Il sit-in è stato organizzato nell’am­bito della mobilitazione contro il Fo­rum economico mondiale in corso nei Grigioni. Raccogliendo l’invito di ‘ Public Eye on Davos’, spazio creato da organizzazioni non governative che ha nominato la Ruag, la Novartis e la Xstrata tra le peggiori ditte sviz­zere distintesi per la loro assenza di responsabilità civile, una ventina di esponenti dell’Anti- wef Ticino ha presidiato la ditta di Agno. L’obietti­vo, recita il volantino, era quello di denunciare « il rovescio della meda­glia del mondo a senso unico che il Wef promuove ». Per questo hanno suona­to il citofono della ditta e hanno mo­strato a un responsabile dell’azienda una barella su cui giaceva un fantoc­cio insanguinato spiegando le ragio­ni delle loro presenza.
La Ruag è tra la lista delle società « socialmente e a livello ambientale ir­responsabili. Esse si trovano sicura­mente anche a due passi da casa no­stra, non sono entità astratte e anche se i loro patron sono quasi inavvicina­bili le conseguenze delle loro attività sono molto concrete! Sono aziende glo­bali con guadagni stellari a forte sfruttamento e impoverimento locale », prosegue il volantino. L’azione è stata voluta proprio per informare che una società di proprietà pubblica « usa le vittime come metro di misura dell’effi­cacità dei propri prodotti! Come qual­siasi ditta del libero mercato promuo­ve le proprie armi e partecipa a fiere in tutto il mondo vendendo morte! », scri­vono gli Anti-wef Ticino, che ieri ad Agno hanno pure mostrato la pubbli­cità dell’impresa, con tanto di carri armati e bombe a frammentazione. Nel volantino si legge pure che « delle 2.171 bombe a frammentazione inesplose individuate nel sud del Liba­no, 631 erano del modello M85, ossia il frutto di una fattiva collaborazione tra l’industria militare israeliana e la nostra Ruag. E nel 2000 questa vergo­gnosa azienda ha esportato in Israele i pezzi per la costruzione di questi ‘gioiellini’ ».
Ora non si può più dire di non sape­re « che la Ruag fabbrica e vende anche bombe a frammentazione, definite an­che bombe a grappolo, con la partico­larità di dividersi in tante piccole bom­be che restano inesplose fino a quando qualcuno non le tocca ». A.R.

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