PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA

Itinerari lesbici attraverso la poesia, la narrativa,
il cinema, le arti figurative.

L'omosessualità femminile è stata per lungo tempo tenuta nascosta, anche dalle stesse donne che la vivevano.
Il movimento omosessuale e il femminismo hanno permesso a questa espressione erotica e amorosa di acquistare dignità e consapevolezza e di esprimersi anche culturalmente.
A parte Saffo nei tempi antichi, è quasi impossibile recuperare esempi artistici in cui il lesbismo sia palese.
D'altra parte la sessualità femminile, in generale, non ha mai avuto spazio, perché non si riteneva avesse motivo di esistere.
A maggior ragione quella lesbica che non include la figura maschile nel suo rapporto erotico - amoroso, non poteva essere riconosciuta, nè tantomeno legittimata.
E' per questo che abbiamo sentito forte il bisogno di MOSTRARE quello che la cultura lesbica ha creato, proprio per riempire il vuoto che c'è in ogni donna omosessuale da questo punto di vista, per rendere visibile fuori ciò che è immaginato e vissuto spesso con grande fatica dentro.
Ci rivolgiamo in particolar modo alle giovani, per dare loro la possibilità di recuperare un'identità più completa e più forte per la costruzione di una memoria storica, ancora così fragile e poco autonoma, sia nei confronti della cultura dominante, sia di quella omosessuale maschile, nella quale spesso viene inglobata e con cui viene erroneamente confusa.
Un atto politico, dunque, com'è nello spirito e nel lavoro quotidiano dell'Open Mind.



IL PROGRAMMA DELLA MOSTRA

Giovedì 8 Marzo 2001
Libreria Voltapagina, Via F. Crispi, 235 Catania
ore 17.30 inaugurazione
ore 18.30 recital di Noemi Saggioli
con la collaborazione di Marina Doria.

Venerdì 9 Marzo 2001
Libreria Voltapagina, Via F. Crispi, 235 Catania
Esposizione e proiezione video.

[ La mostra è stata riproposta in occasione della cena sociale del 7 Marzo 2002 tenutasi presso la Stesicorea, casa dei poeti, in piazza Stesicoro 15]



RINGRAZIAMENTI

Si ringraziano:
il CLI (collegamento lesbiche italiane - roma)
Giovanna Oliveiri
Mariella Lomanto

Un ringraziamento speciale a
Gabriella Romano e Angela Di Mauro



Il corpo di noi

La percezione del proprio corpo in relazione con quello dell'altra.
L'assunzione di un'identità riflessa in quella dell'altra.
La forza prorompente di sentire il proprio corpo intatto, non contaminato dal desiderio alogeno di una presenza estranea.
La riappropriazione di un vissuto arcaico - ancestrale nel ventre di una donna.
La maternità viva e tutta carne senza valori intermediari - imposti, autolegittimantesi.
L'unione diadica, come origine della specie umana. Nessuna divaricazione, nessuna negazione; solo riconoscimento del corpo mio-tuo.
Io ti sento come tu mi senti.
Tu mi vedi come io ti vedo.
Non abbiamo bisogno di mediazione.
Nessuno ci può rappresentare.
La nostra unione non urge nè teme il riconoscimento del sociale - padre. Noi siamo ancora nel grembo della madre: corpo simile al nostro, carne inviolata e benedetta.
Un alito del tuo respiro mi genera ad ogni palpitare del tuo seno.
Io mi immergo nel fluido lucente del tuo desiderio e riaffioro rigenerata.

(da "La storia mirabile di Ruth e Noemi" di Noemi Saggioli)



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