L’assemblea del Molino, lunedì sera, aveva respinto le condizioni del Municipio e annunciato in un comunicato che la manifestazione di denuncia « Scaccia Wef » sarebbe confluita nel centro cittadino per terminare in piazza Cioccaro. Il rifiuto degli organizzatori ha suscitato martedì un’ulteriore presa di posizione del Municipio che, in sostanza, non autorizza l’uso di piazze e strade all’infuori di quelle definite, ossia piazza Molino Nuovo, viale Franscini, via Pretorio e piazza Dante. « Se tale decisione dovesse venir disattesa dagli organizzatori, per il Municipio sarà sempre più difficile sostenere quella disponibilità e apertura dimostrate sino ad oggi » .
Un modo velato per mettere in guardia l’autogestione sulle possibili conseguenze che un mancato rispetto delle disposizioni municipali potrebbe produrre nei futuri rapporti con la Città.
« SCACCIA WEF GIOIOSO »
Una frase, quella sottolineata in grassetto nel comunicato diramato martedì da Palazzo Civico, che ha irritato il movimento Anti- WTO Ticino, promotore con il Molino della manifestazione. « È impensabile barattare il diritto inalienabile a manifestare con la sede di un centro sociale » , affermano in una presa di posizione fatta circolare ieri, in cui si contesta « l’attitudine ricattatoria tenuta dal Municipio nei nostri confronti » .
Critiche sono pure rivolte agli organi d’informazione « assetati di scontri » , quando in realtà non ci sarebbe nulla da temere poiché « la manifestazione contro il Wef – assicura il movimento no- global – sarà gioiosa, allegorica e fantasiosa. Sarà una contaminazione – aggiunge il comunicato – fra una tradizione popolare locale, ovvero lo “ scaccia inverno” e un esempio globale di rivolta popolare come i “ cacerolaso” del popolo argentino » . Segue l’invito a partecipare alla manifestazione « con uno spirito festoso, ma determinato per protestare con i “ global leaders” e le loro decisioni » .
Il Municipio di Lugano ha tuttavia preferito mettere nero su bianco le condizioni per lo svolgimento della dimostrazione.
Un elenco dettagliato di cosa deve essere fatto dagli organizzatori e cosa invece deve essere evitato è stato recapitato ieri per posta A sia almovim ento anti- WTO Ticino, sia al centro sociale autogestito il Molino nella sede dell’ex macello in viale Cassarate. Per prima cosa deve essere predisposto un servizio di sicurezza interno « che possa intervenire affinché la manifestazione abbia a svolgersi senza problemi di ordine pubblico»e« sappia riconoscere una situazione di pericolo » .
VIETATO
COPRIRSI IL VISO
Dovrà essere designato un responsabile che in caso di necessità possa mettersi in contatto con le autorità, in particolare con la centrale operativa della polizia urbana. Gli organizzatori vengono inoltre ritenuti responsabili della pulizia delle piazze in cui transiteranno. Altre raccomandazioni riguardano il volume della musica e dei megafoni, mentre categoriche sono le disposizioni strettamente legate all’ordine pubblico: il Municipio ricorda che è vietato coprirsi il viso e indossare caschi, ma soprattutto che devono rimanere fuori dal corteo « oggetti che per natura e forma possono rappresentare un potenziale pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza » , come catene, spranghe e mazze.

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