Contro il regime internazionale del profitto

Il rapporto generale tra le classi nel mondo è caratterizzato dalla assenza del proletariato come forza rivoluzionaria, per la sua attuale dissoluzione politica nella ideologia nazionalista. Gli antagonismi interimperialistici, anche tramite le diverse “sinistre” nazionali, continuano a dominare e a dettare la linea politica, senza che il proletariato sia in grado di rovesciare il corso degli avvenimenti.

In questa situazione è urgente compattare le forze che si richiamano al comunismo internazionalista, per continuare a parlare il linguaggio di classe, di fronte al dilagare di nazionalismi di ogni tipo; parlare del socialismo contro il capitalismo, della rivoluzione contro il parlamentarismo, dell’indipendenza politica del proletariato contro il compromesso con delle frazioni della borghesia; infine, soprattutto il linguaggio dell’internazionalismo contro quello dell’imperialismo.

Il proletariato è ancora più logorato, più fragile la sua forza di difesa contro l’attacco dell’avversario di classe, vede rinsaldato il potere statale ed ancora più aggressivo il fronte capitalistico. Si tratta di capire che la “sinistra” che sta nascendo in queste settimane non è sinistra di classe, ma della legalità borghese, della democrazia capitalistica e degli imperialismi. Una sinistra che non comprende che i Paesi dei “BRICS” sono, di fatto, i motori dello sviluppo dell’intera economia capitalistica! Una sinistra a finalità controrivoluzionarie sotto le bandiere del nazionalismo, di un regime di sfruttamento del lavoro, di espansionismo imperialistico e di inquinamento ambientale, che è simile ai metodi del capitalismo tradizionale d’occidente.

Illuminante quanto sta accadendo in Cina, tanto amata da pseudo-antimperialisti italiani, e nella Russia di Putin, vista come baluardo contro l’arroganza dei Paesi dell’Alleanza Atlantica. I recenti problemi dell’economia cinese sono noti: il calo dei prezzi degli immobili ha provocato un boom edilizio, che ha fatto salire l’offerta a fronte di una domanda costante, e le autorità cinesi non sono riuscite a controllare lo scoppio della bolla azionaria (vedi Anno III n.31 di ALTERNATIVA DI CLASSE a pag.12), che anzi si è rigonfiata. Fin dall’inizio degli anni ’90 la Cina ha adottato una strategia economica basata soprattutto sulle esportazioni, che le ha permesso di conquistare una fetta consistente del mercato mondiale, grazie ai bassi salari ed agli investimenti nelle infrastrutture. Questa strategia ha prodotto nuovo aumento della disuguaglianza sociale e gravi problemi ambientali. Nonostante ciò, il taciturno Presidente Mattarella ha perso l’occasione di tacere ancora una volta, quando ha dichiarato che sarebbe proprio l’attuale “crisi cinese” a rivelare il “fallimento del comunismo”!!! Ma di cosa si sta parlando?

Il 12 Agosto due violente esplosioni nella zona industriale di Tianjin, una delle più importanti città cinesi e decimo porto più grande del mondo. Un incendio in un magazzino che conteneva sostanze chimiche tossiche ed esplosive. Nella struttura erano conservate 700 tonnellate di cianuro di sodio ed altre sostanze, che generano gas infiammabili a contatto con l’acqua. Un disastro con 120 morti, 700 feriti, 50 dispersi, circa seimila sfollati e tanti appartamenti distrutti. La Cina consegna merci ai suoi clienti dall’altra parte dell’Oceano. Enormi carichi transitano continuamente nelle zone portuali (materie prime importate e prodotti finiti da esportare), senza condizioni di sicurezza adeguate. Per quanto riguarda la tragedia di Tianjin, secondo la versione dei media il principale responsabile pare essere il proprietario del magazzino, arrestato il 18 Agosto. Ma il Governo cinese non ha spiegato perché un edificio, che conteneva materiale chimico pericoloso, si trovava così vicino alle abitazioni, agli uffici ed alle infrastrutture portuali! La censura di stato ha bloccato 50 siti internazionali che avevano diffuso voci “irresponsabili” sulla tragedia, incluse alcune indiscrezioni su di un presunto legame di parentela tra il proprietario del magazzino e alcuni funzionari del Governo! Il 18 Agosto il Ministero per la sicurezza pubblica ha annunciato che la polizia cinese ha indagato su 7400 casi di crimini informatici e arrestato 15 mila persone,”per aver messo a repentaglio la sicurezza su internet”. A Luglio il Governo cinese ha lanciato un programma chiamato “Pulizia su internet”, che durerà 6 mesi.

La Russia di Putin, invece, il 9 Maggio di quest’anno, durante le celebrazioni della vittoria sul nazismo nella 2° guerra mondiale, ha esibito in modo marcato la sua potenza militare (vedi Anno III n.29 di ALTERNATIVA DI CLASSE a pag.1). Il 6 Agosto è entrato in vigore il Decreto, con cui il presidente Putin ha ordinato la distruzione dei prodotti alimentari entrati nel Paese in violazione delle controsanzioni varate da Mosca in risposta all’embargo dei Paesi occidentali. Tonnellate di alimenti bruciati o distrutti da bulldozer hanno suscitato indignazione in vasti settori della popolazione. In politica estera continua la politica imperialistica, che oggi utilizza anch’essa ISIS, per rinforzare il proprio ruolo in Medio Oriente, cosa che dovrebbe far riflettere i simpatizzanti in buona fede dei “Rossobruni” del nostro Paese. La società russa Novaport prende in gestione l’Aeroporto di Ancona, diventando socio di controllo dell’Aerodorica. L’Aerodorica, società di gestione dell’Aeroporto di Ancona, prima era controllata dalla Regione Marche.

Questa estate torrida ha visto braccianti stremati dalla fatica, lavoratori “raccolti” in Romania e deportati per la raccolta della frutta, accampati in tendopoli o stipati in venti (20) in una stanza. Braccianti nella campagna piemontese lavorano 12 ore al giorno, con una paga che va dai 2 ai 5 euro all’ora. Sfruttati dai caporali, come nei campi di pomodori pugliesi, ed a volte ci scappa il morto, come è avvenuto nelle scorse settimane a Carmagnola vicino ad Asti (vedi Anno III n.32 di ALTERNATIVA DI CLASSE a pag.7). In un lavoro di indagini, la Guardia di Finanza di Canelli (Asti) ha scoperto 106 lavoratori in nero e oltre 1 milione di euro di irregolarità contributive nella filiera del vino astigiano.

Noi siamo dalla parte dei proletari che sentono la necessità di spezzare il cerchio dell’imperialismo di occidente ed oriente, e di tutti i nazionalismi, contro il regime internazionale del profitto. Ai proletari disorientati diciamo di rompere con le posizioni dei traditori di classe, di battersi per i propri interessi e di manifestare contro la classe borghese. Porsi al seguito di un ceto politico riciclato, quale quello che si sta facendo avanti, vuol dire farsi prendere da un ingranaggio, che stritolerà il proletariato, e rinunciare ad ogni speranza rivoluzionaria.

Alternativa di Classe

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