La Leggera
Home page > Alto Garda e Ledro > Arco, la supervilla di Morandini > La supervilla vista lago di Mario Morandini

Come sfruttare al meglio un Piano regolatore

La supervilla vista lago di Mario Morandini

Il colpaccio dell’ingegnere ex Dc. Una lussuosa residenza panoramica

mercoledì 15 febbraio 2006, di Stefano Ischia

dal quotidiano l’Adige del 27 gennaio 2002

ARCO - La villa è in posizione panoramica. Collocazione splendida. Vista imponente: dall’alto del colle di Laghel si domina la città di Arco, la piana del Basso Sarca e la vallata del Garda. Non sfuggono nella loro maestosità i tramonti dorati e le cime prealpine. Della Ca’ Bianca di Mafalda Gobbi, la compagna di vita di Mario Morandini, ne parlano tutti ad Arco. È sorta all’improvviso sulle ceneri di un decrepita e modesta casetta contadina. Incastonata tra i cipressi è probabilmente la villa più panoramica della cittadina dopo il castello.

Mario Morandini, degno erede dei Conti d’Arco. Un bel colpaccio quello messo a segno. La villa, una sorta di pagoda che mal si accompagna nel contesto paesaggistico del luogo, ha ottenuto tutti i permessi e le concessioni necessarie.

Grazie a un articolo specifico della normativa del Piano regolatore di Arco (gennaio 2000) ma rapidamente tolto nella Variante successiva (dicembre 2001), l’architetto Giorgio Losi, progettista, direttore lavori e collega di Morandini, ha potuto ristrutturare la casa contadina aumentandone il volume fuori terra del 20%. Non solo, sotto terra il Prg permetteva di realizzare di tutto: garage, palestra, deposito, sale, altro. Addirittura un lato poteva rimanere aperto per porte finestre o passaggi. Ingegnoso. Naturale che sul versante sud dell’ex Ca’ bianca si siano aperte finestre dalle quali si contempla il Garda.

La Pagoda, osservata da Laghel, appare in tutta la sua, per così dire, originalità. Soprattutto il tetto. Stonato, di linea orientale. Grazie al "grimaldello" del Piano regolatore è stato, dunque, possibile realizzare la supervilla. Senza problemi. In un contesto paesaggistico di olivi e cipressi.

Il progetto edilizio e quattro varianti sono ammucchiati in un faldone in municipio. Domani passerà in commissione edilizia la quinta variante. A Laghel, in ogni modo, anche altri hanno iniziato costruire. Qualche proprietario di baite e casette agricole ha seguito le orme di Losi. «Peccato - ecco le solite "linguacce" di paese - che il semplice cittadino che deve spostare una trave o aprire una finestra o rifare un poggiolo si trovi a dover passare le forche Caudine della burocrazia per poi trovarsi spesso di fronte a un "niet"». A quelli che sanno muoversi e destreggiarsi tra le normative, l’urbanistica e la politica, invece, la fortuna solitamente arride. L’indignazione, motivata o meno che sia, serpeggia ad Arco.

Ora, comunque, a frittata fatta, l’amministrazione municipale ha pensato di fare marcia indietro con la Variante. Forse ha giudicato eccessivo quanto concesso dal Prg. Ha cancellato la possibilità di ampliare indefinitamente il volume per case in montagna. Sottoterra nulla, ad esempio.

Oggi Morandini non potrebbe più permettersi la Pagoda, al limite un gazebo. La casetta contadina Ca’ bianca prima del lifting era di 180 metri cubi. Due stanze. Si sviluppava su due piani. In pratica erano due stanze una sopra l’altra. Una piccola, modesta casetta. Sul progetto della Pagoda, approvato in municipio, risultano 216 metri cubi fuori terra. A vederla in diretta non sembra. Appare molto più grande .L’arguto meccanismo di espansione sotto terra con una facciata aperta sull’esterno presta il fianco all’ambiguità. In realtà la costruzione sotto terra, chiaramente visibile durante i lavori in corso, non va contata come volume.

