Vivendo, credendo e lottando quest’esperienza coinvolge migliaia di altre persone, anime grandi, che danno vita ad un immenso laboratorio scoppiettante di energia, le iniziative si susseguono, si discute, si viene, si va, si dibatte, si propone, si ride, si piange, si gioca, si analizza, si riflette, si resiste, si lotta, si combatte, si vive… fino al fuoco…
Un flash in quella notte criminale, che qualcuno pensava di finire così, semplicemente, con un rogo… Ma non è così facile annientare chi, come i/le nostr*, sa di dovere continuare a (r)esistere, poiché quello che bisogna assolutamente realizzare è una realtà fatta di solidarietà e giustizia.
Come nelle migliori epopee spuntano nemici ed ostacoli che non fanno altro, però, che rafforzare l’unità del gruppo.

E quest* nomadi, precar* perenni, non trovano terra ferma. Accettano di portare il centro sociale al di fuori dei confini della città, Una carovana in movimento, con un bagaglio immenso.
Il tempo scorre, i/le militanti crescono, la protesta anche. In tutto il pianeta serpeggia il malcontento e lo sdegno per come i potenti, spietati ed assassini, cercano di imporsi con la forza e con il danaro. Per fortuna sta emergendo una rete globale di resistenza che si oppone alla distruzione e alla miseria che chi governa il mondo persiste a seminare!

Il molino dal piano della Stampa continua a macinare, l’assemblea a costruire, si resiste nel partecipare.
Le difficoltà sono infinite, dagli attacchi esterni alle debolezze interne, ma i/le compagn* che ci credono non si lasciano andare. Nemmeno un ulteriore sgombero riesce ad arrestarl*.
Sono migliaia le persone che si stringono attorno al collettivo autogestito, che lo rinforzano con la loro solidarietà, che dalle piazze gridano questo viaggio non può finire!
I/le nostr* approdano ai lidi della nuova conquista: siamo in centro, diamoci da fare. Eccoci giunti a quella che sicuramente non sarà l’ultima tappa del nostro camminare.
Gli anni si sono susseguiti senza sosta, vedendoci protagonist* del nostro pensare e fare, abbiamo creato innumerevoli spazi e momenti di libertà e quando hanno cercato di distruggerli, immancabilmente li abbiamo ricostruiti…
La forza delle nostre idee, l’energia delle emozioni, la consapevolezza che la nostra vita è qui ed ora, e non può attendere non ci abbandona. L’autogestione è un modo di essere, il centro sociale il luogo per esprimerlo, nostra energia è la lotta per un mondo altro che contenga tanti mondi, ci tiene unit* l’indignazione per qualsiasi forma di autoritarismo e di ingiustizia!

Adesso sei tu, che stai leggendo, ad essere in ballo.
Se dopo che sarai passat* attraverso questa intensa carrellata storica avrai provato emozioni forti e ti si sarà scatenata la voglia di ribellarti e di fare, però ti domanderai: ma io dov’ero? Sappi che tu c’eri.

10 ANNI DI VITA, 100 DI QUESTI GIORNI, 1000 CENTRI SOCIALI… KAMPA MOLINO!!!


Uno dei manifesti che hanno chiamato la manifestazione del 12 ottobre 2006 sfociata nell’occupazione dei Molini Bernasconi!
(clicca per ingrandire)

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