8 Marzo 2005: Piantiamo una mimosa per Giuliana


Lettera a Giuliana Sgrena

Cara Giuliana
è grande la gioia di festeggiare il tuo ritorno per l'8 marzo, anche se un pò venata di tristezza.
E' bello sapere che sei con il tuo caro compagno e con le persone che ti amano, con il manifesto, con noi.
Abbiamo risposto al tuo appello ed abbiamo camminato a Roma ed in altre città, come si fa quando un'amica ti chiede una mano, sei così preziosa e indispensabile che non volevano farti tornare.
In tempi dove gli alberi vengono sradicati per fare posto ai muri dell'odio e le città si sviluppano in maniera disumana, noi donne e uomini di pace
pianteremo un albero di mimosa per ricordare in questo giorno la storia delle donne.
Donne come te,Giuliana, come Florance Aubenas, come Rachel Corrie, la pacifista americana massacrata dagli israeliani, come Wangari Maathai, la nobel per la pace che pianta gli alberi in Africa e tutte le donne che con il loro lavoro costruiscono percorsi di pace.
Altre donne, lontane dal clamore dei media hanno pagato con la vita il loro impegno di attiviste lesbiche come FannyAnnEddy, brutalmente uccisa nel settembre scorso in Sierra Leone.
Per tutto questo chiediamo alle altre associazioni, a donne e uomini di condividere in questa giornata questo gesto, replicandolo nei quartieri e nelle piazze di Catania e delle altre città, dedicando ogni mimosa piantata alle donne simbolo di pace e libertà.
Hanno già aderito le associazioni Iqbal Masih, il Gapa, la Città Felice di Catania, le Nereidi di Siracusa, e Libellula 2001 Arcitrans di Roma.

Un abbraccio grande a te Giuliana e ai tuoi cari, e a voi del manifesto.


RADICHIAMO LA PACE

Sara Crescimone
Francesco Tosto





Referendum procreazione assistita - La festa dell'8 Marzo mobilita le donne.

...Un messaggio di speranza, nel segno del ricordo, è arrivato anche da "Open Mind", il centro catanese di iniziativa gay, lesbica e bisessuale. Gli attivisti del gruppo, ieri pomeriggio, hanno simbolicamente piantato un arbusto di mimosa nelle aiuole di piazza Roma...

Arbusti di mimosa nelle aiuole di via Di Sangiuliano, a Librino in piazza Roma, a S. Cristoforo
(dara) Un 8 Marzo diverso, che faccia riflettere, che ci riporti indietro al 1859: a quell'8 Marzo in cui bruciarono delle donne lavoratrici, quel giorno tragico in cui si decretò l'avvio della "Festa della donna".
Una festa che in città è stata occasione per aprire una discussione. Lo ha fatto il Coordinamento donne della Cgil che, assieme al "Comitato per i sì", ha ribadito i motivi per andare alle urne, quando si tratterà di votare per i quattro quesiti referendari sull'abrogazione parziale della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita.
"La nostra preoccupazione più grande - ha affermato Antonella Inserra, responsabile del "Comitato per i sì", al quale hanno aderito oltre 12 mila catanesi e, ultimamente, anche l'Associazione trapiantati - è che possa passare il messaggio dell'astensionismo, diffuso in questi giorni, ma anche che la coincidenza con le elezioni amministrative possa oscurare l'importanza del referendum".
Nella sala conferenze della Cgil, tanti volti di donne con gli allegri mazzetti di mimose in mano, ad ascoltare donne impegnate nel sindacato, storie di coppie frenate nella loro libertà di scelta dalla legge 40: "Quella di oggi - ha sottolineato Aitanga Giraldi, responsabile nazionale delle politiche per le pari opportunità della Cgil - è una festa da dedicare alla speranza di tante donne, alla libertà della ricerca, all'importanza di non astenersi dal voto".
Si parla di donne, l'8 Marzo.
Dei loro traumi si è parlato a Palazzo degli Elefanti, ieri mattina, quando il sindaco Umberto Scapagnini ha incontrato le socie della sezione catanese dell'associazione Andos, che riunisce le donne operate al seno, accompagnate dalla presidentessa Francesca Catalano. Un messaggio di speranza, nel segno del ricordo, è arrivato anche da "Open Mind", il centro catanese di iniziativa gay, lesbica e bisessuale.
Gli attivisti del gruppo, ieri pomeriggio, hanno simbolicamente piantato un arbusto di mimosa nelle aiuole di piazza Roma. Un gesto che veniva ripetuto anche a Librino per opera del centro Iqbal Masiq, a San Cristoforo lo facevano gli attivisti del Gapa, in via di Sangiuliano le donne di Città Felice.
"Abbiamo voluto vivere un 8 marzo che possa rendere migliore la nostra città, con azioni concrete come quella di piantare un alberello" spiegano Sara Crescimone e Francesco Tosto di "Open Mind".
Dare un senso a questa festa abusata e iper-commercializzata.
Ricordando i tanti esempi di donne-coraggio: dalle giornaliste rapite in Iraq Giuliana Sgrena e Florence Aubenas a Fanny Ann Eddy, attivista della Sierra Leone uccisa per aver difeso i diritti delle lesbiche; dal premio Nobel per la pace Wangari Maathai alla pacifista americana uccisa Rachel Corrie. Attaccata all'arbusto di piazza Roma, una targa ricordo: "Dedicato alle donne che costruiscono percorsi di pace e di speranza".

09/03/2005 - Il Giornale di Sicilia - Daniela Raciti