La faccia nascosta dell'affare Erdal

Esprimersi, organizzarsi, contestare: non è terrorismo!
La fuga di Ferhiye Erdal ha cristallizzato l'attenzione dei mass media ed ha eclissato le sfide del verdetto del processo di Bruges.

Queste sfide sono importanti. Il 28 febbraio 2006, il tribunale di Bruges ha condannato sette persone a pene dai 4 ai 6 anni di prigione. Fra i condannati, Musa Asoglu e Bahar Kimyongür sono stati rispettivamente condannati come capo e membro di un'organizzazione terroristica. I sette sono stati condannati per associazione di malfattori. La presenza di armi e di carte false in un appartamento di Knokke ha dato luogo a condanne per ogni persona che vi è stata trovata presente (tutti eccetto Bahar Kimyongür).
Asoglu Musa ha dichiarato dinanzi alla giustizia che le armi e le carte scoperte erano destinate a proteggere Ferhiye Erdal contro i mercenari che lo Stato turco e gli industriali turchi avevano annunciato aver mandato con la missione "di liquidarla" per tutta l'Europa. Non c'è nessun elemento del dossier repressivo che dimostra che le persone alla fine condannate abbiano commesso atti di violenza in Belgio o in Europa e che abbiano perpetrato o preparato azioni di questo tipo in Turchia o anche che abbiano avuto l'intenzione di farlo.
Il Belgio si è confrontato ad un problema d'ordine diplomatico con la Turchia. Lo Stato turco ha molte volte chiesto l'estradizione di Erdal. Il Belgio si è pronunciato contro quest'estradizione che rischiava di sottoporla ad una giustizia giudicata politica, al rischio della tortura e, della pena di morte. D'altra parte, la giustizia belga, forte del principio di territorialità, si è dichiarata incompetente a giudicare Erdal per fatti supposti commessi sul suolo turco. Oggi che "è sfuggita alla vigilanza" della giustizia e dell'interno, lo Stato turco manifesta la sua insoddisfazione e aumenta la tensione diplomatica tra i due stati.
L'agitazione politica e mediatica montante copre di un velo opaco, contrariandoci alquanto, le questioni cruciali per la nostra democrazia, che riguardano la legge contro le organizzazioni terroristiche, l'utilizzo che ne è fatto ed il precedente giudiziario sorto del verdetto del processo di Bruges. Infatti, quest'affare pone una serie di interrogativi sulle libertà democratiche e sulla loro garanzia con il diritto penale belga.
Il principio di territorialità
Il DHKC è un movimento politico di sinistra che opera in Turchia per denunciare ed agire contro quello che enuncia come una dittatura fascista. A questo titolo, è iscritto nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione europea, lista che è nata in seguito agli attentati dell'11 settembre. Questo movimento non ha commesso alcun atto giudicato criminale o terroristico al di fuori delle frontiere della Turchia. E, in particolare, nessuno dei suoi membri e simpatizzanti è sospettato di essersi reso colpevole di tali atti sul territorio belga. Il diritto penale belga prevede il principio detto di territorialità, che conserva la giustizia belga di dovere giudicare persone che hanno commesso atti criminali o punibili al di fuori del territorio a meno che si tratti di crimine contro l'umanità, di crimine di guerra o di genocidio. Così il processo di Bruges pone il Belgio arbitro dei conflitti che hanno luogo al di fuori del suo territorio con il rischio di portare la sua giustizia in un'inflazione distruttiva e la sua diplomazia in una situazione assolutamente ingestibile.
Il principio di responsabilità individuale
Il diritto penale belga fonda la prevenzione e la condanna sul principio di responsabilità individuale. Ciò significa che per condannare una persona, occorre stabilire che essa stessa si sia resa colpevole di crimine o d'offesa. Per quanto riguarda l'associazione di malfattori, il diritto penale prevede tuttavia che persone che hanno contribuito attivamente ad un'associazione avente lo scopo di commettere un crimine o un'offesa, possono essere condannate a questo titolo. La nuova legge sulle organizzazioni terroristiche rompe con il principio di responsabilità individuale e permette di condannare una persona a titolo della sua appartenenza a tale organizzazione. Ciò significa che non è più necessario commettere un crimine o un'offesa, nemmeno partecipare ad un'associazione in attesa di commettere tale atto, ma che basta essere membro di un'organizzazione per essere condannato a titolo di terrorismo.
Il principio di libertà d'espressione e d'associazione
Il caso di Bahar Kimyongür è particolarmente significativo. Le prevenzioni che pesavano su lui sono state stabilite sul semplice fatto che ha tradotto, diffuso e commentato un comunicato del DHKC. Come comprendere il fatto che Bahar Kimyongür sia stato condannato a 4 anni d'imprigionamento per questo fatto d'informazione? Con l'utilizzo di questa legge che condanna l'appartenenza ad un'organizzazione che conduce alcune azioni cui lo scopo è "di forzare indebitamente poteri pubblici o un'organizzazione internazionale dal compiere o astenersi dal compiere un atto", le libertà d'espressione e d'associazione sono suscettibili di essere messe male. Così ad esempio, se questa legge ci fosse stata in vigore all'epoca dell'apartheid in Sudafrica, ogni persona associata alla ANC (organizzazione di Nelson Mandela) in Belgio avrebbe potuto vedersi accusata e condannata a pene pesanti come membro di un'organizzazione terroristica. La definizione delle infrazioni lascia tale margine di manovra e di valutazione alla discrezione delle autorità giudiziarie che non è impensabile che persone che partecipano ad azioni di contestazione o che sono membri di un'organizzazione, tale un sindacato o un collettivo cittadino, si vedono presto accusate e condannati, a titolo di questa legge, come membri di un'organizzazione terroristica.

Invitiamo la società civile ed i responsabili politici ad un dibattito a proposito della lotta contro il terrorismo e dei principi democratici che fondono il nostro diritto.

Invitiamo i cittadini alla costituzione di un gruppo di vigilanza sull'utilizzo della legge sulle organizzazioni terroristiche.


Bruxelles, 10/03/06