"Gay Pride", anno quarto - La Sicilia 24/06/2003
A Catania dal 26 al 29 un Pride al femminile - Delt@ 25/06/2003
PRIDE ANTAGONISTI. Non siamo andati a Bari ma andremo a Roma - Liberazione 28/6/2003
CATANIA, GLBT 2003: Unione di impegno e divertimento - Lorenzo Canale 29/06/2003
Diversi? "Si, come tutti, ma con favolosita" - La Sicilia 29/06/2003
L'orgoglio omosessuale è per la Pace e la Palestina libera - vivacity.it 29/06/2003








"Gay pride", anno quarto

Per favore, non chiamatelo (solo) Gay Pride.
Il limite è già insito nei pregiudizi e nell'atteggiamento comune nei confronti dell'"orgoglioso corteo" giunto alla quarta edizione catanese, presentato ieri in conferenza stampa nella sede della Cgil.
Se poi si limitano anche le parole, viene meno proprio il senso che spinge migliaia di individui a urlare a squarciagola all'orecchio, un po' sordo, della società, i propri inviolabili diritti, aldilà della comoda, ma stretta, etichetta di "gay". "Pride GLBT", ossia Gay, Lesbica, Bisex, Trans. Ancora una catalogazione.
Ma riconoscere un'identità e la salvaguardia della stessa è già il passo per la "tolleranza" che se tale rimane confina con l'accezione di "razzismo".
"Nessuna normativa sulle discriminazioni subite dagli omosessuali sul lavoro, minate le garanzie sociali, la guerra come unico strumento della politica, nessuna soluzione da parte del governo alla questione degli emigranti e dei profughi" afferma Francesco Tosto, presidente dell'Open Mind di Catania, in prima fila nell'organizzazione della tre giorni, in collaborazione con l'Arci Catania, il Circolo Arcilesbica Lady Oscar di Palermo, il Comitato spontaneo antiproibizionista, presentato da Guglielmo Faranda, uno dei fondatori, e la Cgil.
Questa, con la sua responsabile di Catania, Giusi Milazzo, convinta che "l'eccessiva attuale sottolineatura del concetto di famiglia porta in sè il rischio dell'eliminazione delle individualità dei singoli".
"Lotta al patriarcato e agli attacchi al diritto di autodeterminazione delle donne", il tema della manifestazione, agitato in nome di una declinazione "meno maschile" dello status quo, perchè la donna non debba ricordare continuamente, nel lavoro e nella vita, di essere prima di tutto un soggetto pensante, allo stesso tempo "valorizzando le differenze", dice la presidente dell'Arci di Catania Anna Bucca.
Due appuntamenti nel chiostro della Cgil prima del corteo del 28 con partenza da Piazza Teatro Massimo, il 26 con un incontro su "L'arte della gioia", di Goliarda Sapienza, il 27 con la conferenza "Diritti delle differenze e lavoro".

Valentina Sciacca

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A Catania dal 26 al 29 un Pride al femminile

