<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Roarr - Rete Occupata Autogestita Radio Rebeldia &#187; Città del Teatro</title>
	<atom:link href="http://www.inventati.org/radioroarr/tag/citta-del-teatro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.inventati.org/radioroarr</link>
	<description>Rete Occupata Autogestita Radio Rebeldia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 11 Jan 2017 08:13:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.24</generator>
	<item>
		<title>&#8220;Bulle &amp; impossibili&#8221; alla Città del Teatro</title>
		<link>http://www.inventati.org/radioroarr/bulle-impossibili-alla-citta-del-teatro/</link>
		<comments>http://www.inventati.org/radioroarr/bulle-impossibili-alla-citta-del-teatro/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 May 2014 16:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dr_fotone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Città del Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Katia Beni]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inventati.org/radioroarr/?p=1948</guid>
		<description><![CDATA[BULLE &#038; IMPOSSIBILI, cronaca di un miracolo supplementare. Sabato 10 maggio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BULLE &amp; IMPOSSIBILI </strong><br />
<strong>cronaca di un miracolo supplementare</strong><br />
<strong>di Donatella Diamanti</strong><br />
<strong>regia Letizia Pardi</strong><br />
<strong>con KATIA BENI, SONIA GRASSI, ERINA MARIA LO PRESTI (in arte LE GALLINE) e LETIZIA PARDI</strong><br />
<strong>scene Lucio Diana</strong><br />
<strong>La Città del Teatro sabato 10 maggio ore 21</strong></p>
<p>Si apre il sipario ed è difficile non ripensare al Lupin <em>d’antan</em>, con tre personaggi da cartone animato che pianificano una rapina: la nerovestita Linda (Erina Maria Lo Presti), la mente del gruppo, dura, durissima, anzi <em>arida</em>; la svampita Eva (Sonia Grassi); la rinc&#8230; ehm, la dura – ma di comprendonio – Betty (Katia Beni con la sua mimica che neanche Jerry Lewis, o Jim Carrey nemmeno con la maschera magica). Le analogie finiscono qui, perché le tre non sono ladre esperte, anzi ci sono voluti due anni e passa per decidersi alla rapina in banca in programma per l’indomani. L’ultimazione del piano in casa della fashion victim Eva e della candida e ingenua Betty è quasi solo un pretesto per allestire una commedia, se non <em>degli</em> equivoci, <em>con molti</em> equivoci, e nonsense a raffica – a tratti, a lunghi tratti, non si fa in tempo a prendere fiato fra una risata e la successiva.</p>
<p>La commedia è quasi aristotelica nel suo svolgersi linearmente in una sola stanza; persino la rapina al centro della trama, il cui esito è scontato visto il materiale umano di partenza, si svolge fuori scena e ci viene ricostruita a posteriori dalle protagoniste. Ma qui il nonsense è già all’apoteosi, perché le tre rientrano a casa e a casa c’è la Madonna (Letizia Pardi, anche alla regia). Cioè, te pènsaci: torni a casa che hai fatto una rapina, che già non è proprio una giornata di routine, e ci trovi la Madonna. Proprio lì un po’ in alto a mo’ di edicola, proprio la Madonna-Madonna, con tanto di vestito azzurro. Ma la vedi solo tu? Che fai? Come ci parli? Cosa le dici? E, soprattutto, cosa diamine ci fa in casa tua?</p>
<p>Siamo in Toscana e quindi da qui in poi è inevitabile ammiccare al limite del blasfemo pur senza indulgervi: resta da capire come l’improbabile mix di tre peccatrici (o meglio, aspiranti tali) e una ieratica Madre Celeste determinerà lo svolgersi della vicenda fra profumo di santità e sirene della Polizia.</p>
<p>Una prima nazionale e un grande ritorno, anzi due, per le Galline, storico trio comico al femminile: il terzetto torna insieme e lo fa rimettendo in scena una commedia di metà anni Novanta, prodotta  dalla Fondazione Sipario Toscana Onlus. Chissà se anche allora si concludeva che a cinquant’anni si fanno le rapine perché trovare un lavoro, quello sì che sarebbe un miracolo.</p>
