29 luglio 2005

In questi giorni è praticamente impossibile per i senegalesi (e anche maghrebini e cinesi) vendere per strada nella zona tra il mercato centrale e ponte Vecchio. Di solito sono oltre un centinaio a vendere in quella zona, ma ora ci sono turni di poliziotti, carabinieri, guardia di finanza e vigili per impedire la vendita. Non vogliono neanche più che i senegalesi vadano in giro con i cartoni chiusi in mano. Grave problema per i ragazzi, che devono pur continuare a sopravvivere. Molti di loro vivono lontano (Empoli, Pontedera, Pisa), vengono e poi non riescono a lavorare. Si è verificata una sovrapposizione tra la questione degli ambulanti e la situazione internazionale. Per la «protezione degli obiettivi sensibili» nel centro storico sono presenti in zona molti agenti che di fatto sono poi impiegati per pattugliare contro gli immigrati. In questo clima, continuano i casi di abusi. L’ultimo di cui si ha conoscenza risale a pochi giorni fa, quando in borgo San Lorenzo un poliziotto ha dato un calcio a un ragazzo senegalese per costringerlo ad andare via.

La scorsa settimana c’è stato un incontro tra i responsabili della comunità senegalese e due assessori. Cioni ha respinto l’idea di decentrare un certo numero di venditori nel centro storico e ha ribadito che non devono vendere nella zona. Ha annunciato che in un successivo incontro «previsto per settembre, ma la data non è stata fissata» farà delle proposte (probabilmente un ampliamento del mercatino multietnico). Una proposta l’ha già fatta, relativa a quelli che definisce «mediatori culturali». La stampa ha ripreso la cosa come fosse un gesto di apertura del Comune, si tratta in realtà di persone senegalesi che nell’idea di Cioni dovrebbero affiancare le forze di polizia per dire agli altri senegalesi che vendono di andare via. Mamadou ha fatto presente a Cioni che nessun senegalese accetterà una cosa del genere.

 
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