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limitazione orario serale attività dei minimarket negozi etnici

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Definizione della parola “etnico” -vocabolario Treccani-1.
 a. Che è proprio di un popolo, in sé o contrapposto ad altri popoli: affinità, differenze e.; per ragioni e., ecc. Gruppo e., espressione usata talvolta, imprecisamente, come sinon. di gruppo razziale, ma più comunem. per indicare un aggregato sociale contraddistinto da una determinata lingua (o dialetto) e cultura, anche se risultante dalla fusione di più elementi razziali diversi. b. In linguistica, aggettivi e., nomi e. (e, come s. m., gli etnici), quelli che determinano l’appartenenza a un popolo, a una nazione, a una regione o città (per es., americano, francese, lombardo, fiorentino).

Partendo dalla definizione di questa parola, quando leggiamo il titolo della mozione presentata dalla Lega che verrà discussa nei prossimi consigli comunali, accodandosi all'operato di quello che definiscono il loro “capitano Salvini”, ovvero “Oggetto: limitazione orario serale attività dei minimarket negozi etnici”pensiamo che sia tutto chiaro.

E tutto si chiarisce ulteriormente quando vediamo tirati in causa nel testo della mozione non solo i minimarket etnici, ma anche le “attività artigianali di produzione e vendita di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato e di erogazione di alimenti e bevande”. A questo punto restano pochi dubbi sullo scopo ultimo, nemmeno troppo implicito, che ha questa mozione.

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Il litorale degli schiavi + PreparAzione H

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IL LITORALE DEGLI SCHIAVI + Preparazione H

Il Progetto Rebeldìa è lieto di presentare "IL LITORALE DEGLI SCHIAVI" storia breve di graphic journalism sullo sfruttamento del lavoro stagionale in Versilia, un lavoro in cui si racconta la piaga che affligge una zona a noi vicina, dando voce a chi non ci sta, a chi resiste e a chi come il CSOA Casa Rossa di Massa lotta tutti i giorni contro il lavoro nero. Un importante lavoro di inchiesta di Alessandro Benassi e Edoardo Comaschi per il progetto STORMI in collaborazione con Elia Buffa della Casa Rossa Occupata.
 

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D-Scream in tutte le lingue

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Lo “Sportello D-Scream- Osservatorio sulle discriminazioni” attivo da oggi.

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logo_dscream.pngLo “Sportello D-Scream- Osservatorio sulle discriminazioni” attivo da oggi.

Nasce a Pisa lo Sportello D-Scream, un'osservatorio che svolgerà funzione di monitoraggio degli eventi discriminatori, ma anche effettuerà monitoraggio attivo sulle discriminazioni istituzionali che sempre più creano diseguaglianze a livello sociale amplificando di fatto gli effetti della crisi che stiamo vivendo da anni.

D-Scream vuole costituire in città e non solo un punto di riferimento nel caso in cui una persona sia vittima e/o testimone di un fatto discriminatorio.



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Violenza istituzionale verso la comunità LGBTI

Prosegue la violenza istituzionale del Comune di Pisa verso la comunità LGBTI

Abbiamo appreso con sconcerto che nei giorni scorsi la Giunta del Comune di Pisa ha deliberato di non dare attuazione a “Ready For Visibility”, una campagna di sensibilizzazione contro le discriminazioni verso le persone LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali) rivolta alla cittadinanza. Il progetto era stato già approvato dal Comune nello scorso mese di Maggio, e finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito dell’accordo denominato “Rete RE.A.DY”, la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

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Non può piovere per sempre? A Pisa sì.

img_8602.jpgNon può piovere per sempre? A Pisa sì.


Un'incessante pioggia di idranti per annaffiare il marmo e cemento, alle ordinanze si aggiungono le idropulitrici, ma a Pisa si sa piove spesso sul bagnato.
È questa è la nuova trovata della giunta leghista, caldeggiata dal (dis)onorevole Edoardo Ziello. Tale provvedimento ci impone di prendere parola sulla sua inutilità, ma anche sulla continuità - in contrapposizione forte alla retorica del "governo del cambiamento” - con le precedenti misure adottate dal Partito Democratico, a Pisa come in molte altre città, tra le quali spicca la Firenze di Nardella.

Non produci, non consumi? Crepa!

