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IL PD BOCCIA LA MOZIONE POPOLARE

COSA HA BOCCIATO IL PARTITO DEMOCRATICO
BOCCIANDO LA MOZIONE POPOLARE SUL DISTRETTO 42.

Come ampiamente annunciato dalle parole del sindaco Filippeschi, e in seguito dalla macchina del suo partito, la mozione d'iniziativa popolare in cui si richiedeva il ritiro della firma dal protocollo 'Caserme' da parte del Comune di Pisa e il riutilizzo a fini sociali del Distretto 42 è stata bocciata. Un'altra pagina nera per Pisa e per il suo futuro, un episodio - l'ennesimo - che conferma la sordità colpevole di una classe politica che non ammette né contraddittorio, né alternativa. Eppure, al di là delle constatazioni di sostanza, è oggi necessario domandarsi in prima battuta cosa realmente è stato bocciato, cosa realmente è stato respinto dalla maggioranza che governa la nostra città.  
È stato respinto un modello di partecipazione dal basso, trasversale e inclusivo, nato dal reale protagonismo delle parti in causa. È stato bocciato un progetto a costo zero, senza spese aggiuntive per il bilancio comunale. 
È stato impedito, di fatto, che un parco verde di diverse migliaia di metri quadrati fosse riaperto in tempi brevi, dando agio e ricovero a un quartiere in sofferenza, e soprattutto ponendo la parola fine all'ingiustizia dei cancelli che in via Giordano Bruno impediscono la vista degli alberi, di ciò che è di tutti e tutte. È stata bocciata una forma di democrazia diversa, per la quale il reale bisogno del cittadino viene prima delle rigidità politiche, delle prese di posizione ideologiche. È stata bocciata la possibilità di sottrarre Pisa dal cemento del Progetto Caserme, fantasma che continua a vagare tra Palazzo Gambacorti e la città. Infine, è stata bocciata un cosa molto semplice: permettere che le cittadine e i cittadini possano - anche solo nella piccola misura di un parco - scegliere del loro quotidiano, possano esprimere il sacrosanto diritto a essere protagonisti del volto della propria città, fino in fondo.
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Da elettrice del Pd chiedo un ripensamento

ex distretto: da elettrice del pd chiedo un ripensamento

Ex distretto, lettera aperta al Sindaco:
"Da elettrice del Pd chiedo un ripensamento"

 

ex distretto: da elettrice del pd chiedo un ripensamento
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Caro Sindaco, le scrivo per comunicare a lei e al PD pisano l'ennesima delusione di una vostra elettrice.

Ho avuto modo di ascoltare sul sito del Comune la registrazione dello scorso Consiglio Comunale durante il quale cittadini e associazioni hanno presentato una mozione che chiede il ritiro del progetto caserme e la rinconversione a fini sociali dell'ex Distretto Militare Curtatone e Montanara abbandonato da anni.

Perché sono delusa ed amareggiata?

Per la chiusura totale con cui Lei e i consiglieri del PD avete affrontato l'argomento non lasciando nessuna possibilità di reale dialogo.

Per i toni superficiali con cui è stata trattata una proposta che proviene dal lungo lavoro e dalle esigenze dei suoi concittadini che hanno espresso al massimo il concetto di cittadinanza attiva, che non solo andrebbe incoraggiata ma rispettata ed esaltata, riconoscendone il valore così come avviene in tutta Europa ma non qui.

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Teatri e cultura sotto assedio

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GIOVEDI' 26 MARZO TUTTE E TUTTI IN CONSIGLIO COMUNALE.

IL NO DI FILIPPESCHI NON FERMERA' IL DISTRETTO 42.

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Giovedì 26 marzo saremo ancora presenti durante il Consiglio Comunale per assistere alla seconda parte di discussione e alla votazione della mozione d'iniziativa popolare presentata lo scorso 19 marzo. Attraverso uno strumento di democrazia, perseguendo con coerenza la nostra idea di politica partecipata, abbiamo chiesto il ritiro della firma dal Protocollo del Progetto Caserme da parte del Comune di Pisa, e il riutilizzo a fini sociali e culturali dell'ex distretto militare "Curtatone e Montanara". La giornata del 19 marzo - anticipata tra le altre cose da un documento sottoscritto da oltre sessanta associazioni cittadine - poteva rappresentare una svolta in città: il culmine di una volontà popolare espressa con centinaia di firme, il momento decisivo affinché si coronasse un percorso virtuoso con un atto di chiara volontà politica.

