Mentre Macron preparava i sorrisi di circostanza per il boia saudita Salman Saud, ricevuto ieri a Parigi, nello stesso momento la gendarmerie del galoppino Philippe, con un ingente dispiegamento di forze (oltre 2’500 agenti in assetto di guerra), cominciava ad attaccare – distruggendo buona parte delle esperienze abitative e lavorative collettive – una delle più importanti e significative esperienze di lotta e autogestione territoriale degli ultimi anni: la ZAD (Zone à Defendre) di Notre Dame des Landes, nei pressi di Nantes. Una volontà di distruggere case, vite e legami che si sono costruiti in questi anni di resistenza e che dimostrano come sia possibile, anche nel cuore della bestia, costruire e vivere un mondo collettivo e solidale al di fuori dalle logiche capitaliste.

In questi anni, abbiamo conosciuto direttamente e personalmente la formidabile esperienza popolare di lotta che, dal basso, nel 2018 ha saputo definitivamente sconfiggere il progetto devastante e nocivo di realizzazione di un aeroporto, ideato sin dai primi anni Sessanta.

Come nel Val di Susa o nella foresta di Hambach, la resistenza popolare non solo riesce ad apporsi in modo efficace ai progetti di devastazione e saccheggio delle grandi opere, ma spesso rappresenta anche una vera e propria esperienza di insubordinazione, di autogestione, di libertà e autonomia. Prefigurazione di una concreta alternativa al desolante scenario imposto dal liberal-capitalismo.

Da questo punto di vista, la ZAD rappresenta un patrimonio di lotte e di autorganizzazione dei territori che nessuno sgombero e nessun tentativo di normalizzazione può cancellare.

Le comunità agricole autogestite, le fattorie, le biblioteche autonome, le co-abitazioni rurali e tutte le diversificate esperienze auto-organizzate sul territorio dei “tritoni con la cresta” sono esperienze solide e autentiche, contro il delirio artificiale e le menzogne di una società sempre più alienata e complice con il regime neoliberista.

Dalle comunità zapatiste del Chiapas ai cantoni di Rojava in Siria, dalla resistenza contro l’Alta Velocità e le grandi opere, passando per le lotte contro le frontiere delle fortezze occidentali, appare sempre più evidente come quello che viene definito “Stato di diritto” sia, né più né meno, un deliberato monopolio di esercizio della violenza: un vero e proprio stato di guerra per la guerra.

Non stupisce come, mentre le potenze occidentali stringono accordi e alleanze con i vari boia e dittatori locali per destabilizzare vaste aree del pianeta (dalla Turchia alla Siria, all’Arabia Saudita, passando per Israele), gli stessi capi di stato conducano le proprie guerre interne contro ogni forma di dissenso e di rifiuto alla normalizzazione.

Guerra e polizia sono la loro idea di diritto.

Solidarietà e complicità sono le nostre armi!

Contro ogni espulsione – Contro ogni normalizzazione

On ne lâche rien! Ni ici, ni ailleurs! Solidali con la ZAD di Notres Dames des Landes

CS()A Il Molino, 9 aprile 2018

STATO DI DIRITTO: STATO DI GUERRA <br />ZAD Notre Dame des Landes: contro l’aeroporto e il suo mondo, la lotta continua!

 


Comunicato – le espulsioni sono cominciate, la ZAD lancia un appello di mobilitazione


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