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SIAMO TUTTE E TUTTI
SOTTO SFRATTO

Siamo inquiline ed inquilini dell’INPDAI, del comune e degli altri enti previdenziali.
Siamo abusive, abusivi, occupanti, alcuni/e con regolare contratto d’affitto, altri/e senza contratto.
I nostri appartamenti vengono venduti dal governo Berlusconi a banche, società immobiliari, società finanziarie.
Siamo in attesa dello sfratto esecutivo...

Siamo studenti costretti a pagare 300 euri al mese per un misero posto letto a padroni di casa usurai che speculano sul nostro bisogno casa.

Siamo migranti che vivono in 30 dentro buchi fatiscenti pagando 300 euri a testa a padroni di casa peggiori degli schiavisti.

Siamo singoli e singole che non si possono permetter di uscire dalle proprie famiglie perché i nostri salari precari non ci permettono di pagare affitti altissimi.

Siamo famiglie proletarie costrette alla coabitazione con altre famiglie.
Siamo famiglie costrette dentro monolocali invivibili.
Siamo famiglie che vivono in scuole abbandonate al degrado: noi stesse le abbiamo ristrutturate in attesa della casa popolare che il comune ci deve assegnare.
Ci dicono che non abbiamo diritto né alla casa popolare né al contributo comunale all’affitto, ma noi non possiamo pagare affitti ai prezzi di mercato. Cosa dobbiamo fare?

Siamo omosessuali e lesbiche, coppie di fatto, singoli e singole, che non vedono riconosciuto il proprio diritto ad una casa popolare a causa di infami leggi discriminatorie di ispirazione cattolica.

Siamo tutti e tutte in attesa dello sfratto esecutivo, per morosità e per fine locazione, e dello sgombero per occupazione abusiva.
Siamo in attesa dell’ ufficiale giudiziario, di polizia e carabinieri, degli avvocati, dei fabbri e dei mediciche busseranno alle nostre porte... buttandole giù, per sbatterci fuori dalle nostre case.
Vogliamo una casa per vivere e non ci fermeremo finché non l’avremo.

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