Milano – lavoratori Toncar aggrediti dai carabinieri mentre scioperavano

Durante il picchetto del 15 febbraio, i lavoratori della Toncar di Muggiò (MB) sono stati aggrediti dai carabinieri in assetto antisommossa. Gli operai erano in presidio dalle 6.00 del mattino per chiedere l’applicazione del contratto nazionale e protestare contro l’atteggiamento discriminatorio del padrone, che ha deliberatamente deciso di escludere tutti i 65 iscritti SolCobas dalla produzione.

La Toncar di Muggiò è una legatoria che si occupa della produzione di figurine, album, carte e altro materiale stampato. Lavora soprattutto per commesse, ad esempio per gli album Panini e Cucciolotti.

In genere questi progetti durano 4 o 6 mesi e per la parte restante dell’anno gli operai, assunti a tempo indeterminato dalla cooperativa Etika, vengono lasciati a casa non pagati mentre chi resta in fabbrica lavora anche 12 ore al giorno per terminare gli ordini.

A settembre dell’anno scorso è iniziata la prima vertenza contro il responsabile della cooperativa, accusato di autoritarismo e molestie sessuali da parte degli operai e delle operaie. Dopo diverse comunicazioni e tre incontri senza risultato, i lavoratori hanno deciso di passare alla denuncia e organizzare uno sciopero per chiederne le dimissioni. Lo sciopero di ottobre si è concluso proprio con l’espulsione dalla fabbrica del responsabile e con l’accordo di cominciare a trattare per l’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL).

Sia sotto il contratto della logistica e adesso sotto quello della legatoria, il padrone non ha mai pagato straordinari, malattie, ferie, 13ma e 14ma. Questa situazione si protrae da diversi anni, in alcuni casi anche da una dozzina. La paga base è di € 6,50 all’ora, fuori da ogni norma vigente. La cooperativa non ha neppure versato il TFR in occasione dei continui cambi di appalto, inscenati per godere di nuovi sgravi fiscali ogni due anni. I sette incontri tenuti negli ultimi mesi non hanno portato a nessun risultato e la cooperativa Etika se ne lava le mani scaricando tutta la responsabilità sulla proprietà. A gennaio il SolCobas ha proclamato lo stato di agitazione convocando nuovi scioperi. Come risposta l’azienda ha convocato la UIL per avviare un nuovo (finto) cambio d’appalto e affidare il lavoro alla cooperativa Onejob, ad oggi inesistente…

Il 15 febbraio i lavoratori Toncar hanno organizzato il 5° sciopero con un nuovo picchetto davanti alla fabbrica. Il padrone ha risposto con la serrata, chiudendo lo stabilimento per l’intera mattinata. Gli operai non si sono fatti intimorire e hanno continuato la protesta, bloccando l’ingresso del secondo turno. A quel punto sono intervenuti i carabinieri aggredendo gli operai e le operaie in presidio per consentire l’entrata dei crumiri.

Il video delle cariche

I lavoratori Toncar chiedono semplicemente l’applicazione del contratto, di ricevere lo stipendio anche in caso di ferie e malattia, di avere accesso a 13ma e 14ma così come previsto dal CCNL, di percepire una paga straordinaria per il lavoro notturno o festivo. Propongono di suddividere i carichi tra tutti i dipendenti, in modo da evitare situazioni in cui un operaio non percepisce lo stipendio e un altro è costretto a fare il doppio turno. Sono rivendicazioni basilari, ma non per Toncar, dove da anni il padrone sfrutta mano d’opera straniera fuori da ogni diritto e normativa vigente, spesso insultandola anche con appellativi razzisti.

Gli operai hanno già mostrato la propria determinazione a non cedere e il picchetto continuerà anche nei prossimi giorni, per colpire Toncar nel vivo della produzione. Ancora una volta si tratta di resistere un minuto più del padrone.

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