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Mondiali Rebeldi 2017

Dodicesima edizione dei Mondiali Rebeldi:
in campo contro il razzismo!


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Il torneo si disputerà fra 20 squadre a partire dal 6 Giugno presso il Circolo Arci di Pisanello, consolidato ospitante dell'iniziativa. Per l'edizione targata 2017 fasi finali il 2 Luglio presso il Dopolavoro ferroviario in piazza della Stazione, che vide nascere le prime storiche edizioni

Dodici edizioni di gol e trofei, ma soprattutto di calci al razzismo e alla sorda strategia di chi vorrebbe ridurre la presenza migrante sul territorio a un'emergenza. La Pisa antirazzista è pronta a lanciare l'appuntamento più colorato dell'estate, quel Mondiale Rebelde che da più di un decennio custodisce nel suo cuore antico un'idea di condivisione e di scambio sui campetti di calcio. Il 'mondialino' non è solo rincorsa al fatidico pallone, ma un progetto semplice ed essenziale che nel tempo non ha mai smarrito il suo innato talento a mettere insieme le diversità all'insegna del gioco, della festa, del sorriso.

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Continuano le adesioni Rifiutiamo nuove forme di schiavitù

  Anche Unione Inquilini, Pink Riot, Alif, e Possibile - Comitato  Gli spettinati di Possibile Pisa  

si uniscono all'appello rivolto al Comune di Pisa per rifiutare nuove forme di schiavitù 

Rifiutiamo Nuove Forme di Schiavitù.

A partire da Pisa rifiutiamo le logiche del Decreto Minniti e chiediamo che l'amministrazione ritiri la convenzione da poco stipulata con la Croce Rossa che permette di sfruttare il lavoro gratuito dei richiedenti asilo ospiti nelle strutture del territorio. Il lavoro svolto da tutti e tutte, per definirsi tale. deve essere retribuito e tutelato.

 

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Minniti e Orlando dichiara guerra alle città

Il Progetto Rebeldìa e Africa Insieme promuovono un momento di riflessione e organizzazione collettiva sulle ricadute concrete delle nuove disposizioni legislative, che nella città di Pisa si sono manifestate ancor prima che il decreto diventasse legge. La nostra città e la regione Toscana sono state a tutti gli effetti un vero e proprio laboratorio per la messa a punto della lotta al famigerato degrado, dei daspo urbani, dell'istituzionalizzazione del lavoro gratuito per i richiedenti asilo. 

Il protocollo siglato tra comune di Pisa e Croce Rossa Italiana per la creazione di squadre di profughi preposte al mantenimento del decoro (pulizia di strade, piazze, muri, parchi pubblici) ha fatto scuola e ancor prima abbiamo constatato che le aperture delle mura storiche sono state possibili solo grazie all'impiego di quella manodopera a costo zero.
 A Pisa abbiamo vissuto la trasposizione del provvedimento del daspo dagli stadi a quelle piazze in cui si è manifestato dissenso rispetto alle politiche locali e governative; Pisa è stata più volte indicata come luogo ideale per l'apertura di un Centro di Permanenza e Rimpatrio, niente di diverso dai CIE che da sempre contestiamo; nella nostra città la criminalizzazione degli emarginati e delle fasce più deboli della popolazione è stata portata avanti negli anni a colpi di ordinanze e task force punitive. 

Venerdì 19 maggio alle ore 18 presso l'aula multimediale di Palazzo Ricci Elia de Caro dell'associazione Antigone, da anni impegnata nella tutela dei diritti nel sistema penale, e Anna Brambilla, avvocatessa dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, incontreranno la cittadinanza per discutere una legge che promuove la lotta ai poveri e non alla povertà, agli ultimi e non alle cause di disagio socio-economico, a chi esprime dissenso, a chi scappa dalle guerre, dalle persecuzioni, dagli stenti.

Vi invito a partecipare numerosi e a diffondere tra i vostri contatti l'iniziativa
evento fb https://www.facebook.com/events/283375578788645/
dal sito https://www.inventati.org/rebeldia/eventlist/13366.html
 

Campagna territoriale di resistenza alla guerra (Pisa-Livorno)

Viviamo, nell’area Pisa-Livorno, in una delle zone più militarizzate d’Italia.

