Educazione Democratica

Rivista di pedagogia politica

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Educazione Democratica nasce per esplorare il nesso tra democrazia, che è la ricerca di una società di uomini liberi ed eguali, e l'educazione, che è la prassi sociale con la quale si cerca di condurre l'individuo alla massima realizzazione possibile della sua umanità. È una rivista di pedagogia politica. Questa espressione, cui ricorre Paul Ricoeur in un saggio su Mounier per indicare una pedagogia della vita comunitaria legata a un risveglio della persona, non è molto usata. L'essenza della pedagogia politica, così intesa, è l'analisi del rapporto che c'è tra cambiamento individuale e cambimento sociale. In realtà, l'espressione può risultare pleonastica, poiché ogni forma di educazione ha un inevitabile carattere politico.

Parlando di pedagogia politica sembra che si voglia gettare la pedagogia nelle braccia dell'ideologia, proprio quando essa cerca di fondarsi come scienza. Non si può tuttavia negare che anche la rifessione pedagogica più fredda e distaccata abbia un preciso aspetto politico, vada nella direzione della realizzazione di un certo tipo di società. Il problema di pedagogia politica della nostra rivista è il seguente: quale tipo di educazione è coerente fino in fondo con l'ideale democratico? Poiché la democrazia è quel sistema politico nel quale è possibile una piena realizzazione dell'umano, questo problema si risolve in quello più generale, proprio della pedagogia: quale è il miglior modo di educare?

Metodologicamente, questa ricerca terrà conto del legame indissolubile tra mezzi e fini. Se il fine dell'educazione è una società di uomini liberi ed uguali, il mezzo non potrà essere che un'educazione che rispetti nel modo più rigoroso la libertà e l'uguaglianza; se il fine è una società nella quale tutti abbiano potere, l'educazione migliore non potrà essere che quella che abitua gradualmente, concretamente all'esercizio del potere.

Le direttrici culturali lungo le quali si sviluppa la ricerca di Educazione Democratica sono quattro:

- la tradizione della pedagogia antiautoritaria e libertaria, dall'esperimento di Jasnaja Poljana di Tolstoj fino alle proposte della descolarizzazione di Illich e Reimer, ed oltre;

- la tradizione della pedagogia laica e democratica, da Dewey a Paulo Freire e ai nostri Lamberto Borghi e Piero Bertolini.

- la tradizione della pedagogia della nonviolenza, in particolare quella dei maestri italiani: Aldo Capitini, Danilo Dolci, don Lorenzo Milani.

- l'attuale movimento internazionale per la democratic education ed i molteplici tentativi di scuole alternative, dalla Subdury Valley Schools alla scuola democratica di Hadera in Israele. Educazione Democratica intende dare il suo contributo al dibattito pedagogico offrendo saggi e studi a carattere storico, analisi di esperienze educative innovative, traduzioni di autori stranieri.

Ogni numero di apre con un dossier dedicato a fenomeni politici o sociali, analizzati in generale e dal punto di vista educativo, o ad autori o esperienze legati alle linee di ricerca di cui s'è detto. Lo stile culturale è quello di una critica pedagogica completata da una critica della critica, per così dire; vale a dire da una analisi disincantata delle stesse proposte alternative.

I collaboratori sono invitati a scrivere in uno stile piano e comprensibile.

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