DESCRIZIONE DELL’ATTIVITÀ SVOLTA DURANTE IL CORSO DI DOTTORATO DI RICERCA IN SCIENZE FARMACEUTICHE DAL DOTT. EMANUELE PATANE’
Con la presente descrivo un dannoso e ignobile smaltimento di rifiuti tossici e l’utilizzo di sostanze e reattivi chimici potenzialmente tossici e nocivi in un edificio non idoneo a tale scopo e sprovvisto dei minimi requisiti di sicurezza.
Ho conseguito la laurea in Farmacia il 19 luglio 1999 con voti 110 su 110 e lode, e ho conseguito l’idoneità all’esercizio della professione di farmacista nella seconda sessione dell’anno 1999. Ho frequentato il corso di dottorato di ricerca in Scienze Farmaceutiche di durata triennale, novembre 1999-ottobre 2002, presso il dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Catania. Il titolo di dottore di ricerca è stato da me conseguito giorno 8 marzo 2003.
In breve narro l’accaduto che mi coinvolge purtroppo in prima persona.
Durante il corso di dottorato mi sono occupato di sintesi chimica in laboratorio mediante l’utilizzo di opportuni reagenti chimici. Ho iniziato a lavorare in laboratorio nell’aprile del 2000. Mi hanno diagnosticato un tumore nel polmone destro nel luglio 2002. Durante il corso di dottorato, trascorrevo generalmente tra le otto e le nove ore al giorno in laboratorio, per tutta l’intera settimana escluso il sabato.
Il laboratorio è un locale di circa 120 metri quadri. Il laboratorio è dotato di tre porte che immettono verso l’esterno e di una porta che immette in un corridoio ed anche da tre finestre non apribili, che sono state sostituite con delle finestre nuove ed apribili all’incirca nel febbraio del 2002.
Nel laboratorio non vi è un sistema di aspirazione e filtrazione idoneo, infatti si avvertivano sempre odori sgradevoli, tossici e molto fastidiosi, spesso eravamo costretti ad aprire le porte in modo da far ventilare l’ambiente.
Nel laboratorio c’erano due cappe di aspirazione antiquate che non aspiravano in modo sufficiente e adeguato. Quindi lavorare sotto le cappe di aspirazione era lo stesso che lavorare al di fuori di esse. Infatti una di queste cappe subito dopo la diagnosi della mia malattia, cioè circa nel luglio 2002, è stata sostituita con una nuova e quindi funzionante.
Le sostanze chimiche, i reattivi ed i solventi erano conservati nel laboratorio sulle mensole, sui banconi, in un armadio sprovvisto di un sistema di aspirazione e dentro due frigoriferi (per uso domestico) anch’essi non dotati di un sistema di aspirazione e filtrazione. Questi frigoriferi sono tutti arrugginiti ed in vicinanza di essi si avverte un odore sgradevole e nauseante, che diventa molto più intenso quando vengono aperti. In un frigorifero vi erano inoltre sostanze altamente radioattive identificate da alcuni ispettori, che sono state rimosse e isolate in camera calda qualche mese dopo la diagnosi del mio tumore.
In laboratorio le reazioni chimiche e tutte le altre operazioni che ne conseguono, come operazioni di separazione (come cromatografie), filtrazione, miscelamento di sostanze chimiche, concentrazione di solventi (mediante rotavapor) ecc…venivano effettuate utilizzando: acetato d’etile, cloroformio, acetonitrile, diclorometano, trietil-ammina, cloroetil-isocianato, metanolo, cicloesano, n-esano, benzene, toluene e molte altre. (continua…)