Percepiamo distintamente questa lotta contro il "degrado" come il rinnovato tentativo di diffondere e radicare un'idea di decoro fortemente discriminatoria, che agisce sui soggetti più vulnerabili della popolazione e su quella parte di città che esprime dissenso rispetto alle politiche attuate. Il decoro è ciò che viene proposto e imposto a un ceto medio impoverito e impaurito e a tutti coloro i cui desideri e passioni non sono facilmente esauribili nella società dei consumi. Il decoro giustifica politiche nazionali e locali volte a tenere a bada i soggetti che di volta in volta vengono identificati come "devianti": i giovani, le donne, i migranti, "coloro che bivaccano", per poi indirizzare su di loro paure e malcontento.
Il richiamo al decoro è parte integrante di un progetto politico che non afferra i reali problemi della città: dall'emergenza casa ai continui sfratti, dalle enormi possibilità di speculare sui piani urbanistici fino alla radicale assenza di politiche sociali e culturali che affrontino i bisogni della presenza studentesca in una città che fonda gran parte della sua economia sull'indotto universitario. La crisi economica morde e la Lega trova sempre nuovi nemici: dopo il migrante è il turno della manipolazione degli spazi pubblici come le piazze, le quali non possono più essere vissute per un incontro al di fuori dei canoni costituiti, per mangiare un panino in compagnia o suonare una chitarra.


 
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Radio Roarr is back

Radio Roarr riparte
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10 novembre Indivisibili

10 novembre, manifestazione nazionale | Uniti e solidali contro il governo, il razzismo e il decreto Salvini

Il Progetto Rebeldìa aderisce alla manifestazione nazionale del 10 Novembre

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L’assemblea che si è svolta domenica 14 ottobre a Roma, dopo un’intensa discussione che ha fatto emergere l’urgenza di una presa di parola collettiva contro la deriva razzista e fascista del paese, ha deciso di lanciare una sfida al governo cogliendo il tempo della conversione in legge del Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza, considerato un preoccupante attacco generalizzato ai diritti e alle libertà di tutti e tutte. Di seguito i punti della piattaforma approvata e l’appello a tutte le realtà sociali e politiche, ai cittadini e alle cittadine di aderire e partecipare.
È il momento di reagire, mobilitarsi e unirsi contro gli attacchi del governo, a cui Minniti ha aperto la strada, contro l’escalation razzista e il decreto Salvini che attacca la libertà di tutte e tutti.
  • Per il ritiro immediato del Decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo. NO al disegno di legge Pillon.
  • Accoglienza e regolarizzazione per tutti e tutte.
  • Solidarietà e libertà per Mimmo Lucano! Giù le mani da Riace e dalle ONG.
  • Contro l’esclusione sociale.
  • No ai respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi.
  • Contro il razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione.
Per queste ragioni convochiamo una MANIFESTAZIONE NAZIONALE pacifica, solidale, accogliente e plurale per sabato 10 novembre a Roma, ore 14.00 Piazza della Repubblica.
Piattaforma approvata dall’assemblea antirazzista del 14 ottobre a Roma

 

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CinemAltrove Reloaded

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SOSTEGNO AI MONTI PISANI

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Lunedì 24 settembre dalle 22:00, nei comuni di Calci e Vicopisano in provincia di Pisa, un incendio di vaste proporzioni ha distrutto 1.400 ettari di bosco, uliveto e coltivazioni, danneggiando abitazioni e terreni e lasciando alcune famiglie senza tetto.

EcoLato Comune , InFestanti e Dèi Camminanti , associazioni locali, lanciano una campagna di raccolta fondi per aiutare coloro che vivono sul monte lottando contro l'abbandono del territorio.

Nelle prossime settimane saranno pubblicati aggiornamenti puntuali sull'andamento della campagna.

 

Sostieni questo progetto promosso tramite Banca Etica dal Distretto di Econonia Solidale Altro tirreno
 collegamento per la donazione
https://www.produzionidalbasso.com/project/sostegno-alle-persone-colpite-dall-incendio-1/

 

 

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Seminiamo Chicchi di RESISTENZA

seminiamo_chicci_resistenza.jpgIl filo conduttore tra Palestina, Chiapas, Cambogia e Italia?

Il Chicco di Senape!

 

Chi siamo

Da oltre 25 anni la nostra associazione “Cooperazione Nord-Sud Il Chicco di Senape” promuove formazione e informazione, organizza eventi e conferenze, partecipa a campagne di pressione politica, sempre legando le sue attività ai temi inerenti il rapporto fra Nord e Sud del mondo. La nostra bottega di commercio equo e solidale “Il Chicco di Senape”, cuore dell’associazione, testimonia il nostro impegno politico e sociale attraverso la vendita di prodotti di qualità, creati nel pieno rispetto della dignità del lavoratore e della tutela del consumatore.

Il “Chicco” è nato e continua la sua attività con lo scopo di sostenere un'economia solidale e vuole essere un luogo di incontro e confronto aperto a tutti e a tutte, un ambiente di scambio e condivisione.

