del complesso. 

 

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Il quartiere ha un idea

 

il Comune prenda atto del fallimento del Progetto Caserme e apra il dialogo con la città sul futuro

il Comune prenda atto del fallimento del Progetto Caserme e apra il dialogo con la città sul futuro dell'ex distretto militare

Negli scorsi giorni l’assessore Zambito in consiglio comunale ha annunciato che il sindaco, nel corso di questo mese, convocherà un nuovo incontro con l’Agenzia del Demanio e il Ministero della Difesa in merito al protocollo del Progetto Caserme. Riteniamo che sia venuto il momento che il Comune prenda atto che quel progetto è fallito, e che desista dal continuare a sostenere un’operazione da 70 milioni di euro per la realizzazione della nuova caserma di Ospedaletto. È necessario aprire una nuova fase di discussione in merito al riutilizzo delle aree militari, a partire da quella che oggi è già dismessa e che potrebbe essere utilizzata: ovvero il Distretto 42. Il silenzio della giunta che ormai dura dall’aprile del 2014 (quando  il Distretto è stato sgomberato) è pesante, e indice di una non volontà di dialogo e confronto.In queste settimane c’è una novità di cui l’amministrazione comunale, proprio in vista di questo incontro, non può ignorare: un percorso di progettazione partecipata che reclama il proprio diritto a immaginare la città e i suoi spazi, e che cerca risposte a bisogni sempre più articolati e complessi in una fase di crisi. Il 31 gennaio e il primo febbraio decine di cittadine e cittadini, associazioni, architetti si ritroveranno per dare una forma compiuta a questo percorso. Il sindaco e la sua giunta devono chiarire se hanno interesse a confrontarsi con questa progettualità o intendono andare avanti con un progetto fallimentare, ignorando ancora una volta una simile esperienza.
A Pisa sono tante, troppe le strutture militari abbandonate oltre il Distretto 42: dalla caserma di San Vito alla Polveriera al Cep. Migliaia i metri cubi pubblici e privati lasciati colpevolmente a marcire. Il tempo del recupero da parte della cittadinanza di queste aree è arrivato: un recupero collettivo che noi praticheremo con la partecipazione e la progettualità condivisa.

Pisa, 26 gennaio 2015

Municipio dei Beni Comuni 

 

Ciao Paola

Ieri 24 Gennaio dopo una lunga malattia, la Prof.ssa e Presidente della Casa della Donna Paola Bora se ne è andata. Lascia un vuoto enorme, non solo nella Casa della Donna, a cui va il nostro abbraccio più forte, ma in tutta la città, perché oltre che dei suoi temi più affini e cari, delle questioni di genere e la violenza sulle donne, Paola si è sempre presa cura di questa città.
La ricordiamo al nostro fianco in tanti momenti, come in quel 13 ottobre 2013, quando assieme a una grande parte della cittadinanza pisana andammo a liberare l’ex colorificio.
Sei stata e continuerai a essere nelle nostre lotte.
Ciao Paola.
 

firma stopttip

 

No expo – inutili i grandi eventi.

Vogliamo diritti e giustizia sociale


Anche a Pisa approda la carovana di eventi, la stessa di tante altre città italiane, al fine di far sembrare EXPO 2015 l'evento indispensabile allo sviluppo e alla declinazione di temi che riguardano la collettività da vicino, la tipica parata per tentare di ridare credibilità ad un sistema che è invece ormai irrimediabilmente deflagrato con le indagini per corruzione e infiltrazioni mafiose. All'interno del grande evento EXPO 2015 temi importanti perdono di significato, banalizzandosi in sponsor criminali, come la Coca Cola e la Nestlè da un lato, e dall'altro generando prospettive di lavoro abortite in partenza e che fondamentalmente creano solo occasioni di "lavoro gratuito" e ulteriore sfruttamento della già precaria classe lavoratrice italiana.

Ma nonostante tutto quello che rappresenta Expo 2015, a Pisa l'amministrazione trova il tempo per partecipare,  e anzi investe energie e spazi pubblici per riconferire all’evento credibilità.
Il modello-vetrina proposto da Expo, che è simile a quello che questa amministrazione vorrebbe per Pisa, ritagliando il centro storico a misura di turista, mercificando e svendendo il patrimonio comune,  non rappresenta la nostra città.

