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Osservatorio Astronomico Contro la Repressione

@ Corso San Maurizio angolo Via Gioachino Rossini - Torino
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prefazione della seconda edizione


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Nuova Autoproduzione Fenix!

agosto 2009 :
 
    rogo delle vanità autoproduzioni fenix

Firenza - Udienza per associazione sovversiva
Appuntamenti
21.03.2011
Ci siamo. Il 16 aprile prossimo, il gip michele barillaro deciderà se rinviare a giudizio 19 compagni dell'area anarchica fiorentina, accusati di una serie di piccoli reati (in particolare un'interruzione di pubblico servizio, l'occupazione del Panico anarchico di Piazza Ghiberti e alcuni scritte sui seggi delle primarie PD) tenuti insieme dal reato di
associazione sovversiva con finalità di terrorismo ed eversione (il famigerato 270 bis). L'inchiesta ha preso le mosse dalla perquisizione e sgombero di Villa Panico (poi rioccupata) e dell'Asilo Occupato di via Bolognese, nel novembre 2007. Comandava le operazioni un certo Alfredo Pinto, allora capo della Digos e…coniugato con la PM Angela Pietroiusti, firmataria di questa e altre indagini contro anarchici (in particolare
contro i compagni pisani di via del Cuore).
Due novità di rilievo: il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, affiancherà Angela Pietroiusti nella pubblica accusa (forse per sopperire alla sua nota incapacità); l'ex assessore di polizia Graziano Cioni (quello dell'ordinanza contro i lavavetri) si è costituito parte civile, irritato per il suo prestigio di tirannello di provincia,
intaccato, a suo tempo, dalla rabbiosa ironia dei sovversivi.
I giornali come al solito fanno la loro parte. Tempestivamente informati da giudici e sbirri, Quotidiano Nazionale e Repubblica hanno immediatamente riportato i deliri giudiziari della repressione, sotto il marchio infamante del "terrorismo". Come sempre, glielo rispediremo al mittente. Se pensano di pronunciare l'ultima parola su questa misera vicenda nei loro tribunali e dalle loro fetide colonne, si sbagliano di grosso. Diremo presto la nostra, con le parole e con i fatti.
anarchici e antiautoritari

PS per una magggiore comprensione di questa vicenda leggi l'opuscolo "Per

farla finita con i fantasmi
" e "Da
chi e per chi lotta contro la

repressione
", entrambi scaricabili qui







barocchio sabato 20 marzo
Appuntamenti
20.03.2011
BAROCCHIO SQUAT FESTA ANTIELETTORALE

VOTATE VOTATE VOTATE
si sballa toda la noche con i migliori dj selezionati direttamente da COTASSO e BRESSOTA!!!!
xpecial guest DON RINO CHIAPPA ilpadrone indiscusso dell'augusta nonchè nostro padrino!!!
solo bellavita il bar sei tu: niente clienti solo cazzi ratzi mazzi e intrallazzi!!!!

Barocchio Squat Garden Beach Bitch & Ship
strada del barocchio 27 grugliasco







agg macerie
Appuntamenti
17.03.2011
Nella tua città c’è un lager n. 11 e n. 12



Diario




Scarica, stampa e diffondi l’ultimo numero (dal 23 febbraio al 7 marzo 2010)


Scarica, stampa e diffondi il penultimo numero (dal 7 al 22 febbraio 2010)


Scarica, stampa e diffondi il numero 10  (dal 21 gennaio al 7 febbraio 2010)


Continua a pag. 25553



macerie @ Marzo 20, 2010














Lo scoop





Diario



Una fuga, raccontata per una volta dalla viva voce di uno dei protagonisti. Stiamo parlando dell’evasione di una settimana fa dal Cie di Torino, quando otto ragazzi riuscirono a guadagnarsi la libertà scappando nella notte attraverso dei buchi scavati sotto le reti.