Per completare il quadretto si aggiunga che il Comune ha concesso anche la realizzazione di una tettoia-garage nei pressi della Pagoda (in foto la si vede davanti). E per inciso va annotato che la prima concessione edilizia venne richiesta da Bruno Gobbi Frattini. Solo dopo la proprietà passò a Mafalda Gobbi.

L’INTERVISTA

Mario Morandini, cercato ieri pomeriggio, in un primo tempo non risponde al cellulare. Allo studio Ata, dicono di provare a casa, a quella nuova. «Quale, quella di Laghel?» chiede il giornalista. «Già, quella di Laghel» la risposta. Dopo un’oretta eccolo al telefono.

Signor Morandini, i metri cubi fuori terra della villa sono effettivamente aumentati solo del 20%?

«Per forza».

Sa, perché vedendola dal vivo sembra che il volume sia nettamente superiore.

«Si controlli fin che si vuole, non ci sono problemi»

Nel senso che l’aumento è in gran parte sotto terra?

«Eh, beh, per forza. Quello autorizzato è tutto sotto terra e sopra il 20 % in più».

È tutto consentito dal Piano regolatore. Ma nell’ultima Variante non è stata cassata la norma specifica?

«No. Per me no».

Eccole la domanda cattiva, quella che gira ad Arco: non è che grazie alla sua influenza da ex sindaco, da uomo potente, lei sia riuscito a ottenere quello che un cittadino normale non riuscirebbe a ottenere? Cittadino che spesso per aprire o modificare una finestra deve fare le fatiche di Sisifo per poi spesso non ottenere nulla?

«Le fatiche di Sisifo le ho fatte anch’io: ci ho impiegato tre anni, ho modificato due progetti. Ho modificato quello che ci hanno chiesto di modificare secondo le indicazioni per un progetto di alto profilo. Certo, visto che è di alto profilo si può condividerlo o non condividerlo».

Ma sul davanti sono state aperte finestre nei volumi ricavati sotto terra?

«Tutto autorizzato. Tutto possibile. Basta domandare. Io ho domandato, ho modificato quello che mi hanno chiesto di modificare, ho integrato».

Com’era inserita urbanisticamente la casa?

«Era un edificio condonato a uso abitativo».

Un’altra domanda "cattiva": non è che il Piano regolatore di Arco, approvato nel 2000, abbia previsto questa norma "ad personam" per questo caso o per altri simili?

«No, no. Qui a Laghel ce ne sono almeno altri quattro che costruiscono. Il primo acquisto della Ca’ Bianca, poi, è stato fatto dopo la prima adozione del Piano, quando era già in regime di salvaguardia. È stato verificato quello che si poteva recuperare, è stato valutato l’investimento e si è realizzato».

P.S.

SCHEDA attualizzata (2006)

MARIO MORANDINI

Mario Morandini, fu uno dei pezzi da novanta nella Balena Bianca. Assessore per un decennio sotto il sindaco Selenio Ioppi, dopo l’apprendistato, venne l’ora del suo turno. Primo cittadino di Arco dal 1990 fu clamorosamente spodestato dalla fronda interna della sinistra Dc durante la "perlustrazione" di Ruggero Morandi in piena crisi di giunta, anno ’93. Amico dell’allora presidente della provincia Mario Malossini, Morandini non tornò a far politica ma rimase punto di riferimento per la sua area scudocrociata. Ingegnere di punta, con lo studio Ata, uno dei massimi esperti dell’alta Italia sulla viabilità, suo il progetto preliminare per la metropolitana di superficie, è stato delegato in Assindustria e fino al 10 agosto 2001 presidente di Informatica trentina. Ora (2006) è in affari con Marco Angelini: è in cantiere la fusione tra società Ata di Morandini e la società Civil engineering di Angelini

10 Messaggi del forum

  • votare come sindaco uno che si fa la villa (quasi)abusiva è come nominare Ahjmanijedad presidente della commissione onu sui diritti umani

