Sabato 1 febbraio: corteo a Bologna con i facchini in lotta, partenza da Firenze

1794531_618359994902709_2130756249_nSabato 1 febbraio corteo a Bologna con i facchini in lotta, a fianco dei licenziati dalla Granarolo
Licenziamenti, crumiraggio, pestaggi delle squadrette pagate dai padroni, repressione di stato con manganelli, denunce ed arresti. Questa è la situazione che da mesi stanno vivendo i facchini della logistica, in lotta per ottenere diritti e salari migliori, una lotta che ha visto la partecipazione ed il protagonismo di molti lavoratori immigrati. Alla compattezza, alla ferma volontà, all’unità dei lavoratori lo stato ed i padroni reagiscono per stroncare qualsiasi tentativo di resistenza, consci che la lotta della logistica ha assunto un’importanza ed una determinazione molto forte che va al di là del singolo settore.
Anche per questo da Firenze sabato 1 febbraio saremo a Bologna perchè la lotta dei facchini è la nostra lotta.

per la difesa del diritto di sciopero e del salario
contro le aggressioni di padronato e Stato
per il reintegro dei lavoratori licenziati
Contribuisci alla Cassa di Resistenza dei licenziati Granarolo per  continuare la lotta!
manifestiamo sabato 1 febbraio a Bologna, corteo alle 15 da piazza dell’Unità

Ritrovo a Firenze ore 13.00 al Cpa Firenze sud, ore 13.30 al Cantiere Sociale K100fuegos a Campi Bisenzio

CPA Firenze sud, Cantiere Sociale K100fuegos

Granarolo come Marchionne, come Electrolux

Sabato a Bologna con i licenziati Granarolo
contro i licenziamenti e le aggressioni di Stato, Mafia e multinazionali, per il diritto a lottare e difendere il salario
Polizia e carabinieri caricano e arrestano i lavoratori e i solidali che presidiavano davanti alla Granarolo;
la Mafia delle cooperative aggredisce e pesta un militante del SI Cobas con l’avvertimento “basta assemblee, basta scioperi”; Electrolux chiede il dimezzamento dei salari per non licenziare: facce diverse di un’unica offensiva antioperaia volta a colpire la libertà di sciopero ridurre i salari e imporre più sfruttamento.
La lotta dei facchini contro l’impero Granarolo-Lega Coop  è una lotta che riguarda tutti i lavoratori.
Sono stati licenziati in 51 perché hanno scioperato contro il taglio del 50% dei salari. Sono stati licenziati per impedire che un sindacato indipendente, il SI Cobas, entrasse in azienda ad organizzare gli operai.
La politica della Granarolo, uno dei centri di potere delle Coop “rosse”, non è diversa da quella all’Artoni e della Fiat d Marchionne: tener fuori un sindacato scomodo e non addomesticabile, anche se a Bologna è la CGIL il sindacato amico cui la multinazionale vuole garantire il monopolio nei posti di lavoro.
Le lotte di quest’estate avevano strappato l’impegno del sistema Coop a riassumere 23 dei 51 licenziati entro il 31 ottobre, e aprire la trattativa per un percorso di rientro degli altri 28, garante il Prefetto. Gli impegni sono stati disattesi, ma il Prefetto, al posto di imporne il rispetto da parte della Lega Coop e del Consorzio delle cooperative coinvolte, manda le “forze dell’ordine” a caricare coi manganelli i lavoratori che con tenacia hanno ripreso le proteste davanti alla Granarolo, bloccando il trasporto del latte. Giovedì scorso hanno usato spray urticanti e hanno arrestato 6 persone, trattenendone due lavoratori in prigione fino a lunedì per dare un segnale che contro il potere non si può lottare e contrastare le politiche padronali. Il governo Letta, legato a doppio filo al complesso di interessi industriali commerciali e finanziari usa i suoi bracci armati contro i lavoratori quando lottano per difendere i propri diritti.
Si vuole stroncare il movimento di scioperi, che a partire dalla logistica con i SI Cobas, l’ADL Cobas e la Confederazione Cobas del settore privato, ha imposto in controtendenza il rispetto del contratto di lavoro e condizioni di lavoro dignitose, impedire che si estenda questo esempio di lotta ad altri settori.
I facchini licenziati della Granarolo sono a casa da 9 mesi  ricevendo solo tre mesi  dei soldi della Cassa Integrazione. Alcuni sono rimasti senza elettricità e riscaldamento in pieno inverno con le loro famiglie, e sono sotto sfratto. La loro lotta comincia ad essere punto di riferimento di altri lavoratori e settori sociali in depauperazione e va allargata e sostenuta da un ampio fronte operaio, di precari e studenti   al di là delle appartenenze sindacali e politiche:

per la difesa del diritto di sciopero e del salario
contro le aggressioni di padronato e Stato
per il reintegro dei lavoratori licenziati

manifestiamo sabato 1 febbraio a Bologna, corteo alle 15 da piazza dell’Unità
Contribuisci alla Cassa di Resistenza dei licenziati Granarolo per  continuare la lotta!
 SI COBAS

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