FENIX!

Osservatorio Astronomico Contro la Repressione

@ Corso San Maurizio angolo Via Gioachino Rossini - Torino
Home Archivio ultime Gallerie Download Links Contattaci

Ultime


Home ultime
Ricerca

Archivio
Appuntamenti
Appuntamenti fissi
Attività
Documenti



Sostegno economico al Barocchio Squat

********************************************************************** ______________________________________________________________________ ______________________________________________________________________
**********************************************************************

-assemblea @ radio blackout- Fuori i razzisti dalla città! Lega la Lega
Appuntamenti
01.08.2014
Fuori i razzisti dalla città! Lega la Lega
Sbigottiti leggiamo che, dopo l’insulto razzista a una ministra del governo da parte del vicepresidente del senato Calderoli, la Lega rilancia sul tema dell’immigrazione clandestina, convocando una manifestazione a Torino per il 7 settembre.

Non crediamo sia una scelta a caso: al di là dell’ovvia scelta del capoluogo di una regione governata da un leghista, forse si pensa che una tra le città più devastate dalla crisi possa essere terreno fertile per seminare odio…. mentre è proprio tra i migranti che le conseguenze della crisi son le più disastrose: per via del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, la disoccupazione per molti/e segna la caduta verso il ricatto dell’illegalità.

Inoltre, in quel giorno, sulla pelle dei migranti a Torino rischia di giocarsi una dialettica politica che non fa altro che vittime: da un lato la vile e diretta aggressione leghista, dall’altro l’ipocrita buonismo di un’amministrazione comunale che mentre a parole concede una fittizia cittadinanza, nei fatti rende la vita difficile ai migranti negando un semplice atto amministrativo come la residenza a chi vive sul suolo torinese ma non ha i soldi per affittare regolarmente una casa, e ospita un lager dove sono rinchiusi i migranti “colpevoli” di essere senza permesso di soggiorno, magari dopo aver perso il lavoro, o semplicemente per aver cercato una vita migliore senza curarsi degli incasellamenti degli organismi nazionali e internazionali, che definiscono chi è in quota e chi no, chi è rifugiato e chi no.

Ma per fortuna Torino non è fatta solo di questo: da anni fitte reti di solidarietà si tessono dal basso, nelle case occupate, nei presidi solidali, nei gesti quotidiani di resistenza al razzismo e costruiscono un tessuto sociale che è ben diverso dal triste spettacolo che ci danno i politici!

Invitiamo tutti e tutte a mobilitarsi e ad incontrarci in un assemblea pubblica

Giovedì 1 Agosto 2013 ore 18:30

c/o radio blackout – Via Cecchi 21/a

 ferma la lega, ferma il razzismo istituzionale e strisciante!







Dove c'è Barricata c'è casa! Mezcal Squat 7 anni di Occupazione
Appuntamenti
25.07.2014

Dove c’è Barricata c’è casa.


Per i 7 anni di occupazione del Mezcal tre giorni di festa e autocostruzioni alla faccia di chi ce vò male.


Venerdì 2 Agosto dalle ore 14 nell’officina: autocostruzione di barricate in ferro;


dalle 20 la cena bellavita del Barcocchio si sposta al Mezcal: porta da bere, vieni  cucinare!


Sabato 3 Agosto dalle ore 14 nel parco: installazione delle barricate sulle note di Black Milk! Live tra i prati sui 105.250 di Radio Blackout.


Dalle 24 finche ce n’è festa sotto le stelle! Infiammano la pista le selezioni di “El Pito y los ladrones”. Porta da bere e vieni a scatenarti come se non ci fosse un domani!


Domenica 4 Agosto dalle 16 risacca all’aperto senza paura e contemplazione delle barricate. Preparazione della pizza per il “Cine-pizza sotto le stelle” del Barocchio che si sposta al Mezcal.


 


Tutto questo è Bellavita: TUTTE le attivita’ all’interno del Mezcal sono basate sulla CONDIVISIONE. Ognuno porta ciò che più gli piace, a seconda del tipo di iniziativa, per CONDIVIDERLO: da bere, da mangiare o UN’IDEA da sviluppare INSIEME. Per sperimentare e ABOLIRE I RUOLI attraverso l’autogestione, senza il compromesso del denaro.