Sul nostro territorio vi sono:

 

Camp Darby, la base logistica dell’Esercito Usa che rifornisce le forze terrestri e aeree statunitensi nell’area mediterranea, africana, mediorientale e oltre. Nei suoi 125 bunker vi è l’intero equipaggiamento e munizionamento di due battaglioni corazzati e due di fanteria meccanizzata. Vi sono stoccate anche enormi quantità di bombe e missili per aerei. Non si esclude che tra queste possano esservi anche bombe nucleari. Da qui sono partite le bombe usate nelle guerre Usa/Nato contro l’Iraq, la Jugoslavia e la Libia.

 

Il porto di Livorno, collegato a Camp Darby dal Canale dei Navicelli recentemente allargato per permettere il transito di maggiori carichi di armi. Esse vengono inviate in Medioriente – per le guerre in Siria, Iraq e Yemen – per mezzo di grandi navi statunitensi che fanno scalo ogni mese a Livorno. Quello di Livorno è porto nucleare, dove possono approdare unità militari a proulsione nucleare e anche recanti armi nucleari a bordo.

L’Hub aereo nazionale delle forze armate, nell’aeroporto militare di Pisa, da cui transitano gli uomimi e i mezzi per le missioni militari all’estero. Questo aeroporto, che prima aveva un ruolo tattico circoscritto al territorio nazionale, ha assunto un ruolo strategico, proiettato nei teatri operativi fuori dal territorio nazionale. Dall’Hub nazionale di Pisa transitano anche materiali militari della limitrofa base di Camp Darby.

Il Comando delle forze speciali dell’esercito (Comfose), il primo del suo genere in Italia, costituito alla caserma Gamerra di Pisa, sede del Centro addestramento paracadutismo. Attraverso l’Hub aereo nazionale, i commandos delle forze speciali e i loro armamenti vengono inviati nei vari teatri bellici per operazioni segrete, condotte con forze speciali Usa/Nato. 


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Progetto Caserme: Filippeschi riparte da zero. E procede senza la città.

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Poche ed enigmatiche le dichiarazioni dell'amministrazione comunale sul futuro dell'ormai noto Progetto Caserme, quel protocollo che impegnava Comune, Ministero della Difesa e Demanio nella realizzazione della caserma nuova ad Ospedaletto e la riconversione di ben due caserme (Curtatone e Montanara e Artale) nel cuore storico della città e della Bechi Luserna sulla via Aurelia.

Un'operazione ben nota ai cittadini di Pisa che continuano a sentirne parlare da ben 16 anni. Eppure non molto tempo fa, precisamente il 20 aprile 2017, le dichiarazioni dell'assessora Zambito a riguardo sembrano aver cancellato quell'aurea di intoccabilità  che aleggiava da troppo tempo attorno a un progetto, in definitiva, irrealizzabile. 

Si parla adesso di un nuovo protocollo, che pare preveda la riconversione a uso civico per Artale e Distretto, l'abbandono della costruzione della nuova caserma a Ospedaletto e dei progetti sulla Bechi Luserna, che rimane al Ministero della Difesa.

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Di Spazi e Beni Comuni: come la forma non cambia la sostanza

E’ attualmente in discussione all’interno del Consiglio Comunale una proposta di regolamento sulla collaborazione e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni proposto dall’amministrazione comunale. Come associazione studentesca che vive ed attraversa questa città abbiamo partecipato a diversi percorsi di riqualificazione diretta di benispazi urbani abbandonati, e vogliamo pertanto portare alcune osservazioni in merito al regolamento.

Non possiamo non partire dal ruolo della scuola e dell’università, espressamente presenti in questo regolamento, in particolare art. 17:  pur condividendo la necessità di collegare il discorso dei beni comuni alla formazione e all’istruzione non condividiamo che il canale privilegiato per il coinvolgimento degli studenti sia attraverso forme di sfruttamento del lavoro volontario. Ad oggi assistiamo quotidianamente a fenomeni di sfruttamento, attraverso l’utilizzo inappropriato dell’alternanza scuola lavoro (come previsto dalla Buona Scuola) e vediamo in questo regolamento gli stessi elementi critici che ispirano l’attuale riforma sulla scuola e l’operato politico di chi amministra questa città.

 

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Ancora Adesioni Rifiutiamo nuove forme di schiavitù

  Anche Sinistra Per e Scuola Mondo San Giuliano Terme

si uniscono all'appello rivolto al Comune di Pisa per rifiutare nuove forme di schiavitù 

Rifiutiamo Nuove Forme di Schiavitù.

