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Nel giorno in cui in tutto il mondo si ricordano l'olocausto e le stragi nazifasciste, a Catania parte una nuova campagna antifascista. Una campagna che assume un significato di azione e di contenuto politico in risposta alle continue aggressioni e violenze commesse in questi mesi dai fascisti catanesi contro studenti, militanti di sinistra, immigrati. Così, considerato il complice immobilismo degli organi competenti si è deciso di stampare in proprio e di affiggere manifesti con i quali ricoprire le svastiche, le croci celtiche, le frasi ingiuriose nei confronti dei diversi che imbrattano la città di Catania e la fanno apparire un avamposto nazista degli anni '40.




il triangolo rosa è stato adottato dalla comunità gay come simbolo, ma la sua storia e il suo significato non sono mai stati pienamente compresi da molti gay, nè sopratutto dal "grande pubblico". Nei campi di concentramento gli omosessuali erano identificati con un marchio di stoffa, un triangolo rosa, che veniva cucito sulla diveisa in base al Paragrafo 175, la legge antisodomia che risaliva al 1871, mai attuata fino all'ascesa al potere di Hitler. Tra il 1933 e il 1945 secondo i documenti nazisti furono arrestati per omosessualità circa 100.000 uomini. La metà furono imprigionati e di questi 15.000 finirono nei campi di sterminio. Nel 1945 solo 4.000 erano sopravvissuti. Molti dei quali finita la guerra, furono perseguitati anche nel dopo lager e dalla Germania post nazista, considerati "criminali" e non prigionieri in base al Paragrafo 175 che rimase vergognosamente in vigore fino al 1968. A Nessun omosessuale, donna o uomo, fu riconosciuto come vittima del regime nazista e venne negato loro un indennizzo.



presenta:

27 Gennaio 2007 Memorie Antifasciste


Le foto


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La mattina proseguirà alle ore 11.30 con la posa di una targa in memoria delle vittime omosessuali del nazifascismo, vittime tra le più dimenticate, nella piazzetta tra via Dusmet e via Porticello. Per non dimenticare i 42catanesi che durante il regime fascista furono confinati per omosessualità alle isole Tremiti.



Invitiamo tutti i cittadini antifascisti ad essere presenti.



Ricordare è necessario perchè solo attraverso la conoscenza dei fatti si può evitare che questi si ripetano.







leggi il comunicato dell'Open Mind sul vile gesto di stampo fascista accaduto ad Adrano nel Giorno della Memoria.











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Questa campagna di civiltà partirà sabato 27 gennaio alle ore 10 dalla "statua di Garibaldi" di fronte l'ingresso della villa Bellini, in via Etnea. Proprio li infatti, sin da questa estate troneggia tra le varie svastiche la famosa frase che si trovava all'ingresso di Auschwitz, ovvero la triste e famigerata "Arbeit macht frei (Il lavoro rende liberi). Di fronte alla stampa invitata per la conferenza stampa, tale ferita alla città sarà ricoperta con i manifesti stampati dal coordinamento antifascista.






l'articolo 175 che condannava l'omosessualità maschile, considerandola una malattia infettiva che minacciava il popolo tedesco, non riguardava l'omosessualità femminile, considerata invece come una deviazione temporanea e curabile. Le donne erano solo strumento di riproduzione. Le lesbiche però, vennero ugualmente perseguitate, non in quanto tali, ma come "asociali", per comportamenti contrari all'ideologia nazista di famiglia. Per le lesbiche non furono organizzate retate o arresti di massa, come accadde per i gay, alcune vennero internate nei lager, molte costrette all'esilio, alcune sposarono uomini omosessuali, altre sparirono nel nulla. Nei campi di concentramento, le lesbiche erano catalogate come pervertite allo stesso modo di prostitute, rom e asociali, venivano identificate con un triangolo nero cucito sulla divisa.


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