L'Open Mind, Centro di Iniziativa GLBT catanese, propone quest'anno un pride interamente segnato dallo sguardo e dalla presenza delle donne. "Un pride che riflette" - come scrivono le ragazze e i ragazzi del Centro nel documento introduttivo - perché è importante fermarsi a ragionare su alcune cose: l'arroganza di linguaggi e metodi normalmente usati nella gestione della vita quotidiana e della politica.
L'imposizione di un pensiero unico che nega a chiunque, e soprattutto alle donne, la possibilità di esprimersi a partire da sé affermando una specificità di lettura ed elaborazione della vita concreta e rifiutando di omologarsi e di assumere modi, tempi e obiettivi "maschili".
"Un pride che riflette" perché anche all'interno della comunità GLBT vengono riproposte dinamiche di potere e patriarcali, che vedono i maschi, con le loro logiche, dettare ancora una volta regole e porre condizioni di interlocuzione politica, decidendo le priorità per un'intera, variegata e controversa comunità.
Non basta difatti condividere una tra le modalità di amore e relazione possibili, altra rispetto a quella eterosessuale imposta, per potersi riconoscere automaticamente pari. Come è possibile, si chiedono le ragazze e i ragazzi del Centro, continuare a "tacere su alcune fondamentali differenze che ci segnano tutto l'anno su questioni capitali quali la pace e la guerra, il mercato e le idee, la precarietà e il lavoro, e ritrovarci felici e solidali sotto un arcobaleno che sembra voler equiparare la trasversalità alla compresenza di percorsi politici tanto distanti da apparirci inconciliabili?".
A partire da queste domande, indignate per il "tanto diffuso culto della persona, per l'affermazione della guerra quale fase fisiologica della gestione globalizzata della crisi in cui versa l'intero pianeta, guerra che diventa strumento privilegiato per obiettivi economici e militari del manipolo di governanti, per il tentativo mosso da uomini tanto di destra quanto di sinistra di riaffermare il controllo maschile sul corpo, la sessualità, i progetti delle donne, per la necessità di negare alle/i transgender il diritto di scegliere il proprio modo di stare al mondo, subordinando il riconoscimento sociale della persona alla sua accettazione della logica binaria maschio- femmina", per l'invito, fatto dal governo, ad andare tutti/e al mare piuttosto che andare a esprimere il proprio "SI" all'articolo 18". Stanche di ascoltare una storia inesorabilmente scritta dagli uomini, stanche dei percorsi omologati e omologanti, le ragazze e i ragazzi dell'Open Mind propongono tre giorni di iniziative interamente segnati dallo sguardo e dai racconti delle donne.
L'idea è quella di portare allo scoperto altre esperienze, di far conoscere percorsi soggettivi e positivi di donne che hanno messo in discussione la "naturalità" imposta, scegliendo forme di vita possibile, e mettendo in atto nuove e destabilizzanti strategie di sopravvivenza, donne diverse per percorsi politici, storie personali, identità e scelte sessuali, per cominciare ad avviare insieme una riflessione partecipata che possa anche andare al di là dei tre giorni organizzati per il quarto pride catanese. Tutte le iniziative si svolgeranno presso il Chiostro della CGIL in via Crociferi 40 a Catania, dalle ore 18.30 in poi.
Il programma prevede: il 26 giugno l'incontro"Tracce di sopra-vivenza: genialità femminile e Sapienza". Conversazioni da "L'arte della gioia" di Goliarda Sapienza, coordinerà Marina La Farina. Il 27 giugno "Diritti delle differenze al lavoro", un incontro a più voci con Antonella Messina (formatrice per i processi comunicativi), Annamaria Vinci (formatrice per le dinamiche di marketing), Maria Gigliola Toniollo (responsabile del settore Nuovi Diritti CGIL), Stefano Fabeni (membro italiano del gruppo europeo di esperti nella lotta alla discriminazione per l'orientamento sessuale - EGESO).
Durante gli incontri al Chiostro sarà possibile visitare la mostra fotografica di Annette Schreyer "FrauenLiebe, coppie lesbiche tra Germania, Canada e Sicilia" e prendere visione della pubblicazione sul Pride GLBT 2002 di Catania "Allora sono un aeroplano". Il 28 giugno la tre giorni si concluderà con uno street rave nel cuore della città, il corteo quest'anno svolgerà difatti il suo percorso in pieno centro storico, partendo da p.za Teatro Massimo alle ore 17.30, attraverserà P.za Duomo, p.za università, e, percorrendo la Via Etnea, arriverà fino a p.za Stesicoro.

Sara Fichera

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CATANIA, GLBT 2003: Unione di impegno e divertimento

27 giugno 1969, moriva Judy Garland, al suo funerale i nostri cantavano "SOMEWHERE OVER THE RAINBOW". Nella notte tra il 27 e il 28 ebbe luogo la "RIVOLTA DI STONEWALL" ovvero la ribellione dei/delle GLBT che frequentavano lo "Stonewall Inn" ai quotidiani soprusi compiuti dai poliziotti di New York. Quel giorno nacque l'attuale Movimento GLBT (Gay, Lesbico, Bisessuale, Transessuale e Transgender) e la bandiera Rainbow divenne il nostro simbolo. Di tutto questo dobbiamo merito a Sylvia Rivera, un transgender portoricano che accese la ribellione di quella sera.

Le organizzatrici e gli organizzatori del GLBT Pride di Catania, proprio per questo motivo, ogni anno rispettano la data del 28 giugno, sia questo un sabato, come quest'anno, o un qualsiasi altro giorno come in passato, proprio per sottolineare l'importanza della storia e di questa data in particolare.

Il pride catanese di questo anno ha visto meno giornate rispetto agli altri anni ma ha puntato grande attenzione ad alcuni obbiettivi precisi, tra questi si possono sottolineare: lotta al patriarcato e agli attacchi al diritto di autodeterminazione delle donne; rifiuto della guerra in ogni sua forma; riconoscimento del diritto all'identità per i/le transessuali e transgender; normative antidiscriminatorie basate sull'orientamento sessuale; tutela delle "famiglie degli affetti"; difesa dello Stato laico e inoltre si è dato risalto anche all'antiproibizionismo, in risposta alle recenti proposte avanzate da parte del governo italiano, e cosa è il proibizionismo se non una riduzione della libertà dell'individuo?

