L’assemblea degli autogestiti ha parlato ieri sera dell’aggressione alla pattuglia della comunale: «È colpa degli agenti, cercano lo scontro». Critiche pesanti anche all’Esecutivo della Città.

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L’assemblea del Centro sociale autogestito (CSOA) il Molino si è riunita eri sera per parlare dell’aggressione alla polizia avvenuta sabato sera all’esterno dell’ex Macello di Lugano.

Nella notte, i cosiddetti “molinari” hanno diramato poi un lunghissimo comunicato in cui viene accusata la strategia di tensione messa in atto secondo loro dalla Polizia e dal Municipio di Lugano. Secondo gli autogestiti, “appare evidente che si sta intensificando la pressione attorno al Centro Sociale, per probabilmente creare le condizioni che giustifichino un intervento di forza. E nonostante il Municipio continui a sottolineare le buone intenzioni, riconoscendo mediaticamente il diritto all’autogestione e a trovare soluzioni alternative, abbiamo sempre più l’impressione che questi rimangono propositi di facciata.”

“Da quando abbiamo accettato le trattative a oggi, il Municipio di Lugano non ha ancora proposto una sola alternativa, nascondendosi dietro tempi non ancora maturi” scrivono. “Durante le trattative si era deciso comunemente di evitare dichiarazioni a mezzo stampa per non creare ulteriori tensioni ed equivoci. Il proposito non è mai stato rispettato dal Municipio e continuamente, lo stesso Bertini o Borradori, si lasciano andare a dichiarazioni e a proposte che alzano il livello di tensione e che indicano chiaramente i loro intenti. Portavoce di tale campagna il CdT, sempre stranamente molto ben informato delle cose.”

Gli autogestiti criticano anche l’operato della Polizia: “Nell’ultimo anno, dall’inizio delle trattative, si verificano continuamente dei controlli insoliti, ripetuti a tutte le ore del giorno, con agressività, provocazioni e insulti, da parte della polizia comunale di Lugano, che arriva in forze fuori dal cancello del Molino per verifiche di identità, fermi, video e foto delle persone presenti all’esterno e all’interno.”

Non viene risparmiato neanche il PS cittadino: “Rispetto alle richieste di “conformità” fatteci dal Municipio – ricordando che al Molino non abbiamo bisogno di telecamere, sicurezza privata e imposizioni e che le mele marce indicate con arroganza dal PS cittadino, qui non vengono licenziate brutalmente, come fatto da un loro esponente dell’ente pubblico e che qui le persone non vengono espulse come si vorrebbe fare con i migranti indersiderabili”.

Sulla proposta, avanzata dal Municipio, di spostare la sede del Museo di storia naturale, i molinari non hanno dubbi sul fatto che si tratti di una proposta non fattibile e che ha lo scopo di attirare voti in vista delle elezioni comunali di aprile.

(Red)

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