Il gioco proposto è comunque sottile: a Pisa si direbbe “l'argomento però è interessante”. Certo l'argomento è interessante, come lo sono questioni che riguardano la qualità dei cibi e delle bevande che quotidianamente assumiamo e delle conseguenze sulla salute, ma purtroppo non sono questi gli obiettivi di Expo 2015, ma sono solo momenti di passerella e occasioni di finanziamenti straordinari, in questo caso dispersi tra le varie mazzette, e che mai generano prospettive di lavoro né tantomeno positiva e costruttiva discussione.


Progetto Rebeldìa

 leggi anche questo interessantissimo dossier, curato dal Collettivo Bicocca, sull’analisi del rapporto tra grande evento e brand commerciali globali. (fonte Milano in Movimento)

http://milanoinmovimento.com/wp-content/uploads/2015/01/EXPO-ATTRAVERSO-I-BRAND.pdf 

 

 

Dì x di' = 42. Banchetti Informativi

 Vieni a informati sul percorso partecipato per la riapertura del Distretto 42. Compila il questionario. Firma la Mozione Popolare.

PUNTI FISSI di informazione e raccolta firme: Chicco di Senape Bottega di Libera.

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PUNTI MOBILI di informazione e raccolta firme:
Mercoledì 21 gennaio ore 10- 12:30 Piazza San Martino 
 
Mercoledì 21 gennaio ore 16- ­18 Corso Italia davanti Banca Intesa ­ 

Mercoledì 21 gennaio ore 21:00- 22:00 Palazzo Ricci ­

Venerdì 23 Gennaio ore 16 -­ 18 Corso Italia davanti Banca Intesa
 
Venerdì 23 Gennaio ore 17 -­ 19 Libreria Ubik
 
Venerdì 23 Gennaio ore 19 - 23 Circolo Anrchico vicolo del Tidi   

Sabato 24 gennaio ore 10- ­12:30 Piazza San Martino ore 10­12 

Sabato 24 gennaio ore 10- ­12: 30 Mercato Contadino in Piazza santa Caterina 

Sabato 24 Gennaio ore 16 ­- 18 Scuola Mazzini, Via Orazio Gentileschi 10
 
Mercoledì 28 Gennaio ore 10-12:30 Piazza San Martino ­
 
Mercoledì 28 gennaio ore 16- ­18 Corso Italia davanti Banca Intesa ­
 
Mercoledì 28 gennaio ore 18 -20 Libreria TornaLibro, Via Quarantotti, 3
 
Mercoledì 28 gennaio ore 21:00- 22:00 Palazzo Ricci ­ 
 
Venerdì 30 Gennaio ore 15- ­19 Vicolo del Tidi  ­
 
Venerdì 30 Gennaio ore 16- ­18 Corso Italia davanti Banca Intesa ­

Sabato 31 Gennaio ore 10- ­12:30 Piazza San Martino ­ 
 
  Vieni a informati sul percorso partecipato per la riapertura del Distretto 42. Compila il questionario. Firma la Mozione Popolare. 
 
Per dare disponibilità a tenere o accogliere i banchetti informativi scrivete a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  
 

Solidarietà Csa Dordoni in merito all'agguato fascista

Esprimiamo totale solidarietà e vicinanza ai compagni e alle compagne del Csa Dordoni che la sera del 18 Gennaio hanno subito un vero e proprio agguato fascista, e ci auguriamo che Emilio, nonostante le gravi lesioni riportate possa guarire.
Un attacco fascista e vigliacco, in cui per l’ennesima volta le forze dell’ordine hanno scelto di stare dalla parte sbagliata, identificando semplicemente gli aggressori, nonostante i gravi reati appena compiuti e addirittura accanendosi nuovamente contro compagni e compagne del Csa Dordoni.
L’appuntamento è quindi Sabato 24 Gennaio Manifestazione nazionale antifascista a Cremona.

Emilio resisti!
Progetto Rebeldìa

Qui gli aggiornamenti sulla manifestazione:
http://www.infoaut.org/index.php/blog/antifascismoanuove-destre/item/13709-sabato-24-gennaio-manifestazione-nazionale-antifascista-a-cremona
 
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