<p>Da tenere d’occhio per le prossime date!</p>
<p><strong>Fot1 per Radio Roarr</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inventati.org/radioroarr/bulle-impossibili-alla-citta-del-teatro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Katia Beni e Anna Meacci in &#8220;Ticket &amp; TAC&#8221;</title>
		<link>http://www.inventati.org/radioroarr/katia-beni-e-anna-meacci-in-ticket-tac/</link>
		<comments>http://www.inventati.org/radioroarr/katia-beni-e-anna-meacci-in-ticket-tac/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2014 11:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dr_fotone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Meacci]]></category>
		<category><![CDATA[Città del Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Katia Beni]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inventati.org/radioroarr/?p=1872</guid>
		<description><![CDATA[Ridere è contagioso!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Katia Beni e Anna Meacci portano in scena la salute, la malattia, gli acciacchi e le paure. Inevitabilmente, a parlare di malattie si finisce a parlare di morte, e le due accettano la sfida, addirittura rilanciando con l’arrivo sul palco, direttamente dall’aldilà, delle rispettive mamme. Lo spettacolo è inframezzato dalla recitazione di telefonate &#8211; reali! &#8211; arrivate all’ospedale fiorentino di Careggi: risate in sala fra strafalcioni e richieste le più assurde, se c’è un medico in sala ride un po’ meno ma solo perché sa che la realtà supera di gran lunga la messinscena della realtà.</p>
<p>Non si risparmiano critiche ai medici ma non si indulge nel gggentismo, non è la “malasanità” il tema di stasera, e neanche il fatto che i medici non sono infallibili e la medicina non spiega tutto e non cura tutto (questo sarebbe un discorso lungo e poco divertente…). Però non si ride e basta. Non solo per l’intermezzo grottesco in cui un medico si rifiuta di credere che esista una malattia solo perché non la conosce, e la paziente &#8211; quella presuntuosa! &#8211; si permette addirittura di morire; ma anche perché la platea è messa di fronte all’idea che, prima o poi, dall’ospedale ci passeremo tutti. Un domani potremmo essere noi a telefonare per chiedere <em>i risultati della mia autopsia</em> o <em>l’ecodoppler alla carota</em>; e nel pubblico filtra la consapevolezza (o almeno si spera) che spesso è proprio la gente meno istruita, le persone con meno strumenti per comprendere, il che coincide pressoché con i meno abbienti e i più anziani, ad avere più bisogno di dottori e ospedali, e allo stesso tempo a capire meno le procedure diagnostiche, le cure, la prognosi, cosa fare e cosa non fare, insomma a ritrovarsi più spaesata nella propria malattia (anche perché i medici ci mettono indubbiamente del loro).</p>
<p>Ma sentir raccontare in maniera esilarante la propria gastroscopia o la propria colonscopia è anche consolatorio: fa capire che nelle malattie non si è soli, che tanti altri hanno provato le stesse sensazioni e gli stessi disagi, e, di qui, anche che non siamo unici, non siamo il centro del mondo né il centro dell’ospedale né l’unico paziente che il nostro medico dovrà visitare in giornata, e probabilmente neanche il più grave, il più raro, il più strano, il più interessante. Allora prendiamola a ridere, ché tanto la malattia e pure la morte sono indissolubilmente legate alla vita, quindi sarà meglio farsene una ragione. Chissà che dopo questo spettacolo, sia che in ospedale si indossi il camice, sia che si indossi il pigiama, non si sia diventati tutti un po’ più <em>pazienti</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giovedì 27 marzo al Teatro Rossini di Pontasserchio</strong></p>
<p><strong>TICKET &amp; TAC, divagazioni in pillole semiserie su SALUTE e BENESSERE</strong></p>
