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L'Associazione per la Pace di Pisa per il Distretto 42

L'Associazione per la Pace nasce dal movimento pacifista della metà degli anni ’80 che si è battuto contro l’installazione dei missili nucleari NATO a Comiso. Fu una grande lotta, che continua oggi attraverso i numerosi gruppi locali dell’associazione - come quello pisano – impegnati per la promozione di “progetti politici, culturali ed educativi volti alla realizzazione del disarmo, alla cessazione dei conflitti esistenti nel mondo, alla risoluzione dello squilibrio tra paesi ricchi e paesi poveri, al rispetto dei diritti umani e delle libertà dei popoli, alla pratica della nonviolenza e all'affermazione di una nuova idea di rapporto con il pianeta che ponga fine alla violenza fra le persone e sulla natura”. Non possiamo, quindi, che sostenere e difendere la realtà del Distretto 42, la dimostrazione fattiva che da spazi pensati e vissuti per lungo tempo come luoghi dove prepararsi alla difesa dal nemico, attraverso la pratica della guerra, possano nascere importanti progetti sociali e culturali, capaci di aggregare individui e gruppi e di riattivare le risorse sopite della cittadinanza, creando in questo modo un nuovo modo di essere e fare comunità. E' questo un percorso, secondo noi, di costruzione della pace dal basso, che le istituzioni dovrebbero riconoscere e valorizzare!
Ci auguriamo quindi che da un luogo simbolo dell’oblio e dell’inefficacia della politica “istituzionale”, possa nascere uno spazio dove crescere e formarsi come cittadini di pace, partecipando attivamente alla vita della città e accogliendo e rispettando tutte le differenze presenti in essa.

Assopace-Pisa
 

Distretto 42. 20 digiunanti aspettano ancora una risposta dal Sindaco Filippeschi

digiunanti.jpgContinua da un mese e mezzo la "staffetta del digiuno" a difesa del Distretto 42 di Pisa, l'ex Caserma Curtatone e Montanara recuperata e aperta alla cittadinanza dal Municipio dei Beni Comuni il 15 febbraio scorso. Stefano Petroni ha digiunato lunedì 14, oggi è il turno di Donata Frigerio, domani di Mariella Ratti, giovedì digiunerà Mauro Contato, venerdì toccherà a Beatrice Bardelli e nel fine settimana di Pasqua a Roberto Lepera.
Per adesioni alla staffetta: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Il silenzio del Sindaco Filippeschi ancora regna sulla vicenda, per questo una delegazione dei digiunanti chiederà un incontro con il primo cittadino nei prossimi giorni. Gli 8.000 mq del parco urbano "Andrea Gallo" rischiano di essere reclusi a breve dalle forze dell'ordine, privando la collettività di un bene comune, luogo di pace, vita e socialità nel centrale quartiere San Martino di Pisa.

Pisa, 15 aprile 2014

 

 

la settimana del distretto

lasettimanadeldistretto42.jpg
 

Pisa, la resistenza degli occupanti dell'Ex Distretto

Vivono nell'ex Distretto e ogni mattina offrono caffè e dolcetti a chi passa per il Parco don Gallo. In attesa dell'ennesimo sgombero
20140413checchino.jpg[Checchino Antonini]
Quando il generale dei parà li ha visti nel suo parcheggio privato, la mattina del 15 febbraio, non credeva ai suoi occhi. Una masnada di disfattisti senza patria turbava il proprio ordine personale. Strillava come un aquila, avrebbe messo volentieri le mani addosso a quegli smidollati che s'erano presi quello che era suo. Ma quello che era suo è un complesso di palazzine fine Ottocento che sorge attorno a un parco di platani abbracciati tra loro lungo i vialetti, ottomila metri quadri di verde che ora sono diventati il Parco Don Gallo, pensando a un prete che, antropologicamente, era l'opposto del generale della Folgore. Quel parco non è suo, è un bene comune ma vaglielo a spiegare a uno che s'è votato armi e bagagli alla guerra globale. Una volta era un convento, poi è diventato una caserma. Il Distretto militare di Pisa, in pieno centro, in via Giordano Bruno. Uno dei consiglieri comunali di Fratelli d'Italia è venuto a vederlo, dopo l'occupazione, con gli occhi esaltati dalla nostalgia per la sua naja. Prima nemmeno c'era il muro, il parco era una piazza. E piazza tornerà ad essere grazie ai disfattisti del "Municipio dei beni comuni" che hanno occupato lo smisurato parcheggio privato del generale della Folgore che da vent'anni, dal '95, era abbandonato al degrado dal Ministero della Difesa divenuto ministero della guerra coi governi che si sono succeduti dalla fine degli anni 90 in qua. 
 
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Sgombero del Distretto 42: chi arriverā prima?

