L'Autocertificazione
L'autocertificazione si fonda sul principio di responsabilità.
Al di là di ciò che prescrivono le leggi, ciascuno ha il
diritto e il dovere di indicare l'origine delle materie prime, la loro
tipologia, i metodi di trasformazione, di conservazione e di confezionamento
usati. Questo diritto-dovere viene spesso negato dalla grande distribuzione
che impone il proprio marchio nei prodotti che commercializza espropriando
così i produttori anche del loro nome.
L'autocertificazione è un dovere verso la collettività;
per poter giudicare la qualità di un prodotto, prima di acquistarlo
si ha il diritto di conoscere tutta la filiera produttiva. La qualità non è un
insieme di regole e di gusti standardizzati, ma l'ottimizzazione delle
relazioni produttive, sociali e ambientali che danno vita a un prodotto.
La qualità di un prodotto è espressione della qualità della
vita e dell'ambiente da cui esso viene generato. Se un bicchiere di vino
appare buono al gusto standardizzato del consumatore, ma deriva da una
filiera produttiva infelice (alto impatto ambientale, uso massiccio della
chimica, rapporti di lavoro semischiavili) rimane un prodotto pessimo
per la sensibilità che il movimento di nuova contadinità produce.