MEZCAL SQUAT PARCO DELLA CERTOSA COLLEGNO


Collegno -TO - Parco della Certosa,


 


a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Collegno


linea orari treni torino bardonecchia susa - la seconda fermata, da Torino Porta Nuova è Collegno


 


metro fermata Fermi


orario servizio Metro


alla fermata salire e prendere bus CO1 direzione Partigiani, 33 direzione Costituzione, 37 direzione Pianezza, per 2 fermate



altri bus che passano in zona

36, Fermata Corso Francia, angolo viale 24 maggio


44 da Torino Fermata via 27 Marzo che è a pochi passi dall'entrata del Parco.


76, 101 (Notturno)  bus extraurbani linee La Cassa/Givoletto/San Gillio, Rubiana, Almese, Condove


tutte con capolinea fermi



mappa per chi arriva in auto







sosteniamo Marina Cugnaschi condannata per gli scontri @ g8 di Genova
Appuntamenti
19.07.2014
MARINA TRSFERITA AL CARCERE DI MILANO BOLLATE





copia ed incolla

fai girare con email, postando sul tuo social networ, sito, blog

fai girare la voce




sosteniamo Marina Cugnaschi, Compagna colpita dalla repressione, condannata a 11 anni & 9 mesi per gli scontri del G8 di Genova 2001



La Compagna Marina Cugnaschi ha bisogno del Nostro Sostegno, del Nostro affetto.



La Vita carceraria, come quella di fuori è molto cara

Se frequenti un gruppo politico, se hai una band musicale, se vivi o solamente frequenti un Centro Sociale o una casa occupata,organizzati con i tuoi Compagni e Compagne per creare un evento benefit a sostegno di Marina.



Per inviarle lettere e cartoline :



Marina Cugnaschi

c/o Casa Di Reclusione Di Milano - Bollate

Via Cristina Belgioioso N° 120 - cap 20157 Milano (MI)





CODICE IBAN

per sostegno spese carcerarie e detenzione di Marina Cugnaschi

intestato a

Valli Massimiliano

IT04U0100501660000000000594





Dichiarazione in aula della compagna Marina prima che la corte genovese la condannasse ad 11 anni per i fatti del luglio 2001 durante le contestazioni del G8



Premetto che in quanto anarchica non riconosco come mio interlocutore l'apparato giudiziario, organo dello stato la cui unica funzione consiste nell'essenziale protezione delle classi sociali privilegiate e nella difesa della proprietà privata.

Quindi, con la seguente dichiarazione, principalmente indirizzata all'esterno di questo edificio, colgo l'occasione per rivolgermi a tutti coloro che possiedono i requisiti per poter comprendere le mie parole.

Desidero rivolgermi alle classi subalterne, a coloro che subiscono la condizione alienante di sfruttati e oppressi dall'avanzato e moderno sistema capitalista, sempre più spietato ed escludente.

Premetto altresì che nulla ho da chiarire circa la mia condotta, le mie convinzioni e le mie scelte politiche, tanto meno intendo chiedere clemenza ai signori della corte.

La natura squisitamente politica di questo procedimento penale impone una netta presa di posizione, alla luce soprattutto degli innumerevoli tentativi da parte della magistratura e della stampa di screditare e spoliticizzare davanti all'opinione pubblica gli imputati di questo processo.

Soggetti che loro malgrado sono incappati negli ingranaggi della giustizia borghese e fatti figurare in certi casi come un branco di violenti teppisti, in altri come un'orda di barbari scesi nelle strade di Genova con il preciso intento di devastarla e saccheggiarla.

No signori, intanto l'accusa di devastazione e saccheggio la rinvio direttamente al mittente poiché offensiva e poiché non fa parte del mio bagaglio storico politico.

La classe sociale a cui appartengo è colma fino all'orlo di ingiustizie, soprusi e umiliazioni inflitte dai padroni.

Ed è proprio nel santuario della democratica inquisizione dove viene sistematicamente perpetuata l'ingiustizia sociale, in cui tengo a precisare e ribadire la mia ferma opposizione ad ogni forma di dominio, all'ineguaglianza sociale, allo sfruttamento.

