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Poteva essere uno o una di noi, qual caldo pomeriggio di tre anni fa, a lanciare quellestintore.
Potevamo essere tutti e tutte noi, incordonati serratamene e sudati, oppure sparpagliati confusamente perché spezzati dallennesima violentissima carica della polizia e dei carabinieri.
Potevamo essere noi a guardare Carlo cadere a terra.
Potevamo essere noi, costretti dalla paura e dai loro fucili, a guardare immobili Carlo morire, circondato dai suoi mille assassini, impedendoci di salvarlo nellultimo disperato tentativo.
Potevamo esserci noi.
Ma noi non ceravamo.
Eravamo impauriti e attoniti, carichi di rabbia e di odio, ad ascoltare la radio, a fare gli ultimi preparativi per la partenza, ormai prossima, verso Genova, per il grande corteo internazionale del giorno dopo.
Potevamo esserci noi.
Ma noi non ceravamo.
E in fondo questassenza pesa ancora come un macigno, sui nostri cuori.
Poiché, anche dopo tre anni, tutte le nostre mani stanno ancora lanciando quellestintore...
CARLO AMA ANCORA !
CON CARLO NEL CUORE, ANCHE NOI COME LUI, PADRONI DI NULLA, SERVI DI NESSUNO !
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