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In trecento partimmo da Pinerolo il 21 luglio del 2001 per unirci a chi come noi chiedeva e chiede un mondo migliore, capace di futuro, a chi come noi é parte di un movimento mondiale che da Seattle, passando per Porto Alegre e Praga, si é dato appuntamento a Genova per mobilitarsi dietro alle bandiere della democrazia, della partecipazione e della lotta all'ingiustizia, schierandosi contro un vertice come quello dei G8 (gli 8 paesi più ricchi della Terra), non legittimo perché privo dell'ufficialità delle istituzioni intemazionali, e perché pretende di decidere le sorti del mondo intero. Un movimento che, rifiutando il modello economico-culturale dominante che produce una divisione dell'umanità in una maggioranza di esclusi ed una minoranza di inclusi, si mobilita nella lotta alla povertà, nell'impegno contro la fame nel mondo, nella campagna per l'accesso all'acqua potabile, negli studi per la riconversione produttiva delle fabbriche di armi, nell'impegno ambientalista, chiede la cancellazione del debito dei paesi poveri, rifiuta la guerra come soluzione dei conflitti, si oppone alle leggi razziste sull'immigrazione e sull'asilo politico...
A Genova, nel luglio del 2001, ci fu la sistematica sospensione di ogni diritto democratico garantito dalla nostra costituzione con un attacco ingiustificato e particolarmenle violento nei confronti dei manifestanti da parte delle forze dell'ordine. Il nostro gruppo fu caricato più volte con ampio uso di gas lacrimogeni (i famosi CS imputati di essere arma chimica da guerra), blindati e agenti in tenuta antisommossa che non hanno risparmialo a nessuno manganellate, calci, pugni, sputi ed insulti. Il bilancio fu il seguente: una ferita grave (che ancora oggi porta le conseguenze di quelle violenze) ed una settantina di contusi.
Giovedì 26 luglio 2001, nell'ambito di un'assemblea pubblica all'Auditorium di corso Piave a Pinerolo, rivolgemmo delle domande ben precise ai parlamentari pinerolesi presenti:
• Come mai gruppi ben individuabili e circoscrivibili di cosiddetti Black Bloc furono lasciati liberi di operare?
• Chi diede l'ordine di caricare il corteo pacifico?
• L'individuazione, il riconoscimento e la condanna dei responsabili delle violenze subite dai cittadini pinerolesi;
• L'utilizzo d'ora in poi di numeri di riconoscimento da parte delle forze dell'ordine per facilitare l'individuazione dei responsabili delle violenze.
In Consiglio Comunale fu presentata ed approvata una mozione che impegnava il Comune a chiedere alle istituzioni spiegazioni sulle violenze subite dai cittadini pinerolesi.
Al momento non abbiamo ancora ottenuto delle risposte.