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Superare le marginalità abbattendo i confini

SUPERARE LE MARGINALITÀ ABBATTENDO I CONFINI.
LABORATORI E DIBATTITI DELL'ALTRA CITTÀ


convegnorom_locandina.jpgIl Progetto Rebeldìa e Africa Insieme organizzano una due-giorni di seminari e laboratori “Superare la marginalità abbattendo i confini”, che si terrà venerdì 20 e sabato 21 maggio presso il polo Carmignani. “Da tempo sentiamo l'esigenza – dicono gli attivisti – di concentrare la nostra attenzione sulla duplicità di significato che emerge con forza sempre maggiore ogni volta che si riflette sul concetto di confini e sui risvolti geo-politici e sociali generati dal rafforzamento o dal venir meno di essi”. Da un lato, il confine come linea di demarcazione inter-statuale difesa con le unghie e con i denti, con un discorso pubblico razzista e xenofobo, con i muri e le recinzioni da parte di governi incapaci tanto di assumere posizioni politiche promotrici di pace, quanto di pianificare una degna accoglienza per chi si trova costretto a fuggire dai conflitti ai quali essi stessi hanno offerto il fianco. 
Dall'altro, il confine interno, urbano, figlio di politiche scellerate e predatorie che viviamo ogni giorno nelle nostre città, luoghi sempre più attraversati da conflitti più o meno evidenti, che intrecciano la linea del colore e quella delle classi così come il business dell'accoglienza e la negazione della stessa, che si traducono in sottrazione di diritti, in selezione tra degni e indegni, in confinamento dei più deboli: “Tra le comunità maggiormente colpite dalla marginalizzazione prodotta dalla carenza di politiche sociali efficaci e aggravata dalla temperie culturale particolarmente desolante c'è sicuramente quella rom: a partire dal 30 settembre 2015, con lo scandalo delle ruspe democratiche che hanno abbattuto il del campo della Bigattiera, passando per la criminalizzazione e la cacciata delle famiglie residenti a Coltano, così come di quelle presenti nel quartiere di Putignano, la recrudescenza delle politiche securitarie dell'amministrazione Filippeschi ha popolato le prime pagine di tutti i giornali, locali e non”.

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Superare le marginalità abbattendo i confini

LABORATORI E DIBATTITI DELL'ALTRA CITTà

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Salviamo le biblioteche pisane

 

Il 47% degli italiani, secondo l‘OCSE, soffre di analfabetismo funzionale e la percentuale è talmente alta da far balzare il paese al vertice di questa classifica poco invidiabile. Da mesi si moltiplicano denunce e appelli sul nostro declino culturale, in particolare sullo stato di biblioteche e archivi, ma anche denunce dei professionisti dei beni culturali (archeologi, storici dell’arte, archivisti, bibliotecari, ecc.) che nei tagli dei finanziamenti alla cultura vedono un pericolo per il loro stesso futuro.
In provincia tutto questo ha una ricaduta pesante e a Pisa – in misura maggiore ad esempio rispetto a Pistoia, che in cultura ha investito – la situazione si sta facendo drammatica. La scarsità di investimenti è resa ancora più grave dal fatto che la città aveva costruito nel tempo la propria fama e qualità della vita custodendo, tutelando e arricchendo un patrimonio storico-artistico, librario e archivistico di interesse internazionale, patrimonio che si sta rapidamente disfacendo.
Negli ultimi anni il declino è stato rapido e allarmante:

 

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Mattonaia fuori dal piano di vendita

Proposta di delibera sulla Mattonaia: il Consiglio comunale tolga l’immobile dal piano delle vendite

 

La Mattonaia in tutti questi anni ha rappresentato il simbolo di ciò che non deve fare chi amministra una città. Allo stesso tempo dimostra che non devono essere lasciati inutilizzati, in abbandono e degrado, gli immobili esistenti, a maggior ragione quelli di proprietà pubblica che dovrebbero essere tutti utilizzabili immediatamente per finalità sociali.

La giunta Filippeschi e la sua maggiorana sta tentando di vendere molta parte del suo patrimonio immobiliare per fare cassa, tra cui la Mattonaia; ma, nonostante i più assurdi escamotage inventati, l’unico risultato è stato quello di fare decine e decine di annunci propagandistici sull’imminente svendita, progettando nel caso Mattonaia anche assurde operazioni di permuta mai andate in porto, sgomberando e denunciando i movimenti che in questi anni hanno riaperto, riqualificato e restituito alla città questi spazi.

