Il ritorno dei molinari, "qua siamo e da qua non ce ne andiamo"

Gerri Beretta Piccoli è fra i fondatori di Aida, ovvero “Associazione Idea Autogestione”: ecco i primi progetti, dal simbolo lirico ai contatti con altri centri

LUGANO – Un’associazione apolitica e apartitica per i molinari, per far capire che si può convivere con l’autogestione, anche in un contesto come Lugano. Fra i fondatori di Aida c’è Gerri Beretta Piccoli, che durante la sua esperienza politica si è sempre occupato del tema dell’ex Molino: per ora non vi sono autogestiti e nemmeno politici.

Per ora si può dire ancora poco, ci spiega Beretta Piccoli. I membri fondatori sono quattro, vorrebbero arrivare a un comitato di cinque o sei persone.”Non abbiamo ancora indetto una conferenza stampa, cercheremo prima di raccogliere delle firme”. La raccolta avrà due modalità. Si potrà semplicemente firmare dicendo di essere d’accordo con l’autogestione, oppure dare una quota, a partire da 5 franchi, e diventare socio.

Il nome deriva da “Associazione Idea Autogestione” ed è anche un simbolo, partendo dalla Aida di Verdi ridotta schiava: accettazione del diverso, anche di chi è definito nemico. “La nascita è molto spontanea, non abbiamo un presidente bensì un parta parola, non ancora stabilito”, aggiunge. “Importante, non siamo i mediatori degli autogestiti, chi aderisce è d’accordo sul portare avanti l’autogestiti. Se poi qualcuno di noi individualmente lo diventerà, non sarà l’associazione. Per il momento, appunto, non c’è nemmeno nessun molinaro. Vedremo chi entra e chi no”.

La raccolta firme punta a almeno una cinquantina di sottoscrizioni. “Vogliamo entrare in contatto con gli autogestiti di Berna, per esempio. Ci servono voci al di fuori del Cantone per capire come possono convivere con le autorità, penso ai bernesi e ai lucernesi, non particolarmente tranquilli, che sono comunque accettati. Si può stare tutti insieme senza minacciare di buttar fuori”. Il riferimento è ovviamente alla volontà del Municipio di rimodernare l’ex Macello, creando uno spazio dove i molinari non avrebbero spazio. “Potrebbero rimanere lì? A Berna, Lucerna, Ginevra, anche Bienne, sono in centro città, non nascosti nella periferia. Fanno parte dell’arredo urbano (ride, ndr). Come far convivere il progetto con loro? Ho delle risposte personali, non dell’associazione. Secondo me si può convivere, se uno non invade l’altro. Ricordiamoci che il comune non ha fatto nulla per preservare la struttura”, insiste Beretta Piccoli.

Il tempo dirà se Lugano aderirà, ovvero se l’associazione raccoglierà soci e adesioni, e dunque se vuole l’autogestione. Ed anche se questo potrà influenzare la difficile trattativa tra il Municipio e i molinari.

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