A partire da Pisa rifiutiamo le logiche del Decreto Minniti e chiediamo che l'amministrazione ritiri la convenzione da poco stipulata con la Croce Rossa che permette di sfruttare il lavoro gratuito dei richiedenti asilo ospiti nelle strutture del territorio. Il lavoro svolto da tutti e tutte, per definirsi tale. deve essere retribuito e tutelato.

 

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Regolamento Beni Comuni di Pisa

OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO SULLA COLLABORAZIONE TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE
PER LA CURA E LA RIGENERAZIONE DEI BENI COMUNI URBANI DI PISA

 

 

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Il comune di Pisa ha elaborato un Regolamento sulla Collaborazione tra Cittadini e Amministrazione per la Cura e la Rigenerazione dei Beni Comuni Urbani di Pisa.

Il regolamento è stato approvato in giunta, e a breve giungerà in consiglio comunale per la sua definitiva approvazione e entrata in vigore.

Come collettivo e come rete di associazioni, da anni denunciamo la mancanza di una discussione pubblica sulla fruizione dello spazio pubblico affinché non sia appannaggio dell'amministrazione comunale e delle sue realtà-satellite, ma rivolta a tutto il tessuto sociale cittadino.

Inoltre, con il Municipio dei Beni Comuni, abbiamo mappato e schedato minuziosamente i numerosi spazi dismessi che a Pisa necessiterebbero di cura e di rigenerazione, proponendo per molti di essi proposte concrete di riutilizzo.

Pertanto, siamo sicuri che la città abbia un grande bisogno di questo strumento ed è positivo il fatto che sia stata discussa una proposta in merito, tuttavia quella che è stata approvata dalla giunta pisana risulta assolutamente carente, sia dal punto di vista del processo decisionale, sia dal punto di vista dei contenuti. Le Osservazioni che proponiamo rappresentano non solo una critica tecnica, ma anche - e soprattutto - una critica politica sia alle manovre speculatorie dell'amministrazione, la quale gestisce il patrimonio pubblico come tesoretto da svendere all'occorrenza, sia ai vari pesi e alle varie misure con cui il comune regola la fruizione degli spazi.

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LIBERTA’ E DIRITTI PER GABRIELE DEL GRANDE

Ecco il testo dell'appello per la liberazione di Gabriele presentato al Presidente del Senato Pietro Grasso.

La lunga lista di sottoscrizioni aggiornata è disponibile sulla pagina fb di Io Sto con la sposa 

con i nomi di tutti coloro che vorranno aderire scrivendo a  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo   

 

LIBERTA’ E DIRITTI PER GABRIELE DEL GRANDE
Appello al Parlamento e al Governo Italiano

Gentile Presidente del Senato della Repubblica, On.le Pietro Grasso

 

Conosciamo Gabriele del Grande da molti anni, abbiamo condiviso con lui viaggi, inchieste, racconti, avendo l'onore e il piacere di apprezzare la professionalità e l'umanità con cui ha sempre condotto le sue ricerche. Il suo contributo alla democrazia del nostro Paese è da anni di enorme valore, grazie alla sua capacità di incontrare, conoscere e capire realtà diverse e complesse, grazie alla sua lucidità nel saper collegare responsabilità politiche a quotidiane ingiustizie subite da uomini e donne delle tante culture che vivono nell'Italia e nel Mediterraneo di oggi. Leggere e vedere le storie raccontate da Gabriele aiuta l'Italia, e non solo, ad essere un Paese più civile. Il suo nuovo progetto sul conflitto siriano è un altro importante tassello di questo lungo percorso di ricerca e civiltà. 
E' necessario che le massime autorità del Paese si attivino con urgenza nei confronti delle autorità turche per garantire la tutela dei diritti un proprio cittadino, nonché di un professionista di altissimo spessore e valore civile. Chiediamo che Gabriele torni quanto prima libero e possa riottenere i suoi diritti di cittadino e giornalista.

 

 

Nuove Adesioni Rifiutiamo nuove forme di schiavitù

  Anche COBAS Pisa, Glauco - Associazione Universitaria LGBTQ, Casa della Donna e Comitato Toscano di Un ponte Per

si uniscono all'appello rivolto al Comune di Pisa per rifiutare nuove forme di schiavitù 

Rifiutiamo Nuove Forme di Schiavitù.

A partire da Pisa rifiutiamo le logiche del Decreto Minniti e chiediamo che l'amministrazione ritiri la convenzione da poco stipulata con la Croce Rossa che permette di sfruttare il lavoro gratuito dei richiedenti asilo ospiti nelle strutture del territorio. Il lavoro svolto da tutti e tutte, per definirsi tale. deve essere retribuito e tutelato.