La polizia o le risposte da parte dell'Amministrazione?
Il Municipio dei Beni Comuni attende con caffè e biscotti

colla6.jpgL'aggettivo 'urgente' evocherà in molti di noi il pensiero di qualcosa di imminente, di immediato. Tuttavia a Pisa, negli ultimi tempi, l'urgenza sembra variare secondo il capriccio di chi la invoca. 'Urgente' è il sequestro del Distretto 42, in via Giordano Bruno. 'Urgente' la necessità di ristabilire la legalità in uno spazio chiuso da vent'anni e riaperto all'uso pubblico e alla socialità da cittadine e cittadine. 'Urgenti' erano però anche le risposte che dal Ministero della Difesa dovevano giungere per avviare o meno il percorso che – grazie al 'Federalismo demaniale' – dovrebbe condurre gratuitamente il bene di via Giordano Bruno a Palazzo Gambacorti, così come 'urgente' era il conoscere dalla viva voce del sindaco Filippeschi il suo parere sul progetto Caserme, un protocollo che vive ormai solo nella virtualità strategica di una politica sempre più povera di argomentazioni e ridotta alla ricerca un po' stanca di effetti speciali (un'operazione da 80 milioni di euro per la costruzione, in ultimo, di una nuova caserma a Ospedaletto) che colmino il vuoto di una crisi epocale.

Tutto questo era urgente, ma alcune cose possono aspettare altre invece pare di no. 

Da giorni i volontari del Municipio dei Beni Comuni aspettano che il sindaco faccia chiarezza sul Progetto Caserme, così come Filippeschi stesso aveva promesso alla delegazione del Municipio che più di due settimana fa lo aveva incontrato. Da giorni si attende la risposta del Ministero della Difesa in merito al destino degli ottomila metri quadri di verde fino a poco meno di due mesi fa letteralmente nascosti agli occhi di tutti. Da giorni temporeggia paludosamente chi spera che quanto prima l'esperienza di apertura da parte dei cittadini del Distretto 42 venga sepolta dal tempo e dalla memoria.

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La funzione sociale oltre la proprietā Privata

UnitedColorsofCommons.pngIl seguente articolo pubblicato su Euronomade , sono raccolte le riflessioni dei giuristi Marella, Mattei e Nivarra, scaturite dalla Tavola Rotonda svoltasi il 26 gennaio 2014 presso l'ex Colorificio Liberato durante United Colors of Commons sulla funzione sociale della proprietà privata.

La funzione sociale oltre la proprietà

di Maria Rosaria MARELLA*.

SOMMARIO: 1. La funzione sociale della proprietà e la questione della tenuta del progetto costituzionale. – 2. I diritti fondamentali fra strategie neoliberali e slanci trasformativi. – 3. La funzione sociale quale connotato della proprietà nel social. –4. La funzione sociale delle proprietà nel contesto neoliberale. – 5. What’s next? (Funzione sociale e beni comuni).

 

 

 

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Solidarietā dell'associazione El Comedor Estudiantil Giordano Liva Onlus al Distretto 42

L'associazione El Comedor Estudiantil Giordano Liva Onlus vuole esprimere la sua vicinanza e solidarietà al Municipio dei Beni Comuni e al Distretto 42, oggi sotto minaccia di sgombero urgente.

All’interno del Progetto Rebeldia, allora nei locali di via Battisti, la nostra associazione ha potuto dare avvio ad uno dei suoi progetti di solidarietà oggi sorretti da numerosi soci e volontari: la Scuola di italiano per migranti. L'incontro e le collaborazioni nate con associazioni e persone nello spazio aperto, plurale e sociale del progetto Rebeldia sono stati tasselli molto importanti in un percorso di crescita che ha reso oggi la nostra scuola di italiano una delle realtà di riferimento per le comunità migranti del territorio.

Da lì , passando per via Montelungo e ora il Distretto 42, la serie sterminata di iniziative e attività che fino ad oggi hanno animato la vita civile e culturale della città, hanno non solo restituito alla comunità degli spazi abbandonati da anni, ma al tempo stesso dimostrato quanto l’impegno volontario e la partecipazione diretta dei cittadini, proprio nei luoghi troppo spesso simbolo del disinteresse della politica e della finanza verso la sorte delle città e dei loro abitanti, possano far nascere piuttosto esperienze e pratiche di una vita civile basa su valori di equità, inclusione, rispetto dei più deboli.

Per questo motivo auspichiamo che si possa trovare una soluzione positiva per gli spazi del Distretto 42, che passi da un percorso di progettazione partecipata che includa tutti quei soggetti che hanno riportato alla vita gli spazi dell’ex caserma, rendendolo di nuovo uno spazio pubblico.

