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GENOVA PER NOI... de Majana
Ha rappresentato il momento in cui abbiamo deciso di rimetterci in gioco. Il momento in cui siamo usciti dall’isolamento politico - sociale in cui ci eravamo chiusi per libera scelta dopo che si erano verificati alcuni casi di stupro all’interno dell’ex movimento antagonista romano. Le reazioni maschiliste e sessiste che l’ex movimento ha espresso in seguito a queste vicende ci avevano lasciato allucinati, portandoci alla decisione di isolarci da tutto e da tutti. Genova per noi è stato il momento in cui abbiamo ricominciato a crescere e imparare, da soli e insieme alle persone che da tutto il pianeta si stavano mobilitando per un altro mondo, possibile e necessario. Genova per noi è stato il momento in cui abbiamo deciso di formulare una critica finalmente costruttiva e non meramente distruttiva verso il nuovo politicismo che vedevamo emergere anche all’interno delle cosiddette nuove forme del fare politica dello stesso Movimento dei Movimenti. Una critica formulata verso il modulo organizzativo verticista proposto e riprodotto, a volte consapevolmente e a volte inconsapevolmente, quotidianamente e strategicamente, da tutte le componenti del Movimento. Poiché ognuna di queste componenti si dotava del suo portavoce (sempre e solo rigorosamente uomini...), e al tempo stesso affermava che questi portavoce erano solo temporanei, assolutamente disponibili al meccanismo della rotazione e che rappresentavano esclusivamente la volontà della specifica area politica di riferimento. Da allora questi portavoce sono rimasti lì, al loro posto, senza mai autocriticarsi, senza mai "ruotare", senza mai mettere in seria discussione la figura che rappresentano, senza mai guardarsi pubblicamente allo specchio, senza mai uscire dal ruolo informale, eppure assai strutturato, di leaders del movimento... Genova per noi è stato quindi il momento per criticare questa impostazione del "fare politica", dei modelli organizzativi verticismi interni allo stesso Movimento, standoci dentro, misurandosi con essa quotidianamente, cercando di costruire, praticare una nuova modalità del fare, dell’agire, senza chiudersi a riccio e senza criticare senza praticare. Genova per noi è stato un momento per rilanciare politicamente e conflittualmente anche nel nostro quartiere i "grandi temi della politica": dalla solidarietà internazionalista ai popoli oppressi, alla lotta globale contro il Neoliberismo, alla battaglia per un ambiente a misura di persona e non al servizio del profitto delle multinazionali. Abbiamo riportato analisi, dibattiti, riflessioni, parole d’ordine dentro il Comitato Antisfratti Magliana e a tutte quelle persone che pur non essendo militanti frequentano da anni o da giorni il centro sociale. Abbiamo lavorato per costruire, in modo orizzontale partecipativo, un gruppo che partisse dal Centro Sociale per Genova con più chiarezza possibile riguardo a dove si stava andando e perché. Questo ha fatto si che per andare a Genova si costruisse un gruppo che andava aldilà dei militanti e che soprattutto il livello qualitativo fosse diverso: quando si rompe la dinamica di chiamata dall’alto, la partecipazione delle persone è cosciente, consapevole, fatta di convinzione e di determinazione. Di gioia collettiva nel fare le cose insieme, di agire stando tutti sulla stessa linea. Genova per noi è stata una singola manifestazione. Quella del 21 luglio, quella del giorno dopo dell’assassino di Carlo Giuliani. Quella del corteo che ha fatto pochissimi chilometri, si è beccato la sua carica ed è tornato indietro, al punto di partenza, senza neanche vederla da lontano la fatidica linea rossa. Genova per noi è stata la rabbia e la gioia di lottare, come si diceva una volta. La rabbia perché hanno ucciso Carlo, perché hanno ferito più di 600 manifestanti, perché ne hanno arrestati e denunciati centinaia, e a distanza di un anno e mezzo continuano a farlo. La gioia perché ci siamo incontrati e conosciuti provenendo da tutti i più disparati meridiani del pianeta, perché abbiamo scoperto dal vivo le immense differenze che uniscono chi viene da un quartiere popolare di una delle tante metropoli occidentali con chi viene dal villaggio sperduto del Brasile. E abbiamo scoperto che queste differenze ci piacciono, ci fanno sentire davvero globali senza essere però omologati. Genova per noi è oggi la voglia di lottare, caricata a mille. Genova per noi è la voglia di Resistere e Costruire. Resistere contro le politiche razziste, fasciste, neoliberiste che ci vogliono omologare, schiavizzare, ridurre al silenzio o peggio ancora a un’opposizione da folclore che funga da alibi al sistema: cosicché possa gridare ancora una volta "Lo vedete? Siamo in una democrazia, possono parlare anche loro!". Costruire un mondo migliore, alternativo e antagonista a quello presente, costruirlo a partire dalle forze vive e rivoluzionarie che nella società attuale crescono e agiscono; costruirlo anche a dispetto delle forze e delle contraddizioni che viviamo dentro di noi come persone e come militanti, dentro lo stesso Movimento dei Movimenti, dentro il nostro vivere quotidiano. Oggi, che 9 compagni e compagne si trovano in carcere, 4 ai domiciliari e tanti e tante altre denunciati\e sentiamo la necessità di riprendere il filo delle cose più belle emerse a Genova, per sentirle più vive che mai, per fare in modo che da esse possa partire la risposta più intelligente, ironica, incisiva, sensibile all’attacco repressivo che il Movimento sta vivendo. Sentiamo però anche la necessità di ragionare su tutte le cose che invece a Genova sono andate per così dire, storte, per responsabilità nostra, tutta nostra, affinché un momento di autocritica, di autocoscienza, il più profondo e sereno possibile, possa aiutarci a non ripetere quegli errori che invece abbiamo commesso, anche se in forme assai differenti, nei mesi successivi. E che oggi continuiamo a ripetere. Vogliamo per questo costruire un incontro che non sia un’assemblea formale e politicista. Una serata che non sia né nostalgica ( c’è poco da essere nostalgici..) né enfatizzante, né retorica ma neanche fatta di prostrazioni collettive.. Vogliamo costruire una serata in cui ognuno e ognuna possa dire qual è stata la sua Genova, che possa raccontarlo con sincerità e serenità..e soprattutto "se e perché" da Genova ha deciso di cambiare se stesso\a, il suo impegno politico-sociale. Genova per noi può e deve essere l’impegno a difendersi dalla repressione che oggi ci colpisce tutti\e. Per non dimenticare neanche per un solo attimo chi, per aver partecipato al Contro G8 e avere resistito alla solita violenza dello Stato e della sua Polizia, dei suoi Carabinieri e della sua Magistratura, oggi è privato della sua libertà. SABATO 21 DICEMBRE DALLE ORE 20 PROIEZIONE DEL FILM " CARLO GIULIANI, RAGAZZO" CENA SOCIALE A SOTTOSCRIZIONE DEI COMPAGNI E DELLE COMPAGNE ARRESTATI/E PROIEZIONE DI FILMATI AUTOPRODOTTI CONTRO IL G8 CENTRO SOCIALE OCCUPATO AUTOGESTITO "MACCHIA ROSSA" - MAGLIANA |