U.S. Settignanese – C. S. Lebowski, a Bagno a Ripoli

IMG_6265Se conosci Settignanese e Lebowski puoi evitare di leggere questa:

Breve introduzione per chi legge e non sa niente di queste due squadre

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La Settignanese è una squadra che dagli anni settanta è importante nel panorama fiorentino e quest’anno è prima in classifica nel campionato di Prima Categoria.
Vanta tra i suoi titolari un certo Christian Riganò da Lipari, che fu simbolo della rinascita della Fiorentina.
Ci gioca il mio collega Lorenzo, che mi ha invitato a vedere la partita


Il Centro Storico Lebowski
è passato quest’anno di categoria, ma è a soli tre punti dalla capolista. Ha una storia recente, ma unica: una marea di ultras che la seguono sempre e che hanno festeggiato di recente i primi dieci anni di vita. Per chi volesse saperne di più invito a guardare il loro blog dove si parla della loro storia atipica e di quelli che sono i loro valori.
I tifosi del Lebowski per protesta contro il costo del biglietto hanno scelto di seguire la partita che vado a raccontare da fuori dello stadio, su di una collinetta accanto al campo da cui si vede il campo da gioco. Hanno continuato a cantare tutto il tempo.

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La partita

Io e Ferruccio abbiamo un solo biglietto omaggio come giornalista (all’ingresso mi difenderò dicendo: siamo dei semplici blogger), ma siamo in due. Ho promesso che divideremo la spesa del biglietto che rimane da acquistare, ma non ho un soldo e quindi anticipa lui.
Otto euro. Un po’ caro in effetti..

Arriviamo al campo da gioco che la partita è già iniziata.
La Settignanese sembra giocare meglio, ma da un calcio da fermo sulla destra QUALCUNO del Lebowski la prolunga di testa, o di petto, e il numero 7 realizza da poca distanza.
Ospiti in vantaggio intorno al ventesimo del primo tempo.

La punta della Settignanese Bargelli là davanti appare dispersa, non supportata dai compagni e comunque anche se la squadra di casa sembra giocare meglio (esprimere il calcio migliore direbbe un giornalista serio) è sempre e solo il Lebowski a dare l’impressione di poter segnare ancora.

Trascrivo ancora due appunti dal mio taccuino: l’assenza per squalifica di Riganò, e sulla collinetta de I Ponti gli ultras del Leboski che fanno sorridere di gioia per come sono belli, per come sia bello questo mondo del calcio minore, questa sacca di resistenza e colore, e io mi sento come se fossi in casa d’altri, in un mondo strutturatissimo di cui non so niente, con le sue leggi e regole.

A fine primo tempo (anche se arrivati in ritardo, la prima frazione sembra non finire mai) andiamo in cima alla collina a vedere che aria tira lassù, anche se io sono timido e preferirei evitare, ma Ferruccio insiste.

Non mi sento un giornalista, ma mi sento una mezza spia e un traditore, per essere laggiù in tribuna, e non con quei ragazzi lassù.

Ci accolgono facce sorridenti, tatuaggi, birre (sono meno di quanti avevo pensato dal rumore che producevano). Ferruccio incontra un amico e restiamo lassù a fare due chiacchiere, nell’aria invernale. Il cielo bianco di Novembre, le persone imbacuccate nei cappotti. Poi è già tempo di tornare alla partita che inizia il secondo tempo.

Ferruccio sulla destra che effettua un bancomat. Sullo sfondo Casa del Popolo di Galluzzo

 

Ferruccio sulla destra che effettua un bancomat. Sullo sfondo Casa del Popolo di Galluzzo

 

Pchi minuti dopo l’inizio entra in campo Valente per il Lebowski e di questo cambio il mezzo giornalista che è in me, venuto a vedere la sua prima partita di questa categoria, ma che conosce da un decennio Tommaso Valente penserà che il piano dell’allenatore sia quello di provare a reggere l’assedio della Settignanese e portare a casa l’uno a zero con una certa dose di esperienza e calcio fisico.
(Te ne avrai a male Tommi per questo commento? Chissà)

Baldi e Valente entrambi in campo, in squadre avversarie: così che per quanto mi riguarda c’è un bel po’ di Area Pettini, i giardini dove giocavo da bambino, sul campo del Bagno a Ripoli.
Ferruccio si gira e mi fa: Guarda, già imbrunisce. Le quattro e mezzo di pomeriggio, comincia a fare freddo e umido e io mi metto il cappello in testa e rimango là a guardare l’attacco della Settignanese che si infrange sulla difesa del Lewboski, buona prova dei difensori e del portiere, tutti dietro a coprirsi ma pronti a ripartire in contropiede.
Dagli spalti la gente urla: C’è tempo.
Mentre il curvino grigio nero continua a cantare, indifferente a tutto.

Alla fine in campo ci sarà solo una squadra, ma giocherà sempre su di un attaccante che oggi non è sceso in campo per squalifica, Riganò, ricercando un gioco aereo di cross che le punte in campo non riescono a sfruttare. Il portiere del Lebowski salva su buone occasioni della Settignanese, ma è ancora la squadra ospite che nel finale di partita ha l’occasione di segnare il raddoppio, su contropiede. La punta lanciata a rete però spreca.

Poi la partita finisce e noi usciamo parlando con il padre di uno dei calciatori, ex serie C, che ci ha scambiati per giornalisti veri. Parliamo di questo presente, del calcio moderno e di calcio e letteratura minori, di noi quasi giornalisti che abbiamo rovinato il calcio, di quei ragazzi sulla collina.

Aspetto Lorenzo dopo la partita, ma sembra non arrivare mai, mentre gli ultras del Leboski nei giardinetti davanti allo stadio si passano il pallone, ridono, si chiamano, e non degnano di uno  sguardo i giocatori della loro squadra che escono lentamente a loro volta. Nessun divismo.

Poi finalmente arriva Lorenzo e io lo saluto con un abbraccio da arieti e lo ringrazio per l’invito e per la domenica. Lo incontrerò ancora domani, a lavoro, nelle nostre vite settimanali, lasciando tra parentesi le nostre vite del fine settimana.
Ci salutiamo con un mezzo sorriso tra i denti, come di intesa o chissà di cosa.

S.L.

da http://inzonacesarini.com/

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