<p><strong>di Katia Beni, Alessandro Bini, Donatella Diamanti, Bruno Magrini, Anna Meacci<br />
con Katia Beni e Anna Meacci<br />
regia di Carmen Femiano</strong></p>
<p><strong>Ridere è contagioso.</strong></p>
<p><em>Lo spettacolo, prodotto dalla Fondazione Sipario Toscana onlus ha ottenuto il Patrocinio della REGIONE TOSCANA e il sostegno di AMNESTY INTERNATIONAL Gr. 014 Firenze, AMMeC Malattie Metaboliche Congenite, A.T.T. Associazione Tumori Toscana, EMERGENCY, AVIS, ASSOCIAZIONE NAZIONALE TUMORI.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inventati.org/radioroarr/katia-beni-e-anna-meacci-in-ticket-tac/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>OPEN DAY alla Città del Teatro</title>
		<link>http://www.inventati.org/radioroarr/open-day-alla-citta-del-teatro/</link>
		<comments>http://www.inventati.org/radioroarr/open-day-alla-citta-del-teatro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2014 09:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dr_fotone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Finocchiaro]]></category>
		<category><![CDATA[Città del Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inventati.org/radioroarr/?p=1845</guid>
		<description><![CDATA[Atto unico di Walter Fontana. Regia di Ruggero Cara. Interpreti: Angela Finocchiaro, Bruno Stori.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>OPEN DAY</em><br />
<em>Atto unico di Walter Fontana. Regia di Ruggero Cara. Interpreti: Angela Finocchiaro, Bruno Stori.</em></p>
<div id="attachment_1846" style="width: 458px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.inventati.org/radioroarr/wp-content/uploads/2014/03/openday3_Photomovie-Stylaz-450x689.jpg"><img class="size-full wp-image-1846" alt="Anna Finocchiaro" src="http://www.inventati.org/radioroarr/wp-content/uploads/2014/03/openday3_Photomovie-Stylaz-450x689.jpg" width="448" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">Anna Finocchiaro</p></div>
<p>Nella breve durata di questa commedia ho potuto assistere ad una rappresentazione aggiornata di un conflitto che credo rimarrà sempre attuale: l&#8217;incomprensione non solo dei genitori verso i figli (sarebbe troppo semplice), ma quello ben più profondo fra gli stessi genitori. Angela Finocchiaro, ben supportata  da Bruno Stori (attore che colpevolmente non conoscevo) popola la scena con mille scenette e discorsi a cui tutti è capitato di essere testimone, o, come nel mio caso, dato che sono più vicino alla età dei protagonisti che a quella della figlia (vera protagonista fuori scena), di fare.<br />
Separati da tempo, e con le vite inevitabilmente ormai lontane, due persone si ritrovano unite per un breve periodo di tempo per prendere una importante decisione: la scelta del tipo di scuola a cui mandare la figlia dopo il diploma di licenza media inferiore. Il modo stesso della scelta, e il suo luogo, un istituto privato in cima ad un grattacielo ancora in costruzione e con una domanda d&#8217; ammissione da compilare sotto forma di video, li porta ad estremizzare tutto: tradimenti scoperti e rinfacciati, piccole e grandi vendette, mancanza di denaro. Sempre alla ricerca del mistero dei misteri: Chi è la loro figlia, e per quale motivo non riescono a capirla e non è quella che loro vorrebbero che fosse?<br />
In altra mano potrebbe essere materiale per un brutto polpettone , ma per fortuna qui si ride e anche tanto, non vergognandosi del livello delle risate, cosa che purtroppo avviene sempre più di rado.<br />
La Finocchiaro è preponderante sulla scena grazie alla sua mimica che la porta a recitare davvero con tutto il corpo, con delle mosse mosse simili ad una marionetta, ma sempre misurate. Eppure senza l&#8217;apporto di Stori che dipinge un padre eterno bambino, che prepara sempre gli ingredienti per le battute della protagonista (realizzandole alcune niente male per proprio conto) lo spettacolo non sarebbe così efficace.<br />
Una bella serata a teatro.</p>
