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BLOCCHIAMO L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SULLE TECNICHE DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA!

Il parlamento sta per approvare una legge che intende regolamentare le T.P.M.A. - tecniche di procreazione medicalmente assistita.Con questo termine s’intendono genericamente tutte quelle tecniche che permettono alle donne di poter avere figli\ie senza avere necessariamente dei rapporti sessuali.
Queste tecniche sono ormai da anni consolidate, e permettono, in teoria, di limitare fortemente il ruolo degli uomini nella procreazione, e quindi potrebbero essere utilizzate allo scopo di proporre e praticare modelli di vita-convivenza-famiglia diversi da quelli tradizionali, come per esempio il fatto che potrebbero permettere il formarsi di famiglie composte da coppie gay o lesbiche, da single, con tanto di figli/ie.
Sicuramente possono aumentare la possibilità di scelta da parte delle donne.

Il progetto di legge in discussione, appoggiato ovviamente con entusiasmo dalla chiesa cattolica, vuole fare sė che le TPMA non possano essere utilizzate dalle donne se non all’interno di famiglie tradizionali, con il consenso del marito. Inoltre vuole sancire il diritto a nascere del concepito. Quest’ultimo aspetto è in contrasto con quanto stabilito dalla legge 194 sull’interruzione di gravidanza che quindi rischia di essere messa ancora una volta pesantemente in discussione.

La legge sulle TPMA punta a limitare ulteriormente il diritto delle donne alla scelta se fare figli o meno, e a ribadire per legge che la famiglia tradizionale è l’unico modello di convivenza valido.

Come uomini, consapevoli di appartenere al genere che determina da secoli il modello di società basato sulla prevaricazione, vogliamo gridare con forza che questo modello non ci piace, vogliamo che le donne possano scegliere liberamente sul proprio corpo, vogliamo che uomini e donne possano scegliere liberamente il modello di convivenza, famiglia o non famiglia che preferiscono.

FERMIAMO L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SULLE T.R.A.!
LA LEGGE SULL’ABORTO NON SI TOCCA
NON VOGLIAMO NESSUNA LEGGE SUI DESIDERI, I RAPPORTI SESSUALI, LE RELAZIONI FRA LE PERSONE, I MODELLI DI FAMIGLIA POSSIBILI E ANCHE I MODELLI DI NON FAMIGLIA !

ASSEMBLEA CITTADINA
GIOVEDÌ 27 GIUGNO 2002 ALLE 18:30
PRESSO IL C.S.O.A. "MACCHIA ROSSA"

a seguire cena sociale a sottoscrizione

i compagni del centro sociale occupato autogestito "Macchia Rossa"



FERMIAMO L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE SULLE TECNICHE DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA

In questi giorni il Parlamento sta per approvare la proposta di legge sulle Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita.
Questa proposta di legge presentata come una legge che vuole regolamentare questioni tecniche in merito alla procreazione medicalmente assistita praticata nei centri pubblici e privati autorizzati, in realtà attacca il diritto all’aborto da parte della donna, garantito dalla legge 194, impone la famiglia eterosessuale come unico soggetto giuridico in grado di poter accedere all’uso delle T.P.M.A., disciplina a discapito della salute della donna l’utilizzo per cosė dire tecnico delle T.P.M.A.
Nell’introduzione alla legge si afferma che "togliere la vita ad un embrione è reato contro la persona, come e più della violenza sessuale, perché questa non recide una vita umana". Si prosegue affermando nell’articolo 1 che "nell’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, la presente legge assicura il diritto a nascere del concepito". Il concepito diviene cosė soggetto portatore di diritti.
Con questi articoli il diritto all’aborto viene fortemente attaccato, la donna non è più responsabile giuridica primaria della procreazione o della non procreazione, cosė come riconosciuto dalla legge 194 (sull’interruzione volontaria di gravidanza ).
Ci chiediamo quindi cosa succederà quando le donne vorranno far valere il diritto all’aborto. Verranno forse incriminate per omicidio?
Nell’articolo 4, che disciplina l’accesso alle tecniche, si afferma che "è vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologa". Nell’articolo 5, riguardante i requisiti soggettivi per l’accesso alle T.P.M.A. si afferma che possono accedere alle tecniche solo coppie di sesso diverso".
Questo significa svilire il senso reale delle T.P.M.A. poiché impedendo l’uso di gameti esterni alla coppia non si lascia libertà procreativa alle donne come queste tecniche in realtà permettono. Il tutto in nome di un assurdo diritto all’identità genetica del concepito ! Significa anche delineare che solo il modello di famiglia eterosessuale può utilizzare le T.P.M.A. Lo Stato e la Chiesa sanciscono di nuovo che solo la famiglia eterosessuale è la famiglia, che single, coppie lesbiche e gay, devono subire, oltre a quelle che già subiscono, la discriminazione di non poter accedere all’uso delle T.P.M.A.

