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	<title>Un giardino per Renato &#187; Renato vive!</title>
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	<description>Per la realizzazione di uno spazio dedicato alla memoria di Renato Biagetti nella facoltà di Ingegneria della Sapienza</description>
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		<title>Serata ad Acrobax a sostegno del progetto &#8211; Cena, concerto e dancehall</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2012 10:20:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zion</dc:creator>
				<category><![CDATA[Renato Biagetti]]></category>
		<category><![CDATA[Renato vive!]]></category>

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		<description><![CDATA[Partecipa, condividi e invita i tuoi amici all&#8217;evento su FB! &#8220;Il Giardino per Renato è un percorso di progettazione partecipata e autocostruzione nato all&#8217;interno di Ingegneria della Sapienza dall&#8217;incontro di diversi studenti nel comune intento di ricordare un amico, un &#8230; <a href="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/serata-ad-acrobax-a-sostegno-del-progetto-cena-concerto-e-dancehall/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/serata-ad-acrobax-a-sostegno-del-progetto-cena-concerto-e-dancehall/gpr-progressiva/" rel="attachment wp-att-875"><img class="alignnone  wp-image-875" title="Locandina - Un giardino per Renato @Acrobax" src="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/wp-content/uploads/GpR-progressiva.jpg" alt="" width="584" /></a></p>
<p>Partecipa, condividi e invita i tuoi amici all&#8217;<a href="http://www.facebook.com/events/436569733057252" target="_blank">evento su FB</a>!</p>
<p>&#8220;Il Giardino per Renato è un percorso di progettazione partecipata e autocostruzione nato all&#8217;interno di Ingegneria della Sapienza dall&#8217;incontro di diversi studenti nel comune intento di ricordare un amico, un compagno. Ricordare Renato nel luogo in cui aveva studiato, far conoscere la sua storia, gli ideali che ha difeso fino alla fine. Non una commemorazione, non una targa. Fare memoria attraverso la conoscenza e la riappropriazione di spazi per costruire relazioni, confronti, esperienze. Diffondere la cultura della tolleranza e del rispetto e combattere ogni forma di fascismo. Insieme a chi gli voleva bene e ha lottato sempre al suo fianco.&#8221;</p>
<p>serata a sostegno del progetto con la collaborazione di All Reds Basket &amp; Renoize</p>
<p><strong>Programma</strong><br />
<span id="more-874"></span></p>
<p>- dalle 20: Cena sociale a cura di All Reds Basket</p>
<p>- dalle 22: Live set con</p>
<p><strong>QUARZO</strong>, rock da Roma</p>
<p><strong>MALACRJANZA</strong>, reggae da Napoli</p>
<p>- dalle 23.30: live on the mic</p>
<p><strong>La Mina &amp; Lalla</strong> (outta Wogiagia)</p>
<p><strong>Pavese</strong> ( Baracca Sound )</p>
<p><strong>Jimmy</strong> ( outta Inna Cantina )</p>
<p>- dalle 00.30: dancehall powered by</p>
<p><strong>REAL ROCK HI-FI SOUND SYSTEM</strong> + <strong>COUNTRY</strong></p>
<p>ingresso a sottoscrizione 3 euro</p>
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		<title>Renoize 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 12:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gpr</dc:creator>
				<category><![CDATA[Renato Biagetti]]></category>
		<category><![CDATA[Renato vive!]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Anche quest&#8217;anno, a 6 anni di distanza dall&#8217;omicidio di Renato, appuntamento a Parco Schuster&#8230;ci vediamo lì. Di seguito, ripubblichiamo il comunicato che chiama la due giorni (31 agosto &#8230; <a href="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/renoize-2012/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/renoize-2012/renoize2012manifesto/" rel="attachment wp-att-818"><img class="alignleft size-full wp-image-818" title="renoize2012manifesto" src="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/wp-content/uploads/renoize2012manifesto.jpg" alt="" width="400" height="560" /></a></p>
