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Vi invitiamo a leggere alcuni resoconti delle proteste effettuate nella tre giorni di mobilitazione sugli zoo e sui circhi.
La riviera romagnola brulica purtroppo di strutture che hanno fatto della cattività degli animali un ricco business. E così a migliaia, tra specie marine e terrestri, vengono mostrati al curioso pubblico pagante, incredulo di poter osservare animali che non si osservano tutti i giorni per pochi soldi in cambio.
A condire questa vergogna gli interessi scientifici di cui si fregiano questi luoghi, patetici tentativi
di rendere meno triste e crudele quella che non è altro che la prigionia di tanti animali, diversi dall’essere umano ma non per questo immuni alla sofferenza.
Alcune di queste strutture sono collegate alla società ALFA 3000 e a suo nuovo progetto di uno zoo a Ravenna.
Questa protesta è anche per riferire a questi ultimi che a Ravenna, come ovunque, non sono i benvenuti.
 

OLTREMARE – DELFINARIO DI RICCIONE

Prima tappa del week end è proprio il parco Oltremare.
Alle 16 di venerdì, una decina di attivisti si presentano davanti all'ingresso del parco armati di megafoni, volantini, striscioni e cartelloni pronti a gridare la propria rabbia per la reclusione che le centinaia di animali tra cui delfini, cavallucci marini, condor e altre specie rinchiuse al di la dei
cancelli devono subire per sollazzare un pubblico "poco attento".

La situazione si presenta molto, troppo tranquilla: essendo metà pomeriggio la gente esce alla spicciolata e quasi nessuno entra. Decidiamo quindi di attendere la chiusura del parco per riuscire a raggiungere più gente possibile.


Ecco che alle 18 la gente comincia a guadagnare la via del parcheggio e orde di persone e comitive si riversano nel piazzale d'ingresso: il megafono diventa subito rovente e i volantini cominciano a passare di mano in mano a gran velocità; gli slogan e le nostre argomentazione sembrano colpire le persone che, incuriosite dalle lapidi in cartone recanti i nomi dei delfini morti ad Oltremare, si fermano ad ascoltarci. Il presidio prosegue senza problemi fino in fondo e, rinnovando l'appuntamento per la mattina successiva, ci allontaniamo in tutta tranquillità.

Alle 9 e 30 del sabato ci ripresentiamo di slancio per sfruttare al massimo il momento dell'ingresso che, essendo praticamente lo stesso del parco acquatico Aquafan, offre la possibilità di raggiungere molte orecchie e speriamo altrettanti cervelli. L'ambiente è un po' dispersivo viste le dimensioni ma, a dispetto di quello che può sembrare, c'è un gran passaggio di gente. Il presidio si svolge tranquillamente ma con determinazione e le persone ,costrette in coda, ascoltano e leggono i nostri volantini. Una volta finito l'afflusso di gente ce ne andiamo augurando un futuro sempre più buio ad Oltremare.


FIABILANDIA – PARCO GIOCHI DI RIMINI

Sabato pomeriggio è la volta del primo presidio al parco Fiabilandia, tristemente conosciuto per il suo ex zoo-safari, le varie collaborazioni che ha con circhi e zoo ed i stretti legami che ha con la società ALFA 3000, responsabile di voler costruire un altro lager-safari a Ravenna, accanto a
Mirabilandia.

A dispetto dell'innocente e tranquilla immagine che il parco vorrebbe trasmettere, la situazione si rivela fin da subito molto tesa: le provocazioni arrivano da tutti i lati e anche la digos appare molto nervosa nei modi. L'apice viene raggiunto quando, stanca di essere ripresa con il cellulare da un dipendente di Fiabilandia, un'attivista mette la mano davanti al suddetto per oscurarne la visuale e riceve come risposta un bel ceffone in faccia! Dopo momenti di parapiglia e insulti vari, l'uomo senza cervello viene allontanato dai colleghi accompagnato da adeguati cori.
Il fastidio creato dalla nostra presenza (una ventina) è fin troppo evidente ed infatti a confermarlo si presenta all'ingresso anche il direttore con in viso un'espressione preoccupata. Approfittiamo della sua presenza per chiedergli di confermare o smentire le voci apparse sui giornali ravennati che lo intervistano come probabile futuro direttore dello zoo di Ravenna e, a domanda, con agghiacciante serenità risponde: “beh se mi danno anche 2 stipendi...” lasciando tutte le
porte aperte. Una frase del genere può essere pronunciata solo da chi della sofferenza è ormai abituato a farne un business. La situazione lentamente si distende e il presidio prosegue molto rumoroso. Nel frattempo impariamo dai vicini, usciti incuriositi dal chiasso, che
Fiabilandia non gode di grande simpatia nemmeno nel quartiere. Finiti i volantini e il tempo a nostra disposizione ci allontaniamo soddisfatti.

