L’Aquila Chiama Italia..Corrispondenze dal corteo

20 novembre 2010 – 20:20 -

E’ appena terminato il corteo a L’Aquila chiama Italia. Un corteo partecipato, determinato, 25.000 persone sono scese in piazza per gridare contro il controllo sociale subìto dalla Protezione Civile, contro la speculazione edilizia, la distruzione ambientale. Centinaia i comitati di cittadini arrivati da tutta Italia in solidarietà con il popolo Aquilano.

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Questo è un intervento di un responsabile della protezione civile messo a confronto con un intervento di un cittadino Aquilano. Ci scusiamo per la qualità dell’Audio

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Clicca qui per vedere le foto del corteo.

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Diretta corteo a L’Aquila 20 Novembre

19 novembre 2010 – 19:07 -

Sabato 20 Novembre Radiodimassa seguirà attraverso la diretta radiofonica il corteo Nazionale a L’Aquila.

Radiodimassa insieme ai media indipendenti napoletani si farà promotrice di uno streaming audio per seguire in diretta il corteo nazionale.
Attraverso collegamenti telefonici nel corteo, cercheremo di rendere partecipi anche chi non può essere presente.
Lo streaming sarà online dalle ore 13.30 su

http://stream.teknusi.org/radiodimassa

Vi preghiamo di diffondere il link e l’evento.

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Cronaca di un intercettazione tra un giornalista e un politico dopo il corteo del 7 luglio

13 luglio 2010 – 15:26 -

intercettazioni-registratore

Cari amici, interrompiamo per un istante il giorno del silenzio per pubblicare in esclusiva un’intercettazione telefonica che vede come protagonisti un giornalista e un politico,  rispettivamente, nel corso della telefonata, ”mappina” e ”Capo”.
I due, ignari di essere ascoltati da orecchie indiscrete, discutono su un articolo da pubblicare in prima pagina di un imprecisato giornale, all’indomani della manifestazione del 7 luglio a Roma dei terremotati aquilani.
Ricordiamo altresì che  con la legge-bavaglio, questo importante documento non potrebbe essere pubblicato.

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L’Aquila, il tempo si è fermato, e con Lei anche più di 200 vite

7 aprile 2009 – 17:27 -

ll racconto in punta di piedi di un fotografo che si muove nella città fantasma

La testimonianza da L’Aquila di Gianluca Cecere, fotografo freelance

testo raccolto da Nicola Sessa

“Sembra che ci sia stato un bombardamento. Non c’è una casa intera. Sono davanti all’hotel Duca d’Abruzzi, lo guardo, ci giro intorno: è imploso! Mi vengono i brividi, non c’è una sola casa che non porti i segni del sisma. Sull’autostrada c’era una colonna di automezzi di aiuti che arrivavano da Genova. Poi una lunga fila di camionette militari che ti accompagnano fino all’uscita de L’Aquila Ovest, l’unica uscita rimasta aperta. La città sembra in stato d’assedio, se non fosse per il clima da città fantasma, per l’atmosfera da scenario postbellico… E’ davvero impressionante… le case sono tutte vuote. Ho parlato con una donna, non ha voluto che la fotografassi perchè in quel momento stava infrangendo il divieto imposto dalle autorità: stava entrando in quel che rimane di casa sua per recuperare un po’ di cose e andarsene via, da parenti in qualche altra città. Le pareti dei palazzi sono gonfie, hanno delle grosse pance verso l’esterno. Altri edifici sono inclinati e sfidano la legge di gravità.

Ci sono i cani che cercano le persone… ho fotografato un’unità cinofila. Grazie al cane è stata individuata una cucina dove potrebbe esserci ancora qualcuno. La sensazione è quella che la città sia stata abbandonata cento anni anni fa e non da poche ore. Ho la sensazione di trovarmi in una città da sempre abbandonata.

E queste immagini contrastano con la consapevolezza che due giorni fa qui tutto era normale, che c’era la vita. Sto entrando nella vita di persone che sono altrove o che non ci sono più… Sto vedendo l’interno delle loro case… un lampadario dorato, un bagno, una vasca sospesa… l’accenno di una stanza da letto… Il tempo è fermo… sembra che sia passato a L’Aquila e abbia deciso di fermarsi”.

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