Intervistato dai microfoni di Radio Black Out durante la trasmissione Macerie, J. ci ha raccontato com’è andata veramente, sbugiardando le fantasiose ricostruzioni uscite sui giornali. Una testimonianza che dimostra - se ce ne fosse stato bisogno - che non è poi così difficile scappare dai Cie: basta un po’ di intelligenza e tanta determinazione. Il resto lo fanno le guardie, che per fortuna si mettono a chattare al computer anzichè fare il loro sporco lavoro di carcerieri. E poi corrono ai ripari, smontando le telecamere di videosorveglianza del Centro che avevano ripreso l’evasione, ed erano la prova della loro inettitudine.


Ma come in tutte le storie che arrivano dai Cie, anche nel racconto di J. non potevano mancare la descrizione delle pessime condizioni di vita nei centri, tra cibo scadente e psicofarmaci distribuiti come fossero caramelle. E naturalmente le tante storie di soprusi e minacce da parte delle guardie in divisa, con la Croce Rossa che sta a guardare.


Ascolta l’intervista con J. uno dei ragazzi evasi dal Cie di Torino:



L’intera trasmissione radiofonica è stata trasmessa davanti alla sede della Croce Rossa in via Bologna 171, a Torino. Una piccola manifestazione a sorpresa, per denunciare ancora una volta le responsabilità della Cri nella gestione dei lager per migranti. Lo striscione «Croce Rossa complice degli stupri nei Cie», gli interventi al microfono e i volantini distribuiti hanno ricordato la storia di Joy, e le responsabilità della Cri anche nella famosa vicenda del tentato stupro. Una buona occasione per ricordare che Massimo Chiodini, capo della Croce Rossa nel Cie milanese di via Corelli, ha testimoniato contro Joy ed Hellen e a favore di Vittorio Addesso, capo della polizia nel centro.



macerie @ Marzo 18, 2010














Roma, Bologna, Milano, Ozzano Emilia, Torino, Bari…





Diario



Nonostante le previsioni più nere dei giorni scorsi Joy, Florence ed Hellen sono ancora dentro il Cie di Ponte Galeria. Il volo organizzato dall’agenzia europea Frontex che ha deportato a Lagos 51 nigeriani (25 espulsi dall’Italia, 10 dalla Germania, 6 dalla Grecia, 5 dall’Austria e 5 dalla Norvegia), infatti, è partito da Fiumicino senza di loro. Sembra che a far perdere l’aereo alle tre ribelli del Cie di Milano sia stato un semplice vizio di forma, ma intanto anche la mobilitazione in loro favore sta crescendo giorno dopo giorno. Un presidio a Bologna, ieri pomeriggio, ha bloccato il traffico per un po’ e si è trasformato in un mini corteo; sempre ieri pomeriggio, a Milano, la Digos è stata attirata ad un finto presidio alla stazione Cadorna, per lasciare liberi i solidali di volantinare in giro per viale Padova e in altre zone della città; questa mattina, ad Ozzano Emilia, sei furgoni della “Concerta” (la ditta che gestisce la mensa del Centro di via Mattei a Bologna) si sono risvegliati con le gomme a terra e pieni di scritte contro i Cie; a Roma i compagni hanno fatto visita all’ambasciata Nigeriana cercando di mettere i funzionari africani di fronte alle proprie responsabilità, mentre a Torino un presidio-blitz si è svolto di fronte alla sede della Croce Rossa. La sorte di Joy, Florence ed Hellen è legata strettamente alla nostra determinazione, ed anche alla nostra costanza, e bene o male queste due giornate indicano delle possibilità da praticare. Teniamoci sempre a mente i recapiti dell’Ambasciata nigeriana, in modo da essere sicuri che non si dimentichino di noi e della nostra attenzione, ma facciamoci venire delle idee.