La mattina seguente abbiamo subito una sorpresa: la protesta del giorno prima ha infastidito la direzione a tal punto da assumere un servizio di sicurezza privato che ha transennato e presidiato l'area davanti all'ingresso per tutta la durata del presidio. Una volta montati gli striscioni ed il banchetto informativo, il megafono non ha più avuto pace e la voce silenziosa degli animali rinchiusi in questo ed altri luoghi di sofferenza è arrivata chiara e tonda alle persone che si apprestavano ad entrare. Al contrario del giorno precedente la situazione è rimasta tranquilla sino alla fine della protesta.


CIRCO NIUMAN

Appena arrivati al circo notiamo lo spettacolo desolante di decine di animali rinchiusi in recinti
o gabbie, ben visibili dalla strada: cammelli, dromedari, zebre, cavalli, cani e anche un ippopotamo pronti per essere sfoderati davanti agli occhi dei paganti come fenomeni da baraccone, come una volta la donna barbuta o l'indigeno africano al ritorno delle spedizioni coloniali. Spettacolo alquanto desolante e ciò non fa altro che aumentare la nostra voglia di gridare in faccia a queste persone quanto quel che fanno sia orribile e privo di ogni morale.

Ben presto capiamo che la morale che hanno più a cuore è quella dei soldi e la nostra presenza rischia di minarla alla base: provocazioni a non finire arrivando quasi alle mani, veri e propri insulti gridati in faccia e falsità a non finire è il trattamento che per due giorni di presidi il circo
Niuman ha riservato per noi. “Noi vogliamo bene ai nostri animali, li trattiamo bene!” non a caso anche l'imprenditore si prende cura del proprio tornio ma da li a dire che questo sia amore...
L'affluenza di pubblico non era certo massiccia e più di una persona ha voltato i tacchi una volta scoperto cosa succedeva in verità dietro quel mondo di lustrini, paiette e luci invitanti.
Tra attimi di assoluto delirio e altri più tranquilli le due giornate si svolgono in maniera abbastanza simile e sperando che questi tipi di strutture spariscano dalla faccia della terra nel più breve tempo possibile e che le persone capiscano che se gli animali ne sono ancora prigionieri è solo perchè, continuando a visitarli, li si legittima portando queste logiche a riprodursi
nel tempo ci allontaniamo lanciando un ultimo sguardo verso le innocenti creature sequestrate dalla libertà dai circensi.


DELFINARIO DI RIMINI

Il Delfinario di Rimini é un luogo cosi evidentemente schifoso che la nostra voglia e necessità di urlare non viene calmata nonostante le stanchezza accumulata nelle giornate trascorse e nonostante il gran caldo e nessun riparo ombroso. Anzi la rabbia é talmente accesa che decidiamo di prolungare la protesta, cosi da coprire le fasce orarie di piu spettacoli!

Le condizioni in cui i delfini sono costretti a vivere sono qui (il delfinario si trova sul lungomare di Rimini (frequentatissimo)), sotto gli occhi di tutti: una piccola struttura circolare contenente la piscina in cui i 6 delfini sono prigionieri.
Una pozzanghera in confronto alla vastità del mare e degli oceani, habitat naturale di questi mammiferi.

Qui, a differenza di altri luoghi di reclusione per delfini, non si fa nulla per mascherare l'innaturalità e l'alienante condizione di questa vasca: plastica e cemento!
Il delfinario dovrebbe essere un luogo in cui anche i piu restii ad aprire gli occhi sulla crudeltà imposta agli animali potrebbero rendersene conto.
In cui anche i piu riluttanti potrebbero capire il vero motivo per cui luoghi come questo esistono: soldi; guadagno, scopi commerciali.

Nessuna menzogna su questioni educative o collaborazioni scientifiche con l'università puo far sembrare il delfinario qualcosa di accettabile.

Purtroppo troppe persone rimangono assopite nella propria indifferenza. Intoccabili a questioni di etica o di rispetto e amore per gli esseri viventi.
Molte persone non si pongono neppure la domanda. Non si chiedono se é normale che l'uomo renda schiavi e prigionieri animali per poterli sfruttare inseguendo i propri interessi.
I turisti in coda che aspettando di entrare, nonostante tutti abbiano ricevuto un volantino,
nonostante durante l'attesa i megafoni continuano a gridare(in piu lingue visti i molti stranieri) le motivazioni per cui siamo li, non sembrano porsi alcun dubbio!