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Quattro tartarughe tra San Marco e San Giusto

Il racconto della passeggiata nei quartieri di San Marco e San Giusto del 16 aprile 2016

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Si dice spesso che il quartiere di una città può contenere un mondo, e che il mondo stesso può essere riassunto tra le case, gli abitanti, di un quartiere. Se questo è vero per le città del tempo nostro, il distico San Marco-San Giusto di Pisa è l'incarnazione di una simile verità. I due quartieri, un tempo avamposto della campagna che si spalancava al di là dell'orizzonte dei binari della Stazione centrale, quasi rispecchiano per metafora la pianta pisana. Sono la Tramontana e il Mezzogiorno divise dall'Arno rappresentato dalla via dell'Aeroporto, il frammento identico di una città, divisa non solo dalle acque, ma anche dalla profonda diversità degli spazi urbani che ne compongono il mosaico.
La passeggiata di quartiere del Municipio dei Beni Comuni, sabato 16 aprile, ha attraversato le molte anime di uno degli spazi urbani più travagliati degli ultimi anni. Oggetto di molteplici interventi strutturali, come il recente cantiere del People Mover, San Marco e San giusto sono la terra che tiene numerosi scavi recenti e più antichi dai quali sono sorte intere palazzine, più o meno abitate, più o meno inutilizzate. Tuttavia, sono stati anche i luoghi che più hanno sofferto il nubifragio dell'agosto 2015, quando strade, case, campi rimasero letteralmente sott'acqua per il mancato deflusso delle acque piovane. Quartieri che vivono contraddizioni, le stesse che si possono racchiudere nella tranquillità delle case basse di San Marco e insieme nel disagio crescente dei suoi abitanti che denunciano come <<l'aria sia cambiata>> e la tranquillità di un tempo debba fare i conti con fenomeni, come lo spaccio, ai quali il quartiere era impreparato. 

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IL 29 APRILE CONFINIAMO RENZI!

IL 29 APRILE CONFINIAMO RENZI!

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Venerdì 29 aprile il premier Matteo Renzi sarà a Pisa per festeggiare il trentennale della prima connessione internet attivata in Italia e la giunta comunale e il sindaco Filippeschi hanno già cominciato da giorni la promozione di quello che per l'amministrazione della nostra città si profila come un grande evento attraverso il quale far salire Pisa alle cronache nazionali. 
Lo spirito con il quale il Partito Democratico si accinge a accogliere Matteo Renzi si collega perfettamente al tenore delle politiche culturali della nostra città, ormai ridotte alla mera spettacolarizzazione dell'esistente, alla moltiplicazione di interessi e profitti privati, allo smantellamento di qualsiasi deontologia dell'informazione pur di riabilitare agli occhi della cittadinanza una politica dissennata condotta sulla pelle delle componenti più deboli della popolazione.

 

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La «cospirazione del riso», tra bufale e minacce

La «cospirazione del riso», tra bufale e minacce.
Pisa non dà una 
accoglienza degna

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La protesta dei profughi ospitati a Piaggerta ha suscitato reazioni scomposte e ai limiti dell’isteria, che gettano un’ombra sulla professionalità degli enti chiamati a organizzare l’accoglienza.

Tutto il dibattito si è focalizzato sul «riso acquoso», o sulla presenza di «cervi e cinghiali» che spaventerebbero i migranti: così, questioni drammaticamente serie – la collocazione dei profughi sul territorio, le strategie di inserimento sociale, le modalità di accoglienza – si trasformano in farsa. E un dibattito complesso, che coinvolge tutta Europa, diventa una specie di commedia all’italiana, dove i profughi inscenano la parte di bambini bizzosi e ingrati. Ciliegina sulla torta, le teorie complottiste: secondo l’assessore Capuzzi la protesta sarebbe manovrata da «alcune associazioni» (quali?), mentre per il presidente di Paim vi sarebbero «personaggi ambigui dietro le quinte». E l’idea di una cospirazione per il «riso troppo acquoso» si commenta da sola…

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Passeggiando nei quartieri di San Marco e San Giusto

