Rilanciamo una campagna per la difesa delle condizioni di lavoro

Diffondiamo il volantino de Il Sindacato è un’altra cosa – opposizione Cgil, uscito fuori dall’incontro del 24 gennaio a Firenze

Rilanciamo una campagna per la difesa delle condizioni di lavoro

A dicembre è stato votato il ccnl dei metalmeccanici. Il ccnl è stato approvato dall’80% dei votanti. Il sindacato è un’altra cosa-opposizione Cgil riconosce e rispetta l’esito del voto. I 69mila voti contrari all’accordo ci restituiscono però altrettante buone ragioni per dare continuità alle posizioni che ci hanno portato a giudicare negativamente il ccnl, tanto da invitare a votare il NO.

Il risultato politico del NO va ben oltre il 20% che è uscito dalla consultazione. Ovunque la posizione del NO è riuscita a essere presente nelle assemblee o con i volantinaggi, il risultato è stato ben superiore, soprattutto in alcuni territori, come Trieste, Bergamo, Napoli, Genova, Modena, Parma. E in particolare alla Same, alla GKN, alla Electrolux, in Fincantieri, alla Marcegaglia di Forlì, alla Danieli di Udine, alla Piaggio di Pontedera, alla Continental, all’ex Avio di Pomigliano, alla Jabil di Caserta, alla Motovario di Modena, all’ILVA di Genova, all’Ansaldo, in molti siti di Sirti e della ST Microelectronic, alla AST di Terni, alla Dalmine di Bergamo. La percentuale del NO è stata alta soprattutto nelle grandi fabbriche e in tanti grandi gruppi industriali, cioè proprio tra la base più militante e radicale del mondo metalmeccanico. Il fatto che il NO abbia raccolto oltre un terzo dei voti nelle grandi fabbriche è un elemento che rafforza le nostre ragioni. Così come, la maggiore la partecipazione al voto e la maggiore affermazione del SI proprio nelle piccole imprese la dice lunga sulla crisi di rappresentanza e di strategia di FIM FIOM e UILM. Il punto non è però mettere in discussione l’approvazione del contratto nazionale, ora votato dai lavoratori. Bensì cogliere il messaggio di insoddisfazione e dissenso che la larga affermazione del NO nei settori più combattivi ci restituisce.

Intendiamo andare avanti a informare i lavoratori e le lavoratrici sugli effetti del ccnl e proseguire una con- trattazione acquisitiva, attraverso la contrattazione di secondo livello e una azione sindacale quotidiana. Il risultato del NO alla consultazione dei metalmeccanici deve essere praticato per impedire in particolare:

- la richiesta di flessibilità e di straordinario da parte delle aziende;

- la programmazione della legge 104;

- la totale variabilità dei premi, l’assorbibilità dei minimi e lo sostituzione del salario con il welfare aziendale;

- la derogabilità a qualsiasi livello del contratto nazionale.

In particolare, sui premi aziendali, ovunque i rapporti di forza lo consentono, continueremo a chiedere il consolidamento del salario contrattato al secondo livello. E’ l’unica condizione per garantire aumenti fissi, certi e per tutti. La strategia di contrattare il salario legandolo alla prestazione di lavoro e all’orario non può essere l’unica possibile, perché aumenterebbe le disuguaglianze e il controllo da parte dell’azienda, facendo tornare la contrattazione indietro di decenni.

Le condizioni di ciascuno sono diverse e non avremo ovunque gli stessi rapporti di forza, ma proveremo a portare avanti una linea e una pratica sindacale comune, ovunque possiamo. Non intendiamo astrarci dal contesto generale. Siamo consapevoli che le condizioni non saranno facili, i tempi saranno lunghi e non è pensabile invertire i rapporti di forza soltanto in una o due fabbriche. Ma il messaggio che ci arriva dalla consultazione dei metalmeccanici e da altre significative vertenze contrattuali (per esempio quella dell’igiene ambientale e di Almaviva) ci conferma che è necessaria una nuova stagione di lotte e una vasta mobilitazione nel paese per i diritti e il salario, per il controllo degli orari, dei ritmi, delle condizioni di lavoro e dei tempi di vita, contro la precarietà e per la riconquista delle pensioni.

Non pensiamo che sarà facile, ma abbiamo 69.000 buone ragioni per andare avanti in direzione ostinata e contraria.

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