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Da anni ormai sentiamo parlare sempre più spesso di come le politiche
macro-economiche e le pressioni degli organismi economici sovranazionali
del capitalismo influenzino e determinino sempre di più leconomia degli stati nazionali e le nostre stesse vite.
Troppo spesso però, a nostro avviso, il nesso tra il quadro "globale" e le
lotte locali che di tutto ciò devono tenere conto, rischia di perdersi o di
diventare solo teorico.
Negli ultimi dieci anni in tutti gli stati capitalistici occidentali, siano essi governati dalla destra o dalla sinistra
parlamentare, lunico obiettivo delle politiche economiche
governative è quello di "risanare i conti pubblici", che tradotto significa tagliare le
spese sociali e incentivare e garantire al massimo alle imprese la possibilità di realizzare altissimi profitti in tempi brevi.
I parametri delleconomia capitalistica fordista, da tutti conosciuti e che non vogliamo trattare adesso per lampiezza che ciò comporterebbe, oggi vengono modificati radicalmente: azzeramento del cosiddetto "Stato sociale" e di tutte quelle "garanzie sociali" conquistate con decenni di lotte, pagate spesso a costo della vita stessa, da parte del movimento operaio, proletario e studentesco e dai movimenti sociali in genere.
In questi parametri si dislocava quello del diritto alla casa, diritto altamente mercificato in questi 50 anni di fordismo allitaliana attraverso politiche sociali populiste e demagogiche, tutte a favore dei "Costruttori di case", a Roma meglio conosciuti come palazzinari.
In generale gli stati occidentali hanno saputo ben vendere questo diritto a una massa enorme di persone, cosa che nei secoli precedenti, si badi bene, non era riuscito a fare nessuno. Miracoli del capitalismo...
In Italia in realtà questo diritto non era stato mai pienamente garantito. Tantè che la quota di edilizia residenziale pubblica è sempre stata la più bassa dellEuropa occidentale.
E con le nuove politiche di privatizzazione impostate dai vari governi succedutisi in questi ultimi dieci anni, probabilmente dallultimo posto lItalia scenderà ancora più giù...
Oggi infatti lItalia sta applicando zelantemente la logica di privatizzare il patrimonio immobiliare pubblico imposta a livello internazionale dal Fondo monetario e dallUnione Europea.
Grazie alla vendita del proprio patrimonio infatti lo stato
italiano spera di incassare i soldi necessari a ridurre il proprio deficit
(anche se solo temporaneamente) al di sotto della soglia necessaria per
rispettare il patto europeo di stabilità.
Nessuno dei governi che si sono avvicendati negli ultimi anni ha rinunciato a
questa impostazione, ma lattuale governo Berlusconi ha attuato un piano da
veri maestri della speculazione finanziaria: la legge sulla
cartolarizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.
In questo caso il meccanismo perverso della cartolarizzazione vede coinvolti
il ministero delleconomia, gli enti pubblici proprietari di case, e
numerosi speculatori privati che realizzeranno facili guadagni a scapito
degli inquilini e delle inquiline.
Tale meccanismo prevede la costituzione di una società chiamata SCIP (che
vuol dire Società per la Cartolarizzazione degli Immobili Previdenziali,
anche se il nome, scelto senza ironia, ci sembra particolarmente azzeccato)
alla quale gli enti cedono la proprietà delle case, pur mantenendone la
gestione. La SCIP, quindi, emette dei titoli al portatore, cioè si fa
prestare dei soldi da altre società, banche o risparmiatori, e ne versa una
parte nelle casse dello stato, offrendo come garanzia le case stesse.
Tra laltro questo passaggio del processo ha provocato una disquisizione di
carattere economico: lIstituto Europeo di Statistica, ovvero lente che
deve analizzare tecnicamente i conti degli stati per verificarne le
condizioni e leventuale aderenza ai parametri previsti dal patto di
stabilità, ha sollevato il dubbio se fosse giusto considerare, come il
governo vorrebbe, il ricavo dellemissione di questi titoli come un guadagno
immediato, o non piuttosto come un ulteriore indebitamento dello stato. In
questo secondo caso il guadagno sui conti pubblici sarebbe posticipato a
quando i debiti saranno rifusi, vedremo tra poco in che modo.