I giorni del 26 e 27 hanno visto due incontri, uno che ruotava intorno alla figura della scomparsa scrittrice Goliarda Sapienza ed un altro sul diritto delle/ed alle differenze. Il tutto accompagnato dalla mostra fotografica di Annette Schreyer e dalla distribuzione di un vero e proprio gioiellino, una piccola pubblicazione sul GLBT Pride catanese del 2002 dal titolo "Allora sono un aereoplano", realizzato dall'Open Mind, dall'Assessorato regionale alla cultura e dall'Arci di Catania, un libricino che contiene storia del movimento, commenti sul Pride, interventi di membri autorevoli della comunità e di semplici soggetti che hanno voluto dire la loro (in bene o in male) ed inoltre delle foto dei momenti più belli e più simbolicamente interessanti del corteo, uno spaccato molto interessante su come il pride è vissuto da chi vi partecipa e da chi decide di non farlo.

Infine sabato 28 il corteo. Quest'anno organizzato come una grande festa, uno street rave che percorre il cuore di Catania, perfetto connubio di lotta impegnata e di divertimento, di jeans accanto ad abiti appariscenti, di t-shirt accanto a paillettes e tacchi a spillo, di inni alla libertà, all'orgoglio di essere se stessi e all'amore nella sua accezione più universale, accanto a canzonette più o meno leggere.

Erano presenti tra gli altri, Helena Velena che oltre ad arricchire il pride con la sua presenza e con i suoi continui stimoli, ha fatto anche da Dj per il carro d'apertura del corteo, quello dell'Open Mind, accostando/mixando musiche d'avanguardia con pezzi/icone del movimento. Presenti, inoltre, Massimo Milani e Gino Campanella (coppia unita da 25 anni e militanti storici del movimento palermitano). In tanti i partecipanti arrivati da tutta la Sicilia e non solo, da Palermo un intero pullman organizzato dal Circolo "Lady Oscar" in collaborazione con il Coordinamento GLBT di Palermo e Rifondazione Comunista.

Il Pride catanese è diverso da tutti gli altri e chi vi partecipa ne è consapevole, quello di Catania è un vero "GLBT Pride" e non un semplice "Gay pride", il pride catanese per motivi geo-politici non ha l'affluenza che si riscontra in altri pride ma sicuramente ogni componente, sia questa transgender, lesbica, gay, bisessuale o quant'altro, vale allo stesso modo e tutte contribuiscono a questo successo in eguale misura, il fatto che una componente sia numericamente più presente (e commercialmente più pressante) non è motivo valido per cui questa debba decidere il da farsi per tutti, cosa che purtroppo non si può fare a meno di notare in altre manifestazioni.

Non rimane che ringraziare le/gli organizzatrici/tori dell'evento, in primis ovviamente il Centro di iniziativa GLBT Open Mind ed inoltre l'Arci Catania, il Circolo Arcilesbica "Lady Oscar" di Palermo, la CGIL Catania e il Comitato spontaneo antiproibizionista di Catania. Ovviamente speriamo di ritrovarci il prossimo anno per un pride ancora più bello, ancora più grande, ancora più forte, ancora più determinato!

Lorenzo Canale

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PRIDE ANTAGONISTI. Non siamo andati a Bari ma andremo a Roma di Liberazione
Polemiche contro il "gay village" romano (commerciale) e per i finanziamenti del Comune di Roma

L'orgoglio continua....

L'orgoglio continua. Dopo il successo del Pride di Bari, la comunità gay, lesbica, bisessuale, trans/gender e queer il giorno ufficiale dedicato alla visibilità e ai diritti si è data appuntamento a Bologna e a Catania. Oggi nella città emiliana è di scena la prima manifestazione Glbtq antagonista, organizzata dal Movimento transessuale italiano, Antagonismo gay e dal Sexy shock, che porta avanti un percorso di radicalità e di critica complessiva alla società iniziato al Forum sociale di Firenze. "Un gaio mondo è possibile" è il titolo dell'iniziativa che alle 19 si concretizza nel corteo. Partenza da piazza Nettuno per chiedere una cittadinanza globale a partire dalla chiusura dei centri di permanenza temporanea. Sempre oggi e sempre a Bologna termina Soggettiva, la tre giorni organizzata da Arcilesbica: mostre, presentazioni di libri, discussioni, per riflettere a tutto tondo.