 

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Decreti Minniti-Orlando: la risposta (sbagliata) alla percezione e non alla realtà.

Decreti Minniti-Orlando: la risposta (sbagliata) alla percezione e non alla realtà.

 

L’approvazione dei Decreti Legge nn. 13 e 14 dello scorso febbraio, che portano le firme del Ministro degli Interni Marco Minniti e di quello alla Giustizia Andrea Orlando, a soli tre giorni l’uno dall’altro, sancisce un ennesimo punto di non-ritorno. Ancora una volta il centro-sinistra, i “moderati”, i “progressisti” o che dir si voglia, non solo sceglie di inseguire le destre sul terreno securitario del “sorvegliare e punire”, ma addirittura supera e inasprisce il terreno già seminato dal Decreto Sicurezza di Maroni del 2008.

Nel 2009 il sociologo francese Loïc Wacquant pubblicava un libro dal titolo “Simbiosi mortale. Neoliberalismo e politica penale” dove evidenzia il sistematico nesso tra la distruzione dello “stato sociale” e il rafforzamento dello “stato penale”. Studiando le trasformazioni del sistema carcerario statunitense, soffermando lo sguardo anche su quelle degli stati europei in ottica comparativa, Wacquant osserva come lo smantellamento progressivo del “welfare state” venga accompagnato, nonostante la retorica anti-statista e anti-welfare del neoliberismo, da un intervento sempre più massiccio dello stato nella gestione della sicurezza pubblica. In poche parole, lo stato neoliberista si sottrae dall'ottemperare ai suoi compiti nei confronti della “res publica” per liberare da lacci e lacciuoli l’indole più selvaggia del mercato, affinché sia possibile l’espandersi dei dispositivi penali per gestire le conseguenze sociali generate dalla disfunzionalità del mercato. A partire da questa situazione, emerge una nuova moralità pubblica, riflessa nelle logiche della punizione e dell'incarcerazione, che vede i gruppi meno abbienti come soggetti falliti nei loro progetti personali, individui parassitari e pericolosi per la coesione pubblica.

 

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Bentornata Limonaia nella Zona Rosa

Il Progetto Rebeldìa sostiene la riapertura della Limonaia di vicolo del Ruschi, rinominata Zona Rosa a seguito dell'occupazione dello scorso fine settimana. 

Una riapertura che ci appare nella sua doppia natura. Uno spazio e un rigoglioso giardino vengono resi nuovamente disponibili a beneficio della cittadinanza, dopo anni di chiusura, dopo anni di mancata ristrutturazione, dopo anni di permanenza all'interno del piano delle alienazioni della Provincia. Allo stesso tempo quegli stessi spazi si trasformano in una zona femminista, dove poter discutere di auto-determinazione e rompere il silenzio in cui si può ricadere a seguito di violenze e soprusi, dove si può trovare supporto legale per affrontare i troppi casi di obiezione di coscienza che sottraggono alle donne il diritto alla salute sessuale e riproduttiva. 

Come Progetto Rebeldìa per anni abbiamo vissuto lo spazio della Limonaia valorizzandone la destinazione d'uso, ossia il sostegno della divulgazione scientifica e di tutti i saperi, attraverso momenti di discussione e dibattito, attraverso mostre e proiezioni; più volte le attività del Progetto Rebeldìa hanno trovato nella Limonaia un luogo di incontro e confronto, anche con il quartiere. 

Peraltro, a seguito delle passeggiate di osservazione partecipata della città che negli anni abbiamo promosso, abbiamo scoperto che il quartiere San Francesco registra un primato negativo. Infatti la superficie di immobili inutilizzati costituisce il 10 % di tutta quella mappata nel nostro dossier “Riutilizziamo Pisa” (quasi 300.000 mq). Questi immobili ad oggi vuoti risultano per lo più di proprietà pubblica, quindi comunale, provinciale o dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana.

Ci auguriamo che l'esperienza della Limonaia - Zona Rosa possa rappresentare per tante e tanti una zona ”sicura”, dove per sicurezza si intende quella della libera espressione, dell'incontro e della vicendevole contaminazione, del mutualismo e della lotta per la garanzia dei diritti. Un progetto di segno opposto a quello che l'amministrazione ha portato avanti attraverso sgomberi coatti e militarizzazione delle piazze e che verrà propugnato d'ora in avanti a colpi di decreto Minniti-Orlando (manodopera gratuita dei richiedenti asilo, daspo urbano). 

 
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