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LA SDS TAGLIA IL CENTRO ANTIVIOLENZA

 IL PROGETTO REBELDIA è VICINO
ALLE RIVEDICAZIONI DELLA CASA DELLA DONNA DI PISA

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La Società della salute della zona pisana, contrariamente alle notizie-slogan apparse sui giornali per bocca dell'assessore Capuzzi, ha confermato i tagli a numerosi servizi come quello che la Casa della Donna offre alle donne vittime di violenza. Il finanziamento al centro antiviolenza verrà quindi ridotto del 35%! Questo significa chiaramente ridurre i servizi di ascolto, i colloqui, le terapie psicologiche e le consulenze legali. Nell'ultimo triennio il progetto aveva visto aumentare il numero delle donne accolte, fino ad arrivare a 741. Donne che non sono andate al pronto soccorso, che non hanno avuto bisogno di essere accolte in emergenza e - infine - che sono riuscite ad iniziare un percorso per uscire dalla spirale di violenza.

Questi tagli significano che la donna vittima di violenze e maltrattamenti sarà abbandonata solamente ad una soluzione medica, dovrà recarsi come un malato qualunque al pronto soccorso aggravando ancora di più un servizio sanitario che anch'esso è paralizzato per i tagli alla sanità. 

E' lecito pensare che il Comune di Pisa, l'assessorato ai servizi sociali e la Società della Salute non comprenda l'importanza del lavoro delle operatrici, delle consulenti, delle volontarie che hanno sostenuto le donne nel percorso lungo e difficoltoso di reinventarsi un progetto di vita al di fuori della violenza.


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Zerocalcare a Pisa

 Sabato 11 Giugno presso il polo F d'Ingegneria 

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CinemAlt continua alla Balalaika

 

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Ancora Per tre martedì CinemAltrove sarà ospite presso il circolo Balalaika, ancora tre visioni speciali dedicate al tema "Monsters":

martedì 31 maggio: 
MA COME SI PUO' UCCIDERE UN BAMBINO? di Narciso Ibáñez Serrador, 1976
trailer: https://www.youtube.com/watch?v=L77eOCmTK8w

martedì 7 giugno: 
WAMPYR (Martin) di George A. Romero, 1978
trailer: https://www.youtube.com/watch?v=AGNsUj1cTyA

martedì 14 giugno: 
BABADOOK di Jennifer Kent, 2014
trailer: https://www.youtube.com/watch?v=k5WQZzDRVtw

ore 21:30
ingresso gratuito.

 

Mondiali Rebeldi 2016

dal 10 giugno al 10 lugio presso il Circolo Arci di Pisanello
 

IL DIRITTO DI MANIFESTARE NON IN VENDITA

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Non era mai successo, né al Canapisa, né ad altre manifestazioni politiche che si concedesse «Parere favorevole (…) previo versamento di una cauzione, o stipula di polizza fideiussoria bancaria in favore del Comune di Pisa, di euro 5.000 a garanzia di eventuali danni (…) che dovrà essere pagata per il ritiro della concessione», così si legge nella missiva firmata dalla responsabile dell’ufficio Canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), Susanna Falsetti. Alla street parade antiproibizionista che da 16 anni porta nella città della Torre pendente quasi 10 mila persone che chiedono un cambio di paradigma sulle sostanze - ora illegali - si chiede una cauzione in denaro per permettere un corteo. Mentre a Roma si prepara una nuova legge sulla sicurezza urbana, a Pisa si tenta di creare un primo laboratorio maggiormente repressivo sul fronte della gestione dell'ordine pubblico, dove i cortei e le manifestazioni le potranno fare solo coloro i quali possono permettersi di impegnare una fideiussione di 5.000 euro. Senza dimenticare l'ingente aumento delle forze dell'ordine nella città di Pisa, provocando una vera e propria militarizzazione dello spazio urbano.
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Superare le marginalità abbattendo i confini