Dal centro al Sud, il passaggio non è indolore. A Catania la situazione non è semplice per chi ha un orientamento sessuale Glbtq. Ma le ragioni di chi scende in piazza non sono meno critiche e radicali. «Quest'anno - spiega Francesco Tosto, del combattivo gruppo Open Mind - abbiamo deciso di dare al Pride un taglio particolare: leggere l'orgoglio e la crisi che ci circonda attraverso l'esperienza delle donne». Le manifestazioni si chiudono nel pomeriggio con un rave che attraversa la città.

Il gruppo Open Mind parteciperà anche alle manifestazioni del Roma Pride '03: «Non siamo stati a Bari perché - spiega Tosto - il manifesto di convocazione era troppo debole. Veniamo a Roma perché ci riconosciamo nella sua radicalità». Concetti come orgoglio e visibilità si mescolano, nel documento firmato da circa venti associazioni romane, ad altri - propri del movimento dei movimenti - quali pace, critica alla globalizzazione, estensione dei diritti. L'appuntamento, che chiude il mese dell'orgoglio, è fissato per il 5 luglio, quando dalle 17 (inizio della parata conclusiva da piazza della Repubblica) i colori Glbtq invaderanno le vie della capitale. «Non è vero come alcuni pensano - sottolinea il presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Massimo Mazzotta - che non ci sia più bisogno di scendere in piazza, che ormai i nostri diritti e la nostra visibilità siano fatti acquisiti. Solo qualche giorno fa due ragazzi che si baciavano a campo dei Fiori sono stati aggrediti. Domenica alle 22.30 abbiamo organizzato un sit-in nella stessa piazza. Sabato 5 saremo al corteo». Già da stasera però si inaugura lo spazio del Mario Mieli Laltrasponda, che fino a domenica 6 luglio proporrà ogni sera (presso la darsena del Tevere-Lungotevere Ripa) incontri, letture, dibattiti, musica, il tutto completamente gratuito (www. mariomieli. org).

Nella festa non mancano le (giuste) polemiche. Nella realtà Glbtq romana si contesta fortemente che il sostegno finanziario del Comune sia andato ad un'unica realtà, il Gay village, manifestazione (a pagamento) di tipo prettamente commerciale inserita nell'Estate romana e gestito da un unico soggetto. Troppo per chi - come si legge nel documento politico del Pride Roma '03 - si batte non per «avere di più», ma per «essere» costruendo un mondo migliore. Per tutti e tutte.

Angela Azzaro

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Diversi? "Sì, come tutti, ma con favolosita"

Ieri sera lungo le vie del centro il corteo del GAY LESBICHE BISEX TRANS PRIDE

Si rivolgono a chi? Chiedono cosa? Protestano perché? Intendono arrivare dove? Partiamo dalla fine. I manifestanti dell’ex Gay Pride, oggi GLBT (Gay, Lesbiche, Bisex, Trans) Pride, ossia, la sua forma più attuale rivisitata in base alla richiesta di uno sguardo più esteso sulla realtà, sono partiti da Piazza Teatro Massimo, quindi hanno raccolto nuovi partecipanti lungo via Vittorio Emanuele, via Etnea, per ammainare la bandiera in piazza Stesicoro. Sono scesi in strada per urlare alla città e al mondo che nascondersi è la più insopportabile delle ipocrisie mistificata dall’abito del perbenismo, moralismo, più o meno subdolo razzismo, che imbavaglia comunque "il diverso", ("diverso" agli occhi di chi sta "di qua") infiocchettando leggi e norme "colpevoli di tagliarci fuori dal resto della Comunità Europea" dice una voce dal mucchio. I travestimenti eccessivi, piume, paillette, i colori sgargianti esibiti e sfoggiati come il diritto ad una manifestazione totale della propria persona, o esuberanza che dir si voglia, gli slogan che evocano isole felici e illusorie, "utopistiche", dalle nostre parti (L’amore é fatto di tanti colori… la differenza é una ricchezza… voglio una legge che tuteli il mio diritto di avere la famiglia che mi pare e piace…) danno la possibilità di mettere ciascuno la propria idea su come gira il mondo, e qual é il posto che in questo mondo si voglia occupare. "Non esiste una omosessualità, come non esiste una sola forma di eterosessualità. Ognuno manifesta come crede" dice un rappresentante dell’Agedo (associazione genitori degli omosessuali) di Palermo, che si é unito a Open Mind, Arci, Arcilesbica Lady Oscar Palermo, Cgil Catania, Lila, comitato spontaneo antiproibizionista, insieme a vari gruppi politici tra cui Rifondazione, mentre i Radicali Italiani si sono fatti sentire in piazza Università. "Non é uno show, non é una pagliacciata", dice Andrea, 20 anni, studente. Non lo é una pagliacciata, certo, ma evidentemente bisogna alzare il tiro per farsi notare, bisogna essere trasgressivi per "essere normali". Se con le buone nessuno sente allora… allora va bene anche la provocazione di una (sicilianissima) Miss Padania, che ce l’ha con la società tutta da nord a sud, atteggiamenti omofobici a parte. Le sortite liberticide dei nostri rappresentanti politici, la disoccupazione, il ruolo marginale della donna, e tutti i viziacci che ci contraddistinguono. ´Sono diversa?' si chiede una spumeggiante, travestita Luna. ´Si, risponde. Ma almeno ´diversa con favolosità'.

