Ago 27

FAS – Solidarietà ai 129 attivisti No MUOS rinviati a giudizio

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Solidarietà ai 129 attivisti NO MUOS rinviati a giudizio dal Tribunale di Gela. La resistenza continua.

La Procura della Repubblica di Gela ha comunicato il rinvio a giudizio per 129 attivisti NO MUOS accusati di vari reati: introduzione in territorio militare, danneggiamento, istigazione, non osservanza delle prescrizioni della Questura, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, con l’aggravante di aver compiuto i fatti in più persone. Il riferimento è a due occasioni, il 9 agosto 2013, durante la manifestazione nazionale, quando venne invasa per la prima volta la base NRTF, e il 25 aprile 2014, quando si liberò un pozzo d’acqua dalla recinzione della struttura militare degli Stati Uniti.

Si prepara, quindi, un maxi processo in una terra e una Procura che i maxi processi dovrebbe invece farli alla mafia che infesta il territorio ed esercita un controllo sulle attività produttive, sulla distribuzione dell’acqua, sugli appalti e sullo stesso petrolchimico. Con una tempistica che fa pensare a una strategia mirata, la conclusione delle indagini, datata 7 dicembre 2015, viene notificata agli interessati poche settimane dopo il dissequestro del MUOS da parte del tribunale del riesame, con una sentenza paradossale che cancella l’operato di altri giudici (Procura di Caltagirone, Corte d’Appello, Cassazione) facendoli passare per degli emeriti incompetenti.

Il segnale è chiaro: siamo in guerra, Sigonella è in piena attività con i droni e non solo, in Libia e Medio Oriente, il MUOS, con l’attivazione dell’anello siciliano, può finalmente svolgere a pieno il suo compito di strumento che velocizza le guerre a livello planetario; nessun ostacolo, né politico, né legale, deve più contrapporsi alle scelte del governo USA e del suo alleato e complice governo italiano, perché adesso il vento è cambiato.

E’ in atto una strategia a livello nazionale di alzare il livello della repressione per cercare di arginare quei movimenti che, dalla Sicilia alla Valsusa, da anni costruiscono opposizione reale e ostacolano i piani dei signori della guerra, del cemento, della finanza. Ma se fosse stato questo il problema, avrebbero vinto da un pezzo. Invece i movimenti hanno messo da tempo in conto il rischio repressione, lo hanno considerato un aspetto dello scontro con i servi del potere e con il potere stesso, e sono andati avanti nel perseguire gli obiettivi prefissatisi.

La Federazione Anarchica Siciliana è a fianco e solidale con i compagni colpiti dalla repressione a Niscemi, fra i quali diversi sono compagni anarchici da tempo attivi nella lotta NO MUOS promuovendo pratiche orizzontali, azione diretta, autorganizzazione e antimilitarismo. La FAS rivendica il diritto alla resistenza con l’obiettivo della liberazione dal militarismo.

La lotta per lo smantellamento delle strutture di morte militari continuerà come prima; si è già data delle scadenze importanti, come la manifestazione nazionale del 2 ottobre o la costruzione di un percorso contro il G7 del maggio 2017, e andrà avanti fino alla liberazione della Sicilia, dell’Italia, del Mediterraneo e del Mondo, da ogni forma di militarismo e di guerra.

*Federazione Anarchica Siciliana*

26-8-2016

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