Associazione El Comedor Estudiantil Giordano Liva onlus
 

Studenti e studentesse francesi in visita al Distretto 42

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Due classi di una scuola superiore di Bordeaux hanno fatto visita al Distretto 42. Alcuni attivisti e alcune attiviste del Municipio dei Beni Comuni negli scorsi anni hanno partecipato ad un campo di Libera a Belpasso, in provincia di Catania e qui hanno stretto contatti con altri giovani di questa scuola. Da qui in occasione di una loro visita in Italia, la decisione insieme con i docenti della scuola di venire a visitare l'ex colorificio liberato.

Essendo quest'ultimo stato sgomberato sono venuti e venute invece al Distretto 42 per proseguire il percorso sui temi della decrescita e dei Beni Comuni che stanno sviluppando in classe.

L'incontro tra due mondi geograficamente vicini, ma culturalmente distanti per molti aspetti, è stato prolifico per sviluppare idee e nell'ottica di costruire nuove esperienze alternative.

 

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VIVI E DIFENDI IL PARCO "ANDREA GALLO" - NO BLITZ

 

Solidarietā della sindaca di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini

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Esprimo il massimo sostegno al Municipio dei Beni Comuni e al neonato Distretto 42, esempio virtuoso a livello nazionale ed europeo di come i liberi cittadini, dal basso, possano riappropriarsi di spazi ingiustamente lasciati al degrado per anni e riqualificarli per il bene di tutta la collettività. 
Come sindaco di Lampedusa mi batto quotidianamente contro la gestione militare delle migrazioni e delle realtà di confine e non posso che essere solidale con questi soggetti promotori di esperienze di riconversione di spazi militari abbandonati e degradati in luoghi di aggregazione ed accoglienza. Spazi nei quali convivono realtà che si battono quotidianamente per la tutela dei diritti dei migranti passati anche dalla mia isola, quali Africa Insieme e il Centro d'Accoglienza Autogestito per richiedenti asilo e rifugiati di via Pietrasantina. 
Mi aggiungo pertanto alla solidarietà mostrata dal sindaco di Messina Renato Accorinti e alla legittimità espressa dal Consiglio d'Europa  sul Municipio dei Beni Comuni riguardo alla precedente esperienza dell'Ex Colorificio Liberato, alla vicinanza della Fondazione Alexander Langer al Centro d'Accoglienza Autogestito. Auspico che l'Amministrazione comunale pisana possa giocare un ruolo positivo nella salvaguardia e tutela di questa virtuosa esperienza. 
Anch'io difendo il parco Andrea Gallo e il Distretto 42.

Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa

 

Comunicato Scuola di Italiano Rebelde per uomini e donne Migranti

scuoladitalianopermigranti.jpg

 Con la chiusura dell’Ex Colorificio a Novembre 2013 la scuola di italiano per migranti ha dovuto interrompere le proprie attività.

Dopo mesi e grazie all’apertura dell’Ex Distretto militare di via Giordano Bruno la Scuola di italiano per uomini e donne Migranti ha iniziato ad organizzarsi per ricominciare le lezioni; maestri esperti e ragazzi volontari si sono riuniti settimanalmente negli spazi del Distretto42 per far partire una nuova scuola con insegnanti preparati ad accogliere i migranti e a far loro lezione. Da una settimana ormai la scuola raccoglie le iscrizioni e molti migranti sono venuti per partecipare.

Adesso la Scuola è nuovamente minacciata dall’imminente sgombero del Distretto42, senza il quale sarebbe priva di spazi; allora adesso ci chiediamo se è davvero necessario chiudere, nuovamente, uno spazio usato per attività sociali, attività per bambini e tanto altro ancora.

La Scuola di Italiano Rebelde per uomini e donne Migranti esprime con questo comunicato il suo appoggio al Municipio dei Beni Comuni e si oppone allo sgombero del Distretto42.

No Blitz, No War, No sgombero

Scuola di Italiano Rebelde per uomini e donne Migranti

 

Solidarietā al Distretto 42 dal Gruppo per la Palestina

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Siamo un gruppo di attivisti che portano avanti da anni attività di conoscenza e sensibilizzazione sulla mancanza di diritti e la dura condizione della popolazione palestinese. Come BDS Pisa, di cui molti di noi fanno parte, e come Gruppo per la Palestina ci siamo trovati prima nei locali di Via Battisti e poi nell'ex Colorificio, e poi , dopo la chiusura di questi luoghi, ogni volta abbiamo dovuto trovare spazi diversi, tra cui anche le nostre case per riunirci.
 Pensavamo che il Distretto 42 fosse finalmente un luogo ottimale, per noi e le altre associazioni e gruppi che fanno parte della rete di solidarietà pisana: anche questo spazio sembra prossimo a essere chiusoe  ci chiediamo ancora una volta perchè  e se è davvero necessario chiudere uno spazio in cui si svolgono così tante e molteplici attività, e un parco in cui i bambini possono giocare e divertirsi.

No Blitz, No War, No sgombero!


Gruppo per la Palestina di Pisa

 
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