Chi siamo

Il Collettivo A/I (che sta per autistici.org / inventati.org) nasce nel marzo 2001 dall'incontro di individualità e collettivi che si occupano di tecnologie, privacy, diritti digitali e attivismo politico. L'idea di base è quella di fornire strumenti di comunicazione liberi e gratuiti su vasta scala, spingendo le persone a scegliere modalità comunicative libere anziché commerciali. Vogliamo informare e formare sulla necessità di difendere la propria privacy e di sottrarsi al saccheggio di dati e personalità che governi e grandi aziende conducono in maniera piuttosto indiscriminata.

A quattro anni dalla nascita del server A/I, le caselle di posta ospitate sono quasi 5000, i siti più di 500 e le mailing list oltre 700. A questi servizi vanno aggiunti un piccolo ftp anonimo, il servizio di anonymous remailing (scambio di posta in forma anonima) e le più diverse attività di formazione e informazione nel campo delle comunicazioni digitali. Al momento la comunità che naviga nelle acque scure dei servizi di A/I è di poche decine di migliaia di persone.

Non sono molte, considerato soprattutto il cupo scenario globale su cui ci affacciamo, ma abbastanza perché incappassimo in casi di censura o di aperta repressione: già nel 2003 abbiamo ricevuto richieste ufficiali di dati anagrafici di utenti di determinate caselle di posta, ma noi quei dati, che neanche molti server commerciali conservano, non li abbiamo mai tenuti, per nostra scelta politica consapevole. Nel 2004 abbiamo poi subito un sequestro di un sito di satira (Zenmai) causato dall'ipersensibilità di Trenitalia sul tema delle guerra (vicenda risolta decisamente a nostro favore). [ Ora Il sito è nuovamente online e Google ha una nuova storia da raccontare su Trenitalia.]
Nello stesso anno, infine, la polizia ha sequestrato e copiato tutto il contenuto dei dischi del server con la collaborazione del provider presso il quale risiedeva (Aruba), completamente a nostra insaputa (noi siamo venuti a saperlo solo a un anno di distanza, e solo per caso). Di fronte a tutto questo, era necessario inventarsi una strategia che costituisse un valido passo avanti. Per questo abbiamo dato vita al Piano R*.