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<p>Anche quest&#8217;anno, a 6 anni di distanza dall&#8217;omicidio di Renato, appuntamento a Parco Schuster&#8230;ci vediamo lì.</p>
<p>Di seguito, ripubblichiamo il comunicato che chiama la due giorni (31 agosto &#8211; 1 settembre) in memoria di Renato, tratto dal sito del <a href="http://acrobax.org/">LOA Acrobax</a>.<span id="more-814"></span></p>
<p><a href="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/renoize-parco-schuster/">Qui</a>, invece, le locandine delle precedenti edizioni.</p>
<p>***</p>
<p><em>27 Agosto 2006 – 27 agosto 2012.</em><br />
<em> Il 27 agosto 2006 Renato veniva accoltellato ed assassinato in un’aggressione di natura fascista.</em></p>
<p>Ma la storia di Renato non è solo la sua storia.<br />
Non è solo un ricordo dell’intimità dei suoi parenti o amici, non è il privato dolore o la solitudine che può rendere impotenti. La storia di Renato è la storia di tutti/e noi che abitiamo questa metropoli e che, nelle sue vene, vediamo scorrere il sangue sempre più avvelenato della paura che genera diffidenza, intolleranza e odio.</p>
<p>E’ la storia di Valerio Verbano, Dax, Carlos; ma anche di Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi e di una lista ancora troppo lunga di nomi.<br />
E’ il veleno delle parole mortifere del neo-fascismo, sono le aggressioni dell’intolleranza omofoba, l’arroganza della violenza di apparati dello Stato.</p>
<p>La nostra storia è un ingranaggio collettivo, in cui le dinamiche sviluppano legami solidali, in cui i sogni di Renato hanno costruito progetti collettivi e le lacrime per la sua morte si sono unite alla passione delle battaglie di verità e giustizia. L’ingraneggio collettivo è la capacità di leggere il passato e il presente per immaginare il futuro, come è avvenuto a Genova 2001; quello che sapevamo allora è quello che si avvera oggi.</p>
<p>Per questo abbiamo deciso di anticipare Renoize con una giornata in cui proietteremo un film che racconta una parte di Genova2001 ma, soprattutto, ci confronteremo su come si rilancia di fronte al monito dello Stato che, con le condanne di devastazione e saccheggio, lancia un avvertimento a chi prova a costruire prospettive diverse. Chi prova a far girare quell’ingranaggio.</p>
<p>E poi ci saranno il sudore per allestire Parco schuster, ci sarà la musica compagna di viaggio di Renato, ci saranno le parole e i video: ci saranno le relazioni, i sogni e la cooperazione che si faranno politica costituente.<br />
Quella che immagina un futuro diverso, con Renato per mano.<br />
E naturalmente contro il fascismo.</p>
<p><strong>Venerdì 31 agosto</strong><br />
Ex-Cinodromo<br />
“Genova 2001 non è finita”<br />
ore 19 Aperitivo x fagiolino<br />
ore 21 Proiezione del film “Diaz”</p>
<p><strong>Sabato 1°Settembre</strong><br />
Parco Schuster [Basilica San paolo]<br />
dalle 17<br />
Spazio giochi/Diretta audio du ROR-87.9/Bar/ristoro/mostre/info point</p>
<p>Sul Palco:</p>
<div>Monkey Cheers</div>
<div>Rapnoize &amp; Artemigrante/mangrovie</div>
<div>Rancore</div>
<div>Elio Germano</div>
<div>Squartet</div>
<div>Bestie Rare</div>
<div>Funkallisto</div>
<p>Canto d’inizio_Piccola orchestra di musica popolare</p>
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		</item>
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		<title>Sabato 1 settembre. Un fiore per Renato, per non dimenticare. (2007)</title>
		<link>http://www.inventati.org/giardinoperrenato/sabato-1-settembre-un-fiore-per-renato-per-non-dimenticare-2007/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 12:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gpr</dc:creator>
				<category><![CDATA[Renato Biagetti]]></category>
		<category><![CDATA[Renato vive!]]></category>

