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    Riformula Pisa - Assemblea Plenaria
    DI' X DÌ = 42 RIFORMULA PISA. MOLTIPLICA LO SPAZIO COMUNE   Bisogna immaginare come potrebbe essere una nuova società.  La libertà, la verità e la giustizia non ...
  • 31/01 16:00 | Distretto42
    Riformula Pisa - Tavoli Tematici
    TAVOLO D1 c/ Bottega di Libera (via F. da Buti, 10)  ( 31 Gennaio ore 16 ) Moltiplica le voci Il Distretto 42 come presidio permanente per declinare in cittá campagne di pace e disarmo, p...

firma stopttip

 

No expo – inutili i grandi eventi.

Vogliamo diritti e giustizia sociale


Anche a Pisa approda la carovana di eventi, la stessa di tante altre città italiane, al fine di far sembrare EXPO 2015 l'evento indispensabile allo sviluppo e alla declinazione di temi che riguardano la collettività da vicino, la tipica parata per tentare di ridare credibilità ad un sistema che è invece ormai irrimediabilmente deflagrato con le indagini per corruzione e infiltrazioni mafiose. All'interno del grande evento EXPO 2015 temi importanti perdono di significato, banalizzandosi in sponsor criminali, come la Coca Cola e la Nestlè da un lato, e dall'altro generando prospettive di lavoro abortite in partenza e che fondamentalmente creano solo occasioni di "lavoro gratuito" e ulteriore sfruttamento della già precaria classe lavoratrice italiana.

Ma nonostante tutto quello che rappresenta Expo 2015, a Pisa l'amministrazione trova il tempo per partecipare,  e anzi investe energie e spazi pubblici per riconferire all’evento credibilità.
Il modello-vetrina proposto da Expo, che è simile a quello che questa amministrazione vorrebbe per Pisa, ritagliando il centro storico a misura di turista, mercificando e svendendo il patrimonio comune,  non rappresenta la nostra città.

Il gioco proposto è comunque sottile: a Pisa si direbbe “l'argomento però è interessante”. Certo l'argomento è interessante, come lo sono questioni che riguardano la qualità dei cibi e delle bevande che quotidianamente assumiamo e delle conseguenze sulla salute, ma purtroppo non sono questi gli obiettivi di Expo 2015, ma sono solo momenti di passerella e occasioni di finanziamenti straordinari, in questo caso dispersi tra le varie mazzette, e che mai generano prospettive di lavoro né tantomeno positiva e costruttiva discussione.


Progetto Rebeldìa

 leggi anche questo interessantissimo dossier, curato dal Collettivo Bicocca, sull’analisi del rapporto tra grande evento e brand commerciali globali. (fonte Milano in Movimento)

http://milanoinmovimento.com/wp-content/uploads/2015/01/EXPO-ATTRAVERSO-I-BRAND.pdf 

 

 

Dì x di' = 42. Banchetti Informativi

 Vieni a informati sul percorso partecipato per la riapertura del Distretto 42. Compila il questionario. Firma la Mozione Popolare.

PUNTI FISSI di informazione e raccolta firme: Chicco di Senape Bottega di Libera.

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PUNTI MOBILI di informazione e raccolta firme:
Mercoledì 21 gennaio ore 10- 12:30 Piazza San Martino 
 
Mercoledì 21 gennaio ore 16- ­18 Corso Italia davanti Banca Intesa ­ 

Mercoledì 21 gennaio ore 21:00- 22:00 Palazzo Ricci ­

Venerdì 23 Gennaio ore 16 -­ 18 Corso Italia davanti Banca Intesa
 
Venerdì 23 Gennaio ore 17 -­ 19 Libreria Ubik
 
Venerdì 23 Gennaio ore 19 - 23 Circolo Anrchico vicolo del Tidi   

Sabato 24 gennaio ore 10- ­12:30 Piazza San Martino ore 10­12 

Sabato 24 gennaio ore 10- ­12: 30 Mercato Contadino in Piazza santa Caterina 

Sabato 24 Gennaio ore 16 ­- 18 Scuola Mazzini, Via Orazio Gentileschi 10
 
Mercoledì 28 Gennaio ore 10-12:30 Piazza San Martino ­
 
Mercoledì 28 gennaio ore 16- ­18 Corso Italia davanti Banca Intesa ­
 
Mercoledì 28 gennaio ore 21:00- 22:00 Palazzo Ricci ­ 
 
Venerdì 30 Gennaio ore 16- ­18 Corso Italia davanti Banca Intesa ­

Sabato 31 Gennaio ore 10- ­12:30 Piazza San Martino ­ 
 
  Vieni a informati sul percorso partecipato per la riapertura del Distretto 42. Compila il questionario. Firma la Mozione Popolare. 
 