Gli immobili interessati dalla cartolarizzazione (cioé in prospettiva tutte
quelli degli enti previdenziali) vengono messi allasta al miglior
offerente. I soldi così ricavati serviranno in parte a rifondere i prestiti
iniziali, e il rimanente (così almeno sperano) a fornire un ulteriore
ricavo per le casse pubbliche, oltreché ovviamente a tutti gli speculatori
privati interessati allaffare, da chi si aggiudicherà lappalto per la
stima del patrimonio, a chi intascherà mazzette a vario titolo, a chi è
direttamente coinvolto nella SCIP.
Nel caso (probabile) rimangano case invendute, chi ha prestato i soldi alla
SCIP ne prenderà possesso, ottenendo comunque il suo tornaconto.
Questo è il succo delloperazione: infatti in questo modo è sicuro che tutte
le case cartolarizzate verranno vendute, o comunque cesseranno di essere di
proprietà pubblica.
La vendita del patrimonio residenziale pubblico (beni immobiliari dello Stato, degli enti previdenziali pubblici, delle società per azioni di proprietà pubblica come Fs e Poste, dellex IACP, degli Enti Locali) portata avanti sia dal centrodestra che dal centrosinistra negli ultimi 10 anni, può considerarsi un processo ormai ampiamente avviato e che si pone in aperta contraddizione con la volontà di risolvere la questione del disagio abitativo.
Le norme che regolano in particolare la vendita del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali sono la legge 104 del 1996 e la legge 410 del 2001.
Ecco come funziona la procedura di vendita:
Lente proprietario invia allinquilino una lettera in cui comunica lintenzione di vendere e il prezzo dellappartamento. Linquilino, che ha il diritto di opzione per lacquisto dellappartamento, a questo punto ha 60 giorni di tempo per decidere se acquistare (se ne ha la possibilità) oppure lasciare lappartamento alla scadenza dl contratto.
Il diritto di opzione inizialmente era stato garantito solo agli inquilini di immobili ad uso residenziale, mentre ora è stato allargato anche ai conduttori di immobili pubblici ad uso commerciale.
Il prezzo di vendita per linquilino viene fissato in base alle stime del mercato (grandezza dellappartamento, stato dello stesso, quartiere in cui è situato, ) e poi scontato del 30%. Un ulteriore sconto (si può arrivare al 45%) è previsto per gli inquilini che formano una cooperativa e che acquistano almeno l80% degli appartamenti dello stabile di proprietà dellente.
Unagevolazione è stata data solo ai nuclei familiari con un ultrasessantacinquenne o con un handicappato e un reddito inferiore ai 22000 euro e nuclei familiari con un reddito annuo inferiore ai 18000 euro, che hanno diritto al rinnovo del contratto per altri 9 anni dalla data di scadenza del contratto.
Bisogna poi aggiungere che i diritti degli inquilini sono riconosciuti qualora questi siano in possesso di regolare contratto e perfettamente in regola con i pagamenti.
La legge 410 del novembre 2001 ha poi introdotto un nuovo strumento per la cessione del patrimonio immobiliare: si tratta della cartolarizzazione, unoperazione finanziaria che vede protagoniste lo Stato insieme a banche e cordate di istituti finanziari.
Loperazione funziona così:
LAgenzia del Demanio (organo del ministero delleconomia e delle finanze) compila un elenco degli immobili di proprietà degli enti che devono essere venduti. Il ministero delleconomia dispone il trasferimento dei beni immobiliari dagli enti ad una società, la Scip in questo caso (società di cartolarizzazione immobili pubblici), che ha il compito di realizzare le operazioni di cartolarizzazione. La gestione, la manutenzione e la vendita degli immobili resta comunque agli enti. La Scip deve pagare un prezzo agli enti, a fronte del trasferimento degli immobili, e dunque ha bisogno di risorse (denaro), che cercherà sul mercato. Le risorse se le procura emettendo titoli obbligazionari o assumendo finanziamenti. Presumibilmente i portatori dei titoli e i concedenti i finanziamenti sono banche, società finanziarie e grandi agenzie immobiliari. Con questi soldi la Scip può pagare gli enti. A garanzia di tutta loperazione vengono utilizzati gli immobili stessi. Gli appartamenti poi non optati dagli inquilini vengono venduti tramite aste e linvenduto va ai portatori dei titoli e ai concedenti i finanziamenti (che dicevamo sono quasi sempre banche, istituti finanziari e grandi società immobiliari).