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		<description><![CDATA[Erano le 5 del mattino del 27 agosto 2006 quando all&#8217;uscita da una festa reggae presso il Buena Onda sul litorale di Focene, veniva aggredito e ucciso con 8 coltellate, da due giovani del luogo, Renato Biagetti. Un&#8217;aggressione premeditata avvenuta &#8230; <a href="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/sabato-1-settembre-un-fiore-per-renato-per-non-dimenticare-2007/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Erano le 5 del mattino del 27 agosto 2006 quando all&#8217;uscita da una festa reggae presso il Buena Onda sul litorale di Focene, veniva aggredito e ucciso con 8 coltellate, da due giovani del luogo, Renato Biagetti. Un&#8217;aggressione premeditata avvenuta in pochi secondi. Pochi secondi e tanta ottusa e insensata follia, per infliggere otto coltellate dirette a punti vitali che hanno ucciso uno di noi&#8230;tutti noi. La sua unica colpa: essere lì, a quella festa, con la sua compagna e i suoi amici. La sua unica colpa essere considerato diverso, altro, estraneo a quel territorio. E&#8217; con quella frase &#8220;è finita la festa? e allora che cazzo ce state a fa qua! tornatevene a Roma!&#8221; che sono iniziati gli attimi più sconvolgenti e violenti della vita di Renato e di chi quella sera era insieme a lui. <span id="more-349"></span>Da subito i giornali hanno parlato di rissa tra balordi, da subito la verità è stata manipolata da omissioni e depistaggi, da subito in molti hanno tentato di raccontarci che la politica non c&#8217;entrava niente. Da subito noi, familiari, amici, fratelli e sorelle di Renato abbiamo lottato per far emergere con forza la verità: che Renato non era un balordo e che quella era stata un&#8217;aggressione, che la politica c&#8217;entra perchè chi esce di casa armato di lama per aggredire chiunque venga considerato diverso, di sinistra, omosessuale o di colore è comunque un fascista. La verità purtroppo la conoscevamo già, forse anche prima di quella terribile notte. Conoscevamo i mandanti, lo sfondo e le motivazioni politiche delle imboscate, la viltà e l&#8217;infamità dell&#8217;intolleranza tramandata come valore familiare e che invece genera mostri, conoscevamo la stupidità e l&#8217;arroganza degli autori materiali di raid e aggressioni, conoscevamo i disegni della destra, i doppiopetto in primo piano e le squadracce nella notte. Dopo la morte di Renato non si può più tornare indietro. Per tutto questo lungo anno, nell&#8217;indifferenza della politica, delle istituzioni e dell&#8217;opinione pubblica, abbiamo continuato a denunciare questo clima. Le aggressioni a Villa Ada e alla casa occupata di Casalbertone sono altri gravissimi episodi che dimostrano che tale estremismo non può essere trattato con una becera equidistanza o con la semplice indignazione, legittimando di fatto la presenza di covi neofascisti nella nostra città e nelle nostre periferie. E&#8217; passato un anno da quella maledetta notte, un anno che ha visto tantissimi compagni e compagne, amici e amiche, la gente comune attivarsi, ognuno a suo modo. Manifestare insieme il rifiuto della violenza fascista, raccontare la storia di Renato, gridare a gran voce la verità su quella notte, organizzare iniziative in giro per l&#8217;Italia, continuare a far vivere nei progetti in cui lui credeva, i sogni di Renato. Tutte le iniziative organizzate hanno comunicato messaggi di vita, di entusiasmo, hanno rimesso al centro dell&#8217;attenzione l&#8217;antifascismo e il rifiuto della cultura del coltello come valori fondanti della nostra storia che devono essere ribaditi ancora oggi, tutti i giorni, con forza e convinzione. Il 1 settembre saremo a Focene, un anno dopo quella tragica notte, con la forza e la determinazione di chi non ha dimenticato e ha ancora voglia che anche gli abitanti di quella zona ascoltino il suono della verità. Per portare un