Un incontro strettamente privato, blindato dalla presenza di quasi 10.000 poliziotti e militari pagati dal popolo, le cui decisioni, prese inizialmente a livello globale, si abbattono su ogni realtà locale.
Pensiamo alla privatizzazione dei beni pubblici (l’acqua su tutti) e la conseguente stretta spartizione degli enormi profitti generati, alle conquiste sociali messe in discussione perché viste come un freno al profitto (rialzo dell’età di pensionamento, abbassamento dei contributi per la disoccupazione, affitti sempre più cari), ai continui tagli (sanità, scuola) che ogni governo propone come unica soluzione per far quadrare i bilanci, all’ulteriore sfruttamento della rete di trasporti e degli scambi internazionali, incrementando notevolmente l’inquinamento, a fini unicamente di profitto, ai licenziamenti di massa molto spesso provocati dal fallimento di politiche industriali sconsiderate, ai tempi di lavoro sempre più lunghi, senza infine tralasciare la permanente politica guerrafondaia. Il tutto con il silenzioso consenso dei mass media ufficiali che preferiscono strumentalizzare alcune azioni dirette piuttosto che denunciare le malefatte dei Signori del mondo.

Anche per questi motivi ci opponiamo fermamente allo svolgimento di questo incontro.
Se negli ultimi anni la resistenza era organizzata con una grande manifestazione a Davos, peraltro sempre repressa e impedita dal governo svizzero tramite l’intervento violento della polizia, quest’anno si è voluto creare un coordinamento che, dapprima localmente per poi spostarsi a Davos e Coira, agisce per denunciare e impedire lo svolgimento del WEF. Si è cominciato con Winterthur sabato scorso dove la polizia è intervenuta selvaggiamente con gas, proiettili di gomma e lacrimogeni ancora prima che la manifestazione partisse, si continuerà con Berna, Langenthal, Friborgo e Burgdorf sabato 17, per passare alla giornata di blocchi dei delegati di mercoledì 21 gennaio con la partecipazione di un blocco “ticinese” aperto a tutti/e, per poi concludersi con le manifestazioni di Coira e Davos di sabato 24 gennaio.

In questo contesto di mobilitazione generale svizzera si inserisce la manifestazione di denuncia “SCACCIA WEF” in programma sabato 17 gennaio con partenza da Piazza Molino Nuovo alle 13.30 (pranzo dalle 12.00) per poi confluire nel centro cittadino e terminare in piazza Cioccaro dove sarà proposto un gioco di ruolo che farà provare direttamente sulla propria pelle come ci si sente quando pochi possiedono tutto e tanti niente. Una manifestazione, già proposta nel 2002, che si rifà sia alla tradizione popolare ticinese che alla fine di gennaio scendeva in strada armato di ogni oggetto in grado di provocare rumore per scacciare l’inverno, sia ai recenti “cacerolazos” argentini dove una moltitudine di persone protestava al grido di “che se ne vadano tutti” riferito a politici corrotti e sfruttatori che hanno distrutto e svenduto la propria economia nazionale, seguendo le ricette neoliberiste imposte dal Fondo Monetario Internazionale.
Lo “SCACCIA WEF”, con la discesa gioiosa, fantasiosa e rumorosa del popolo delle pentole, vuole quindi essere l’occasione per scacciare il WEF dalla Svizzera e dal mondo denunciando simbolicamente le imprese e i governi che partecipano alla grande abbuffata globale. Approfitteremo dell’avvicinarsi del carnevale, per travestirci dagli infimi personaggi che popolano il mondo globalizzato: giullari di corte, narcotrafficanti, banchieri, pagliacci, avvocati addetti alle mazzette, militari, preti e chi più ne ha, ne metta, dimostrando che almeno la fantasia non riusciranno mai a rubarcela.

Perché in un mondo dove un sesto dell’umanità vive in povertà assoluta, dove un altro sesto lotta per assicurarsi un minimo di sopravvivenza e dove giornalmente muoiono quasi 100.000 persone di fame o delle sue conseguenze dirette, malgrado sia provato che esista per tutti/e la possibilità di sfamarsi, protestare e resistere con ogni mezzo possibile è legittimo e necessario.
Perché non dobbiamo comunque mai dimenticare che coloro che praticano quotidianamente la vera violenza, scientificamente programmata, sono coloro che affamano e impoveriscono il mondo intero.
E li puoi trovare dappertutto, anche dietro l’angolo di casa tua!

WIPE OUT WEF – RESISTENZA

Anti WTO – Ticino

Potrebbero Interessarti:

http://www.inventati.org/molino/wp-content/uploads/2016/07/logo-molino-01.pnghttp://www.inventati.org/molino/wp-content/uploads/2016/07/logo-molino-01-150x150.pngComunicatiUn incontro strettamente privato, blindato dalla presenza di quasi 10.000 poliziotti e militari pagati dal popolo, le cui decisioni, prese inizialmente a livello globale, si abbattono su ogni realtà locale. Pensiamo alla privatizzazione dei beni pubblici (l’acqua su tutti) e la conseguente stretta spartizione degli enormi profitti generati, alle conquiste...Viale Cassarate 8

Contatta il Molino

Contatto telefonico
+41(0)91 942 12 21

Per info generali:
CS()A il Molino
Viale Cassarate 8
6900 Lugano (Ch)

molino@inventati.org