    Rispondere al messaggio

    • La supervilla vista lago di Mario Morandini 20 aprile 2010 09:19, di Arianna Pisetti

      Sono perfettamente d’accordo con te, anche se, purtroppo, credo proprio che, ora come ora, non è più un miraggio se verrà eletto Sindaco alle comunali del prossimo 16 maggio 2010: sigh.... Ma il Sindaco non dovrebbe essere il primo cittadino che oltre a mostrare il buon esempio si fa portare e difensore del bene comune, così come dichiara il concetto di Politica? P.S. Un grazie a Stefano Ischia e a tutti gli altri reporter che seminano queste piccole inchieste quà e là sulla rete, in speranza di un giornalismo libero e indipendente....

      Rispondere al messaggio

  • La supervilla vista lago di Mario Morandini 23 aprile 2010 09:15, di Mario Morandini

    Caro Stefano,

    avevo un’altra idea, lo giuro, del giornalismo libero e indipendente. Chissà perché io pensavo (e mi sbagliavo) fosse anche informato e non fazioso. Invece mi accorgo che, nelle occasioni che contano, certi liberi informatori amano rimestare nel torbido. Dando una lucidatina, magari, ad un vecchio articolo di denuncia nella speranza che venga buono (a favore di chi?) nell’occasione che conta, oppure ospitando il meglio del qualunquismo ad effetto. Allora, caro Stefano, mi permetto di dare una mano a lei ed ai suoi amici fornendovi delle informazioni sulla mia villa di Laghel che, pur avendo già 10 anni, è rimasta ancora (siete a corto di argomenti?) lo spartiacque del dibattito politico. Forse non sapete, infatti, che casa mia, il suo progetto e le sue foto sono state pubblicate più volte dalle più importanti riviste specializzate di architettura. Voi pensate sarebbe successo se fosse stata (quasi) abusiva come andate ipotizzando da tempo? O pensate che il potere che mi attribuite riesca a lavare le cose sporche fino a farle luccicare come perle? Vi lascio a questi dubbi e aggiungo che sono orgoglioso di questa mia casa che è nata grazie anche al lavoro ed al concorso di idee di un gruppo di validi progettisti e consulenti. Ne sono orgoglioso non tanto, o non solo, per l’aspetto, quanto per aver raggiunto grandi traguardi – grazie appunto anche a questo lavoro congiunto – in tema di risparmio energetico.

    Ho investito molto del mio, e ne vado fiero, per arrivare a darle una ecosostenibilità totale, obiettivo che ho raggiunto grazie anche alla passione ed alla competenza di questi miei colleghi. Dal 2002 la mia casa è dotata di pannelli solari che garantiscono l’acqua calda e parte del riscaldamento. Un sistema che ora è integrato con dei pannelli fotovoltaici, per arrivare ad una autosufficienza elettrica, ricavando energia dal sole. La casa, inoltre, è dotata di una caldaia a biomassa a centimetri zero, nel senso che funziona con il residuo della spremitura delle olive che io coltivo in loco. Prossimamente, questa è una news, farò installare due pale eoliche di ultima generazione, quindi per niente impattanti, per ricavare energia elettrica dal vento. Ripeto che Mario Morandini è orgoglioso di questa creatura, proprio perché la sua stessa natura ecologica è la risposta più efficace a chi parla di abuso con disinvoltura. E’ solo una casa moderna, dotata di un sistema pilota di domotica che smentisce anche chi si considera un precursore in questa direzione. Voi pensate che Ahmadinejad, visto che qualche ospite del suo blog mi paragona al leader iraniano, abiti in una casa altrettanto ecologicamente pulita? Lo dubito.

    Ma, per tornare da noi, voi davvero pensate che in Trentino una casa resti in piedi 10 anni se, nella sua costruzione, non sono state fatte le cose in regola?