Intanto, prosegue in via Corelli lo sciopero della fame dentro al Centro. Lo sciopero è a staffetta, e i compagni stanno sostenendo i prigionieri in lotta portando loro del cibo, in modo da boicottare in maniera sempre più allargata e continuativa la Sodexo. Da Ponte Galeria, invece, oggi è stato liberato in tutta fretta un recluso che da venti giorni non mangiava: proprio come succede frequentemente a Torino, i nuovi gestori del Cie non vogliono grane e preferiscono lasciarb libera la gente che farla morire d’inedia. E per finire, a Bari-Palese, i recusi hanno spaccato un po’ di vetri in una sezione, per protestare contro le condizioni di detenzione.


 



macerie @ Marzo 18, 2010














Presidio in Cso Brunelleschi





Diario




Scarica e diffondi le locandine dell’iniziativa, 1 e 2.



macerie @ Marzo 18, 2010














Un compito facile facile





Diario



Buona parte degli imputati di questo processo sono anarchici, e accusar gli anarchici di “istigazione a delinquere” può sembrare un compito facile facile, quasi quanto sparare sulla Croce Rossa.



Continua a pag. 25503



macerie @ Marzo 17, 2010














Vogliono espellere Joy





Diario



«Ieri Joy è stata trasferita dal Cie di Modena a quello di Ponte Galeria. Sappiamo bene cosa significa questo: che entro un paio di giorni la vogliono espellere. Pare che proprio ieri a Ponte Galeria sia entrato qualcuno dell’ambasciata nigeriana per fare i riconoscimenti di una decina di nigeriane azione che prelude sempre all’espulsione a brevissimo termine.

Dunque le voci che giravano riguardo alle pressioni della questura di Milano perché Joy venisse espulsa - nonostante avesse intrapreso un percorso per ottenere l’articolo 18 come vittima di tratta - sono confermate.


Non è bastato alla questura di Milano ‘far sparire’, nella notte fra l’11 e il 12 febbraio, le cinque ragazze dalle carceri in cui erano rinchiuse per riportarle nei Cie. Pur di proteggere Vittorio Addesso, i suoi colleghi sono disposti ad agire nelle maniere più vili.

La storia di Joy ci dimostra come gli apparati repressivi e di controllo dello Stato esigano soprattutto che i ricatti sessuali che ogni donna e trans subisce dentro i Cie rimangano taciuti. La forza che hanno dimostrato Hellen e Joy fa paura, perché è la forza che smaschera la verità di quello che accade dentro le mura di quei lager per migranti. Gli aguzzini che li controllano stanno facendo di tutto per impedire che questo precedente apra un varco o una breccia in quelle mura.

E che nessuno/a ci venga più a dire che in Italia ci sono leggi contro la violenza sessuale e lo stalking e che è necessario denunciare. Chiunque, da oggi in poi, ancora lo pensa si ricordi bene questo: le forze dell’ordine hanno licenza di stuprare anche grazie alle coperture di cui godono e di un apparato istituzionale connivente.»


(da noinonsiamocomplici)


Ascolta l’intervista a Joy raccolta da Radiocane:




 


Intanto, a Roma e a Milano continuano gli scioperi della fame. A Gradisca, invece, la situazione è tornata alla “normalità”.


 


Aggiornamento 17 marzo. Questa mattina un funzionario dell’Ambasciata nigeriana ha “fatto visita” a Joy e le ha annunciato che sarà deportata domani mattina, con un volo che arriverà apposta da Londra. Abbiamo contattato per voi l’ambasciata nigeriana di Roma, ma ci è sembrato che la funzionaria con la quale abbiamo parlato non si sia resa ben conto della gravità di questa deportazione. Vi lasciamo qui sotto i numeri contatti, prova e riprova magari si convince.


