LUGANO – Una manifestazione contro il razzismo, ma anche una richiesta per allontanare l’attuale comandante della polizia cantonale, Romano Piazzini, colpevole secondo i manifestanti di aver espresso dichiarazioni dal contenuto razzista.

Questo l’intento del presidio tenuto sabato pomeriggio a partire dalle 15.00 in piazza Dante da parte dei giovani del Centro Sociale Autogestito il Molino. Non tantissimi i molinari presenti, appena una sessantina, ma con manifesti e una bancarella davanti alla Banca Unione di Credito di Piazza Dante hanno espresso il loro dissapunto per le dichiarazioni di Piazzini. Due grossi striscioni erano rivolti proprio al comandante della polizia: “Stranieri non lasciateci soli con i Piazzini” e poi ancora “Blocher e Piazzini fuori dai confini”. Il tutto si è svolto in maniera del tutto pacifica.

Le dichiarazioni di Piazzini
Alla base della menifestazione dei giovani molinari c’è essenzialmente la richiesta di allontanare Romano Piazzini, capo della polizia cantonale, che durante la trasmissione della RTSi “Buonasera” in occasione della giornata cantonale della memoria, e quindi contro il razzismo, ha pronunciato le seguenti parole: “Sappiamo che la stragrande maggioranza dei richiedenti l’asilo, quindi anche persone di colore con statuto precario, hanno un’elevata propensione criminale”.

Parole che hanno fatto alzare un gran polverone, tanto che la polizia cantonale stessa ha dovuto fare una precisazione a quanto dichiarato da Piazzini: “Va precisato che la dichiarazione del comandante – che si riferiva alla situazione in Svizzera – può essere senz’altro corretta nel senso che non si tratta di una ‘stragrande maggioranza’ dei richiedenti l’asilo bensì di una ‘percentuale importante’ per rapporto ad altre categorie”.

Parole che secondo alcuni sono un chiaro inno al razzismo. Il deputato socialista Graziano Pestoni ha presentato un’interrogazione al Gran Consiglio su quanto dichiarato da Piazzini: “I richiedenti l’asilo avrebbero quindi ‘un’elevata propensione criminale’, ciò significa che le persone in oggetto avrebbero, secondo il Comandante, nel loro essere una componente criminale che le caratterizza. Si tratta di un’affermazione che, se fosse stata accompagnata da un’indicazione etnica, potrebbe costituire una violazione dell’articolo 261 bis del Codice penale svizzero. Ci sarebbero gruppi di persone, etnie, portate particolarmente a delinquere. Il solo fatto di essere richiedente l’asilo, sempre secondo Piazzini, costituisce in sé una caratteristica negativa riguardo al potenziale comportamento degli stessi interessati”.

La difesa dei giovani leghisti

Tra chi difende Romano Piazzini e appoggia le sue dichiarazioni ci sono i giovani leghisti: “Con le cifre alla mano è stato dichiarata la situazione attuale che vige attualmente nel nostro paese. Tali dichiarazioni non ci sembrano per niente xenofobe o razziste, ma purtroppo reali. Ma se le cifre in questione fossero state di maggioranza sugli Svizzeri, si sarebbe sollevata una tale polemica?”

I giovani leghisti criticano le autorità municipali di Lugano e ritengono “vergognosa la posizione del Municipio di Lugano di autorizzare una manifestazione di protesta organizzata dal centro sociale Il Molino! Noi ci riteniamo offesi di sentirci dare dei razzisti ogni qual volta che per una dichiarazione veritiera e con tanto di cifre alla mano, escano sempre polemiche inutili” e assicurano di essere “pronti a scendere in Piazza per diffendere il Comandante e i nostri diritti. Sempre che ci venga dato il permesso”.

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