La situazione a S.Lorenzo è in rapidissima trasformazione. Otto anni fa gli immigrati non è che non ci fossero - il quartiere ha ospitato comunità di greci e persiani, ad es., dagli anni settanta almeno - ma sicuramente erano meno e soprattutto meno visibili: mancavano i negozietti alimentari, i posti per telefonare, i luoghi di aggregazione in piazza, ecc. Quanti siano in più i residenti stranieri non si può dire. La impressione è che molti vengono da queste parti per socializzare, poi tornano in altre zone. Ma indubbiamente un aumento anche degli immigrati ci deve essere stato. Comunque sia, S.Lorenzo non è affatto un ghetto come vogliono dipingerlo. C’è anzi un continuo rimescolamento delle persone che ci passano: vuoi perchè è vicino alla stazione, vuoi per il mercato (sia per quanto riguarda la complessa catena di proprietari dei fondi, proprietari dei barrocci, gestori dei barrocci, operai vari, sia per i turisti che ci passano). Poi ci sono molti studenti universitari (per la vicinanza con p.zza Brunelleschi, S.Reparata, S.Gallo,ecc.) che ruotano continuamente [mediamente, ogni 6-7 anni, quanti ce ne vogliono per laurearsi]. Poi ci sono i commercianti, italiani e non. D’altra parte, non si può negare che ci sono segnali (al di là dell’evento dell’uccisione di Gabriel [leggi: un signore rumeno ucciso a san lorenzo]) della presenza della criminalità nella zona. Non si può dire quanto di immigrati e quanto no. Non si può dire quanto piccola o grande (spaccio e giri simili probabilmente). Con episodi di accoltellamento - tre nell’ultimo anno, in p.zza mercato centrale - forse legati a questi giri. Esiste comunque un’ampia strumentalizzazione di questi eventi - fino al punto di farli diventare molto più gravi di quello che sono - da parte soprattutto di gruppi di commercianti della zona, in funzione ostile agli immigrati. Il comitato di s.lorenzo è molto discontinuo, ma la sua forza deriva dalla forza che l’istanza di ‘sicurezza’ (specie contro gli immigrati) ha in generale oggi nel dibattito pubblico. Ed è sostanzialmente questa istanza di ‘sicurezza’ che il comune ha sposato con la macchina della polizia fissa in piazza mercato centrale e con la previsione delle telecamere nelle strade. Una ‘soluzione’ che è rappresentata bene da quello che si prevede per l’orrore di S.Orsola: non un’accelerazione dei lavori per chiudere una volta per tutte un cantiere aperto da oltre 15 anni (per quello che ne so), ma la chiusura ermetica delle lamiere per evitare che diventi luogo di ‘degrado’. Nel quartiere esistono comunque molti altri problemi, primo fra tutti quello della casa, specie per gli affitti. Ci sono persone che vivono in locali assolutamente non abitabili, che pagano a peso d’oro.

Per quanto riguarda l’aspetto repressivo, qui i vigili fanno da tempo i poliziotti, mentre esistono (ma in realtà molto poco visibili) i poliziotti di quartiere e ultimamente la macchina della polizia in piazza mercato centrale. Ma l’impressione - solo un impressione comunque - è che ci sia un controllo sociale ben più diffuso dato dal fatto che molti italici non trovano di meglio da fare che chiamare la polizia appena qualcuno comincia a vociare o addirittura se qualcuno piscia per strada (cosa che succede spessissimo in via taddea, soprattutto perchè il bagno pubblico di via rosina è chiuso per lunghi periodi della giornata…e molti immigrati non residenti in zona stanno in strada per ore, magari a bere birra, con effetti comprensibili). Va da sè comunque che questo accade in riferimento agli immigrati ‘poveri’, non in rapporto agli statunitensi che abitano in via dei ginori e dintorni e che non fanno meno casino degli altri, non pisciano meno e non si ubriacano meno (specie il venerdì e sabato sera). Da questa forma immediata di controllo sociale deriva probabilmente il fatto che quando c’è un accoltellamento o quando qualcuno si sente male per strada (c’è un ragazzo epilettico nella zona, che spesso si ubriaca e stramazza al suolo) subito arriva la polizia in forze, mentre l’ambulanza la chiamano gli immigrati e arriva dopo decine e decine di minuti. E deriva anche da questo il fatto, successo una decina di giorni fa, che due ragazze nigeriane hanno litigato (presumibilmente per un ragazzo) e sono arrivate a mò di retata ben cinque macchine della polizia che hanno chiuso via panicale e via taddea, con 15 poliziotti a manganello pronto scesi dalle macchine, uno con una telecamerina per riprendere la scena! Di retate vere poi ne fanno, di solito la notte. Dicono che un paio di settimane fa hanno scoperto una bisca clandestina, mi sa dentro il cancello di via panicale, accanto a BZF per intenderci (locale atipico della zona, ma significativo perchè rende l’idea che qui di ghetto non si può proprio parlare).

Un contatto effettivo nel quartiere è tutto da costruire. Sia con i commercianti, che hanno posizioni non di rado di aperto razzismo; sia con gli immigrati, che hanno posizioni diversissime tra di loro (dalla condanna senza alcuna riflessione ‘sociale’ della criminalità e alla conseguente richiesta di polizia nella zona, fino a posizioni molto più aperte e dialettiche). Gli immigrati sono scarsamente organizzati: pare che qualche forma di organizzazione ce l’abbia una parte dei nigeriani (che nelle ultime elezioni farsa [leggi quelle per il Consiglio degli stranieri] hanno votato, direi, per la Federazione Africana Toscana, almeno sulle vetrine di diversi negozi c’erano volantini in questo senso) e i filippini, che si riuniscono nella chiesa di via panicale ma che abitano tutti altrove. Le valutazioni che qui vengono scritte sono da osservatore sostanzialmente esterno.

 
  17.12.2003.txt · Ultima modifica: 20.10.2005 14:47 by 127.0.0.1
 
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