Valentina Sciacca

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L'orgoglio omosessuale è per la Pace e la Palestina libera

Sfila il quarto Pride catanese, con un corteo 'di sinistra' contestato dai Radicali. E l’Agedo medita di incontrare l’arcivescovo

“Voglio andare dall’arcivescovo. Gli voglio dire: ‘che senso hanno le chiese senza gli omosessuali?…”. E ora chi lo spiega ai bacchettoni di Trinacria che la trasgressione al quarto Gay-lesbian-bisexual-transgender Pride del Sud ha il volto imperlato di sudore di una signora di mezza età, che arranca in coda agli striscioni viola e per parlare s’allontana dalle casse assatanate di punk? Chi glielo dice agli omofobi di Sicilia, che il ventaglio di Francesca Giardina svolazza più delle piume di Luna, il travestito danzante alla testa del corteo 'dell’orgoglio'?

Francesca parla a nome delle sei famiglie della neonata 'Agedo' catanese, l’Associazione genitori e amici di omosessuali che presiede da febbraio; le sue parole suonano più ‘sconce’ degli ammiccamenti che Helena Velena semina dal carro inneggiante a ‘Pace’ e marijuana.

Il Gay Pride catanese è così: t’aspetti che la lingua batta dove il dente duole e ti ritrovi davanti una signora decisa a chiedere udienza a monsignor Gristina, a girare per le scuole con un progetto di educazione alla sessualità omosex. “Ne ho contattate un paio. Del resto se c’è l’educazione sessuale, deve essere per tutti…”. Un Pride anche serio, insomma. C’era da aspettarselo, visto che l’evento era organizzato dall’Open mind, l’associazione che a Bari, al Pride nazionale, non ha proprio voluto esserci.

Troppi lustrini, troppa pacificazione per un giorno solo. “E invece qui al Sud l’orgoglio omosex si suda e il lavoro non c’è…”, spiega Marcella, lesbica. Così il corteo sfila anche per gli immigrati, con le bandiere della Pace e della Palestina e una pianta gigante di – finta – marijuana, che il Fini-pensiero vorrebbe mettere fuori legge. “Piantatela!”, si ribellano i gay. Ci sono anche Gino e Massimo, che hanno festeggiato i 25 anni di ‘matrimonio’ davanti al sindaco di Palermo, il forzista Cammarata, a riservare colpi duri alla destra: “Abbiamo un presidente del Consiglio inquisito, e pure quello della Regione. Possiamo fare tutto!”.

Anche sparare sulla folla con la fascia di Miss Padania. Per Francesco Tosto, storico attivista catanese, “un anno di manifestazioni per la pace è servito anche alla causa di gay e lesbiche. Almeno a sinistra…”.

Il corteo è pieno di giovani dei centri sociali, di comunisti e rifondaroli. Un Pride così sinistrorso che ai Radicali non è andato giù: hanno allestito un banchetto in piazza Università distribuendo volantini del tipo “Essere omosessuali e Palestinesi… e scappare in Israele”. “Mi chiedo come i gay possano stare con Cuba e Fidel Castro. Coi comunisti, insomma…”, spiega Giuseppe. “Assurdo…”.

Assurdo è che Catania, città “friendly” a detta di gay, lesbiche e sondaggi, preferisca rintanarsi proprio al momento di svelare il suo potenziale eversivo alla luce del sole. “I gay catanesi? Li trovi ovunque, ma qui non ci vengono…”, spiegavano molti da un punto all’altro del corteo di mezzo migliaio di persone, davvero poche rispetto alle passate edizioni. “Anzi, lo vuoi sapere? - spiega Luca - questo è proprio l’ultimo posto dove venire se vuoi sapere chi sono i gay della città…”.

Paolo Casicci

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