fiore a Renato, per raccontare a tutti quelli che vivono quell&#8217;estremo territorio periferico solo d&#8217;estate o tutti i giorni dell&#8217;anno ciò che è accaduto un anno fa. Contro il silenzio e l&#8217;omertà che rende colpevoli e conniventi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il 2 settembre inoltre proponiamo un&#8217;assemblea nazionale antifascista a cui invitiamo a partecipare tutti coloro che saranno a Focene il 1 settembre, per ragionare insieme come continuare a far vivere la storia di Renato nelle lotte e nei percorsi che ognuno di noi porta avanti e come dare un respiro nazionale al percorso antifascista. Invitiamo tutti e tutte a costruire insieme la giornata del 1 settembre a Focene, a portare il proprio contributo, le proprie idee, i proprio rumori, i propri percorsi di lotta quotidiani, in questa manifestazione che ci stiamo immaginando fortemente comunicativa e determinata, fatta di musica e parole, di rabbia e amore. Con Renato nel cuore</p>
<p style="text-align: justify;">1 SETTEMBRE 2007 CON RENATO NEL CUORE<br />
MANIFESTAZIONE A FOCENE</p>
<div style="text-align: justify;">
<div>Fonte: <a href="http://web.archive.org/web/20071216111506/http://www.ecn.org/antifa/">http://www.ecn.org/antifa/</a></div>
<div>8 agosto 2007</div>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<!--START SIMPLEVIEWER EMBED-->
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<div id="sv-container9"></div>
<!--END SIMPLEVIEWER EMBED-->
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<div>
<h2>A Fiumicino un anno dopo, per ricordare Renato Biagetti</h2>
<div>di Giacomo Russo Spena</p>
<div>1 settembre 2007</div>
</div>
</div>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Tornare sul luogo dell&#8217;aggressione. A distanza di un anno. Per combattere il silenzio e l&#8217;omertà dei molti, per sconfiggere ogni forma di fascismo. Nessuno a Roma ha dimenticato l&#8217;uccisione di Renato Biagetti, giovane ingegnere di 26 anni e frequentatore del centro sociale Acrobax. Nessuno vuole far cadere quell&#8217;episodio nel dimenticatoio. «Porta il tuo fiore per Renato» è l&#8217;iniziativa organizzata per oggi a Focene, dalle 17 al tramonto di fronte al locale Buena Onda, lo stesso dove il giovane aveva trascorso la serata prima di essere ucciso. L&#8217;hanno voluta i suoi amici e familiari, e tutta la galassia dei centri sociali e dell&#8217;associazionismo romano, ma anche nazionale. L&#8217;invito è a una partecipazione attiva, «a costruire &#8211; si legge sull&#8217;appello &#8211; insieme la giornata del primo settembre, a portare le proprie idee, i propri percorsi di lotta quotidiani, la propria testimonianza in questa manifestazione che immaginiamo fortemente comunicativa e determinata, fatta di musica e parole, di rabbia e amore». Un presidio per denunciare la violenza fascista e sperare di evitare nel futuro un altro Renato, altre morti premature di giovani rei di essere «alternativi, di sinistra». Come è avvenuto quel 27 agosto 2006 quando Biagetti era andato insieme alla sua fidanzata e a degli amici a divertirsi come tanti in una dance-hall reggae sulla spiaggia. Questa la sua unica colpa. Lì è stato aggredito da due giovani, vicini all&#8217;estrema destra (uno dei due aveva una celtica tatuata), di 17 e 19 anni, che hanno scagliato su di lui la propria intolleranza. Gli hanno sferrato 8 coltellate tutte dirette a punti vitali, con l&#8217; evidente intenzione di uccidere. «È finita la festa? E allora che cazzo ce state a fa qua! Tornatevene a Roma!», queste le uniche parole dette dagli aggressori prima di infliggere i colpi. Frasi che manifestano odio per chiunque venga considerato «diverso» o estraneo al territorio.<br />
