2011.01.14



<

Insegnare i motori dell'evoluzione come si insegnano le lingue, le scienze, le arti.
— Gilles Clément - Manifesto del Terzo paesaggio (Sul carattere)

Tasks

Schedule

Diary

No entries


Notes

#1

La 'yurtha' vista d' inverno

From: silvia makita

l' inverno milanese non ti consente di stare fermo all' aperto.

Non avvengono incontri di piacevolezza all' aperto.

In questa nebbia dobbiamo coltivare la memoria,
e' tempo di psiche e domesticita'.

La yurta e' un ricordo,
La yurta d' inverno e' una riflessione.

Furono solo una manciata di giornate:
stendemmo tappeti sul prato,
scegliemmo il  prato per scambiare intrecci di fili e parole,
e il prato non respinse nessuno,
tutte le razze si sentirono una,
e il lavoro a mano non respinse nessuno,
tutte le menti lo tradussero in opera.

Ora guardo il ricordo,
e penso alla bella accoglienza,
i fili d' erba sono gentili,
la terra e' quel bellissimo luogo apolitico
in cui il piede affonda bene.

La 'yurtha urbana' sarebbe stata un' altra cosa in piazza,
le pietre parlano delle lingue
gli asfalti parlano delle direzioni,
le chiese delle religioni,
le case delle culture.

Il passo sui lastricati non affonda,
rimbalza in te come il ticchettio di un orologio.

La 'yurtha' aveva bisogno dell' agio come di una madre,
della terra come unico luogo dove stendere il tappeto
dell' uguaglianza.

Abbiamo visto sposarsi Terra, Maglia ed Uguaglianza,
abbiamo preso nota che questo sposalizio allieta il vivere nel tessuto della metropoli,
scomposto in piazze, menti e differenze.

Abbiamo visto che il lavoro manuale conviviale e' un generoso acquietatore d' animo insieme al canto degli uccelli e al respiro della terra
e che in un connubio con questo diventava la coppia ideale per 'la salvaguardia non solo di un ambiente sociale adatto alla sopravvivenza dell' artigianato' ma anche di una 'ambiente sociale adatto alla convivenza multi-razziale' sull' unico terreno dove e' ancora possibile la fratellanza non-intenzionale,
il prato.

14 gennaio 2011

L'uomo non tesse la trama della vita, in essa egli non è altro che un filo

Toro Seduto