Mezzo giorno e mezzo di fuoco

Postato il 15 luglio 2009

Questa mattina assolatissima, afosa e stracolma di persone come ogni mattina mi alzo, vado al lavoro aspettandomi di tutto.

Ma questo proprio no.

Nell’agenzia di viaggi dove lavoro, entrano persone di ogni tipo: mogli di delinquenti dalla faccia cupa, poveracci con un BMW e nessun soldo per le vacanze, miriadi di clandestini senegalesi, marocchini che devono scappare prima che scada il visto, uomini con una montagna di soldi in tasca, porsche parcheggiata fuori in diveto di sosta e una fretta “ladra” di prendere un volo per Malaga solo andata.

Ma questo proprio no.

A Marano si dice sempre che ” si sta tranquilli” perchè qui i mafiosi e i cammorristi hanno le loro case, devono evitare assolutamente eventi rumorosi, o almeno così sembrava. I Nuvoletta e i Polverino ormai sono noti a tutti, questa città ha la fama di essere stata la mamma dell’assassino di Giancarlo Siani ragion per cui troverete scuole e strade dedicate al giornalista defunto. Tantissime manifestazioni per la legalità alle quali partecipano anche i figlioletti dei cammorristi. Dal Vomero addirittura ( udite udite) frotte di gente perbene e borghesuccia ha abbandonato le proprie mini supercase per prendersene una qui, nella “tranquillità” perchè Marano è anche la città dell’edilizia, si costruiscono case su case su case. Cemento su cemento e qualche sputo di verde poco curato per dare l’apparenza della cittadina ordinata.

Ma non è più così. I vomeresi si stanno pentendo amaramente e appena possono prendono l’auto per tornare al loro ambiente naturale: il mercatino e p.zza Vanvitelli.

Prendono tutti l’auto anche per scappare un attimo dal droghiere o al supermercato. La qualità della vita cala vistosamente giorno dopo giorno.

Alcuni dicono che sia colpa dei secondiglianesi che hanno invaso la città, altri invece affermano che nelle campagne di San Rocco si sono create bische clandestine di gioco d’azzardo, ma quelle c’erano anche quand’ero bambina, il papà di un amichetto di scuola fu sparato per debiti di gioco.

Ma adesso sono forti e ricchi. Le donne non hanno denti in bocca, ma hanno denaro a sufficienza per potersi permettere case e cemento.

Marano è anche la città dove Grillo è passato col suo chiasso fragoroso, urlando e inveendo contro Berlusconi e questi ladri. Tra i manifestanti pullulavano berlusconiani offesi ma che adesso hanno la testa chinata in rigoroso silenzio e sì, anche i picciotti dei cammorristi, perchè la cava toccava le terre importanti, la loro robba e, forse, i loro cadaveri.

Ma proprio questa bile da provincia che si atteggia a cittadina modello, oggi si è tramutata in stupore e rabbia quando tre spari coprono tutto il rumore del traffico di quella lingua di strada sempre ingorgata di automobili in terza fila e autobus che fanno il cammello nella cruna dell’ago.

Tre come da manuale. Alcuni erano sicuri che il rumore provenisse dai botti dei ragazzetti idioti. Io non l’ho creduto.Troppo ovattato, troppo sinuoso.

Dalla mia postazione ho visto delle donne scappare e nella mia testa sentivo ” oilloc…è morto qualcuno”.

Il negozietti di abiti kitch per donne anziane che vogliono spendere 700 euro in vestiti per la comunione del nipote, ha chiuso la saracinesca immediatamente.

Una folla di gente come piccioni sulle briciole si è prima raggruppata sul cadavere e poi da lì solo strilli. Isterici.

La moglie del gioielliere, una donna mite, simpatica, dolce, onesta, era completamente sotto shock. Sentivo solo le sue urla su tutte mentre il marito cercava di trovare il bambino di due anni tra la calca.

Nel piccolo ingresso della gioielleria, i parenti della donna tentavano invano di calmarla.

Ho visto una chiazza enorme di sangue e un corpo contorto su se stesso, ho atteso che la calca lo coprisse sperando che la mia collega non vedesse.

In agenzia c’era una ragazza di vent’anni che vuole diventare criminologa. Stava studiando con me informatica, è una parente della collega.

Sembrava quasi affascinata da tutto questo. Mi sono voltata e le ho detto ” vattene da questa città, vattene via, questa non è criminologia questa è camorra”. Alla nostra domanda ” chi diavolo hanno sparato??” un anziano ha risposto sconvolto ” Peppe tredicianni!” Hann accis peppe tredicianni” . Avrei voluto chiudere immediatamente l’agenzia, ma un amico della collega dopo tutto questo si è seduto e ha atteso il preventivo per un traghetto della snav sorridendo con la sua ragazza. Seduti mentre fuori un uomo era morto, loro aspettavano il traghetto della snav e la stampante provava a rigurgitare la ricerca in informatica della futura crimonologa.

Tremavo dalla rabbia: svastiche sui muri di officina, spari per strada in pieno giorno, persone indifferenti e intontite dalla routine ridicola della città, ignoranti che non sanno nemmeno che cosa sia viaggiare o chi sia stato Berlinguer.

Obbligo la collega a chiudere immediatamente.

L’importante è sconvolgersi e arrabbiarsi, sempre. Altrimenti è l’inizio della fine.

Walai

Ladyradio