Dopo l&#8217;assassinio di Biagetti buona parte di media e opinione pubblica hanno supportato l&#8217;ipotesi di una rissa tra balordi escludendo qualsiasi movente politico. Uno dei tanti litigi che avvengono sul litorale laziale nel periodo agostano. Magari per uno sguardo di troppo alla ragazza dell&#8217;altro. Ma l&#8217;associazione «I sogni di Renato» si è battuta quest&#8217;anno per ristabilire la verità ribadendo l&#8217;importanza dell&#8217;antifascismo e il rifiuto della cultura del coltello: «Renato non era un balordo e quella è stata un&#8217;aggressione». Inoltre l&#8217;associazione ha fatto emergere il ruolo della politica nella vicenda: «Anche se non avevano tessere di partito, i due giovani provengono da un brodo culturale fascista, facendo propria anche la violenza squadrista».<br />
In effetti l&#8217;istruttoria, divisa in due tronconi visto che uno dei due aggressori è minorenne, ha supportato questa tesi. Il 12 luglio è arrivata la sentenza di primo grado per il diciannovenne a cui è stata inflitta una pena di 15 anni per omicidio volontario.<br />
Purtroppo a Roma dopo il «caso Biagetti» non sono finite le scorribande di neofascisti: le aggressioni a Villa Ada (dove solo per caso non c&#8217;è scappato il morto) e all&#8217;occupazione abitativa di Casal Bertone hanno dimostrato il vero volto di una città che non riesce a estirpare la violenza squadrista. Cristiana, una attivista di Acrobax, è consapevole di questo e non risparmia frecciate a Veltroni: «Da lui sono giunte solo dichiarazioni e non fatti concreti. Dopo l&#8217;omicidio di Renato speravamo che la città prendesse una posizione forte e chiara contro ogni forma di fascismo, cercando di capire le responsabilità e le coperture politiche, invece niente».<br />
Intanto la Ram (rete antifascista metropolitana), che sarà presente oggi alla manifestazione, ha indetto un&#8217;assemblea nazionale per domani nello spazio occupato Acrobax. Un filo diretto tra le due mobilitazioni, che Dario, il fratello di Renato, può spiegare meglio di chiunque altro: «Sono due giornate per condividere le modalità di lotta antifasciste e per creare un unico fronte democratico. A dispetto di chi si dimentica, troppo spesso, che il fascismo è vivo nella nostra società».</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Fonte: Il Manifesto</div>
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		</item>
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		<title>Corteo per ricordare Renato: «Usa il cervello, butta il coltello» (settembre 2006)</title>
		<link>http://www.inventati.org/giardinoperrenato/corteo-per-ricordare-renato-usa-il-cervello-butta-il-coltello-settembre-2006/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 12:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gpr</dc:creator>
				<category><![CDATA[Renato Biagetti]]></category>
		<category><![CDATA[Renato vive!]]></category>

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		<description><![CDATA[24 settembre 2006 Ieri pomeriggio a Focene si è tenuta la manifestazione in memoria del 26enne romano ucciso a coltellate lo scorso 27 agosto mentre con due amici lasciava la festa reggae organizzata sulla spiaggia per la fine della stagione &#8230; <a href="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/corteo-per-ricordare-renato-usa-il-cervello-butta-il-coltello-settembre-2006/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>24 settembre 2006</div>
<div></div>
<div style="text-align: justify;"><em>Ieri pomeriggio a Focene si è tenuta la manifestazione in memoria del 26enne romano ucciso a coltellate lo scorso 27 agosto mentre con due amici lasciava la festa reggae organizzata sulla spiaggia per la fine della stagione balneare</em></div>
<div></div>
<div>di Davide Varì</div>
<div></div>
<div>
<!--START SIMPLEVIEWER EMBED-->
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<!--END SIMPLEVIEWER EMBED-->
