LO STATO SPAGNOLO TORTURA, LA SVIZZERA È COMPLICE! 1Abbiamo appreso la decisione dell’Ufficio federale di giustizia di estradare in Spagna Nekane Txapartegi, militante basca della sinistra indipendentista. Decisione alla quale potrà essere fatto ricorso entro 30 giorni dalla sentenza (https://www.wbf.admin.ch/wbf/it/home/dokumentation/nsb-news_list.msg-id-66107.html)

Questa è l’ennesima dimostrazione di come la svizzera, per interessi politici ed economici, si renda complice di torture e repressione.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Nekane!

Vi invitiamo a partecipare ad una riunione domenica 26/3/17 alle ore 18 presso il CSOA Il Molino di Lugano. Durante questo incontro condivideremo come individualità solidali il da farsi nell’immediato in appoggio a Nekane, tenendo anche conto della data del 6 aprile ad un anno dal suo arresto a Zurigo. Ci ritroveremo anche domenica 2 aprile x un ulteriore aggiornamento, stesso luogo e stessa ora.

Oggi 24 marzo sono previste manifestazioni a Zurigo, Berna e Basilea.

Per aggiornamenti riguardo a mobilitazioni, vi invitiamo a consultare il sito http://www.freenekane.ch/category/news/.

Riteniamo di fondamentale importanza che la situazione di Nekane e questa inacettabile decisione di estradarla vengano conosciute dal maggior numero di persone e collettivi possibile, perciò vi inviamo in allegato un foglio informativo.

L’inazione è complicità… Mobilitiamoci!
Se non noi, chi?
se non ora, quando?

Scarica Opuscolo su Nekane in PDF

15.04.2017 - Presidio di Solidarietà per Nekane Txapartegi

 


LO STATO SPAGNOLO TORTURA, LA SVIZZERA È COMPLICE!

Comunicato del Collettivo Scintilla:

LO STATO SPAGNOLO TORTURA, LA SVIZZERA È COMPLICE!

NO ALL’ESTRADIZIONE DI NEKANE TXAPARTEGI!

Nekane Txapartegi è stata arrestata il 6 aprile 2016 in Svizzera, dopo essere stata identificata dai servizi segreti spagnoli, i quali hanno agito su territorio estero illegalmente in quanto neppure le autorità elvetiche ne erano a conoscenza.

Dal giorno del suo arresto è rimasta pendente – come una spada di Damocle – una richiesta di estradizione da parte dello Stato spagnolo. Richiesta che se soddisfatta avrebbe significato rimettere Nekane nelle mani di chi a suo tempo l’aveva torturata e violentata. La polizia dello Stato spagnolo, nel 1998 aveva infatti già arrestato Nekane, accusandola di aver partecipato a una riunione con attivisti baschi a Parigi e di aver fornito due passaporti a presunti membri di ETA. Come accade a tutti i prigionieri politici accusati dall’Ordinamento legislativo iberico di “terrorismo”, Nekane è stata trattenuta per giorni dai servizi paramilitari della Guardia Civil in un stato di completo isolamento, nell’impossibilità di avere qualsiasi tipo di contatto con l’esterno o con un/a avvocato. In quel buco nero dell’isolamento totale, oggi come allora, lo Stato spagnolo tortura i dissidenti politici. Come accaduto a tante compagne e tanti compagni prima e dopo di lei, Nekane in quel buco nero dove tutto può accadere è stara brutalmente seviziata e stuprata da quattro militari. La condanna che pende sulla sua testa è frutto di quanto avvenuto in quelle ore e si basa su una dichiarazione estorta con la tortura.

Dopo nove mesi di carcere, rilasciata in attesa di processo, Nekane è fuggita in Svizzera.

Il 23 marzo la Svizzera ha dato il via libera alla sua estradizione.

Quella Svizzera che si erge a culla dei diritti umani, oggi ha deciso che Nekane non è stata in grado di rendere verosimili le sue torture e le rinfaccia la “colpevolezza” di non aver impugnato le sentenze dinanzi alla Corte suprema spagnola e alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Paradossalmente, la Svizzera dei salotti democratici borghesi e dei suoi soldi sporchi, delle armi vendute ai governi corrotti impegnati in guerre imperialiste, delle violazioni contro i/le migranti che provano ad attraversare il suo territorio, accusa un’attivista incarcerata e torturata di non aver fatto appello alle sedi di quella stessa “giustizia” che è responsabile delle gravissime violazioni perpetrate contro la sua persona e la sua integrità.

La Svizzera è complice: quella Svizzera che, nonostante le centinaia di denunce – anche da parte di organismi riconosciuti internazionalmente – non ritiene lecito presumere che nello Stato spagnolo si faccia sistematico ricorso alla tortura; quella Svizzera che come da tradizione nasconde la testa sotto la sabbia per non compromettere le sue relazioni politiche e commerciali con gli altri Paesi, macchiandosi dei loro stessi crimini contro l’umanità; quella Svizzera che rispedisce così Nekane nelle mani dei suoi aguzzini, consapevole che i torturatori della Guardia Civil le faranno pagare giorno dopo giorno il prezzo per aver denunciato pubblicamente le sevizie subite.

Collettivo Scintilla

Fonte: http://collettivoscintilla.org/23-3-lo-stato-spagno-tortura-la-svizzera-e-complice/

http://www.inventati.org/molino/wp-content/uploads/2017/03/lo-stato-spagnolo-tortura-la-svizzera-e-complice-724x1024.jpghttp://www.inventati.org/molino/wp-content/uploads/2017/03/lo-stato-spagnolo-tortura-la-svizzera-e-complice-150x150.jpgComunicatianticarcerario,comunicato,femminista,Nekane Txapartegi,resistenza,scintillaAbbiamo appreso la decisione dell’Ufficio federale di giustizia di estradare in Spagna Nekane Txapartegi, militante basca della sinistra indipendentista. Decisione alla quale potrà essere fatto ricorso entro 30 giorni dalla sentenza (https://www.wbf.admin.ch/wbf/it/home/dokumentation/nsb-news_list.msg-id-66107.html) Questa è l’ennesima dimostrazione di come la svizzera, per interessi politici ed economici, si renda complice di torture...