 

Cosa facciamo:

Sosteniamo molti progetti, in Italia e nel mondo, attraverso il prefinanziamento e la vendita ai nostri soci di prodotti che rispettino i principi del commercio equo e solidale, privilegiando le comunità che resistono attivamente ai processi di sfruttamento di persone e risorse - dominanti nel commercio attuale - innescando alternative etiche e modelli di sviluppo sostenibile, grazie alla riduzione di intermediari economici e alla garanzia di condizioni di lavoro dignitose.

Perché un crowdfunding:

Stiamo raccogliendo 3150 euro, che ci permetteranno di supportare i progetti in corso in Palestina, Chiapas, Cambogia e in Italia, così da poter garantire loro la necessaria continuità ai fini del raggiungimento di una effettiva autonomia economica e migliori condizioni all’interno delle comunità. Questi fondi ci permetteranno al tempo stesso di fare formazione e informazione sul territorio pisano, poiché siamo convinti che proprio noi consumatori possiamo incidere, con le nostre scelte e i nostri acquisti quotidiani, su queste dinamiche; ma per far questo servono consapevolezza e informazione!


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No Camp Darby

Il 2 Giugno ripudia la guerra e la militarizzazione.
MANIFESTAZIONE a Camp Darby contro la guerra e per la smilitarizzazione del territorio.

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Vogliamo restituire al 2 Giugno, festa della Repubblica, il suo senso civile inficiato da troppo tempo da parate e dimostrazioni militari . Non vogliamo abituarci alla normalità della guerra che è una realtà tremendamente attuale.

Le lavoratrici e i lavoratori, le cittadine e i cittadini, hanno tutto da perdere dall'aumento delle spese militari, nelle guerre sono carne da macello, facili prede di propagande xenofobe e nazionaliste.
Da anni si continua a tagliare – in linea con le disastrose politiche neoliberiste - le spese sociali, crescono sempre più le spese per armamenti e missioni militari. L’Italia, come si evince da rapporto SIPRI 2018, ha scalato la classifica dei Paesi che spendono di più per spese militari (stima a 26 miliardi di euro, una cifra enorme ed in crescita). L'Italia è anche tra i primi esportatori di armi verso paesi in guerra o nei quali sono violati i diritti umani, come l'Arabia Saudita impegnata in una sanguinosa aggressione al popolo yemenita e nella destabilizzazione dell'area mediorientale. La politica di guerra e sanzioni ha pure pesanti ricadute nella economia italiana, con la paralisi di interi settori economici ed occupazionali.
Il nostro Paese continua a rendersi complice delle guerre imperialiste degli USA e degli alleati NATO e della loro politica di minaccia, destabilizzazione e aggressione verso paesi sovrani, colpiti in questi ultimi giorni da attacchi Usa e Nato.
Il comando militare USA finanzia la costruzione di una ferrovia a soli fini militari per trasportare, in silenzio e senza essere visti, ingenti quantitativi di armi verso l'aeroporto militare di Pisa. Per costruire la ferrovia abbatteranno 1000 alberi. Il fosso dei Navicelli da tempo è oggetto di lavori tra bonifica, ampliamento e dragaggio. Sono soldi pubblici usati, dicono gli amministratori locali, per rilanciare l'economia, nel frattempo i soli a beneficiarne sono i comandi militari USA che potranno trasportare le armi alla banchina del porto di Livorno loro riservata per il rifornimento di navi da guerra o addette alla logistica. Nella nostra Regione la base USA di Camp Darby è da decenni il “magazzino logistico” della guerra permanente che ha destabilizzato e reso più insicura larga parte del nostro pianeta. Afghanistan, Iraq, ex Jugoslavia, Libia, Siria, e anche l’Iran è oggi sotto minaccia.
Oggi, per dare un segnale alle istituzioni italiane e statunitensi, a chi governa il territorio e si appresta a governarlo dopo le prossime elezioni amministrative a Pisa, torniamo a chiedere con forza che Camp Darby sia smilitarizzata e riconvertita ad uso civile e che l'intera area venga bonificata, per non essere complici delle guerre e continue aggressioni ed atti di pirateria tra le altre cose in aperta violazione del diritto internazionale.
Vogliamo l'accesso alla base e sapere cosa essa nasconda a partire dai depositi speciali (proiettili cinetici con Uranio Impoverito, missili nucleari o armi chimiche). Le popolazioni pisane e livornesi non devono correre rischi né la loro salute deve essere minacciata! La Toscana non sia il trampolino di lancio della guerra!


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