SUPERARE LE MARGINALITÀ ABBATTENDO I CONFINI.
LABORATORI E DIBATTITI DELL'ALTRA CITTÀ


convegnorom_locandina.jpgIl Progetto Rebeldìa e Africa Insieme organizzano una due-giorni di seminari e laboratori “Superare la marginalità abbattendo i confini”, che si terrà venerdì 20 e sabato 21 maggio presso il polo Carmignani. “Da tempo sentiamo l'esigenza – dicono gli attivisti – di concentrare la nostra attenzione sulla duplicità di significato che emerge con forza sempre maggiore ogni volta che si riflette sul concetto di confini e sui risvolti geo-politici e sociali generati dal rafforzamento o dal venir meno di essi”. Da un lato, il confine come linea di demarcazione inter-statuale difesa con le unghie e con i denti, con un discorso pubblico razzista e xenofobo, con i muri e le recinzioni da parte di governi incapaci tanto di assumere posizioni politiche promotrici di pace, quanto di pianificare una degna accoglienza per chi si trova costretto a fuggire dai conflitti ai quali essi stessi hanno offerto il fianco. 
Dall'altro, il confine interno, urbano, figlio di politiche scellerate e predatorie che viviamo ogni giorno nelle nostre città, luoghi sempre più attraversati da conflitti più o meno evidenti, che intrecciano la linea del colore e quella delle classi così come il business dell'accoglienza e la negazione della stessa, che si traducono in sottrazione di diritti, in selezione tra degni e indegni, in confinamento dei più deboli: “Tra le comunità maggiormente colpite dalla marginalizzazione prodotta dalla carenza di politiche sociali efficaci e aggravata dalla temperie culturale particolarmente desolante c'è sicuramente quella rom: a partire dal 30 settembre 2015, con lo scandalo delle ruspe democratiche che hanno abbattuto il del campo della Bigattiera, passando per la criminalizzazione e la cacciata delle famiglie residenti a Coltano, così come di quelle presenti nel quartiere di Putignano, la recrudescenza delle politiche securitarie dell'amministrazione Filippeschi ha popolato le prime pagine di tutti i giornali, locali e non”.

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Superare le marginalità abbattendo i confini

LABORATORI E DIBATTITI DELL'ALTRA CITTà

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Salviamo le biblioteche pisane

 

Il 47% degli italiani, secondo l‘OCSE, soffre di analfabetismo funzionale e la percentuale è talmente alta da far balzare il paese al vertice di questa classifica poco invidiabile. Da mesi si moltiplicano denunce e appelli sul nostro declino culturale, in particolare sullo stato di biblioteche e archivi, ma anche denunce dei professionisti dei beni culturali (archeologi, storici dell’arte, archivisti, bibliotecari, ecc.) che nei tagli dei finanziamenti alla cultura vedono un pericolo per il loro stesso futuro.
In provincia tutto questo ha una ricaduta pesante e a Pisa – in misura maggiore ad esempio rispetto a Pistoia, che in cultura ha investito – la situazione si sta facendo drammatica. La scarsità di investimenti è resa ancora più grave dal fatto che la città aveva costruito nel tempo la propria fama e qualità della vita custodendo, tutelando e arricchendo un patrimonio storico-artistico, librario e archivistico di interesse internazionale, patrimonio che si sta rapidamente disfacendo.
Negli ultimi anni il declino è stato rapido e allarmante:

 

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Mattonaia fuori dal piano di vendita

Proposta di delibera sulla Mattonaia: il Consiglio comunale tolga l’immobile dal piano delle vendite

 

La Mattonaia in tutti questi anni ha rappresentato il simbolo di ciò che non deve fare chi amministra una città. Allo stesso tempo dimostra che non devono essere lasciati inutilizzati, in abbandono e degrado, gli immobili esistenti, a maggior ragione quelli di proprietà pubblica che dovrebbero essere tutti utilizzabili immediatamente per finalità sociali.

La giunta Filippeschi e la sua maggiorana sta tentando di vendere molta parte del suo patrimonio immobiliare per fare cassa, tra cui la Mattonaia; ma, nonostante i più assurdi escamotage inventati, l’unico risultato è stato quello di fare decine e decine di annunci propagandistici sull’imminente svendita, progettando nel caso Mattonaia anche assurde operazioni di permuta mai andate in porto, sgomberando e denunciando i movimenti che in questi anni hanno riaperto, riqualificato e restituito alla città questi spazi.

