Archivio per Comunicati

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23.12.2017 – Corteo antirazzista, antifascista, anticapitalista e contro ogni frontiera a Lugano

Riceviamo e diffondiamo: Sabato 23 dicembre: Corteo antirazzista, antifascista, anticapitalista e contro ogni frontiera a Lugano. Concentramento alle in Piazza Molino Nuovo. PACE NON CERCHIAMO. A GUERRE E RAZZISMO CI RIBELLIAMO! I SEGNI DI UNA PACE TERRIFICANTE Provano a farci credere che va tutto bene… A Brissago un poliziotto uccide un migrante in un assordante silenzio complice. A Balerna un migrante muore fulminato sul tetto di un treno per sfuggire ai controlli delle guardie di confine. A Camorino, in un “centro di accoglienza/bunker sotterraneo” la polizia e un securino torturano un richiedente l’asilo ammanettandolo a una doccia e minacciandolo per…
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Quando migrazione fa rima con detenzione ed espulsione

Fonte: A Ginevra, una cinquantina di persone sono attualmente in detenzione amministrativa, per l’unica ragione che gli è stato negato un permesso di soggiorno nel territorio svizzero. E’ il caso di R, tunisino, respinto, arrestato in ottobre mentre usciva dall’Ufficio cantonale della popolazione e della migrazione (OCPM), dove si era recato per rinnovare la sua carta bianca che gli permette di ottenere «l’aiuto d’urgenza«. Attirato dal mito di un’Europa dei “diritti umani” e della prosperità per tutti/-e, R si è trovato, invece, di fronte a una politica migratoria che considera gli esseri umani come dei numeri da gestire, selezionare, rinviare……
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La polizia uccide a Brissago

Riceviamo e pubblichiamo un testo su quanto avvenuto a Brissago la notte tra il 6 e 7 ottobre. La mattina di sabato 7 ottobre, in un palazzo di Brissago dove vivono delle persone richiedenti l’asilo in svizzera, un agente della polizia cantonale ha ucciso un uomo di 38 anni. La versione dell’accaduto trapelata sui media è che la polizia sarebbe stata chiamata sul posto verso le 2 del mattino da due inquilini, perché minacciati dall’uomo. L’uomo sarebbe sbucato all’improvviso sul pianerottolo con in mano due coltelli all’arrivo degli agenti, uno dei quali, dopo avergli intimato l’alt, da due metri di…
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Ogni guardia rappresenta un confine

“e vincerà Bang Bang chi al cuore colpirà” (Dalida) Lo sbirro che ha sparato per tre volte contro il corpo di una persona sabato notte a Brissago, in uno dei tanti dispositivi di reclusione/marginalizzazione per migranti del Canton Ticino, ha difeso un confine. La polizia e i confini nazionali uccidono, niente di diverso e niente di nuovo. A causa e per mezzo dei confini si muore di fame, di guerre e di stenti, di stupri, di umiliazioni e di rabbia, per mari e deserti, nei camion o sui tetti dei treni, nei lager, per mano di sgherri e poliziotti a guardia di stati o in…
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Argentina. Santiago Maldonado è stato ucciso

Riportiamo di seguito il comunicato della famiglia di Santiago Maldonado, tradotto e pubblicato in italiano sul sito Comunicato della famiglia di Santiago Maldonado – 20 ottobre 2017 Il corpo trovato nel Rìo Chubut è quello di Santiago. L’incertezza sulla sua fine è terminata. Il calvario che per la nostra famiglia è iniziato il giorno stesso in cui abbiamo saputo della sua sparizione non terminerà fino a quando sarà fatta Giustizia. Possiamo dire davvero poco sui nostri sentimenti davanti alla conferma dell’identità di Santiago: questo dolore non conosce parole. Le circostanze del ritrovamento del corpo ci fanno venire molti dubbi. Crediamo…
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30.09.2017 – Presidio Internazionale Contro Benetton

Un saluto a tutte/i, Siamo la Rete in difesa del popolo Mapuche di Milano. Il 1 agosto 2017 nel Pu lof en resistencia a Cushamen, comunità mapuche in Argentina, c’è stata una violenta irruzione senza mandato di oltre cento gendarmi, che sono entrati sparando pallottole di gomma e piombo nella comunità, ed hanno sequestrato un solidale, Santiago Maldonado. Da quella data, di Santiago non si sa nulla. Per settimane lo stato ha negato la sua responsabilità per quanto successo. Il territorio nel quale Santiago è scomparso, per lo stato argentino è di proprietà del gruppo Benetton, in realtà è terra che lo stato ha…
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Nekane è libera!!