Abbiamo assistito, invece, a una clamorosa presa di distanze da parte del sindaco Filippeschi, che ha annunciato senza mezze misure un 'no' fondato su insofferenza e falsità, come il fantasma di un presunto danno erariale, spauracchio senza alcun fondamento giuridico. Il sindaco di Pisa ha bollato un progetto fondato sulla partecipazione dal basso, frutto di un anno di lavoro da parte di tecnici e associazioni, come 'irrealistico' e irresponsabile, ritenendo invece praticabile l'apertura di un cantiere per la costruzione di abitazioni di lusso, adducendo come un simile passaggio sia un atto previsto dal suo programma di mandato, e per questo 'voluto' dai cittadini che lo hanno votato.

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Ricci sulla Mozione d'iniziativa Popolare

Mozione d’Iniziativa Popolare: “Protocollo Caserme e riutilizzo a fini sociali e culturali dell’ex Caserma Curtatone e Montanara” - Presentata dai Consiglieri F. Auletta e M. Ricci (Una Città in Comune-PRC).
Nel video il Consigliere Comunale M. Ricci (Una Città in Comune-PRC)

 

 

Mozione di iniziativa popolare, presentazione di Martina Pignatti Morano

La discussione della presente mozione si è svolta in forma aperta ed è stata invitata ad intervenire la Dott.ssa Martina Pignatti Morano, prima firmataria della petizione popolare.

 

 

SEL per il riuso a fini sociali dell'ex caserma Curtatone e Montanara

Nel Consiglio Comunale del 19 marzo, il Municipio dei Beni Comuni ha presentato una mozione d'iniziativa popolare sostenuta da ben 500 firme di cittadini residenti a Pisa. La proposta è quella del riutilizzo a fini sociali e culturali dell'ex caserma Curtatone e Montanara sita in via Giordano Bruno, oggetto dell'Accordo di Programma del 2007 fra Comune di Pisa, Agenzia del Demanio e Ministero della Difesa noto come “progetto caserme”. Su questo tema i parlamentari di SEL Giulio Marcon, Nicola Fratoianni, Michele Piras e Donatella Duranti hanno presentato una interrogazione nella IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati. Presentata a marzo dello scorso anno, tale interrogazione ha ricevuto risposta solo nel dicembre 2014: i nostri parlamentari hanno chiesto, a fronte della richiesta di trasferimento a titolo gratuito della caserma dismessa al Comune di Pisa secondo le norme del federalismo demaniale, “se si ritenga ancora opportuno, viste le compatibilità delineate dalla spending review, proseguire a Pisa quanto previsto nel protocollo riguardante il «progetto caserme» che prevede la realizzazione di una nuova caserma da 70 milioni di euro nell'area di Ospedaletto”. Il Ministero della Difesa ha indicato due elementi nella sua risposta: “a fronte delle ripetute difficoltà attuative incontrate dal Comune per la realizzazione della nuova sede dei reparti militari da ricollocare, l'Accordo di Programma è attualmente in una fase di stallo” e ha segnalato, tuttavia, che il bene è ancora funzionale “alla realizzazione dei programmi di riorganizzazione dello strumento militare finalizzati all'efficace ed efficiente esercizio delle funzioni, attraverso gli specifici strumenti riconosciuti al Ministero della difesa dalla normativa vigente”
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L’ombra di “Mafia Capitale” sull'accoglienza profughi

L’ombra lunga di “Mafia Capitale” a gestire l'accoglienza profughi 
... anche in provincia di Pisa.

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A volte, si ha l’impressione che la distanza tra la politica e i cittadini sia davvero siderale: la visita di Matteo Salvini a Santa Croce, in questi giorni, ne è un esempio emblematico. Il leader leghista si scaglia contro l’arrivo dei profughi, come se il problema dell’Italia fosse l’accoglienza a persone che fuggono da guerre e persecuzioni. Per tutta risposta, gli amministratori locali polemizzano con la Prefettura, «colpevole» di aver accolto qualche decina di migranti nei loro territori «senza avvisare i Comuni». In questo dibattito sfugge però il punto fondamentale: come si organizza l’accoglienza, con quali criteri, con quali garanzie per le persone accolte, con quali procedure.

