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Mafia Pendente ?

Dal Coordinamento provinciale di Libera al Municipio dei Beni Comuni, dall'ARCI Pisa al Distretto di Economia Soliidale Altro Tirreno,
ieri al Parco delle Torri per dire no ad ogni criminilità organizzata.

Perquisizioni della Direzione Distrettuale Antimafia
all'imprenditore Bulgarella
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Assieme al vicepresidente e ad alti funzionari Unicredit anche l'imprenditore trapanese – ma pisano d'adozione – Andrea Bulgarella è stato oggetto di perquisizioni da parte della Direzione Distrettuale Antimafia, come riportano tutti i principali quotidiani. Il sospetto più grande sono i collegamenti che potrebbe avere con il superlatitante Matteo Messina Denaro, uno degli ultimi capi più potenti della mafia siciliana ricercato da molto tempo. A questo si aggiungono molti investimenti economici avviati in Toscana, che sono al vaglio degli inquirenti. A Pisa, spicca il complesso denominato “Parco delle Torri di Cisanello”, ad oggi incompiuto. In questi movimenti economici ha coinvolto la Banca di Credito Cooperativo di Cascina, che da tempo Bankitalia ha commissariato per evidenti criticità di gestione. In seguito, l'imprenditore si sarebbe rivolto a Unicredit, e avrebbe trovato nel suo vicepresidente Fabrizio Palenzona e altri manager, un forte sostegno per sostenere i debiti conseguiti nonostante la forte esposizione di quest'ultimi. Nel mattone, nel cemento e nella speculazione si annidano da sempre gli interessi e gli appetiti della criminalità organizzata.

 

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Le Torri di Bulgarella un monumento alla mafia da abbattere

Ogni città  ha i suoi simboli monumentali. Simboli familiari, ai quali ciascun cittadino lega un momento
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 particolare della sua vita, oppure simboli universali, conosciuti in tutto il mondo. Le città sono tali anche perché conservano monumenti che le rendono riconoscibili, identificabili. La città di Pisa lo sa bene con le sue bellezze note in ogni parte del pianeta. I monumenti sono altrettanto spesso la materializzazione di valori condivisi, intorno ai quali si uniscono e si riconoscono le comunità. Ma cosa accade quando questa funzione viene rovesciata, cosa accade quando i monumenti diventano monumenti allo scempio civile e sociale, quando diventano macabre celebrazioni di un potere criminale?

Dopo le sconvolgenti notizie di ieri, l'auspicio non può essere che uno: lo scempio delle Torri di Bulgarella cessi immediatamente. Lo scheletro di un investimento sciagurato, supportato più volte e in più modi dalla gran cassa dell'amministrazione comunale, sia abbattuto senza indugio.


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La Mattonaia dello stento

La Mattonaia dello stento
NO alla svendita, SI al recupero

La Mattonaia, un edificio costruito per riqualificare un’area del centro, renderla fruibile ai suoi cittadini e mai utilizzato, diventata un recinto che preclude ai cittadini l’accesso a una delle piazze storiche di Pisa, un perimetro che attrae sporcizia e degrado, un luogo sacrificato a discarica per tutto quanto si voglia rimuovere dagli occhi dei frequentatori del centro, uno spazio buio nel cuore della Pisa che aspira a rappresentare l’arte e la cultura in Italia.

Ma cosa si nasconde dentro la Mattonaia?

Quali sono i nessi tra i vicoli bui e sporchi che costeggiano le pareti, gli accessi murati dell’edificio e le forme di speculazione edilizia sulla città?

 

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Bigattiera. E ora?

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Come Università Aperta “Conoscenza Bene Comune” siamo rimast* molto colpit* e indignat* per lo sgombero forzato del campo della Bigattiera. Alcune delle famiglie rom sgomberate vivevano nel campo da una ventina di anni, e i loro figli e le loro figlie vi sono nati e cresciuti. In quanto associazione impegnata nella diffusione di conoscenza e di sapere critico ci indigna in modo speciale l'indifferenza verso il diritto all'inclusione e all'istruzione dei bambini e delle bambine di queste famiglie. Alcuni di noi l'anno scorso hanno partecipato alla marcia di queste famiglie dal campo alla scuola elementare di Marina. Una marcia allegra ma molto determinata in cui i bimbi e le bimbe rom chiedevano con forza che fosse ripristinato il servizio di scuolabus necessario per rendere effettivo il loro diritto all'istruzione. 

