Giovedì 14 luglio, presso la sede del sindacato FLC SNUR-CGIL in piazza Indipendenza, si è svolta un’assemblea pubblica intorno alla situazione del quartiere di San Lorenzo.

L’incontro era stato convocato per discutere degli atti di violenza che troppo frequentemente le forze dell’ordine compiono ai danni degli immigrati, ma anche per affrontare altri problemi del quartiere, non ultimo quello della casa.

All’incontro, distribuite nei vari momenti della serata, erano presenti all’incirca settanta persone, di cui una ventina erano ragazzi senegalesi. Non erano presenti persone di altre comunità.

L’assemblea ha avuto inizio con la ricostruzione di un episodio di violenza avvenuto il giorno 29 giugno ad opera delle forze dell’ordine ai danni di due ragazzi senegalesi. La gravità dell’evento è stata accentuata dalla considerazione di come i giornali hanno stravolto la realtà dei fatti, parlando di maxi-rissa e di aggressione dei senegalesi ai danni della polizia.

L’aver messo in evidenza la scorrettezza della ricostruzione da parte della stampa ha permesso, anche se solo in parte, di smorzare i toni di un clima inizialmente molto teso; lentamente quello che si stava configurando come incontro conflittuale è divenuto un vero e proprio confronto tra cittadini italiani e comunità senegalese. Sono così chiaramente emerse alcune questioni fondamentali:

prima fra tutte la necessità di uscire da un’ottica strettamente legata al concetto di ‘legalità’: la legge Bossi-Fini, razzista e xenofoba, facendo dipendere l’ottenimento del permesso di soggiorno dal possesso di un contratto di lavoro e di una casa, rende clandestine e ‘irregolari’ persone che non hanno commesso alcun reato e che per sopravvivere si trovano costrette a svolgere lavori ‘illegali’ quali la vendita di merci contraffatte;

l’importanza quindi, sul piano politico, di semplificare l’ottenimento dei permessi di soggiorno per permettere alle persone immigrate di vivere e lavorare ‘regolarmente’;

alla questione dei permessi di soggiorno si lega anche il dramma dei richiedenti asilo che non possono lavorare e ai quali vengono quotidianamente negati diritti umani e costituzionali;

è inoltre chiaramente emersa l’importanza di questo tipo di incontri per conoscere i problemi reali che vivono quotidianamente gli immigrati: problemi che non devono affrontare solo gli uomini e le donne senegalesi, ma anche gli appartenenti alle altre comunità presenti sul territorio;

questo tipo di confronto è importante per gli immigrati per poter uscire dal silenzio e quindi dall’isolamento, ma è importante anche per gli italiani perché, grazie ad una costante controinformazione, possano opporsi alla campagna di criminalizzazione razzista che forze dell’ordine e stampa stanno sistematicamente mettendo in atto; il confronto inoltre, spezzando alcune barriere culturali, si può tradurre anche sul piano politico nella presa di coscienza che problemi sociali, quali la mancanza di lavoro e di una casa, interessano cittadini immigrati e cittadini italiani;

è emersa l’esigenza di incontri costanti con le autorità locali e con il Consiglio degli immigrati, insieme all’esigenza di portare avanti l’esperienza delle assemblee pubbliche che, sostituendosi alla prassi della delega istituzionale, portino avanti un tentativo di cambiamento dal basso; inoltre, non tutte le comunità sono rappresentate nel Consiglio.

Proponiamo di incontrarci a metà settembre per discutere e agire intorno a questi temi:

- incontri con il Consiglio degli immigrati

- incontri con le autorità cittadine

- incontri di sensibilizzazione nei quartieri

- assemblee che affrontino temi specifici: richiedenti asilo, permessi di soggiorno, problemi delle singole comunità, rapporti più o meno conflittuali tra le varie comunità, limiti di accoglienza della città

- monitoraggio, intervento e denuncia degli abusi da parte delle forze dell’ordine e dei mancati interventi sanitari

- un lavoro di inchiesta che interessi tutti i vari aspetti del territorio (lavoro, casa, crisi del commercio, rapporto tra comunità, rapporto tra comunità e italiani, percezione della situazione da parte dei cittadini italiani e dei cittadini immigrati) a partire da San Lorenzo, ma in rapporto con i problemi e con le diverse situazioni a livello cittadino, nazionale e internazionale

- una sintesi schematica della legge Bossi-Fini per chiarire con quali criteri (contratto di lavoro, abitazione con un determinato numero di metriquadrati) gli immigrati vengono ‘accettati’ in Italia.

 
  sintesi_resoconto_incontro_14_luglio_2005.txt · Ultima modifica: 20.10.2005 16:44 by 127.0.0.1
 
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