E così, tra le righe della discussione, emerge una notizia su cui nessuno si sofferma: per la gestione dello spazio di accoglienza dell’ex Hotel Cristallo, a Santa Croce, il bando della Prefettura è stato vinto da soggetti che compaiono anche nell’inchiesta romana «Mafia Capitale». Ad aggiudicarsi l’appalto è stata infatti RTI, una rete di aziende la cui capofila è la cooperativa romana «Tre Fontane», a sua volta parte del consorzio «Casa della Solidarietà».
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Parco di Cisanello: come partecipare?

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Si entra nel vivo del processo partecipativo sul Parco di Cisanello.Dei 90 cittadini che verranno coinvolti, 30 verranno scelti tra coloro che ne faranno richiesta, mandando un’email a  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , indicando Nome e Cognome,  Luogo e data di nascita, Occupazione, Residenza, Telefono, E-mail.
Ricordiamo che è possibile iscriversi entro il 19 aprile e vi invitiamo a partecipare per essere maggiormente coinvolti in questa importante occasione.

 

Per maggiori informazioni visitate il sito http://open.toscana.it/web/un-parco-grande-come-una-citta/home  o la pagina fb https://www.facebook.com/parcodicisanello?fref=nf

 

APPELLO CONTRO LO SGOMBERO DELL'EX-OPG OCCUPATO,

PER LA RIAPERTURA ALLA CITTÀ E AI SUOI BISOGNI

Il municipio dei beni comuni aderisce all' APPELLO CONTRO LO SGOMBERO DELL'EX-OPG OCCUPATO:

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Lunedì 2 Marzo decine di studenti, lavoratori, cittadini hanno occupato l’Ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario del quartiere Materdei, nel cuore di Napoli, per restituirlo al quartiere e alla città. Si tratta infatti di un complesso enorme, abbandonato ormai da sette anni, la cui parte immediatamente utilizzabile ha stanze, cortili, terrazzi, un orto, un teatro, un campo di calcetto, insomma: tanti spazi che potrebbero essere utilizzati per attività culturali, sociali, aggregative per bambini, famiglie e per tutti quelli che in questi anni sono stati colpiti dalla crisi.

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26 Marzo ancora in Comune

IL NIET DEL SINDACO FILIPPESCHI AL DISTRETTO 42.
PROVE DI AUTORITARISMO DELLA GIUNTA FILIPPESCHI

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Abbiamo assistito basite e basiti Al lungo intervento del sindaco Marco Filippeschi, dopo la presentazione della mozione popolare nella quale oltre seicento cittadini chiedono il ritiro della firma del Comune di Pisa dal protocollo del Progetto Caserme. Nel pomeriggio di ieri, giovedì 19 marzo, Martina Pignatti Morano, presidente di Un Ponte per... e prima firmataria della mozione, ha illustrato i contenuti del progetto frutto di un lungo percorso di partecipazione cittadina, nel quale si indica a chiare lettere la possibilità oltremodo realistica di convertire a uso sociale e culturale gli spazi in grave abbandono dell'ex distretto di leva 'Curtatone e Montanara'. Tuttavia il buon senso - e il sentimento del buon gusto - non hanno diritto di cittadinanza a Palazzo Gambacorti. Infatti le dichiarazioni del sindaco Filippeschi chiudono senza eccezioni alla possibilità di un dialogo, di un confronto, di una elaborazione congiunta, che sappia tenere insieme buona politica e le straordinarie risorse inespresse della città. Filippeschi senza mezzi termini ha definito 'irrealistica' e irresponsabile non solo la richiesta di un ritiro della firma da parte del Comune dal protocollo 'Caserme', ma addirittura trascurabile una progettazione che è il frutto di un anno di lavori, alla quale - tra le altre cose - hanno preso parte professionisti e studiosi di architettura e urbanistica. 

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VIOME IS NOT FOR SALE!

The workers of VIOME in Thessaloniki, Greece, have stood up against unemployment and poverty by carrying through a long struggle to self-manage the occupied factory, in very adverse conditions. For two years now, they have been producing and selling ecological cleaning products at the occupied premises, ensuring a modest income for their families. They have been working on terms of equality, deciding collectively through the general assembly. At the same time they have received a big wave of solidarity from Greece and abroad, converting their struggle into an emblematic struggle for human dignity in crisis-stricken Greece.


 

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