Ambasciata Nigeria - Roma, via Orazio 14

Email: nigerian.rome@iol.it


Tel. 06.683931


 


Ascolta questi aggiornamenti dalla voce di Joy:




E scarica il volantino distribuito al presidio di questo pomeriggio a Milano.



macerie @ Marzo 16, 2010














Sommosse in Spagna, solidarietà in Francia





Diario



12 marzo, Aluche (Madrid). Dopo un mese di proteste, rivolte e scontri che hanno causato parecchi feriti tra i poliziotti, nuova sommossa nel Cie (Centro de Internamiento de Extranjeros) di Madrid. I reclusi hanno appiccato il fuoco in diverse stanze e hanno iniziato a battere le sbarre delle finestre: «Al fuoco! Raccontate quello che succede qui dentro!», gridavano i reclusi ai solidali che si trovavano in strada.

«Sono bruciati dei materassi, carta e altre cose. Non ne posso più. I poliziotti ci hanno picchiati, ma io sto bene», racconta un recluso. Secondo i parenti, i detenuti inizieranno uno sciopero della fame per protestare contro «il trattamento umiliante, razzista, vessatorio che ricevono quotidianamente da tre anni. Un trattamento che infrange tutti i diritti».


«Io sono razzista e voglio rispedirti al tuo cazzo di paese, bastardo!», questo ha detto un poliziotto a un detenuto angolano prima di prenderlo a calci in pancia e mettergli la camicia di forza perché rifiutava di imbarcarsi. Il ragazzo, già gravemente ammalato, ha evitato l’espulsione, ma è stato riportato al centro in stato di semi-incoscienza e qualche ora dopo è stato trasferito in ospedale. Da questa vicenda è partita la rivolta.

Da qualche settimana, la Croce Rossa spagnola collabora alla gestione del Cie di Madrid, incassando per questo sporco lavoro un bell’assegno da 200mila euro.


[tratto da Indymedia Nantes]


9 marzo, Parigi. Nel giorno dell’udienza di Torino contro i compagni arrestati lo scorso 23 febbraio e accusati di “associazione a delinquere” per le lotte contro i Centri di Detenzione per Migranti, una settimana prima della decisione del giudice contro i dieci imputati per l’incendio doloso di Centro di Detenzione di Vincennes a Parigi, sei uffici della Croce Rossa sono stati attaccati a Parigi.

Situati nei distretti 3°, 5°, 9°,11°, 12° e 18°, gli uffici sono stati ricoperti di manifesti e scritte, diverse serrature sono state sabotate e alcuni vetri infranti. Scritte come «Croce Rossa deporta», «Croce Rossa collabora con le deportazioni» hanno coperto l’area di alcuni uffici.


[tratto da Indymedia Nantes - leggi il manifesto attacchinato]  



macerie @ Marzo 16, 2010














Resistenze





Diario



La guardia mi consiglia di lasciar la mia roba nel corridoio: «Qua dentro, sa com’è…». Poi apre il blindato e mi spinge dentro, e io saltello attento a non pestare i corpi distesi. La cella è lunga quattro passi, e larga cinque. Compreso me, dentro siamo in dodici: quattro se ne stanno allungati sul gradino di cemento che rasenta due dei muri, e gli altri per terra. Venti coperte per dodici persone, per cui c’è chi ha il dubbio se utilizzare quella in più come cuscino oppure per coprirsi e chi non ha diritto nemmeno a questo dilemma.


Continua a pag. 25433



macerie @ Marzo 15, 2010














Ordine pubblico





Diario



«Oh, tutto bene?»


«Sì, sì, tutto bene…»


Ogni volta che entro dentro al bagno, e ci entro portandomi un bel libro appresso, non mi riesce di arrivare in capo alla seconda pagina senza che il piantone che mi piantona non dia segni di agitazione. Sento che si alza e che passeggia, che sporge il viso tra le sbarre tentando di indovinare movimenti dietro la fessura della porta della latrina; poi, immancabilmente, mi chiama per assicurarsi che io sia vivo.