 

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LE RUSPE PIÙ VELOCI DELLA CORTE EUROPEA

STRASBURGO IMPOSSIBILITATA A ESPRIMERSI
SULLO SGOMBERO DELLA BIGATTIERA

«Riceviamo il vs. dossier nel quale domandate alla Corte, ai sensi dell’art. 39, di sospendere l’esecuzione del provvedimento del Sindaco di Pisa di sgombero del campo (…). Mentre stava esaminando il dossier, la Corte è stata informata del fatto che lo sgombero si era concluso. In ragione di questo, la vostra domanda (…) non è stata trattata…».
Sono queste le parole con cui la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha risposto alla richiesta di fermare le ruspe alla Bigattiera: e sono parole pesanti come pietre, che dal nostro punto di vista chiamano in causa le responsabilità del Comune e della Prefettura. I giudici di Strasburgo, infatti, non hanno né accolto né respinto la domanda presentata dai rom. Si sono limitati a constatare che, ormai, non era più possibile intervenire, perché le ruspe avevano completato il loro lavoro.
I magistrati citano le Istruzioni pratiche del loro stesso tribunale, che testualmente recitano: «Le istanze volte a ottenere misure sospensive devono essere ricevute, di norma, il prima possibile dopo l’adozione del provvedimento, in modo che la Corte abbia il tempo di esaminare la questione». E anche queste sono parole pesanti come pietre: «il prima possibile dopo l’adozione del provvedimento».
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Lo sgombero delle famiglie della Bigattiera

 

Casa della Donna sullo sgombero della Bigattiera

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L'ordinanza di sgombero del campo della Bigattiera non può che provocare indignazione , sconforto e dolore. Ancora, nella città nella quale viviamo e che vorremmo fosse la città dei diritti e dell'inclusione, siamo costrette a dover assistere all'indifferenza istituzionale nei confronti di persone in carne ed ossa, nei confronti di bambini e bambine la maggior parte dei quali nati/e proprio sul nostro territorio. Indifferenza alla tragedia di famiglie buttate in mezzo alla strada e a grande rischio smembramento, a figli e figlie che con grande probabilità finiranno in percorsi che magari li/le porteranno ad affidi o adozioni per inadeguatezza genitoriale (modo per chiamare la povertà indotta). Ricordiamo infatti che una grande percentuale delle/dei minori adottati è di etnia Rom e non certo perchè i rom non amano i loro figli/e. Sembra davvero impossibile che non ci si renda conto che ciò che si sta facendo nei confronti di questo popolo non è lontano da una memoria ancora troppo recente per essere dimenticata.

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Sgombero Bigattiera


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“L’USO DELLA FORZA NON E’ MAI GIUSTO”

 AI  MICROFONI DI CONTRORADIO – SGOMBERO BIGATTIERA IN CORSO, “L’USO DELLA FORZA NON E’ MAI GIUSTO” (Audio)

Intervista di Sergio Bontempelli (Africa Insieme) e Serena Leoni (Fratelli dell'Uomo) 

http://www.controradio.it/ai-nostri-microfoni-sgombero-bigattiera-in-corso-luso-della-forza-non-e-mai-giusto-audio/ 

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Sgombero della Bigattiera: una vergogna assoluta e inumana a Pisa

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SI Toscana a Sinistra esprime il massimo sdegno per l'operazione di sgombero del campo della Bigattiera a Pisa: proprio nel giorno in cui la richiesta di sospensiva dello sgombero era posta sotto l'esame della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, l' amministrazione comunale unisce l'assenza di un percorso concertato di accoglienza con l'assoluta indifferenza per una interlocuzione politica. Silenzio totale dal Comune rispetto alle interrogazioni urgenti espresse dai consiglieri regionali Fattori e Sarti, così come rispetto all'interrogazione presentata alla Camera dal deputato Fratoianni. La vergogna delle "ruspe democratiche" a Pisa racconta una vicenda di incivile disimpegno della giunta guidata da Marco Filippeschi sul tema dell'inclusione sociale di famiglie deboli che vivono in contesti di marginalità. Ci uniamo allo sdegno per lo sgombero e confermiamo la nostra lotta per una Toscana inclusiva, in cui i più deboli abbiano diritti e non ruspe.

 

In atto sgombero Bigattiera

È in atto lo sgombero della Bigattiera, davanti all'entrata del campo decine e decine di forze dell'ordine tra polizia, Carabinieri, Finanza. Cinque blindati e altri mezzi.

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Sullo sgombero della Bigattiera

L’Europa dei muri e dei respingimenti non è così lontana come il Presidente del Consiglio e gli Amministratori PD si ostinano a dire.
Girandoci intorno è facile vedere, notare e capire che anche nella nostra città è presente il germe dell’odio e dell’intolleranza.
Lo sgombero del campo Rom della Bigattiera è l’esempio più evidente: la tanto decantata e mai applicata solidarietà da parte di chi amministra il territorio viene oggi pubblicamente sacrificata sull’altare della sempreverde sicurezza.
Quale sicurezza? Quella che taglia luce e acqua ad un campo dove la maggioranza degli abitanti sono bambini? Quella che butta in mezzo ad una strada chi ha un regolare permesso di soggiorno?
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