Un altro mondo... e' nero.
L'africa non e' un paese in cui finisci per caso.
Non succede che ti svegli la mattina e ti trovi nel continente nero.
Non succede.
Non succede, non tanto perche' sia
difficile arrivarci o perche' sia meta proibita da qualcosa qualcuno,
ma non succede perche' in Africa non si va in comitiva.
Non succede perche' in Africa non ti accompagnano.
Non succede, semplicemente, perche' in Africa si va da soli.
Non sara' un viaggio fresco, non sara' una carovana felice di mediattiisti
in cerca di acqua e gloria, non sara' un momento di militanza all'estero.
Niente di simile ad un corteo antoglob ma nemmeno simile a chiapas, palestina,
colombia.
Non e' una partenza di compagni, accolti da compagni in un paese
in rivolta. Non e' e non sara' l'argentina.
E' uno degli ultimi buchi di culo del mondo.
Dove siamo al secondo anno di non raccolto.
Dove il 40% della popolazione rischia di muorire di fame e un numero
imprecisato muore davvero.
Dove l'aids, in percentuali da guinnes, e' solo il piu' famoso dei mali di un paese
violentato dall'economia, dall'intolleranza, della violenza, dalla fame.
Sara' un viaggio basato su contatti che in anni sono stati costruiti ma
soprattutto sulle capacita' di chi in quelle situazioni sara' capace di
trovare un senso e una direzione.
Sara' un viaggio in cui ognuno viaggera' da solo.
Sara' un viaggio in cui il contributo e le capacita' di tutti saranno
accessori fodamentali per sopravvivere.
Due parole, soprattutto per coloro che per una ragione o per l'altra, si sono ritrovati
a pensare all'Africa come destinazione delle loro vacanze.
il cioccolataio
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