<p style="text-align: justify;"><span id="more-345"></span>Sono gli occhi di Dario Biagetti, il fratello di Renato, ad aprire il corteo. Due occhi sereni e un sorriso dolce, pieno di gratitudine, per i compagni, i suoi compagni e i compagni di Renato. Ieri erano tutti lì, tutti a Fiumicino, per dare l&#8217;ennesimo saluto all&#8217;amico morto ammazzato a due passi dal luogo del corteo: «Sono arrabbiato, disperato, stanco, svuotato e commosso &#8211; ci dice Dario -. Ho passato gli ultimi cinque giorni a giocare a rugby, il mio sport e lo sport di mio fratello. L&#8217;unico modo per non pensare al fatto che Renato non c&#8217;è più. Per non pensare a quella notte maledetta».<br />
Renato è stato accoltellato la notte del 27 agosto. Neanche un mese è passato da quella &#8220;notte maledetta&#8221;. Sulla spiaggia di Focene è appena finita una festa. Sono le 5 del mattino e quasi tutti sono andati via. Non Renato, lui è lì, &#8220;stravaccato sulla spiaggia&#8221;, come dicono gli amici che erano con lui, a godersi gli ultimi momenti di quella serata. E&#8217; ora di andare. Lungo la strada si avvicina una Golf grigia. Due voci brusche ed aggressive chiedono a Paolo, l&#8217;amico di Renato, se la festa è finita. Un pretesto per cercare la rissa: «Siete di Roma? Tornatevene a casa». I due escono dalla macchina e iniziano a colpire Renato e Paolo con un bastone. Arriva anche Laura, richiamata dalle grida. Non appena cerca di difendere gli amici, viene colpita al volto. Renato allora interviene ma poco dopo cade colpito da tre pugnalate al petto. Alle 11.30 del 28 agosto Renato muore.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, per questa aggressione, ieri Fiumicino è stata invasa dai compagni di Renato. Anche da chi non lo conosceva. Per questo è qui anche Dario, suo fratello, che è sul furgone che regala musica e parole a Renato e a tutti quelli che oggi sono qui. E&#8217; sul furgone impegnato a mettere a posto fili, cavi e microfoni. Proprio quello che faceva Renato in queste occasioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutt&#8217;intorno c&#8217;è una Fiumicino sonnacchiosa. La cittadina sul litorale romano non capisce bene cosa succede. Gli abitanti sono stati avvertiti, allarmati, da quest&#8217;invasione. Molti negozianti, la gran parte purtroppo, hanno tenuto le serrande abbassate. Arrivano i no-global, dicono in città. Arrivano per quel ragazzo morto, morto per quel litigio.</p>
<p style="text-align: justify;">«Ma Renato non è morto per un semplice litigio». Non ci sta Luca di Acrobax, uno dei compagni piu vicini a Renato. «Non è morto per una rissa tra balordi, come hanno titolato molti giornali. Dobbiamo avere il coraggio di guardarle in faccia le cose; il coraggio di capire cosa sta succedendo intorno a noi. Certo non è un&#8217;aggressione fascista organizzata. Ma allora mi chiedo cosa siano, quali siano, le aggressioni fasciste. Se due idioti con la celtica stampata sul braccio ammazzano un ragazzo a coltellate solo perché è diverso da quello che vedono tutti i giorni, solo perché viene da un concerto delle &#8220;zecche&#8221;, allora, cosa abbiamo di fronte? Io so solo che Renato non c&#8217;è più e non ci sarà mai più. Non me ne importa niente &#8211; continua Luca &#8211; se a quei due staranno due anni o vent&#8217;anni in galera. Oggi Renato non è qui.»</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è questo il senso di questa manifestazione, sbattere in faccia la realtà dei fatti a chi fa finta di non voler capire, di non voler vedere. E sono le parole dello striscione che apre il corteo a dare il senso della presenza di tutti questi ragazzi: «Usa il cervello, butta il coltello. Rifiuta la sottocultura del fascismo». «Bisogna capire il brodo in cui nasce e in cui si moltiplica quest&#8217;ideologia dell&#8217;odio &#8211; continua Francesco Caruso di Rifondazione, anche lui qui a dare la propria testimonianza &#8211; capire e contrastare questa intolleranza e nello tesso tempo non rinunciare agli spazi di agibilità politica». C&#8217;è anche Daniele tra i tanti ragazzi presenti a Fiumicino. «Sono qui con mia madre e mio padre. Conoscevo Renato, e sono qui per lui». «E&#8217; importante esserci &#8211; sottolinea suo padre Claudio -. Continuiamo a far finta che tutto va bene, che tutto è tranquillo e poi, invece, succedono queste cose. Non è stata una rissa, è ridicolo darsi questa spiegazione. C&#8217;è molto di più, sotto. C&#8217;è una tensione che trova sfogo nella violenza. Io non ce la faccio a far finta di niente. Per il resto, che dire? Ognuno se la vedrà con la propria coscienza».