E già, perché nonostante me ne stia sempre tranquillo e di buon umore, ridendo addirittura ad alta voce nel leggere le lettere dei miei compagni di fuori; nonostante non abbia pensieri di morte né di giorno né di notte (principale preoccupazione della lugubre psichiatra che si aggira qui in sezione); nonostante mangi con appetito, e che sia pure un po’ ingrassato; nonostante non dia segno di alcuna sofferenza, sono stato sottoposto - io e i miei compagni con me - al regime carcerario che si applica agli aspiranti suicidi e agli autolesionisti incorreggibili. Regime fastidioso per me (niente lenzuola, per esempio, né buio la notte, né vestiti in cella oltre a quelli che indosso) e dispendioso per l’amministazione, che deve dedicare un carceriere intero solo a me, giorno e notte.


Continua a pag. 25423



macerie @ Marzo 15, 2010














Sui tetti di Ponte Galeria, nelle celle di Gradisca





Diario



Sabato 13 marzo, Roma. Come annunciato da tempo, fuori dalle mura del Cie di Ponte Galeria è in programma una manifestazione per portare solidarietà ai reclusi. Prima di arrivare al presidio, un gruppo di solidali tappezza di manifesti i muri delle fermate della linea ferroviaria Roma-Fiumicino. Poi, arrivati alle porte del Centro, alcuni consegnano due pacchi di bevande e cibo per i reclusi: alimenti puliti, senza psicofarmaci né calmanti, a differenza di quelli abitualmente forniti dalla cooperativa Auxilium, che gestisce il Centro da due settimane.


Mentre fuori dalle mura inizia il presidio, dentro al Centro sale la protesta: prima le grida, poi i primi incendi. La polizia vorrebbe chiudere tutti nelle gabbie, ma ci riesce solo con le donne. Trenta reclusi della sezione maschile salgono sui tetti delle baracche mentre i loro compagni continuano a bruciare materassi. I trenta restano sul tetto almeno mezz’ora, fino a quando la celere non sale sul tetto e li costringe a scendere, sparando anche un paio di lacrimogeni.


Ascolta la prima diretta dai tetti di Ponte Galeria e con i solidali all’esterno:



Subito dopo, però, altri venti reclusi salgono sul tetto di un altra baracca, dove resteranno per ore, resistendo disperatamente alle minacce e ai tentativi di carica della polizia. Per sfuggire qualcuno si arrampica sui pali della luce, altri si tagliano le braccia, altri ancora minacciano di impiccarsi con dei lenzuoli.


Ascolta la prima carica sui tetti, in diretta con i solidali all’esterno:


Ascolta la seconda carica sui tetti, in diretta con i solidali all’esterno:


Quando il presidio si scioglie e i solidali si allontanano, la polizia carica con forza i reclusi ancora sui tetti: inseguimenti, manganellate e persone ammanettate. A quel punto i solidali occupano i binari della stazione “Fiera di Roma”, bloccando il traffico in entrambi i sensi di marcia per circa 40 minuti. Alle 19 circa un gruppo di almeno un centinaio di solidali si concentra nel piazzale della Stazione Trastevere e parte un corteo spontaneo e non autorizzato che blocca il traffico dietro allo striscione “Chiudere i lager per migranti - Antirazziste e Antirazzisti contro ogni gabbia”. Cori e interventi al megafono ricordano alla folla dello struscio del sabato sera romano che a Ponte Galeria c’è un lager, e che dentro a quel lager c’è gente che lotta e si ribella. All’arrivo dei carabinieri in antisommossa i manifestanti non si disperdono, ma continuano il corteo nelle viuzze del quartiere fino a piazza Santa Maria in Trastevere.


Ascolta la diretta del dopo presidio:


Il giorno dopo alcuni quotidiani nazionali, che per una volta non possono far finta di nulla,parleranno della mancata visita dell’assessore regionale Luigi Nieri, a cui la polizia avrebbe negato l’accesso al Cie e di cassonetti rovesciati per protesta in zona Trastevere.