La cartolarizzazione è una tecnica finanziaria che letteralmente significa "trasformare in carta/in obbligazioni" e in teoria permette di trasformare in prestiti obbligazionari, dunque cartolarizzare, qualsiasi attività finanziaria in grado di generare flussi di cassa, cioè di denaro, prevedibili.
Ora la cartolarizzazione viene usata per la vendita di immobili (operazione portata avanti dallattuale ministro dellEconomia Tremonti) in passato lex-mninistro del Tesoro Visco lha utilizzata per il recupero dei crediti insoluti Inps. Lattuale governo ha utilizzato questa tecnica finanziaria per migliorare il rapporto deficit/Pil 2001, anticipando, appunto grazie alla cartolarizzazione, lincasso futuro della vendita dei biglietti di Lotto e Superenalotto e della dismissione degli immobili di sette enti previdenziali. Il fatto che il Governo proceda spedito nlla vendita del patrimonio immobiliare pubblico lo si spiega proprio in base al legame
dismissioni-abbattimento del deficit.
Un ostacolo però il Governo lha incontrato: si tratta di Eurostat (listituto statistico europeo). Eurostat ha infatti bocciato le operazioni che hanno riguardato il Lotto, mentre per quanto riguarda le dismissioni ha posto delle regole più rigide che il Governo deve rispettare.
È importante ricordare poi che il rapporto deficit/Pil è uno degli indici che lItalia deve rispettare per rientrare nei parametri di Maastricht, continuando così a far parte dellUnione Europea.
Il 23 aprile 2002 si è conclusa la c.d Fase 1, cioè la conclusione della prima fase di vendita ai locatari e successive aste.
La Fase 2 è appena iniziata.
In merito alla questione sfratti il Governo ha prorogato la sospensione fino al 30 giugno del 2003, ma la proroga scatta solo in presenza di determinate condizioni:
-presenza di un ultrasessantacinquenne o di un portatore grave di handicap nel nucleo familiare soggetto a sfratto.
-il nucleo familiare non deve disporre di unaltra abitazione idonea e di un reddito che gli consenta di affittarla
-la sospensione si applica solo nei comuni ad alta tensione abitativa
-gli sfratti per morosità sono esclusi dalla sospensione
In pratica la proroga si rivolge soprattutto alle vertenze tra inquilini e proprietari che fanno seguito alla fine del contratto di locazione. Inoltre il proprietario di casa, di fronte ad una sospensione dello sfratto può chiedere che linquilino provi al giudice di essere nella condizione di fruire della sospensione.
Davide contro Golia: la lotta del Comitato antisfratti Magliana contro Governo, Polizia, Inpdai.
Quello della cartolarizzazione del patrimonio immobiliare degli enti
previdenziali è dunque solo un esempio in cui il legame fra processi economici sovrannazionali e politiche neoliberiste nazionali è chiarissimo: forse anche
scontato. In questo documento abbiamo cercato di spiegarlo al meglio delle nostre capacità.
Abbiamo cercato di evidenziare come proprio dentro questa dinamica di ristrutturazione del capitale è rinata a Magliana, quartiere popolare di Roma, una piccola lotta, una resistenza sociale al neoliberismo sfrenato. Sul bisogno casa ancora una volta, dopo le fortissime esperienze degli anni 70, in questo quartiere le persone si sono mobilitate, hanno costruito conflitto, intessuto una rete di partecipazione diretta, autogestita, di democrazia diretta, per difendere il proprio diritto alla casa, e forse qualcosa in più...
Questa lotta è quindi a sua volta un piccolo un esempio di quanto anche le lotte di quartiere siano la risposta a politiche capitalistiche sovranazionali delloggi, anche se intrecciate nellessere frutto di politiche sociali devastanti degli anni passati, e in parte, ma solo in parte, modellate sullorganizzazione della lotta come si praticava dieci, venti anni fa.
Allo stesso tempo gli stessi protagonisti di questa lotta non sono pienamente consapevoli di quanto questa lotta sia nuova, di quanto sia inserita in un quadro pienamente globalizzato, diventa a questo punto necessario saper reinterpretare, rileggere, il quadro economico internazionale, le politiche dettate dal Fondo Monetario Internazionale e dallUnione Europea in tutti i loro aspetti.
Anche per organizzare al meglio processi conflittuali sempre più forti, sempre più permanenti, sempre più radicali per la riappropriazione dei nostri bisogni sociali e dei nostri desideri individuali e collettivi.
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