</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, il corteo sfilava lungo le vie di Fiumicino. Ben presto, la gran parte dei cittadini si confonde con i &#8220;violenti dei centri sociali&#8221;. Una sconfitta per chi aveva seminato paura per chi, in modo grottesco e in mala fede, aveva messo in guardia i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">«Io proprio non capisco &#8211; ammette anche un funzionario di Polizia di Fiumicino &#8211; questo posto è sempre stato un posto tranquillo. Un&#8217;isola di pace. Dobbiamo stare attenti a non sottovalutare questi segnali. Sono campanelli d&#8217;allarme che devono mantenerci vigili. Quel ragazzo lì, Renato, poteva essere mio figlio. Non dobbiamo abbassare la guardia».</p>
<div style="text-align: justify;">Fonte: Liberazione</div>
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		<title>Renoize @ Parco Schuster</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 13:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gpr</dc:creator>
				<category><![CDATA[Renato Biagetti]]></category>
		<category><![CDATA[Renato vive!]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni anno si svolge, nella cornice di Parco Schuster (di fronte la basilica di San Paolo), una giornata di musica, socialità ed antifascismo, in ricordo di Renato. Qui sotto trovate alcune locandine delle varie edizioni e foto di quella del &#8230; <a href="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/renoize-parco-schuster/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno si svolge, nella cornice di Parco Schuster (di fronte la basilica di San Paolo), una giornata di musica, socialità ed antifascismo, in ricordo di Renato.</p>
<p><span id="more-266"></span>Qui sotto trovate alcune locandine delle varie edizioni e foto di quella del 2008.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Renoize</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 11:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gpr</dc:creator>
				<category><![CDATA[Renato Biagetti]]></category>
		<category><![CDATA[Renato vive!]]></category>

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		<description><![CDATA[///////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Renoize è un progetto che realizza uno dei sogni di Renato, messo in piedi negli anni grazie all&#8217;impegno ed al sudore dei suoi compagni. E&#8217; una sala prove / studio di registrazione che porta il suo nome, ma non &#8230; <a href="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/renoize/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/renoize/renoize/" rel="attachment wp-att-222"><img class="alignleft size-full wp-image-222" title="Logo RENOIZE" src="http://www.inventati.org/giardinoperrenato/wp-content/uploads/RENOIZE.jpg" alt="Renoize" width="180" height="168" /></a>/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////</p>
<p style="text-align: justify;">Renoize è un progetto che realizza uno dei sogni di Renato, messo in piedi negli anni grazie all&#8217;impegno ed al sudore dei suoi compagni. E&#8217; una sala prove / studio di registrazione che porta il suo nome, ma non solo. Qui sotto trovate la descrizione del progetto, estratta dal sito ufficiale che trovate linkato in fondo all&#8217;articolo.</p>
<p>//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////<br />
<span id="more-219"></span></p>