Sabato 16 aprile a partire dalle ore 14.30 (ritrovo al Circolo Balalaika in via Montanelli)
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Sabato 16 aprile dalle 14.30 ripartono le passeggiate di quartiere organizzate dal Municipio dei Beni Comuni. Dopo le tappe dedicate al quartiere della Stazione e al quartiere di San Martino, saranno i quartieri 'chiave' di San Marco e San Giusto a essere 'esplorati' dalle cittadine e dai cittadini che prenderanno parte all'iniziativa. La passeggiata di quartiere è uno dei metodi più utilizzati per l'ascolto attivo del territorio e uno dei passaggi determinanti nella pianificazione partecipata. Un metodo che non solo consente di valorizzare i saperi dei "non-esperti", ma che pone i cittadini nella condizione di toccare con mano la situazione e il luogo che si vuole osservare e studiare.

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Arriva a Pisa Italian Offshore

 il documentario auto-prodotto sulle trivellazioni

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Venerdì 15 Aprile presso il circolo Arci Alhambra di Pisa sarà Maledetta Primavera, un mini-festival organizzato dal collettivo radiofonico di Radio Roarr - Rete Occupata Autogestita Radio Rebeldìa che ha come scopo la promozione di un'ampia rosa di produzioni totalmente indipendenti, tra musica live, arti visive e informazione. 

Venerdì sarà anche l'ultimo giorno utile a diffondere le ragioni del Sì al referendum previsto per domenica 17 Aprile, che vedrà coinvolta tutta l'Italia sul tema delle concessioni per l'estrazione di petrolio e gas dai nostri mari, che chiamerà le italiane e gli italiani alle urne per esprimersi su quale idea di auto-sufficienza energetica e di salvaguardia del patrimonio ambientale sia la più adeguata per garantire al nostro paese un futuro sotto il profilo della tutela del paesaggio e per incentivare il settore della ricerca e sviluppo nel campo energetico. 


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Nessuna emergenza:

il comune metta a disposizione 
gli spazi per l'accoglienza

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Mai come oggi l’Europa ci appare come una vera e propria fortezza: ormai totalmente chiusi i confini dell’est, chiuso il confine greco-macedone della cosiddetta “rotta balcanica”, fili spinati che si innalzano per chilometri e chilometri contro quelle persone che fuggono da guerre e disastri che l’Europa spesso stessa determina, e che altrettanto spesso arma.

Hot spot disumani, respingimenti, deportazioni forzate di richiedenti asilo, per la maggior parte famiglie con bambini e bambine anche molto piccoli, anziani, disabili già traumatizzati non solo da bombe o violenze indiscriminate, ma anche psicologicamente. E adesso l’accordo con la Turchia di Erdogan, con un paese dove i giornalisti indipendenti rischiano la galera, ma che l'Europa ha individuato come alleato prediletto a cui riconsegnare i profughi in fuga dal conflitto in Siria.

 

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La Regione sconfessa la giunta Filippeschi sulla Mattonaia

I soldi di una eventuale vendita per edilizia sociale

La Regione Toscana smentisce clamorosamente la giunta Filippeschi sulla operazione legata alla "svendita della Mattonaia" e conferma quanto sosteniamo e denunciamo da anni, ovvero che i proventi della alienazione di questo immobile non possono essere né totalmente né parzialmente utilizzati per opere pubbliche così come prevedeva il bando di gara fatto dall'amministrazione Filippeschi lo scorso 30 dicembre e poi andato deserto.

Nelle scorse settimane, infatti,  era stata depositata una interpellanza  in Consiglio regionale dai consiglieri regionali di Si Toscana a Sinistra  Tommaso Fattori e Paolo Sarti (una uguale giace anche in Consiglio comunale a Pisa in attesa di risposta) in cui si chiedeva: "se, considerato il fatto che parte delle risorse per la ristrutturazione della Mattonaia provengono da fondi ERP, non ritenga, nell’ambito delle sue competenze, di intervenire presso il Comune di Pisa per chiarire come saranno utilizzate le risorse derivanti dalla permuta dell’immobile, affinché le stesse siano investite per la realizzazione di edilizia pubblica e sociale anche a fronte del fatto dell’emergenza abitativa presente nel comune di Pisa".


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Emergenza Casa - Mattonaia e Paradisa

 
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