 


Guarda un video della protesta sui tetti del Cie di Ponte Galeria:








 


Tutti i contributi audio sono a cura di Radio Onda Rossa


Domenica 14 marzo, Gradisca. Pomeriggio di tensione nel Cie di Gradisca, dove i reclusi sono stati fatti rimanere tutto il pomeriggio chiusi nelle celle, senza una spiegazione. Dopo un paio d’ora hanno cominciato una protesta, culminata con il rifiuto della cena - che gli operatori pretendevano di passar loro da sotto le porte «come fossimo dei cani». Scatta subito la ritorsione, con una decisa perquisizione, e poi ancora proteste. Solo intorno alle nove di sera la situazione si è calmata: «ci vediamo domani», hanno detto i reclusi alle guardie. A domani.


Aggiornamenti 15 marzo. A Roma, intanto, i reclusi sono in sciopero della fame dopo la rivolta di sabato. Ci sono dei feriti: in molti, infatti, dopo essere scesi dal tetto intorno alle 22,30 sono stati picchiati brutalmente dalla polizia ed hanno subito una perquisizione. Uno di loro non riesce più a muovere la mascella e sembra che un altro si sia tagliato un braccio nella speranza di scongiurare ulteriori pestaggi. A Gradisca, ancora oggi, prosegue lo sciopero della fame, non sappiamo quanto compatto. Ieri, durante le perquisizioni, i soldati e i poliziotti erano armati e hanno costretto alcuni reclusi a rimanere con le mani in alto, altri invece hanno usato i maganelli: tensione altissima, dunque.



macerie @ Marzo 14, 2010







agg da macerie
Appuntamenti
08.03.2011
Non ce ne vogliano i redattori di Macerie, se abbiamo recuperato le password e deciso di prendere in mano il loro blog. Ma siamo consapevoli del fatto che, se questa clamorosa montatura li ha portati in carcere, è anche perché hanno avuto il coraggio di amplificare, attraverso questo sito, le voci di resistenza degli stranieri rinchiusi nei Cie di tutta Italia. Noi siamo loro complici, e come loro vogliamo contribuire a sgretolare le mura che circondano, in un insopportabile silenzio, il consumarsi del diabolico piano delle espulsioni; una parte della nostra solidarietà si esprime quindi portando avanti questo aspetto della loro lotta, nei limiti imposti dalla concitazione del momento e dalle nostre capacità.
Per scrivere agli arrestati:

Andrea Ventrella
via Roncata, 75
12100 CUNEO

Fabio Milan
via del Rollone, 19
13100 VERCELLI

Luca Ghezzi
via Pianezza, 300
10151 TORINO
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Presidio in solidarietà



Diario



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macerie @ Marzo 8, 2010














Aggiornamenti sugli scioperi e testimonianze da Milano





Diario



A Milano, nel Cie di via Corelli, i detenuti e le detenute in sciopero della fame cominciano ad essere debilitati ed indeboliti. Ad alcune ragazze del reparto trans sono state fatte flebo di liquidi e una è stata portata in ospedale. I reclusi hanno chiesto invano di essere pesati e controllati costantemente da personale medico, come è prassi durante ogni sciopero della fame, ma questo. Tuttavia, nonostante le difficoltà, lo sciopero continua con determinazione, anche grazie alla solidarietà degli antirazzisti che continuamente portano acqua e succhi al centro e mantengono ininterrottamente i contatti.


A Roma, nel Cie di Ponte Galeria, una ventina di reclusi continua lo sciopero: i gestori portano il cibo e loro lo rimandano indietro. Alcuni che avevano iniziato autonomamente lo sciopero qualche giorno prima degli altri sono molto provati, perché oramai sono dieci giorni che non mangiano. A differenza di quanto accade a Milano, a Roma i reclusi sono pesati e monitorati regolarmente, ma la cooperativa Auxilium (subentrata alla Croce Rossa nella gestione del centro da una settimana) non permette che i solidali portino i succhi e le bevande dall’esterno. La dotazione giornaliera di liquidi per ciascun recluso è di un litro d’acqua, ma lo sciopero non si ferma.


