VOTA SI AI REFERENDUM
Lunica legge deve essere quella del desiderio e dei sentimenti!
Pari diritti per gay e lesbiche ad essere genitori.
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I prossimi 12 e 13 di giugno si voterà per i referendum realtivi allabrogazione parziale della legge 40, cioé la legge sulle Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (TPMA).
Questa legge cattolica oscurantista, voluta dal Governo Berlusconi e solo in parte respinta dallUlivo, è un grave attacco alla libertà di autodeterminare la propria genitorialità.
La legge 40 vuole intervenire su una materia che secondo noi deve riguardare solo la coscienza e i desideri delle persone. Questa legge invece si permette di stabilire che donne e uomini single, coppie lesbiche o gay non possono avere figli attraverso le tecniche di procreazione medicalmente assistita perché la famiglia è sacra!
Noi non crediamo, così come sottintende questa legge che l unica famiglia riconosciuta come tale è quella composta da una coppia eterosessuale, preferibilmente unita nel sacro vincolo del matrimonio e, aggiungiamo noi, magari bianca e possibilmente di estrazione borghese!
Né tanto meno crediamo che lembrione debba avere lo stesso peso giuridico della madre.
A nostro avviso questa legge così antisociale vuole riportare indietro la società di decenni, riferendosi ad un modello di famiglia patriarcale, cattolica, omofobica, totalmente superata dalle lotte dei movimenti femministi, dei gay, delle lesbiche e dei trans, che si sono svolte negli ultimi 30 anni. Per questi motivi voteremo SI ai quattro quesiti referendari.
Questo inverno la lotta di migliaia di donne e di uomini (ancora troppo pochi, purtroppo!) in tutta la regione Lazio ha impedito che lex governatore, e attuale ministro della salute, Storace, e la sua crociata personale Olimpia Tarsia, chiudessero i consultori familiari.
Oggi rilanciamo la battaglia politica, sociale e culturale per vincere i referendum e successivamente abolire totalmente questa infame legge.
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VOTA SI
AI QUATTRO QUESITI DEL REFERENDUM
SULLA PROCREAZIONE ASSISISTITA!
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Noi siamo per labolizione totale della legge 40 sulla procreazione
medicalmente assistita.
Crediamo infatti che questa legge, voluta fortemente dalla chiesa
cattolica, ne rispecchi il pensiero in materia di famiglia e di libertà
delle donne. Pensiamo che questa legge ribadisca il concetto reazionario,
ormai superato nei fatti, che lunica famiglia da tutelare sia quella
tradizionale basata sul matrimonio. Tutte le altre forme di convivenza (o
di non convivenza) sono pesantemente discriminate.
Inoltre questa legge rappresenta un attacco alla legge 194 sullaborto,
frutto di decenni di lotte delle donne. Introduce Infatti il principio
della tutela dellembrione come soggetto indipendente.
Sappiamo bene che, se la legge rimarrà invariata, chi ha i soldi per
permetterselo potrà tranquillamente andare in un paese estero dove le
norme non sono così restrittive, ed aggirare i divieti, che rimarranno
tali solo per chi i soldi non ce li ha, proprio comera per laborto prima
dellintroduzione della legge 194.
Per questo invitiamo a votare SI a tutti e quattro i quesiti del
referendum del 12 e 13 giugno.
Quesito 1:
Per abrogare quei passaggi della legge che limitano lutilizzo degli
embrioni per la ricerca. Pur diffidando della ricerca medica, orientata
quasi sempre più al profitto che alla cura degli esseri umani, riteniamo
che questa posizione oscurantista sia volta alla tutela dellembrione.
Noi, lo ribadiamo, non riconosciamo lembrione come soggetto separato
dalla madre.
Quesito 2:
Per abrogare le norme che obbligano le donne che scelgono la procreazione
medicalmente assistita a sottoporsi a trattamenti inutili e pericolosi al
solo scopo di evitare lo "spreco" degli embrioni.
Quesito 3:
È il quesito più importante. Votando SI si abrogano i passaggi della legge
in cui vengono esplicitamente riconosciuti i "diritti del concepito". Se
queste norme restassero in vigore, la legge 194 sullaborto sarebbe in
serio pericolo.
Quesito 4:
Per abrogare il divieto di fecondazione eterologa, ovvero lutilizzo del
seme di un donatore che non sia il marito della donna. Questo divieto,
oltre a rendere impossibile nella maggior parte dei casi la fecondazione
stessa, sancisce la visione familiare cattolica secondo cui solo i figli
"naturali" di una coppia regolarmente sposata hanno piena dignità.
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