Per dare disponibilità a tenere o accogliere i banchetti informativi scrivete a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  
 

Solidarietà Csa Dordoni in merito all'agguato fascista

Esprimiamo totale solidarietà e vicinanza ai compagni e alle compagne del Csa Dordoni che la sera del 18 Gennaio hanno subito un vero e proprio agguato fascista, e ci auguriamo che Emilio, nonostante le gravi lesioni riportate possa guarire.
Un attacco fascista e vigliacco, in cui per l’ennesima volta le forze dell’ordine hanno scelto di stare dalla parte sbagliata, identificando semplicemente gli aggressori, nonostante i gravi reati appena compiuti e addirittura accanendosi nuovamente contro compagni e compagne del Csa Dordoni.
L’appuntamento è quindi Sabato 24 Gennaio Manifestazione nazionale antifascista a Cremona.

Emilio resisti!
Progetto Rebeldìa

Qui gli aggiornamenti sulla manifestazione:
http://www.infoaut.org/index.php/blog/antifascismoanuove-destre/item/13709-sabato-24-gennaio-manifestazione-nazionale-antifascista-a-cremona
 

Rassegna Stampa: Moltiplica lo Spazio Comune

fotoconfstampa17012015.jpg Comune Info:

La moltiplicazione che ridisegna Pisa

 

http://comune-info.net/2015/01/la-moltpilicazione-che-ridisegna-pisa/

 

Il Tirreno:

Una campagna per riaprire l’ex distretto militare 42 

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2015/01/18/news/una-campagna-per-riaprire-l-ex-distretto-militare-42-1.10690584 

Pisa Today 

 Progettazione partecipata nel quartiere San Martino Pisa
„Quartiere San Martino, torna il Distretto 42: "Dal basso ecco il nuovo protocollo di progettazione partecipata"“

 http://www.pisatoday.it/cronaca/progettazione-partecipata-quartiere-san-martino-pisa.html

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Riformula Pisa. Il programma

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Uno spazio sociale diffuso

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Riformula Pisa. Moltiplica lo spazio comune

Di' x Dì = 42

Riformula Pisa. Moltiplica lo spazio comune

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 Bisogna immaginare come potrebbe essere una nuova società. 


La libertà, la verità e la giustizia non sono un regalo, ma diritti che si devono conquistare e difendere.

E si possono raggiungere solo collettivamente.

In questo essenziale stralcio, ripreso dall'intervento del Subcomandante Moisés nel 21° anniversario dell’EZLN, in questa riflessione così semplice e così densa, sta forse il solco del nostro futuro. Vi sono parole imprescindibili che appartengono alla nostra storia politica, e sono l'epidermide viva di decenni di lotte cui anche noi abbiamo preso parte. Una di queste è 'immaginare', attività sovversiva, ribelle per definizione: con il solo pensiero è possibile rivolgere gli occhi a un orizzonte diverso da quello limitato del nostro tempo, intravedere la concreta possibilità di un mondo in cui la giustizia e la felicità siano una condizione comune, e non solo l'appannaggio di pochi. Immaginare significa superare la silenziosa, subdola dittatura del liberismo odierno, la parvenza della libertà che ammette il diritto del potente e la sottomissione del debole, che ha fabbricato dalla terra città a misura di denaro, come se questo fosse la cosa più ovvia, più normale, e non una squallida convenzione. Immaginare significa agire in difesa del proprio diritto a esistere, a esistere come organismo, singolo e collettività, la cui libertà coincide esattamente con quella di cui godono gli altri. 

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Riapriamo il Distretto 42.

Il Municipio dei Beni Comuni: "Sottoscriviamo con la città un protocollo di progettazione partecipata, il 31 gennaio e il primo febbraio tutti ai tavoli di lavoro per decidere insieme il futuro del Distretto. I cancelli di via Giordano Bruno non possono più restare chiusi"

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Negli ultimi due mesi sono state molte e contraddittorie le voci emerse intorno al futuro del Progetto Caserme. Ma al di là delle strumentali contraddizioni messe in campo dai nostri amministratori, che un giorno dicono di voler rivedere il progetto e il giorno successivo ne confermano la vecchia versione come se nulla fosse, l'evidenza non richiede troppi interpreti: il Progetto Caserme, così come era stato concepito, è defunto. 

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Fossabanda in dirittura d’arrivo

A seguito di una trattativa rimasta blindata malgrado le continue sollecitazioni alla trasparenza e al coinvolgimento pubblico, apprendiamo dall'ufficio stampa del Comune di Pisa che si sarebbe raggiunto un accordo per l'utilizzo dell'immobile di S. Croce in Fossabanda: casa dello studente in gestione al DSU Toscana per quattro anni, ad un canone di locazione allineato al mercato, corrisposto grazie al contributo aggiuntivo di Regione e Università di Pisa. L'Amministrazione Comunale rivendica così come propria la proposta di utilizzo dell'ex convento avanzata e manifestata con forza da Sinistra per… e dagli studenti nel corso dell'ultimo anno e mezzo, di cui quella stessa amministrazione ha continuamente rinviato la discussione: assistiamo infatti anche all'ennesimo slittamento della delibera e della firma del contratto, più volte rimandate dal fine giugno 2014.