A Torino, nel Cie di corso Brunelleschi, lo sciopero nell’area gialla prosegue a staffetta e oggi un recluso in sciopero della fame da parecchi giorni si è sentito male. I suoi compagni di gabbia hanno chiamato la Croce Rossa, il 118 e i solidali fuori. Dopo un’ora di pressioni - dall’interno e dall’esterno del centro - il ragazzo è stato portato all’ospedale per accertamenti.



Bologna invece è un caso a parte. Nel Cie di via Mattei lo sciopero si è interrotto dopo il primo giorno, e soltanto un recluso continua il suo sciopero della fame solitario, anche per motivi personali. La situazione nel centro è molto difficile, perché sembra che l’uso di tranquillanti in questo Cie sia più diffuso che in altri. Ogni volta che i solidali riescono a contattare i reclusi, questi rispondono del tutto intontiti ed addormentati, a qualunque ora del giorno e della notte.

Continua a pag. 25213



macerie @ Marzo 7, 2010

















Solidarietà agli scioperi della fame nei Cie





Diario



Venerdì 5 marzo davanti al lager di via Corelli alcuni solidali hanno fatto un presidio per sostenere la lotta dei reclusi e le recluse in sciopero della fame, portando dentro al centro delle bevande che non siano “dopate”, a differenza di quelle somministrate dai gestori del centro.


Ascolta la corrispondenza da Milano registrata da Radio Onda Rossa:




Scarica la corrispondenza


Continua a pag. 25203



macerie @ Marzo 6, 2010














Continua lo sciopero a Milano, e la protesta si allarga





Diario



Con grande determinazione continua a Milano, nel Cie di via Corelli, lo sciopero della fame iniziato ieri in tutte le sezioni (maschile, femminile e transessuale) contro il prolungamento della detenzione fino a sei mesi, contro le terribili condizioni di vita nel centro e in solidarietà con gli antirazzisti torinesi arrestati “solo perchè dicono la verità”.



Continua a pag. 25083



macerie @ Marzo 5, 2010














Siamo stanchi di non vivere bene





Diario



“Siamo stanchi di non vivere bene. Viviamo come topi. La roba da mangiare fa schifo. Viviamo come carcerati ma non siamo detenuti. I tempi di detenzione sono extra lunghi perché 6 mesi per identificare una persona sono troppi. Siamo vittime della Bossi Fini. C’è gente che ha fatto una vita in Italia e che ha figli qua, gente che ha fatto la scuola qui e che è cresciuta qui. Non è giusto. Non siamo delinquenti.

Continua a pag. 25053



macerie @ Marzo 4, 2010

















Tentata fuga, rivolta, fiamme a Ponte Galeria





Diario



28 febbraio ore 22.00:


La Croce Rossa si incontra per il passaggio di consegna della gestione del Cie di Ponte Galeria con i dirigenti della Cooperativa Auxilium, che ha vinto la gara d’appalto e che già gestisce il Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Bari. La polizia fa da immancabile contorno a questo importante avvenimento.


Dalla parte opposta, nell’ala inaugurata pochi mesi fa, sfruttando il momento che vede concentrati vecchi e nuovi aguzzini su questo grande afffare, si tenta la fuga. Solo un ragazzo riesce a raggiungere il muro di cinta e a tentare il salto verso la libertà.

Continua a pag. 25013



macerie @ Marzo 2, 2010























Macerie di Macerie





Diario, Torino domani



TORINO, 23 FEBBRAIO 2010.


OPERAZIONE DI POLIZIA CONTRO L’ANTIRAZZISMO E LA SOLIDARIETÀ


Questa mattina, 23 febbraio 2010, la Digos di Torino, su ordine del PM Padalino, ha effettuato decine di perquisizioni in città e in altre località del Nord Italia. Sei compagni sono stati tratti agli arresti (tre in carcere e tre ai domiciliari) e altre decine hanno visto irrompere all’alba agenti in divisa che hanno portato via computer, telefoni, volantini, e scatoloni di materiale cartaceo. L’accusa alla base di questa mega-operazione di polizia è, come al solito, un reato associativo, che consente così arresti e obblighi cautelari per compagni accusati di nient’altro che del loro… IMPEGNO ANTIRAZZISTA!