Ma l’ingiustizia prosegue e prende nuove Siamo estremamente felici per il bel epilogo! Venerdì 15 settembre 2017, poco dopo le , Nekane Txapartegi è finalmente tornata in libertà, abbracciata fisicamente e idealmente da una grande cerchia di famigliari, compagn*, sostenit* e amic*!! Siamo enormemente liet* nonostante non sia ancora chiaro cosa potrebbe accadere nel futuro di Nekane, soprattutto dopo che venerdì è aleggiata per ore la minaccia che venisse rinviata direttamente in Spagna, invece di essere rilasciata in libertà. Questo facendosi forti della vergognosa decisione negativa della Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) alla domanda d’asilo di Nekane, per allinearsi…
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15-30 Settembre: due settimane di azione per la Libertà di Nekane Txapartegi

FERMIAMO L'INGIUSTIZIA CHE VUOLE ESTRADARE NEKANE NELLE PRIGIONI SPAGNOLE, DOVE HA SUBITO TORTURE E UNO STUPRO DAI SUOI CARCERIERI. SIAMO  COSCIENTI DEL FATTO CHE AL SUO RIENTRO RISCHIA LO STESSO TRATTAMENTO, SE NON PEGGIO. NON PERMETTIAMO CHE IL TRIBUNALE FEDERALE, ULTIMA ISTANZA CHE POTREBBE DIGNITOSAMENTE RIBALTARE L'ESITO DEL SUO FUTURO, RESPINGA IL  SUO RICORSO ALL'ESTRADIZIONE MOTIVATA DALLE INFONDATE ACCUSE SPAGNOLE, CHE LE HANNO ESTORTO SOTTO TORTURA. CHIAMATA SOLIDALE IN TUTTA L'HELVETIC ZONA () Parte Italofona: Venerdî 15 Settembre 2017 Serata benefit per Nekane: Aperò e DJ Set di musica Ribelle con Zurito da Bidea e Digei Belzy Bar Sonia da…
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Svizzera complice di torture: No all’estradizione di Nekane Txapartegi!

Dal 16 al 30 settembre settimane di azione per la liberazione di Nekane. Sabato 30 settembre corteo a Zurigo con pullman anche dal Ticino. Per riservazioni e informazioni: Nekane Txapartegi è un' attivista della sinistra indipendentista basca, giornalista ed ex consigliera comunale della citta` di Asteasu. Viene arrestata nel 1999 dalla “Guardia Civil” spagnola. Trascorre i primi cinque giorni di carcere in quello che è definito “regime di incomunicación”, ossia nessun contatto con l'esterno, nemmeno con un avvocato, e il ripetuto uso della tortura (minacce, privazione del sonno, pestaggi, scosse elettriche, simulazioni di esecuzioni, sacchetti di plastica in testa fin…
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Aggiornamento su Nekane Txapartegi

Riceviamo e diffondiamo: Abbiamo appreso la decisione da parte del Tribunale penale federale, in data 30 giugno, di respingere l’ultimo ricorso di Nekane Txapartegi contro la sua estradizione nello stato spagnolo. Non rimane che tentare l’ultimo ricorso al Tribunale federale. Nekane Txapartegi, attivista basca, viene arrestata nel 1999. Nei primi cinque giorni della sua incarcerazione, trascorsi in completo isolamento, è ripetutamente torturata e inoltre, subisce uno stupro da parte di uno dei suoi aguzzini. In seguito alle brutali torture, le viene estorta una confessione in cui ammetterebbe la sua collaborazione con l’organizzazione ETA. Questa confessione fonderebbe per le autorità le…
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