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Venti anni di Critical Mass

critical mass pisa rebeldia
La prima Critical Mass si svolse a San Francisco, con 48 ciclisti, alle 6 del pomeriggio del 25 settembre del 1992. Le biciclette si misero in strada e, invece che restarne ai bordi,conquistarono il centro, grazie al loro numero che aveva consentito il raggiungimento della massa critica necessaria per escludere le auto che almeno per una volta dovevano accontentarsi di stare dietro le bici. Da quel lontano giorno di vent'anni fa, l'idea di dare vita a "coincidenze organizzate" di ciclisti che si ritrovano per prendere il centro della strada da cui sono esclusi dal traffico automobilistico si è diffusa gioiosamente e senza alcun genere di organizzazione centralizzata in tutto il Pianeta ed ogni mese si tengono centinaia se non migliaia di Critical Mass in tutti i continenti.

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Più Parchi meno Parcheggi

Active ImagePiù Parchi meno Parcheggi
   
Oggi,in più di 160 centri urbani di tutto il mondo artisti,attivisti e cittadini trasformano temporaneamente parcheggi in piccoli parchi pubblici o in altri spazi di aggregazione. Si tratta del Park(ing) Day,che nasce nel 2005 negli StatiUniti con l'obiettivo di sfidare le menti a ripensare il modo in cui le strade vengono usate e per riflettere sull'esigenza di cambiamenti che sarebbero necessari alla infrastruttura urbana.
Nelle grandi città come nei piccoli centri il traffico e l'inquinamento continuano ad aumentare in modo insostenibile e i piani urbanistici non sono in grado di produrre spazi di vita sani e piacevoli. Il Park(ing)day chiede ai cittadini di re-immaginare le possibilità del paesaggio urbano.

       
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Spot radio ROARR

 

Rete Occupata Autogestita Radio Rebeldia

 

 sta arrivando

 

 

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e vieni a conoscere tutti i dj della radio alla festa  di lancio di venerdi 21 settembre al Polo Porta Nuova 

 

 

Sanatoria 2012: passo per passo, ecco come riempire i moduli

Sanatoria 2012: passo per passo, ecco come riempire i moduli

 Di seguito una guida che illustra, passo per passo, come riempire le voci del modulo per “lavoratori domestici” sul sito del Ministero dell’Interno

Scarica la guida a cura di Africa Insieme in formato PDF

notizia ripresa dal sito di Africa Insieme di Pisa

 

 

 

Lo Spazio esiste e Nessuno sa dov'è.

Lo Spazio esiste e Nessuno sa dov'è.

Sample Image
 

Nell'ultimo mese orme di uomo e di animali, voci sui muri della città hanno iniziato a sussurrare, a dire, a gridare che qualcosa si sta muovendo di nuovo.

Nessuno si muove, noi ci muoviamo. 

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Lanciamo dei semi

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Lanciamo dei semi, perché vogliamo vederli crescere, e per questo sorveglieremo e difenderemo la loro crescita. E’ questo quello che in queste settimane come Progetto Rebeldìa siamo tornati a fare. La lettera alla città, il bando ideAzione, l’imminente nascita di Roarr, la radio del Progetto Rebeldia, sono i semi che lanciamo in città per vedere nascere centinaia di fiori.
 
Nella crisi riuscire a seminare nuove pratiche di democrazia, di partecipazione e di conflitto è l’unico vero antidoto per contrastare attivamente una disgregazione sociale, economica e culturale che nelle città crea sempre più diseguaglianze ed emarginazione.

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ROARR! Un ruggito corre nel web

 arriva la radio del Progetto Rebeldìa

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Cari amici e care amiche sta nascendo ROARR - Rete Occupata Autogestita Radio Rebeldìa, la web radio del Progetto Rebeldìa. 
Un altro stimolante mezzo per dare spazio alle voci inascoltate della città, un modo per riportare al centro ciò che vorrebbero relegato in periferia,  per scoprire le sorprese che nasconde l'underground musicale pisano e non solo, un modo leggero e immediato di fare rete, uno spazio aperto di confronto, approfondimento e d’informazione indipendente.
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Bando IdeAzione per un nuovo spazio pubblico in città

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Ognuno di noi ha delle idee.
Ma al momento il mondo, e in particolare questa Italia in crisi, e ancor più le città come quella in cui viviamo, non danno spazio alle idee di tutte e tutti coloro che hanno la passione, la creatività e le competenze per realizzarle al di fuori del circuito del mercato, delle logiche del consumo e della competizione.
La storia ha dato spesso prova che le idee possano cambiare il mondo, ma a volte per costruire collettivamente lo spazio dove il possibile diventi realtà vi sono da attraversare mari interi prima di arrivare all'isola dove trovare modo e libertà per passare dall'Idea all'Azione.

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Solidarietà alla CAE

 

 SOLIDARIETà ALla CITTà DELL'ALTRA ECONOMIA 

 

 

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Il Progetto Rebeldía di Pisa esprime tutta la propria solidarietà ai cittadini e cittadine, attivisti, organizzazioni sociali, sindacati e associazioni  che lavorano da oltre un anno e mezzo per ridare nuova vita alla Città dell’Altra Economia. 

 

Condanniamo fermamente lo sgombero di questa mattina, che avviene nella connivenza tra Aiab, cooperativa 29 giugno, Agricoltura nuova e Integra, associazioni vicine alla destra e il Comune di Roma. 

 
Crediamo fermamente che la CAE sia un bene comune per la città di Roma e non solo, uno spazio autogestito dal basso che persegue pratiche di economia solidale, e come tale debba essere difeso, preservato e valorizzato.

Progetto Rebeldia
 
 

CONFERENZA STAMPA DEI ROM DELLA BIGATTIERA

“IL COMUNE CI HA TOLTO LA LUCE ELETTRICA E CI VUOLE SGOMBERARE”
AFRICA INSIEME: “LA REGIONE HA STANZIATO 400MILA EURO PER EVITARE SGOMBERI, DOVE SONO ORA QUEI SOLDI?”

 Decine di famiglie private dell’accesso all’energia elettrica. Un paio di piccole fontane, alimentate da un’autoclave che in assenza di elettricità non funziona. Uomini, donne e bambini costretti a fare la fila per lavarsi, utilizzando il misero filo d’acqua che esce dalla fonte. E’ questa la condizione delle famiglie rom del campo della Bigattiera, a Marina di Pisa: che hanno deciso di convocare la stampa e le televisioni per denunciare la situazione in cui vivono da una decina di giorni.

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Il Progetto Rebeldía di nuovo in cammino, di nuovo in mare aperto

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Lettera alla città per i nuovi percorsi che verranno e una proposta di bando per l'Isola che (ancora) non c'è. 


Cara Pisa, 

Molto spesso in questi mesi ci siamo chiesti cosa fosse la crisi, e quale risposta collettiva a essa potessimo dare nella città in cui viviamo e lavoriamo.
Prima di essere una condizione preliminare dei nostri tempi, ci siamo detti che la crisi è sottrazione. Sottrazione di libertà, di democrazia, di beni comuni, di lavoro, di reddito. La crisi è sottrazione di socialità, di partecipazione. Ma la crisi è anche sottrazione di spazi. E la nostra città da troppo tempo non ha più uno spazio pubblico come quello che il Progetto Rebeldía proponeva in via Battisti. 

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sotto un altro sole: ciclofficina al campo profughi

Abbattere i muri 

 

 

 
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