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Chiudere Camp Darby e attivare percorsi partecipativi per un riutilizzo a fini civili e sociali

Chiudere Camp Darby e attivare percorsi partecipativi per un riutilizzo a fini civili e sociali dell'area
 

Da sempre abbiamo lottato e manifestato per la chiusura di Camp Darby e il suo riutilizzo a fini civili e sociali. L'annuncio da parte del Pentagono di una dimezzamento del più grande arsenale americano di armi in Europa non va però nell'indirizzo auspicato dai movimenti contro la guerra, in quanto siamo di fronte ad un "riposizionamento delle forze militari americane" come ha ben spiegato Manlio Dinucci in un suo recente articolo su Il Manifesto.
La posizione strategica di Camp Darby e il potenziamento delle infrastrutture per la movimentazione delle armi rimangono anche se su una area più ridotta.  A fronte di questo noi ribadiamo la nostra contrarietà alla presenza di questa base da cui sono partiti le armi e le bombe per i tanti fronti di guerra di questi anni.
Ci chiediamo anche quale sarà il futuro di questi spazi se come riferito dal Pentagono le aree che gli americani lasceranno saranno trasferite al Ministero della Difesa? Noi ribadiamo le proposte che insieme con i movimenti abbiamo elaborato in numerosi convegni e iniziative in tutti questi anni. Questo territorio deve essere aperto alla cittadinanza, siamo contrari a nuove destinazioni militari. Siamo profondamente contrari alle ipotesi avanzate dalla giunta Filippeschi attraverso le dichiarazioni dell'assessore Zambito di collocare nelle aree dismesse soldati e mezzi che oggi si trovano nelle caserme Bechi Luserna e Artale. Pisa va smilitarizzata: il progetto caserme è defunto e c'è l'occasione per restituire alla città aree importanti a partire dal Distretto 42 che dopo lo sgombero è da quasi un anno tornato nel più profondo abbandono. 
Per noi chiudere le basi militari non ha mai significato e mai signicherà aprire al loro posto caserme. 
Al contempo, lo diciamo sin d'ora, occorre fermare gli appetiti speculativi su queste aree che invece possono essere una grande risorsa ambientale per il nostro territorio. E’ necessario riaprire una grande discussione pubblica e partecipata sul riutilizzo civili di queste enormi spazi, mentre c'è chi vorrebbe o recintarli o metterli nelle mani di costruttori e immobiliaristi. Ed è per questo che già dalle prossime settimane lanceremo un appuntamento pubblico per aprire in città un confronto e un percorso sul futuro delle aree di Camp Darby. E certamente non solo rispetto alla base ma anche agli annessi che Camp Darby ha fino ad ora avuto.
Il recente dibattito sul futuro utilizzo dell'ormai ex American Beach di Tirrenia. che gli americani hanno lasciato, ci preoccupa non poco. Noi sosteniamo la proposta avanzata dal Circolo di Legambiente di Pisa perché quella spiaggia torni una spiaggia libera a fronte di una costa che è ormai quasi completamente privatizzata.
La costruzione per la pace e la difesa dei beni comuni anche nel caso di Camp Darby vanno come sempre di pari passo e sono inscindibili.


Progetto Rebeldìa 
 

A Tirrenia una spiaggia libera al posto del bagno di Camp Darby

Gli “americani” lasciano la loro spiaggia a Tirrenia (oltre a una parte di Camp Darby). E subito c’è chi pensa ad occupare lo spazio liberato, magari per un presunto buon investimento, forse anche perché molti vivono la cultura per cui uno spazio libero da strutture è un inutile spreco, un vuoto inquietante.
Legambiente Pisa la pensa diversamente. La costa pisana vede un continuo quasi ininterrotto di stabilimenti privati, mentre le spiagge libere, una volta presenti, sono state progressivamente ridotte al minimo. Allora la cosa più semplice, giusta e bella da fare è restituire quel tratto di arenile alla cittadinanza con una spiaggia a libero accesso. I servizi, come l’offerta di ombrelloni e sdraio, giochi, punti ristoro, ecc. possono essere collocati nell’area ora destinata ad ampio parcheggio, ormai compromessa. Tutto senza recare ulteriore danno alle dune, preziose per il valore naturalistico unico e per la funzione protettiva del territorio retrostante.
Chi vuole i servizi offerti da uno stabilimento balneare privato ha un’ampia possibilità di scelta, lasciamo agli altri la possibilità di usufruire di un bene pubblico quale la spiaggia.
 
Circolo Legambiente Pisa

 
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