<div style="text-align: justify;">Alla fine di Agosto 2006 Renato Biagetti è stato ucciso con 10 coltellate di cui 2 al cuore da due ragazzi del litorale romano; quei ragazzi, come altre centinaia dei territori più o meno periferici di Roma, vivono in spazi altamente degradati, soggetti a propagande di una<br />
cultura dell’odio verso le differenze.<br />
La sopraffazione diviene così il linguaggio che si parla nelle strade, cultura dell’intolleranza.<br />
Ma la questione centrale è che le parole di questa cultura possono attecchire perché trovano un terreno fertile, fatto di emarginazione, mancanza di sicurezze sociali a cui troppo spesso si risponde solo con il controllo delle forze dell’ordine.<br />
La mancanza endemica di risposte radicali che possano offrire una possibilità di trasformazione e cambiamento è una delle cause principali per cui molti giovani, in qualunque periferia, e non solo, della metropoli romana, si sentono lasciati nella solitudine e quindi fanno appello alla legge del più forte.</p>
<p>Il progetto di una sala prove / sala registrazioni all’interno del Cinodromo era nata da un gruppo di persone di cui faceva parte Renato.<br />
Quando è stato assassinato, abbiamo sentito che una possibilità di continuare a far splendere il suo sorriso fosse quella di portare avanti proprio quel progetto fatto di musica che della sua vita era il sale.<br />
La scelta di costruire uno spazio culturale significa dare una risposta chiara e diretta a quella stessa cultura che viene prodotta da gruppi neofascisti e che costituisce un vero e proprio cancro per il tessuto sociale di Roma.</p>
<p>Lo spazio realizzato è un’azione di antifascismo.<br />
Il laboratorio musicale porta il nome di “RENOIZE” proprio perché a Renato si ispira ed a lui è dedicata.</p>
<p><em>“… Scegliere di costruire un laboratorio musicale è una scommessa al buio poiché investire sul linguaggio, qualunque esso sia, comporta l’enorme incertezza dell’interpretazione personale.</em><br />
<em> Questa incertezza si crea quando più soggetti provano a ricercare un vocabolario comune coscienti che le sfumature saranno dominanti e determinanti; questi soggetti scelgono di utilizzare un linguaggio sonoro che, sicuramente, si riferisce all’ingegno intellettuale ma si </em><br />
<em> rivolge fortemente al gusto, alle passioni, alle “pulsioni della pancia” rischiando di fraintendersi e non comprendersi.</em><br />
<em> Ma questa incertezza, quest’ansia, questo salto nella commistione e nella sperimentazione, come anche la prodotta “confusione”, creano la pulsione necessaria alla genesi e all’ascolto.</em></p>
<p><em> Il desiderio costruisce contaminazioni e solidifica legami impensabili costituendo l’elemento primario dell’innovazione e del voler fare, ascoltare e vivere la musica.</em><br />
<em> Per questo abbiamo costruito (e proponiamo a quanti più possibile) un laboratorio musicale. Uno spazio fisico nel quale realizzare un intreccio di espressioni musicali differenti, nell’intento di costruire un meticciato culturale che faccia convivere e mescolare </em><br />
<em> generi differenti in una condizione generale che è quella della condivisione e dell’inclusione. (…)”</em></p>
<p><strong> Renoize Project</strong></p>
<p><em>“Musica come costrutto sociale: Le teorie post-moderne asseriscono che, </em><em>come l’arte, la musica è definita innanzitutto nel suo contesto sociale. </em><br />
<em> Da questo punto di vista la musica è ciò che ognuno chiama musica, che </em><em>sia fatta di silenzio, di suoni, o di performance … “</em></p>
<p>//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////</p>
<p><strong>CONTATTI e MAGGIORI INFORMAZIONI</strong></p>
<p><a href="http://www.renoize.it/">http://www.renoize.it/</a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/pages/Renoize-Project-Studios/152384874876837">http://www.facebook.com/pages/Renoize-Project-Studios/152384874876837</a>
</div>
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