E seppur cosciente che come nemica della vostra classe mi si infliggerà una pena severa poiché portatrice di principi malsani assolutamente in contrasto con l'ordine costituito, vi comunico che personalmente come lavoratrice salariata ho avuto modo di conoscere i veri devastatori e saccheggiatori.

Risiedono nei palazzi di lusso o del potere, sono i padroni, i capi di stato, insomma tutta la classe dirigente di questo sistema infame.

Un'esigua percentuale di individui su questa terra che in nome del profitto, del prestigio e del potere assoluto depredano e saccheggiano l'intero pianeta.

Costringono alla fame ed alla povertà milioni di persone, sia nel sud del mondo che nell'Occidente, sfruttano gli operai sul posto di lavoro fino a renderli schiavi, di conseguenza sono i diretti responsabili delle morti bianche, un vero e proprio stillicidio.

Seppelliscono nelle patrie galere tutti coloro i quali sono costretti a vivere ai margini di questa società opulenta.

Combattono guerre siano esse umanitarie o di conquista poco importa, sterminando intere popolazioni, devastando interi paesi e saccheggiando le loro risorse. E l'elenco potrebbe continuare all'infinito.

Contro tutto ciò è necessario lottare, è necessario porre una strenua opposizione alla dittatura capitalista.

Per quanto mi riguarda è stato questo il senso delle mobilitazioni di lotta antimperialista e anticapitalista a Genova nel 2001, non tanto perché lo ritenei un evento politico unico nella vita degli sfruttati determinato dalla presenza dei padroni della terra, dai quali elemosinare qualche briciola caduta dai loro sontuosi banchetti; lo feci in continuità con un percorso politico già intrapreso, animato dalla forte esigenza di trasformare radicalmente un modello sociale fondato sulla sopraffazione. Lo stesso motivo che mi spinge tuttora a partecipare a momenti di lotta costruiti dal basso, situazioni meno spettacolari e che meno interessano alle telecamere del potere mediatico, ma sicuramente autentici.

A Genova nel 2001 con molta determinazione è stato riaffermato un principio fondamentale, attraverso la riappropriazione di uno spazio urbano negato e reso inaccessibile dall'imponente presenza militare per impedire ogni forma di disapprovazione ai rappresentanti del dominio.

Nessuna sentenza potra' riscrivere la storia di quei giorni. carlo continuera' a vivere tutti i giorni nelle nostre lotte.



10×100.it







aula bunker torino processo ai 52 notav
Appuntamenti
19.07.2014
l'ultima udienza ha visto
come protagonista, giuseppe petronzi,  capo della digos della questura
di torino, dove per OLTRE SETTE ORE  ha spiegato, coadiuvato da filmati
proiettati sui monitor dell'aula bunker, l'operato delle ffoo nel corso del 27 giugno e del 3 luglio.

La prossima udienza ci sarà il controinterrogatorio da parte degli avvocati della difesa


 





aula bunker torino processo ai 52 notav

venerdì 19  Luglio 2013 H 9:30

maxi processo ai Notav @ Aula Bunker

corso regina 540 Torino Zona Vallette - a pochi passsi dal carcere-

per chi arriva in treno dalla Val Susa

FERMATA ALPIGNANO PRENDETE IL BUS 32 CHE PARTE DA PIAZZA ROBOTTI -A POCHI PASSI DALLA STAZIONE-
scendete alla faermata c.so regina margherita est- su via TORINO pianezza-

Per chi arriva dalla Liguria, e Sud del Piemonte:

da porta nuova, metro direz Fermi - Fermata XVIII Dicembre---> Bus 29 Direzione Casa Circondariale CAP

Per quelli in treno da Lombardia, Valle d?Aosta, Piemonte Est

Arrivati al Capolinea, guardando il carcere costeggiate la recinzione sulla sinistra
l'ingresso della maxi aula bunker si trova fra il carcere e la Centrale del Teleriscalbamento


aula bunker carcere vallette torino



corso regina 540 Torino








fenix-occupato@inventati.org