Anche chi lavora all'interno di questa struttura (qualcuno di noi ha parlato con una dipendente a contatto con i delfini) é ben consapevole che il delfinario esiste unicamente per motivi economici (ammettendo persino che il proprio è un impiego scelto per lo stipendio che offre).

Eppure in pochi sentiamo la necessità di lottare affinché le cose cambino, affinché luoghi come
questo e la mentalità specista che li crea spariscano dalla faccia della Terra!

Le persone sono rassegnate al corso degli eventi ("avete ragione ma é cosi", "Lo so però.."). Un'ignoranza ed una passività che alimentano la nostra rabbia; in quanto a pagarne sono gli animali rinchiusi.
Ed il prezzo é caro:la libertà. La Vita, quella che loro avrebbero deciso di vivere!

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GIORNATE NAZIONALI D'AZIONE CONTRO LO SFRUTTAMENTO ANIMALE

RIMINI-RICCIONE 18, 19, 20 LUGLIO 2008

Tenetevi liberi per questa 3 giorni di mobilitazione nazionale sulla riviera romagnola.
3 giorni La campagna contro la costruzione dello zoo di Ravenna vi invita a partecipare ad una serie di proteste che si terrano di fronte ad alcune strutture che detengono animali in cattività.

Ribadiamo ancora una volta che non crediamo a tutti i paraventi scientifici e didattici con cui vengono giustificati questi luoghi, in cui ogni animale, di acqua o di terra, è solamente un’attrazione per vendere, un prodotto commerciale.

Circhi, zoo, acquari, delfinari; tutti lucrano sugli animali.
Per i malcapitati il risultato è una vita completamente stravolta, perenni disagi fisici e psicologici e il resto dell’esistenza passato in una vasca o in un recinto.

Questi luoghi sono una vergogna !

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PROGRAMMA

Venerdì 18 luglio
h 16.00 presidio all’OLTREMARE – Riccione – via Ascoli Piceno
h 20.30 presidio al CIRCO Niuman - Viserbella – via Popilia
h 21.00 cena benefit e concerto live al csa Grottarossa - Rimini

Sabato 19 luglio
h 9.30 presidio all’OLTREMARE – Riccione – via Ascoli Piceno
h 15.00 presidio al parco FIABILANDIA – Rimini – fraz. Rivazzurra
h 20.30 presidio al CIRCO Niuman - Viserbella – via Popilia
h 21.00 cena benefit al csa Grottarossa - Rimini

Domenica 20 luglio
h  9.30 presidio al parco FIABILANDIA – Rimini - fraz. Rivazzurra
h 14.30 presidio al DELFINARIO di Rimini – lungomare Tintori
h 17.00 presidio all’ACQUARIO Le Navi – Cattolica – Piazzale delle
Nazioni


Per il pernottamento e l’appoggio logistico c'è la disponibilità dello Spazio Pubblico Autogestito Grotta Rossa (Via della Lontra 40 - Rimini) che fornirà gentilmente lo spazio per poter campeggiare (portate tende e sacco
a pelo!).
Vista la natura della tre giorni il programma può subire variazioni anche repentine (per esempio gli orari dei presidi al circo), comunque vi terremo costantemente informati.

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Questa 3 giorni vuole essere anche una protesta indirizzata verso il futuro zoo di Ravenna. Due di queste strutture difatti sono direttamente collegate alla società ALFA 3000.

OLTREMARE
Delfinario di Riccione.
Gestito dalla NARVALO SRL così come il delfinario dello zoo safari di Fasano, l’altra enorme struttura di cui è proprietaria ALFA 3000. Decine sono i delfini morti negli anni per infezioni, per ingestione di oggetti o per essere rimasti intrappolati negli impianti di filtraggio. L’anno scorso gli ultimi due decessi.

FIABILANDIA
Parco giochi di Rimini.
La sede legale di questo parco giochi è la sede di molte imprese circensi e dell’ALFA 3000. Fino a pochi anni fa a Fiabilandia c’erano anche aree di addestramento circense per cavalli e felini mentre tutt’ora, dopo alcuni sequestri per maltrattamento, rimangono rinchiuse otarie e un numero imprecisato di rettili.  
Il direttore di Fiabilandia viene intervistato dai quotidiani di Ravenna come futuro direttore del parco Le Dune del Delta.