Dal piazzale della stazione, avrebbe dovuto raggiungere Piazza Riforma, scendendo in città attraverso via Cattedrale. Erano le 15 e trenta quando il gruppo, composto da un centinaio di giovani, alcuni giunti dall’Italia e appartenenti alla gioventù leghista padana, ma anche a movimenti dell’ estrema destra xenofoba come Forza Nuova e Fiamma Tricolore, ha dispiegato bandiere svizzere e striscioni. “Difendiamo le nostre radici cristiane”, “Alla baionetta: difendi con noi la tua patria”, c’era scritto.
Alla stessa ora, in piazza Cioccaro, i giovani del centro sociale ‘Il Molino’ hanno organizzato un presidio “Contro tutti i razzismi per una società multiculturale”, supportati in questa azione da una nutrita schiera di associazioni e partiti, tra cui il Ps e i Verdi.
Con effetto sorpresa, un centinaio di ‘molinari’ sono risaliti verso la stazione attraverso via Bertaccio, fino a bloccare l’uscita del sottopasso della ferrovia, da dove secondo le intenzioni i giovani leghisti avrebbero dovuto passare.
La situazione è presto degenerata in reciproci e pesanti insulti. La polizia cantonale è giunta sul posto con tre furgoni ed una trentina di agenti in tenuta antisommossa. Intorno alle quattro, circondando il piccolo corteo leghista, la polizia ha avviato i giovani verso il sottopasso, che gli autonomi avevano intanto occupato.
Rapido dietro front del corteo leghista, e ritorno sul piazzale dove la manifestazione è stata ufficialmente sciolta verso le 17 e trenta.
E qui che la tensione è diventata altissima. I giovani di sinistra, nel frattempo, erano ris
aliti lunghi i vialetti fino a giungere su via Maraini chiaramente intenzionati ad entrare in contatto con i leghisti. Dal piazzale, gli avversari, alcuni dei quali col cranio rasato, giubbotti neri e ‘anfibi’ ai piedi, hanno risposto per le rime: è volato qualche sasso e un paio di bottiglie. Decisi a raggiungere il piazzale, i ‘molinari’ sono però stati fermati dalla polizia che ha loro sbarrato l’accesso. “Abbiamo impedito ai fascisti di occupare il centro cittadino”, è stato il commento dei giovani autonomi. “Ha vinto la destra”, ha ribattuto al megafono Daniele Bazzurri, vice presidente dei giovani leghisti.
Al presidio di piazza Cioccaro era presente, tra gli altri, Huda Himmat, portavoce della comunità islamica ticinese: “La nostra è una protesta politica. È inaccettabile che membri del Gran Consiglio sostengono posizioni così apertamente razziste”. Ma dal presidente dei giovani leghisti, Francesco Lovere, una promessa: “Diciamo basta all’attacco alla tradizione della nostra terra. E non ci fermeremo certo a questa manifestazione”.
La manifestazione ha già suscitato reazioni a livello politico, come quella del consigliere comunale Udc di Lugano Umberto Marra, che interroga il municipio sulla presenza dei ‘molinari’, non autorizzati, ma tollerati. Presa di posizione anche dai Verdi. Il coordinatore Alessandro Boggian in un comunicato afferma: “Rifiutiamo razzismo e xenofobia come modo di far politica”.

Le reazioni
Paolo Clemente Wicht
“È assurdo che una manifestazione autorizzata non si sia potuta svolgere, mentre un corteo non autorizzato, quello dei molinari, abbia impedito l’esercizio di un diritto”

Giuseppe Sergi
“Il diritto di manifestare va garantito. Ma c’è da chiedersi se nei volantini dei giovani leghisti, non ci fosse un fondo razzista e xenofobo perseguibile per legge”

Monsignor Grampa
“L’intolleranza è inaccettabile, da qualsiasi parte venga. Sono per il dialogo aperto e il confronto schietto, ma civile. L’ho dimostrato incontrando, questa settimana, sia gli ebrei che i musulmani”

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