<p><strong>PF</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inventati.org/radioroarr/open-day-alla-citta-del-teatro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Anna Cappelli&#8221; alla Città del Teatro</title>
		<link>http://www.inventati.org/radioroarr/anna-cappelli-alla-citta-del-teatro/</link>
		<comments>http://www.inventati.org/radioroarr/anna-cappelli-alla-citta-del-teatro/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2014 12:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[dr_fotone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Città del Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inventati.org/radioroarr/?p=1835</guid>
		<description><![CDATA[Anna è una giovane dattilografa che si trasferisce dal paesello natìo a Latina, in una data, evidentemente, compresa fra l’arrivo della televisione (1954) e i fuochi del Sessantotto. Qui ha poco o nulla di “suo”: una tragedia per chi invece ripete ossessivamente “mio”, “mia”, “miei”, “mie”... ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1836" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.inventati.org/radioroarr/wp-content/uploads/2014/03/1623767_363267653813428_410244885_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-1836" alt="&quot;Anna Cappelli&quot; alla Città del Teatro" src="http://www.inventati.org/radioroarr/wp-content/uploads/2014/03/1623767_363267653813428_410244885_n-300x176.jpg" width="300" height="176" /></a><p class="wp-caption-text">&#8220;Anna Cappelli&#8221; alla Città del Teatro</p></div>
<p>Maria Paiato regge la scena da sola, unici attrezzi un cappottino borghesuccio e una valigia, per raccontarci la storia di Anna Cappelli. Anna è una giovane – un po’ più giovane di Maria, ma vabbè! – dattilografa che si trasferisce per lavoro dal paesello natìo a Latina, in una data, evidentemente, compresa fra l’arrivo della televisione (1954) e i fuochi del Sessantotto. Qui ha poco o nulla di “suo”: una tragedia per chi invece ripete ossessivamente “mio”, “mia”, “miei”, “mie”&#8230;</p>
<p>Il direttore, il ragionier Tonino, è scapolo e se la passa bene: le parole “casa di proprietà” fanno magicamente scoppiare il colpo di fulmine. Di fronte alla prospettiva di lasciare una odiosa camera a pensione, Anna sfida persino le convenzioni borghesi, e i due vanno a convivere <em>more uxorio</em> destando non poco scandalo: Tonino non vuole saperne di sposarsi, nonostante le insistenze della donna che vorrebbe proprio firmare quel contratto che sancirebbe il suo possesso sulla casa e sul suo contenuto – Tonino compreso. Sì, perché se prima l’uomo era solo un mezzo per accedere ad altro, adesso anche lui è “mio”, “mio”, “mio”. Cosa succede quando decide di troncare la relazione e andarsene? Come farà Anna, in una escalation di follia, a far sì che sia “suo” per sempre, che nessuno possa davvero mai toglierglielo?</p>
<p>Strano vedere proprio a pochi giorni di distanza dall’otto marzo una scena che saremmo abituati a pensare a parti invertite (ma che riporta alla mente echi di saponi di Correggio e di Renato Pozzetto vestito da donna), che tuttavia ci ricorda come i rapporti basati sulla volontà di possesso inevitabilmente vanno a finir male.</p>
<p>Maria Paiato col solo monologo rende reale ogni scena, peccato solo per il finale con l’audio registrato in cui la combinazione di pronomi possessivi, dialogo senza interlocutore, effetti sulla voce e acustica non perfetta finiscono per farti pensare a Gollum nel Signore degli Anelli e fanno perdere un po’ del pathos.</p>
<p><strong>Fotone per Radio Roarr</strong></p>
<p><em>Anna Cappelli, uno studio</em><br />
<em>Con Maria Paiato</em><br />
<em>regia di Pierpaolo Sepe</em><br />
<em>dal testo di Annibale Ruccello</em><br />
<em>L’11 marzo 2014 alla Città del Teatro di Cascina</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inventati.org/radioroarr/anna-cappelli-alla-citta-del-teatro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