Il Governo e il Parlamento, con l’assenso entusiasta della Chiesa Cattolica, cercano di fermare la Storia. Cercano di arrestare e cancellare le lotte dei movimenti femministi, dei movimenti sociali e culturali che hanno determinato di fatto, spesso anche dal punto di vista legislativo, il diritto della donna di decidere liberamente sul proprio corpo e che hanno costruito e costruiscono quotidianamente un nuovo modello di famiglia o di non famiglia.
Con questa legge vogliono (ri)sancire il principio che la donna non ha libertà di scelta sul proprio corpo, che lo Stato e la Chiesa decidono qual è il modello di famiglia da "edificare", che bisogna regolare attraverso la Legge i desideri, i sentimenti, i bisogni delle persone e le relazioni che vogliono costruire fra loro. Vogliono stabilire il controllo sul corpo della donna definendolo cosė come mero contenitore biologico, mentre l’embrione è anima, mente, corpo.
Ancora una volta vogliono riaffermare che la donna non è un soggetto pensante ma un soggetto che va pensato, da un punto di vista maschile.
Vogliono, con la motivazione di una presunta Etica Naturale da cui devono derivare le scelte sessuali, il tipo di famiglia da costruire, e la sacralità dell’embrione, riprodurre ( è proprio il caso di dire cosė..) il modello del Patriarcato come modello maschile dominante fra i generi e nell’intera società.

Un Patriarcato che si rinnova nella sintesi di interessi politici, economici, sociali e culturali che disciplinano il controllo sul corpo della donna, sui modelli di famiglia, sulle scelte sessuali. Per la conservazione dell’Ordine sociale esistente, dentro e contro le possibilità e gli spazi di trasformazione.

Invitiamo i compagni e gli uomini tutti a mobilitarsi per fermare l’approvazione della legge sulle T.P.M.A.

...affinché la difesa della libertà di scelta da parte delle donne sia tutelata e rispettata, sostenuta al massimo da noi compagni, da noi uomini, anche per dimostrare finalmente che si può rompere quel muro di omertà e silenzio che circonda da sempre i movimenti femministi e di autodeterminazione delle donne,
...perché lottare contro questa legge e la cultura patriarcale, maschilista, cattolica, che la sostiene non si può, ancora una volta, delegare alle donne. Anzi può e deve essere una lotta comune, in cui costruire percorsi di liberazione sociale e culturale, in cui praticare, autonomamente dalle imposizioni dello Stato e della Chiesa, le relazioni sessuali e sociali che desideriamo,
...affinché la lotta contro questa legge non appartenga solo alle donne ma anche a quegli uomini, che come noi, consapevoli di appartenere ad un genere che fa dell’oppressione il modello di relazione fra i generi, vogliono rigettare questo modello, combatterlo, contrastarlo, e costruire cosė altre identità possibili per il genere maschile. Identità fondate sul rispetto delle differenze e sulla valorizzazione di esse, sull’autodeterminazione sul proprio corpo, sulla libertà assoluta di scelta, per lo sviluppo di nuovi rapporti sociali, cultural, sessuali, senza nessuna discriminazione,
...affinché si possa aprire un dibattito reale e costante nel Movimento sul significato storico, sociale, culturale, politico di questa legge, sul Patriarcato che la genera, sul Patriarcato che domina e attraversa da millenni i vari sistemi socio-economici che si sono susseguiti nella storia umana, sulla necessità di abbatterlo e superarlo a partire da noi, dal nostro quotidiano, sul maschilismo che pervade gli stessi movimenti di trasformazione sociale,
...affinché si possa discutere serenamente sul significato sociale e culturale delle T.P.M.A. e del loro utilizzo, senza doverci difendere dalla strumentalizzazione che ne fanno Chiesa e Stato,
...affinché venga garantito il libero accesso alle T.P.M.A. a tutte e tutti, gratuitamente.

Mobilitarsi per bloccare questa legge oscurantista significa anche poter dire che vogliamo, come uomini insieme alle donne o anche non necessariamente con loro, poter scegliere il modello di famiglia o di non - famiglia che desideriamo: della famiglia cattolica, socialmente convenzionale, non ne vogliamo più sapere e questa volta vogliamo gridarlo anche noi uomini. Del modello di famiglia che desideriamo costruire, e anche se non ne vogliamo costruire alcuno, vogliamo deciderlo in prima persona, senza che nessuna legge e nessuna dottrina possa imporlo a forza di voti parlamentari...

I compagni del centro sociale occupato autogestito "Macchia Rossa"

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