    Se ha dei dubbi, signor Stefano, mi piacerebbe poterla invitare per una visita guidata alla mia casa. Sarò lieto di farlo, perché così si potrà rendere conto di persona di quanto le ho raccontato e, magari, anche del suo impatto con l’ambiente. Lo so che è difficile farle cambiare idea, ma almeno avrà così altri elementi per alimentare la sua crociata di giornalista libero. Magari si accorgerà che le case sono fatte ad immagine e somiglianza delle persone che le progettano per poterci vivere. E, se il contenitore è in regola, forse si accorgerà che è a posto anche la persona che ci sta dentro.

    Mario Morandini

    Rispondere al messaggio

    • La supervilla vista lago di Mario Morandini 25 aprile 2010 07:39, di Stefano Ischia

      Caro Mario, ha preso un granchio.

      Noto che mi ha dato 1. del disinformato, 2. del fazioso, 3. indirettamente del qualunquista, 4. del rimestatore nel torbido, 5. di dare una mano a chissà quali amici.

      Beh, 1. non sono disinformato, altrimenti lei mi avrebbe querelato 8 anni fa, quando ho scritto della sua villa, e invece ho scritto fatti (mi documento a fondo quando scrivo articoli così delicati). Non solo, ho riportato anche il suo punto di vista.

      2. non sono fazioso nel senso che dice lei e cioè che “parteggerei” per i suoi avversari partitici: non potevo sapere nel 2002 che lei si sarebbe candidato nel 2010 come non potevo saperlo nel 2006 quando ho inserito l’articolo nel sito laleggera.it Se cercando in google “mario morandini” esce prima il sito laleggera.it che il suo sito promozionale, è solo perché da tre mesi gli accessi all’articolo della villa sono saliti in maniera esponenziale con punte di 50 letture al giorno e una media di 17. E’ internet bellezza! E’ il libero accesso all’informazione con un click. Io non ho fatto assolutamente nulla: l’articolo, come molti altri, sono parcheggiati lì da anni: è la gente che si va a leggere quello che vuole. In questo caso, l’articolo dell’Adige inserito su laleggera.it ha oggi più accessi del suo sito promozionale e quindi è più quotato da google.

      3. credo che lei abbia una certa confusione sul concetto di qualunquismo.

      4. quale torbido? la sua villa?

      5. quali amici? dal punto di vista partitico, giornalisticamente parlando, non ho amici: il mio riferimento professionale sono la gente e i lettori. Ha preso un granchio Morandini: la ringrazio del voi nobiliare ma non c’è nessun altro dietro, di fianco, né davanti; non ho nessun contatto strategico con i suoi avversari elettorali. Non mi occupo di partitica più di quanto non lo si faccia chiacchierando di calcio al bar con gli amici. In ogni caso non mi interessano i suoi problemi, sono in ferie, ho il mio orto da curare, i miei libri da leggere, amici in Africa da incontrare e il volontariato al quale mi dedico con passione.

      Credo che la mia concezione di giornalismo sia molto distante dalla sua. Io credo in un giornalismo libero e capace di stare dalla parte della gente. Lei non so a che modello faccia riferimento, forse le piacciono lo stile tg4 o lo stile Pravda.

      Quanto alla sua villa: sono felice che sia ecologica ma quante ce ne sono? Caro Morandini, ho lavorato per 7 anni a Edilizia e territorio, settimanale del Sole 24Ore come corrispondente dal Trentino Alto Adige, ma non ho mai letto nessun articolo che riguardasse la sua villa nella sezione progetti. Evidentemente mi sono sfuggiti: la prego di inviarmeli. E poi a essere sinceri: da otto anni in Alto Adige c’è la certificazione CasaClima; le pale eoliche le ha pure il Circolo surf torbole e mio padre ha messo il fotovoltaico a metà anni Novanta senza farne una questione di vanto nazionale. Nemmeno ora che sta pensando di aggiungere le pompe di calore. Se, parlando dell’ecologia della sua villa, vuole distogliere l’attenzione dal sistema di gestione dell’urbanistica in voga dell’Alto Garda, faccia pure, ma non mi interessa.