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Quattro tartarughe tra San Marco e San Giusto

Il racconto della passeggiata nei quartieri di San Marco e San Giusto del 16 aprile 2016

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Si dice spesso che il quartiere di una città può contenere un mondo, e che il mondo stesso può essere riassunto tra le case, gli abitanti, di un quartiere. Se questo è vero per le città del tempo nostro, il distico San Marco-San Giusto di Pisa è l'incarnazione di una simile verità. I due quartieri, un tempo avamposto della campagna che si spalancava al di là dell'orizzonte dei binari della Stazione centrale, quasi rispecchiano per metafora la pianta pisana. Sono la Tramontana e il Mezzogiorno divise dall'Arno rappresentato dalla via dell'Aeroporto, il frammento identico di una città, divisa non solo dalle acque, ma anche dalla profonda diversità degli spazi urbani che ne compongono il mosaico.
La passeggiata di quartiere del Municipio dei Beni Comuni, sabato 16 aprile, ha attraversato le molte anime di uno degli spazi urbani più travagliati degli ultimi anni. Oggetto di molteplici interventi strutturali, come il recente cantiere del People Mover, San Marco e San giusto sono la terra che tiene numerosi scavi recenti e più antichi dai quali sono sorte intere palazzine, più o meno abitate, più o meno inutilizzate. Tuttavia, sono stati anche i luoghi che più hanno sofferto il nubifragio dell'agosto 2015, quando strade, case, campi rimasero letteralmente sott'acqua per il mancato deflusso delle acque piovane. Quartieri che vivono contraddizioni, le stesse che si possono racchiudere nella tranquillità delle case basse di San Marco e insieme nel disagio crescente dei suoi abitanti che denunciano come <<l'aria sia cambiata>> e la tranquillità di un tempo debba fare i conti con fenomeni, come lo spaccio, ai quali il quartiere era impreparato. 

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IL 29 APRILE CONFINIAMO RENZI!

IL 29 APRILE CONFINIAMO RENZI!

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Venerdì 29 aprile il premier Matteo Renzi sarà a Pisa per festeggiare il trentennale della prima connessione internet attivata in Italia e la giunta comunale e il sindaco Filippeschi hanno già cominciato da giorni la promozione di quello che per l'amministrazione della nostra città si profila come un grande evento attraverso il quale far salire Pisa alle cronache nazionali. 
Lo spirito con il quale il Partito Democratico si accinge a accogliere Matteo Renzi si collega perfettamente al tenore delle politiche culturali della nostra città, ormai ridotte alla mera spettacolarizzazione dell'esistente, alla moltiplicazione di interessi e profitti privati, allo smantellamento di qualsiasi deontologia dell'informazione pur di riabilitare agli occhi della cittadinanza una politica dissennata condotta sulla pelle delle componenti più deboli della popolazione.

 

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La «cospirazione del riso», tra bufale e minacce

La «cospirazione del riso», tra bufale e minacce.
Pisa non dà una 
accoglienza degna

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La protesta dei profughi ospitati a Piaggerta ha suscitato reazioni scomposte e ai limiti dell’isteria, che gettano un’ombra sulla professionalità degli enti chiamati a organizzare l’accoglienza.

Tutto il dibattito si è focalizzato sul «riso acquoso», o sulla presenza di «cervi e cinghiali» che spaventerebbero i migranti: così, questioni drammaticamente serie – la collocazione dei profughi sul territorio, le strategie di inserimento sociale, le modalità di accoglienza – si trasformano in farsa. E un dibattito complesso, che coinvolge tutta Europa, diventa una specie di commedia all’italiana, dove i profughi inscenano la parte di bambini bizzosi e ingrati. Ciliegina sulla torta, le teorie complottiste: secondo l’assessore Capuzzi la protesta sarebbe manovrata da «alcune associazioni» (quali?), mentre per il presidente di Paim vi sarebbero «personaggi ambigui dietro le quinte». E l’idea di una cospirazione per il «riso troppo acquoso» si commenta da sola…

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