Già, proprio così, perché a leggere gli stessi atti dell’indagine i reati contestati non sono nient’altro che iniziative pubbliche, presidi, azioni di strada e di piazza, volantinaggi, che negli ultimi mesi hanno cercato di rompere il silenzio attorno al dilagante razzismo e delirio sicuritario che sta trasfigurando il volto alle nostre città.



Per chi ancora non se ne fosse accorto, infatti, nelle nostre città incombono campi di concentramento, in cui si rinchiudono uomini e donne il cui unico reato è esser riusciti a fuggire dalle loro terre senza affogare nel Mediterraneo come centinaia di loro fratelli. Ogni giorno rastrellamenti e deportazioni costringono gli abitanti dei quartieri poveri alla clandestinità e, soprattutto, alla rassegnazione, ad accettare condizioni di vita e di lavoro sempre più miserabili. Gli “italiani”, dal canto loro, sembrano non far altro che aggrapparsi ai miseri privilegi che un capitalismo in agonia non ha ancora strappato loro, rincoglioniti dalla propaganda razzista che giorno dopo giorno soffia sul fuoco della guerra tra poveri e della paura.


Questa operazione di polizia non è che l’ennesimo tentativo, questa volta in grande stile, di mettere a tacere chi non si è rassegnato alla paura, chi ha ancora il coraggio di praticare la solidarietà tra sfruttati e di urlarlo, a testa alta, nel silenzio… I capi d’accusa, infatti, non parlano d’altro che di solidarietà, quella che gli indagati sono incolpati di aver dato agli immigrati in lotta, una lotta accanita nei CIE di tutt’Italia e, nello specifico, nel lager di corso Brunelleschi.


Non è un caso, quindi, che nell’ambito di questa indagine, stamattina, la polizia ha fatto irruzione anche nella sede di Radio Black out (105.250 FM), l’unica radio libera dell’etere torinese, dai cui microfoni erano soliti parlare diversi degli antirazzisti arrestati e che, negli ultimi mesi in particolare, si è fatta voce per le tante battaglie che nonostante tutto insidiano la passività torinese, dagli immigrati agli studenti, dai lavoratori ai notav, ecc. Non stupisce dunque il fastidio e la paura dei potenti torinesi e dei loro sgherri, che di fronte ai rumori di battaglia cercano di colpire chi non ha mai fatto segreto di voler soffiare sul fuoco, per alimentare i pochi, sparuti ma orgogliosi, segnali di vita in una città morente …


NON SARÀ CERTO UN MISERABILE PUBBLICO MINISTERO E LA SUA CRICCA A FERMARE LA SOLIDARIETÀ, L’ANTIRAZZISMO E LA VOGLIA DI DARE BATTAGLIA


Antirazzisti senza patria


Scarica il volantino


Non ce ne vogliano i redattori di Macerie, se abbiamo recuperato le password e deciso di prendere in mano il loro blog. Ma siamo consapevoli del fatto che, se questa clamorosa montatura li ha portati in carcere, è anche perché hanno avuto il coraggio di amplificare, attraverso questo sito, le voci di resistenza degli stranieri rinchiusi nei Cie di tutta Italia.


Noi siamo loro complici, e come loro vogliamo contribuire a sgretolare le mura che circondano, in un insopportabile silenzio, il consumarsi del diabolico piano delle espulsioni; una parte della nostra solidarietà si esprime quindi portando avanti questo aspetto della loro lotta, nei limiti imposti dalla concitazione del momento e dalle nostre capacità.



macerie @ Febbraio 23, 2010








fenix-occupato@inventati.org