      cordiali saluti di pace e amore, stefano

      Rispondere al messaggio

      • Risposta a: La supervilla vista lago di Mario Morandini 27 aprile 2010 14:34, di Mario Morandini

        Caro Stefano, ti ringrazio per l’ospitalità che hai dato al mio scritto, mi dispiace che tu l’abbia presa male. Io intendevo solo dire che è facile allestire il teorema secondo il quale un ingegnere, a capo di uno studio importante e che è stato anche sindaco, debba per forza essersi rimboccato le maniche, come mi pareva di aver capito dal taglio di certi interventi, non a tua firma, apparsi sul blog. In ogni caso, è facile intuire che le nostre posizioni sono lontane, anche se ci accomuna – mi pare di aver capito – la stessa voglia di fare chiarezza. Alla luce di questo ti voglio proporre una serata sul tema dell’urbanistica del comune di Arco, parlando del passato e del futuro. Io curo la logistica (l’affitto della sala, ecc), tu farai il conduttore-moderatore con la libertà di scegliere anche tutti gli invitati che vorrai e che ritieni abbiano le conoscenze per sviscerare a fondo il tema. Mi piacerebbe che tu non la prendessi come una provocazione, ma riuscissi a capire che le mie intenzioni sono serie. Preferisco rispondere a domande scomode, ad interlocutori che non mi perdonano nulla, piuttosto che combattere il dileggio sistematico che si nasconde quasi sempre dietro un facile anonimato. Io sono convinto che ne usciremo arricchiti tutti e due, pur restando liberamente fedeli al nostro modo di pensare e di vivere.

        Rispondere al messaggio

        • Risposta a: La supervilla vista lago di Mario Morandini 10 maggio 2010 17:37, di Stefano Ischia

          Caro Mario Morandini, sono in ferie. Se le interessa, potremmo organizzare un dibattito dopo le elezioni, che lei sia eletto sindaco o meno. Magari invitando alcuni architetti e ingegneri che propongono una progettazione urbana partecipata dalla gente. Come ha detto all’Adige l’ingegnere Giuliano Trentini: «Fare decidere ai cittadini la programmazione del territorio è possibile. Con risultati sorprendenti». cordiali saluti stefano ischia

          Rispondere al messaggio

      • La supervilla vista lago di Mario Morandini 3 maggio 2010 06:33, di marco santoni

        purtroppo caro Stefano ,anche nel nostro piccolo trentino e nella nostra piccola busa, ormai bisogna per forza parteggiare per qualcuno altrimenti si è automaticamente "fuori" . lo sai te che sei stato gentilmente "spostato" a trento in questa campagna elettorale, che seguendo come dicevo le orme del giornalismo nazionale ha bisogno di militanti e non di giornalisti. ciao marco

        Rispondere al messaggio

  • La supervilla vista lago di Mario Morandini 25 maggio 2010 13:08, di manuel coser

    Questo è comunque, finalmente, Giornalismo. Libero lo aggiunge solo chi ha bisogno di nascondersi il fatto che tutto il resto è propaganda. Sollecitare chiarimenti, portare a conoscenza aspetti pratici chiusi nei cassetti di "uffici tecnici", collegare accadimenti ignoti alla massa, questo è fare informazione. Complimenti Stefano. L’occasione di un pubblico confronto è veramente ghiotta, per come la vedo io, cittadino curioso con zero voglia di esser menato per il naso, per capire non tanto gli aspetti architettonici della casa (mi compro le riviste specializzate se ne ho voglia), ma come vengono prese le decisioni nelle commissioni amministrative. Chi ha scritto il testo che prevedeva le deroghe, come lavora, si avvale delle consulenze tecniche di chi? Come funzionano gli uffici che decidono come dobbiamo comportarci? Servisse a questo, la bella pagoda potrebbe ispirarmi qualche simpatia...di riscatto.

    Rispondere al messaggio

Rispondere all'articolo

SPIP | modello di layout | | Mappa del sito | Monitorare l'attività del sito RSS 2.0