Anche all’Unifi c’è chi è contro scuola e università azienda (e dice no al Jobsact)

http://clashcityworkers.org/images/02_lotte/cosa_si_muove/2014_10_09_jobs_act.jpgA più di 5 anni dall’inizio della crisi, la situazione non è certo migliorata: la disoccupazione continua a salire vertiginosamente, ogni giorno sempre più persone si trovano senza casa e senza lavoro e, nonostante i continui cambi di governo, non si intravede un’uscita da questa crisi.

Sarà il “giovane” Renzi a dare uno spiraglio di luce al nostro triste futuro? Nel RenziPensiero, l’Italia “cambia verso” ma la tendenza no! Ecco infatti che il ministro Giannini continua la solita opera di tagli lineari, spacciandoli come ridimensionamento delle spese inutili e porta avanti a spada tratta l’apertura delle scuole ai privati, finendo il lavoro già iniziato dalla Gelmini nell’università.

Tutto ciò mentre i fondi per il diritto allo studio vengono tagliati in tutta la penisola, anche nella “meritevole” Toscana, e migliaia di studenti non riescono ad ottenere una borsa di studio e un’alloggio e sono costretti a lanciarsi nella forsennata giostra del lavoro precario e sottopagato. La nostra ministra vuole implementare l’alternanza formazione-lavoro con il tirocinio obbligatorio, obbligandoci a lavorare GRATIS per una vasta gamma di soggetti interessati ad avere un ricambio costante di forza lavoro a costo zero e a ridurre i salari di tutti i lavoratori. Del resto il futuro ce lo dobbiamo “meritare”, diventando disciplinati e produttivi nell’accumulare crediti formativi in un’università-azienda che sforna manodopera da scagliare nel buco nero della disoccupazione giovanile – che arriva ormai a toccare il 44% – o nel precariato dilagante. A meno che tu non faccia parte di quelle esigue “eccellenze”, frequentate dalla “gente che conta”, a numero blindato e a costi proibitivi. In tal caso ti si apre davanti quel processo di selezione di classe che permette solo ad alcuni privilegiati di diventare classe dirigente.

L’azione del governo non si limita solo a questo ma, millantando una maggiore occupazione e l’uscita dalla crisi, portano avanti una netta e decisa campagna di compressione dei diritti dei lavoratori, rendendoli ricattabili con lo spauracchio del licenziamento, sopprimendo la libertà sindacale e riducendo i costi di produzione per rilanciare la “competitività”. La ricetta non è nuova: infatti si incentiva il precariato (diventato ormai condizione esistenziale tipica del lavoratore moderno) grazie a una selvaggia deregolamentazione dei contratti, mentre chi ha la “fortuna” di avere un contratto a tempo indeterminato vede sparire la tutela dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, baluardo contro l’arbitrarietà padronale in materia di licenziamenti.

Il JOBS ACT di Renzi vuole, dunque, un lavoratore flessibile e riciclabile per una vita intera, che salti da un’impiego a un’altro come una cavalletta, senza la possibilità di alzare la testa per difendersi da qualsiasi angheria sul posto di lavoro, pena il licenziamento o il non rinnovo del contratto.

Siamo stanchi di soffrire sulla nostra pelle per i loro profitti, siamo stanchi di dover essere sacrificati sull’altare del mercato al miglior offerente: come studenti universitari e futuri (o attuali) lavoratori, scendiamo in piazza il 10 ottobre, a fianco degli studenti medi, contro una riforma della scuola che continua a favorire le aziende private calpestando il diritto allo studio e contro il Jobs Act che ci incatena ad un futuro di precarietà e sfruttamento.

CONTRO LA SCUOLA E L’UNIVERSITA’ AZIENDA!
CONTRO IL JOBS ACT!

Collettivo Politico * Scienze Politiche

Collettivo Scientifico Autorganizzato

Collettivo di Lettere e Filosofia

Collettivo di Agraria

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